Parole vuote; parole vuote che si trasformano in cenere. Così pensa Kikuji mentre si accinge a bruciare il fascio di lettere di Fumiko, dopo averle rilette a distanza di un anno. È appena tornato dal suo viaggio di nozze con Yukiko ed ha voluto bruciare le lettere di un’altra donna, tentando così di cancellarne definitivamente le tracce nella sua vita.
Kikuji è il ragazzo ossessionato dai ricordi del passato, attanagliato dai dubbi e dai sensi di colpa per aver amato la donna del padre ormai morto e la di lei figlia in un momento di sbandamento.
Kikuji è quel ragazzo che Kawabata aveva posto tra due giovani donne e manipolato in modo diverso da altre due più mature nel romanzo “Mille gru”. Ora è sposato con Yukiko, la ragazza che, alla cerimonia del tè organizzata da Chikako Furimoto, portava un fazzoletto con il disegno delle mille gru, simbolo di longevità e fortuna. ”.
Questo breve romanzo è il seguito di quella storia che aveva lasciato Kikuji a dolersi della scomparsa improvvisa di Fumiko, pensandola suicida come la madre, con la sopravvivenza del male rappresentato dalla Kurimoto.
“Il disegno del piviere” è un altro motivo emblematico per il Giappone che torna tra gli abiti della moglie durante la luna di miele. È un viaggio strano il loro, perché non si conosce come si sia sviluppato il fidanzamento e, quindi, il loro matrimonio. Kikuji aveva appreso dalla Kurimoto la notizia che la ragazza si era sposata. Invece non era che un gioco dell’abile e contorta donna che aveva quella voglia sul seno come se fosse un’impronta del demonio a marchiare un’anima malata.
Kikuji non riesce ad avvicinarsi alla moglie per adempiere non ad un dovere coniugale ma ad un atto d’amore. Il suo desiderio di cancellare il passato si plasma al rispetto per la moglie tramutandosi in un forte desiderio di castità. Ed è con questa che si rende conto di poter recuperare l’innocenza perduta e, quindi, perdonare se stesso per il momento che ha attraversato dopo la morte del padre. Una delle tazze che legavano la Kurimoto al padre e poi alla Ota, ereditata dalla figlia, era stata già distrutta. Ora non restava che cancellare il resto.
Le lettere che costituiscono la parte centrale del romanzo rivelano il doloroso allontanamento di Fumiko immersa in un viaggio purificatorio tra la natura del Giappone al fine di ritrovare il suo equilibrio. L’impianto narrativo nasce e si sviluppa attorno ai suoi pensieri, mentre l’energia vitale della natura ne avviluppa i sensi per restituirle il benessere interiore che le manca. La natura, uno dei temi più cari di Kawabata, ritorna restituendo l’immagine di una donna tormentata per colpe che non le appartengono. È attraverso descrizioni idilliache che il suo animo si rigenera, decidendo di allontanarsi definitivamente dalla persona che ama. Il suo sacrificio è l’atto supremo di un amore che il passato ha reso impossibile. L’altra, la moglie, è l’immagine della purezza identificata un tempo dal simbolo delle mille gru e ora dal piviere. Kawabata omette la descrizione particolareggiata della sua bellezza, preferendo affidare a particolari degli abiti indossati o a riflessi del suo animo il compito di trasmettere la capacità di restituire serenità al marito. Più passano i giorni e più il pensiero della Ota e di Fumiko non fa che accrescere l’immagine di purezza della moglie che vive felice accontentandosi di casti abbracci.
Il male rimasto ad affondare le sue radici nella terra, circondato da sentimenti di repulsione e di ribellione, tenta ancora di alimentarsi dei sentimenti dei due giovani. La Kurimoto non solo prenota una sala da tè nell’albergo dove i due stanno trascorrendo la luna di miele, ma addirittura si presenta due volte a sorpresa nella loro casa di giovani sposi.
