Kawabata Yasunari

Una pagina folle

Autore: 
Kawabata Yasunari
La prima ed unica sceneggiatura della vita di Kawabata permise la realizzazione del film omonimo del 1926 diretto da Teinosuke Kinugasa, con la produzione della società della Shinkankakuha. Il film venne riproposto, restaurato dallo stesso regista, sia nel 1970 che nel 1975; fu esportato in rassegne cinematografiche a Parigi e Londra. La sceneggiatura appartiene alla fase modernista dello scrittore, in cui l’esperimento si traduce in uno scritto impressionista. Pregiato, perché è un raro esempio di traduzione in lingua italiana delle sperimentazioni letterarie in cui si era cimentato. 
Lo scenario è inusuale; la scrittura segue l’ispirazione. Svincolato da una continuità logica, rende appieno l’idea del titolo. L’ambientazione è la fluidità di una danza inarrestabile all’interno di un manicomio: “Notte. Il tetto di un ospedale psichiatrico. Un parafulmine. Un acquazzone. Lampi. Una ballerina danza leggiadra su un gaio palcoscenico. Davanti al palcoscenico appaiono delle sbarre. Le sbarre di una cella. Il gaio scenario si trasforma gradualmente nella stanza di un manicomio. Anche lo splendido costume della ballerina muta gradualmente in un’uniforme da ricoverato. La ballerina pazza danza follemente” (pag. 1061).
Nello scritto emerge con prepotenza la ballerina, figura splendida ricavata da un amore giovanile (La danzatrice di Izu), icona classica, immagine assai ricorrente nelle opere, racconti o romanzi che siano, protagonista o intarsio che impreziosisce l’atmosfera contemplativa delle sue storie. Si conosce dalla sua biografia l’episodio dell’educazione di una ballerina che mantenne in età più matura, vicenda privata che ritorna e che permette alla sua creatività l’accostamento lirico tra la freschezza giovanile e la nostalgia senile, con dimensioni di più ampio respiro.
 
Una pagina folle” apparentemente rivela una struttura disorganica; ma è attraverso le figure solitarie che riempiono gli spazi claustrofobici del manicomio che si delineano una o più storie sospese, intrecciate dai fili invisibili della mente.
Un uomo offre un anello di fidanzamento ad una ragazza. Un’immagine tipica di una promessa d’amore; la fanciulla trema perché ha un segreto. Le immagini delle celle tornano, con una numerazione ossessiva come la danza selvaggia della ballerina. La madre della ragazza è in una di quelle celle mentre il padre si nasconde tra gli inservienti. L’apparenza vince sulla pietà e così la follia continua a mietere le sue vittime tra chi tenta di restituire la felicità a chi ha sofferto della mancanza dell’amore materno. Il destino incombe con la sua tragica fatalità. Non è pessimismo, ma accettazione consapevole della realtà della vita. L’inserviente tenta di far evadere la moglie, affinché la sua presenza/assenza non sia di intralcio alla felicità della figlia, ma viene scoperto. E la follia incombe. Sono solo fantasticherie. Kawabata cambia registro restituendo il sorriso alla follia, con le maschere che l’inserviente fa indossare agli ospiti delle celle. Fantasticherie, forse, ma l’ultima immagine è quella di un bouquet di fiori che annuncia il matrimonio.
Atipico nella sua formazione, si rivela essere sorprendente nella suggestione narrativa che rivela gli alti e bassi della mente con la luminosità di un finale speranzoso.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Yasunari Kawabata nasce ad Osaka nel 1899 e muore suicida nel 1972. Solo quattro anni prima, nel 1968, gli era stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura.
Kawabata fonda nel 1924 con Riichi Yokomitsu ed altri intellettuali la Shinkankakuha (Scuola della nuova sensibilità) a cui segue la pubblicazione della rivista Bungei Jidai (Epoca letteraria). A quell’epoca conosce Kan Kikuchi, scrittore e saggista che lo supporta anche finanziariamente nominandolo poi redattore di riviste, Shinshicho, Bungei Shunju. Nel 1942 è redattore della rivista Bungei Konwakai e direttore della Nippon Bungaku Hokoku Kai (Società patriottica letteraria giapponese) e, quindi, giudice del premio letterario Akutagawa. A Kikuchi chiede anche i soldi per un matrimonio che non venne mai celebrato, perché la donna di cui era innamorato lo abbandonò devastando ancor di più la sua anima tormentata. Il secondo conflitto mondiale lo travolge, nonostante dichiari sempre la sua indifferenza alla guerra, soprattutto con la morte del suo mecenate e dei suoi amici più cari. La sconfitta lo cambia profondamente come scrittore. Da quel momento il suo impegno è quello di preservare la bellezza giapponese e di diffondere la cultura della sua terra nel mondo. Diventa quindi Presidente del PEN club nel 1948, che gli dà l’opportunità di incontrare letterati in tutto il mondo.
Nel 1945 fonda la Kamakura Bunko, la biblioteca circolante di kamakura. Ed è questa che pubblica i primi scritti di un giovane scrittore di nome Yukio Mishima.
Grandi successi di Yasunari Kawabata furono romanzi come “Il suono della montagna”, “La casa delle belle addormentate”, “Il maestro di go”, “Il paese delle nevi”, “Mille Gru”. Questi, a cui si aggiunsero i numerosi racconti, riuscirono ad aprirsi un varco nel panorama letterario internazionale, influenzando sempre più nuove generazioni di scrittori. In Giappone molti testi di Kawabata conobbero anche l’adattamento cinematografico. In Francia, invece, anche “Bellezza e tristezza” divenne un film di Joy Fleury (1985) con Charlotte Rampling.
 
