Kawabata Yasunari

Koto

Autore: 
Kawabata Yasunari
Come geroglifici tanto semplici nelle figure, tanto complessi nel loro significato, la scrittura di Kawabata si presta ad una molteplice lettura da parte di chi semplicemente si sofferma sulle storie plasmate a suo piacimento, interrompendole nei momenti più impensabili, o di chi coglie le sfumature più nascoste, per recepirne l’intrinseca bellezza. È una scrittura prismatica che sa brillare da ogni angolo di illuminazione.
“Koto” fu uno degli scritti che portarono Kawabata al Premio Nobel nel 1968, anche se la diffusione e la conoscenza italiana della sua opera iniziò nell’anno del prestigioso riconoscimento.
Se ci si soffermasse sulla prima metodologia d’approccio alla prosa di Kawabata, semplificandone i contenuti, la trama sarebbe ridotta sinteticamente in poche righe: due sorelle gemelle si ritrovano casualmente dopo esser state separate poco dopo la nascita. Naeko è rimasta con i genitori naturali morti a pochi anni di distanza. La ragazza trascorre la vita nella rudezza di un lavoro di montagna, serbando nel suo cuore il profondo desiderio di ritrovare un giorno l’altra parte di se stessa. Chieko è stata adottata da una famiglia di commercianti e vive la sua vita nella normalità, sentendo il richiamo di qualcosa di sconosciuto. Le due sorelle per caso si ritrovano e si separano nuovamente. 
Questa la sintesi di pagine da esplorare lentamente, passo per passo, in quelle note di malinconico struggimento sul senso fugace di una felicità ritrovata e subito smarrita. Assimilare la vasta gamma di sensazioni che scaturiscono dalla penna di Kawabata è come regalarsi l’universo intero raccolto in un palmo di mano dall’anima dello scrittore.
Chieko ha il dono di una sensibilità profonda che le fa cogliere le sfumature della vita attraverso i segnali che vengono dalla natura, come due violette che fioriscono ogni primavera ai piedi dell’acero davanti casa. I clienti del negozio si soffermano sull’aspetto robusto dell’albero, ma le farfalle e così Chieko conoscono le delicate violette che crescono distanti l’una dall’altra. La ragazza sente la loro solitudine e partecipandovi con l’anima si chiede se si conoscono e se si incontreranno mai.
Naeko entra in scena a metà romanzo, portando con sé il dolore di una vita di solitudine, nella consapevolezza che una parte della sua famiglia è viva e distante. Le due ragazze stentano a legare, imbarazzate da un sentimento scoperto improvvisamente. Naeko è la più sollecita a conquistare la fiducia di Chieko, proteggendola con il suo corpo dalla pioggia. Così simili e così diverse come le persone che seguono destini diversi, l’uno più protettivo, l’altro più duro per la sopravvivenza fisica.
Ecco che il loro legame però si fa più intenso nel volgere della storia, al limite della morbosità, fino a che si profila all’orizzonte il matrimonio di Chieko portando con esso, inaspettatamente, la fine della felicità appena ritrovata. Naeko si allontana, forse per sempre, come Kawabata lascia intendere con quel cenno del capo nelle ultime righe di una struggente storia che lascia tracce di evasione per la campagna di Kyoto.
Il Koto è uno strumento tradizionale e con un titolo musicale lo scrittore regala pagine in cui la malinconia s’intreccia con la visione umana della condizione femminile immersa nella quotidianità. Due aspetti sociali sono chiusi nelle figure delle gemelle che si ritrovano, ma che sono destinate a separarsi ancora una volta, per eventi che si lasciano solo intravedere. Ed è nello stile di un racconto in palmo di mano che emergono affreschi sulle tradizioni culturali e su quelle artigianali dei disegni per obi e dei loro interpreti, come il padre adottivo di Chieko. Una nota di erotismo, infine, per completare il quadro, viene offerta nell’ambiente delle geishe, anch’esse presenti nella variegata vita quotidiana. 
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
Yasunari Kawabata nasce ad Osaka nel 1899 e muore suicida nel 1972. Solo quattro anni prima, nel 1968, gli era stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura.
Kawabata fonda nel 1924 con Riichi Yokomitsu ed altri intellettuali la Shinkankakuha (Scuola della nuova sensibilità) a cui segue la pubblicazione della rivista Bungei Jidai (Epoca letteraria). A quell’epoca conosce Kan Kikuchi, scrittore e saggista che lo supporta anche finanziariamente nominandolo poi redattore di riviste, Shinshicho, Bungei Shunju. Nel 1942 è redattore della rivista Bungei Konwakai e direttore della Nippon Bungaku Hokoku Kai (Società patriottica letteraria giapponese) e, quindi, giudice del premio letterario Akutagawa. A Kikuchi chiede anche i soldi per un matrimonio che non venne mai celebrato, perché la donna di cui era innamorato lo abbandonò devastando ancor di più la sua anima tormentata. Il secondo conflitto mondiale lo travolge, nonostante dichiari sempre la sua indifferenza alla guerra, soprattutto con la morte del suo mecenate e dei suoi amici più cari. La sconfitta lo cambia profondamente come scrittore. Da quel momento il suo impegno è quello di preservare la bellezza giapponese e di diffondere la cultura della sua terra nel mondo. Diventa quindi Presidente del PEN club nel 1948, che gli dà l’opportunità di incontrare letterati in tutto il mondo.
Nel 1945 fonda la kamakura Bunko, la biblioteca circolante di kamakura. Ed è questa che pubblica i primi scritti di un giovane scrittore di nome Yukio Mishima.
Grandi successi di Yasunari Kawabata furono romanzi come “Il suono della montagna”, “La casa delle belle addormentate”, “Il maestro di go”, “Il paese delle nevi”, “Mille Gru”. Questi, a cui si aggiunsero i numerosi racconti, riuscirono ad aprirsi un varco nel panorama letterario internazionale, influenzando sempre più nuove generazioni di scrittori. In Giappone molti testi di Kawabata conobbero anche l’adattamento cinematografico. In Francia, invece, anche “Bellezza e tristezza” divenne un film del regista Joy Fleury (1985) con Charlotte Rampling. 
Yasunari Kawabata, “Koto”, Milano, Rizzoli, 1982. Traduzione a cura di Mario Teti. Prefazione di Mario Luzi. 
Prima edizione:  “Koto”, 1962.
 