Il romanzo si interrompe all’arrivo del padre e della sorella di Yukiko in visita agli sposi, con la Kurimoto che si lamenta della vendita dell’altra tazza regalatale dal padre di Kikuji. L’intento del ragazzo di liberarsi del passato sta producendo i primi risultati sulle cose che glielo ricordano. La cerimonia del tè, quindi, passa in secondo piano rispetto all’altro romanzo, ma Kawabata non rinuncia a portare tracce della sua estetica anche tra queste pagine. Un potente esempio della sensibilità, nascosta dalla semplicità del linguaggio, è dato dagli abiti che riprendono motivi diversi a seconda delle stagioni nonché dalla descrizione della sala da tè dell’albergo sostituita dall’intimità domestica di una casa moderna che non possiede neppure gli utensili necessari per ripetere la tradizione in presenza della Kurimoto.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Kawabata fonda nel 1924 con Riichi Yokomitsu ed altri intellettuali la Shinkankakuha (Scuola della nuova sensibilità) a cui segue la pubblicazione della rivista Bungei Jidai (Epoca letteraria). A quell’epoca conosce Kan Kikuchi, scrittore e saggista che lo supporta anche finanziariamente nominandolo poi redattore di riviste, Shinshicho, Bungei Shunju. Nel 1942 è redattore della rivista Bungei Konwakai e direttore della Nippon Bungaku Hokoku Kai (Società patriottica letteraria giapponese) e, quindi, giudice del premio letterario Akutagawa. A Kikuchi chiede anche i soldi per un matrimonio che non venne mai celebrato, perché la donna di cui era innamorato lo abbandonò devastando ancor di più la sua anima tormentata. Il secondo conflitto mondiale lo travolge, nonostante dichiari sempre la sua indifferenza alla guerra, soprattutto con la morte del suo mecenate e dei suoi amici più cari. La sconfitta lo cambia profondamente come scrittore. Da quel momento il suo impegno è quello di preservare la bellezza giapponese e di diffondere la cultura della sua terra nel mondo. Diventa quindi Presidente del PEN club nel 1948, che gli dà l’opportunità di incontrare letterati in tutto il mondo.
Nel 1945 fonda la kamakura Bunko, la biblioteca circolante di kamakura. Ed è questa che pubblica i primi scritti di un giovane scrittore di nome Yukio Mishima.
Grandi successi di Yasunari Kawabata furono romanzi come “Il suono della montagna”, “La casa delle belle addormentate”, “Il maestro di go”, “Il paese delle nevi”, “Mille Gru”. Questi, a cui si aggiunsero i numerosi racconti, riuscirono ad aprirsi un varco nel panorama letterario internazionale, influenzando sempre più nuove generazioni di scrittori. In Giappone molti testi di Kawabata conobbero anche l’adattamento cinematografico. In Francia, invece, anche “Bellezza e tristezza” divenne un film di Joy Fleury (1985) con Charlotte Rampling.
Yasunari Kawabata, “Il disegno del piviere”, Milano, SE, 2003. Traduzione e postfazione a cura di Bona Pallavicini.
Prima edizione: “Namichidori”,1953.
Originariamente apparsa su Lankelot.com.
Kawabata Yasunari in Lankelot:
Commenti
Movida ripropone "Il disegno del piviere". L'archivio Kawabata cresce!
il buon mago saluta un gran ritorno
"La natura, uno dei temi più cari di Kawabata, ritorna restituendo l?immagine di una donna tormentata per colpe che non le appartengono. È attraverso descrizioni idilliache che il suo animo si rigenera, decidendo di allontanarsi definitivamente dalla persona che ama. Il suo sacrificio è l?atto supremo di un amore che il passato ha reso impossibile."
> Queste descrizioni devono essere stupende... qualche assaggio?
Un assaggio..."Se ho descritto Takeda in modo così minuzioso è perché sono certa che non vi tornerò mai più. Vorrei sancire qui una volta per tutte la nostra separazione. Non ho intenzione di spedire questa lettera e, se anche lo facessi, sarebbe l'ultimo mio gesto. Del castello non rimangono che le rovine, ma dalle sue mura di pietra si può ammirare lo splendido spettacolo delle montagne nel cielo sereno dell'autunno. Sottili nubi bianche incoronavano la cima del Daisen, mentre sull'altro lato potevo vedere le vette del Soboga, del Takamuki e altre ancora, e i luoghi che ho attraversato per giungere sin qui. Lassù, tra le spighe ondeggianti dei susuki e l'ombra del pino ritengo di essere riuscita a congedarmi definitivamente da voi, il cui pensiero non mi abbandonava. E' stato doloroso, ma ora vi chiedo di perdonarmi..."
http://www.att-japan.net/special/autumn/autumn_img/chu-shi/daisen.jpg
oh.
ancora una!
;)