Yasunari Kawabata, “Una pagina folle”, in “Romanzi e racconti”, I Meridiani – Mondadori edizioni, 2003, pagg. 1061-1082, a cura di Giorgio Amitrano. Traduzione di Mario Teti.
 
Prima edizione: “Kurutta ichipoji”, 1926.
 
Movida,1 luglio 2005.
Originariamente apparsa su Lankelot.com. 

Kawabata Yasunari in Lankelot:

ISBN/EAN: 
9788804503200

Commenti

Movi!

"Lo scenario è inusuale; la scrittura segue l?ispirazione. Svincolato da una continuità logica, rende appieno l?idea del titolo. L?ambientazione è la fluidità di una danza inarrestabile all?interno di un manicomio: ?Notte. Il tetto di un ospedale psichiatrico. Un parafulmine. Un acquazzone. Lampi. Una ballerina danza leggiadra su un gaio palcoscenico. Davanti al palcoscenico appaiono delle sbarre. Le sbarre di una cella. Il gaio scenario si trasforma gradualmente nella stanza di un manicomio. Anche lo splendido costume della ballerina muta gradualmente in un?uniforme da ricoverato. La ballerina pazza danza follemente? (pag. 1061)."

> Stupendo:))).

"Kawabata cambia registro restituendo il sorriso alla follia, con le maschere che l?inserviente fa indossare agli ospiti delle celle. Fantasticherie, forse, ma l?ultima immagine è quella di un bouquet di fiori che annuncia il matrimonio.

Atipico nella sua formazione, si rivela essere sorprendente nella suggestione narrativa che rivela gli alti e bassi della mente con la luminosità di un finale speranzoso."

> Questo non mi sfuggirà, è chiaro:)

2. Ti ricorda qualcosa, forse? :)
E' all'interno del Meridiano. Non ha trovato collocazione separata.
Lo stile di scrittura è quello che si trova più spesso nei racconti brevi o brevissimi. E' l'ambientazione che cambia.

E' un peccato che tutta la sua produzione sperimentale non sia ancora tradotta...avremo speranze?

2. Speranze, sì. E' solo questione di tempo. Quanto dura il diritto d'autore post mortem artista, in Giappone?
A costo zero più facile che qualcuno investa sapendo che il costo unico è la traduzione. Altrimenti, s'aggiunge l'anticipo da versare all'editore - all'avente diritto - straniero...
*
Tra l'altro è strano che nel Meridiano manchi qualcosa.
Guarda sul colophon cosa scrivono dei diritti...

la voce dovrebbe essere "per l'opera in raccolta".
Forse meditavano un volume secondo?