Kawabata Yasunari

Il braccio

Autore: 
Kawabata Yasunari
Racconto breve di lunga gestazione che s’incastra perfettamente negli esperimenti surreali della produzione di Kawabata con un incipit di particolare suggestione. Intuibile è l’impatto sul seguito della lettura con una frase come questa: “un braccio te lo posso anche prestare per una notte, disse la ragazza. Poi si staccò il braccio destro dalla spalla e con la sinistra me lo mise sulle ginocchia” (pag. 1180).
Lo scritto coglie impreparati sugli effetti realmente voluti dall’autore. Il meccanismo è pronto a svelare i suoi misteri. L’aria macabra del racconto si supera grazie alla sensibilità dello scrittore che riesce a dar sollievo servendosi delle sensazioni di calore dato dal possesso di una parte di un altro essere umano (il contatto). L’arto della ragazza non perde vitalità. Tutt’altro.
L’io narrante concentra l’attenzione di una parte che racchiude in sé la bellezza del tutto. Portandosi dietro questa fiamma di sensazioni, attraversa la città con un braccio altrui nascosto sotto l’impermeabile mentre i pensieri assumono solidità nella situazione paradossale in cui si autoproietta. Giunto a casa riesce a conversare con il braccio della ragazza, trovando spunti per riflessioni sulla solitudine e sulla bellezza tragica della donna. Accostando la sua mano a quella della ragazza nota che le unghie femminili hanno una forma straordinaria e che quella singolarità rende il suo status ancora più doloroso. Per questo motivo il protagonista, che potremmo individuare in Kawabata stesso, intraprende, per una notte, un rapporto intimo e coinvolgente con quel braccio, tenendolo vicino nel letto prima di addormentarsi.
 
Il dialogo è intenso e profondo, con la creazione attorno a queste figure irreali di quelle medesime visioni di raffinata sensibilità riscontrate in altri più noti racconti. Non si ha motivo di rappresentarsi il distacco netto tra l’arto ed il corpo-madre grazie a quella particolare pulsione narrativa che rende tutto omogeneo, sereno e tragico allo stesso tempo, nel tentativo di riempire spazi mentali di solitudine attraverso monconi animati. Tanto è il desiderio di partecipazione verso l’altra persona che il protagonista non si accorge di aver sostituito nel frattempo il suo stesso braccio con quello della ragazza. E così gli pare di aver acquistato quella serenità che gli permette di dormire come mai aveva fatto, ma i demoni sono pronti a tornare. I demoni che avrebbe voluto tener lontani grazie a quel contatto pieno di “calore” riprendono possesso della sua vita. Le visioni si fanno più lucide, con un ritorno alla realtà che pare traumatico, e si trova a staccare con forza, senza neppure rendersene conto, in un impeto di forza occulta, il braccio della ragazza per tornare come prima, nella sua assoluta solitudine.
 
Uno scritto affascinante nella sua particolarità che pare provenire da una realtà allucinata dalle visioni di malinconica tristezza e si avvicina idealmente al tema de “La casa delle belle addormentate”. Kawabata stava attraversando un momento particolare della sua vita, dopo aver superato una crisi di astinenza da tranquillanti che lo aveva portato al coma. Ed ecco che la sperimentazione nasce dalla consapevolezza di aver affrontato la morte e di averla comunque superata.
 
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
Yasunari Kawabata nasce ad Osaka nel 1899 e muore suicida nel 1972. Solo quattro anni prima, nel 1968, gli era stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura.
Kawabata fonda nel 1924 con Riichi Yokomitsu ed altri intellettuali la Shinkankakuha (Scuola della nuova sensibilità) a cui segue la pubblicazione della rivista Bungei Jidai (Epoca letteraria). A quell’epoca conosce Kan Kikuchi, scrittore e saggista che lo supporta anche finanziariamente nominandolo poi redattore di riviste, Shinshicho, Bungei Shunju. Nel 1942 è redattore della rivista Bungei Konwakai e direttore della Nippon Bungaku Hokoku Kai (Società patriottica letteraria giapponese) e, quindi, giudice del premio letterario Akutagawa. A Kikuchi chiede anche i soldi per un matrimonio che non venne mai celebrato, perché la donna di cui era innamorato lo abbandonò devastando ancor di più la sua anima tormentata. Il secondo conflitto mondiale lo travolge, nonostante dichiari sempre la sua indifferenza alla guerra, soprattutto con la morte del suo mecenate e dei suoi amici più cari. La sconfitta lo cambia profondamente come scrittore. Da quel momento il suo impegno è quello di preservare la bellezza giapponese e di diffondere la cultura della sua terra nel mondo. Diventa quindi Presidente del PEN club nel 1948, che gli dà l’opportunità di incontrare letterati in tutto il mondo.
Nel 1945 fonda la kamakura Bunko, la biblioteca circolante di kamakura. Ed è questa che pubblica i primi scritti di un giovane scrittore di nome Yukio Mishima.
Grandi successi di Yasunari Kawabata furono romanzi come “Il suono della montagna”, “La casa delle belle addormentate”, “Il maestro di Go”, “Il paese delle nevi”, “Mille Gru”. Questi, a cui si aggiunsero i numerosi racconti, riuscirono ad aprirsi un varco nel panorama letterario internazionale, influenzando sempre più nuove generazioni di scrittori. In Giappone molti testi di Kawabata conobbero anche l’adattamento cinematografico. In Francia, invece, anche “Bellezza e tristezza” divenne un film del regista Joy Fleury (1985) con Charlotte Rampling.
 
Yasunari Kawabata, “Il braccio”, in “Romanzi e racconti”, I Meridiani – Mondadori edizioni, 2003, pagg. 1177-1204, a cura di Giorgio Amitrano. Traduzione di Mario Teti.
 
Prima edizione: “Kataude”, 1965 (pubblicato in cinque puntate sulla rivista Shincho, dal 1963 al 1964).
 
Movida,11 luglio 2005.
 
Originariamente apparsa su Lankelot.com.

Kawabata Yasunari in Lankelot:

Kawabata Yasunari

Kawabata Yasunari, Mishima Yukio

ISBN/EAN: 
9788804503200

Commenti

Movi presenta "Il braccio" di Kawabata.
buona lettura!

"?un braccio te lo posso anche prestare per una notte, disse la ragazza. Poi si staccò il braccio destro dalla spalla e con la sinistra me lo mise sulle ginocchia? (pag. 1180)."

> Sai a cosa mi fa pensare?
Al gomito di http://www.lankelot.eu/index.php/2006/10/26/krzizanovkskij-autobiografia...

Krzizanovkskij.

"Uno scritto affascinante nella sua particolarità che pare provenire da una realtà allucinata dalle visioni di malinconica tristezza e si avvicina idealmente al tema de ?La casa delle belle addormentate?. Kawabata stava attraversando un momento particolare della sua vita, dopo aver superato una crisi di astinenza da tranquillanti che lo aveva portato al coma. Ed ecco che la sperimentazione nasce dalla consapevolezza di aver affrontato la morte e di averla comunque superata."

> Capito. Altro libro che dovrò leggere e meditare. Gran bel lavoro, Movida;).