Movida,26 giugno 2005. 

Kawabata Yasunari in Lankelot:

Kawabata Yasunari

Kawabata Yasunari, Mishima Yukio

ISBN/EAN: 
9788817106061

Commenti

neo MOVI!

"Il Koto è uno strumento tradizionale e con un titolo musicale lo scrittore regala pagine in cui la malinconia s?intreccia con la visione umana della condizione femminile immersa nella quotidianità. Due aspetti sociali sono chiusi nelle figure delle gemelle che si ritrovano, ma che sono destinate a separarsi ancora una volta, per eventi che si lasciano solo intravedere. Ed è nello stile di un racconto in palmo di mano che emergono affreschi sulle tradizioni culturali e su quelle artigianali dei disegni per obi e dei loro interpreti, come il padre adottivo di Chieko. "

> Ennesima bella pagina.
A proposito di gemelli nel Novecento Mondiale:
la Kristof è una lettura fondamentale,
http://www.lankelot.eu/index.php/2006/10/30/kristof-agota-trilogia-della...

ne convieni?

OT. Abbiamo superato, senza accorgercene, quota 2900 articoli. Questo è il 2908. Avanti così, ragazzi, entro fine marzo siamo a 3000;).

ARI-OT. Movi, ricorda di impostare i contenuti della tua scheda;).
Quella dello staff, dico.

"Ed è nello stile di un racconto in palmo di mano che emergono affreschi sulle tradizioni culturali e su quelle artigianali dei disegni per obi e dei loro interpreti, come il padre adottivo di Chieko. Una nota di erotismo, infine, per completare il quadro, viene offerta nell?ambiente delle geishe, anch?esse presenti nella variegata vita quotidiana."

> Sull'onda dell'entusiasmo per il tuo ritorno e per i tuoi recuperi, da tre notti mi sto rinutrendo de "L'ultimo samurai". In attesa di avere mesi per un'immersione completa in Kawabata e Mishima.

C.2 e 4: arriverò ad entrambi,...per il 4) a tempo debito...non ho ancora avuto l'ispirazione giusta...

per il 5) L'ultimo samurai: non avevo dubbi.

P.s. ne dovrebbero mancare altre 7 di kawabata delle oldies. Che botta, tutto insieme...quindi prima degli inediti passerò a qualcos'altro. Una ventina di titoli di Kawabata è una bella scommessa.

gran bel programma;).