Karlsen Patrick

Postnovecento. Intervista a Patrick Karlsen

Autore: 
Karlsen Patrick

FILTRO CONTEMPORANEO

Politica, democrazia, arte modernità… è sorprendente che siano questi gli argomenti dell’intervista con lo scrittore triestino Patrick Karlsen nel giorno in cui si stanno definendo le sorti della sua opera prima. È singolare perché sembrerebbe difficile associare questi argomenti senza cadere nella tentazione di ripetere la lezione dei predecessori e cedere alla trappola televisiva della “battuta mediatica e ripetitiva” pronunciata nel programma in voga. Soprattutto può sorprendere che questo giovane esordiente di 27 anni, alto, biondo, timido, s’avvicini con l’espressione fiera di qualcuno che è orgoglioso di ciò che pensa, di ciò che sente. Può sorprendere il mondo dell’immagine, della Tv, dell’immediato, dell’istantaneo. Zap, check, press, confirm: sono i suoni che l’uomo contemporaneo ha imparato ad ascoltare. Lui lo sa. E così quei rumori – quelli del mondo moderno e quello postmoderno – invadono la sua poesia come parassiti e Patrick se ne serve per raccontare e testimoniare la nascita di una nuova lingua in un’opera che “sarà giudicata dagli altri e non da me che gli ho solo dato una forma” commenta, adagiandosi sulla sedie e guardando fuori dalla finestra con un fare imbarazzato – come chi non ama rispondere a domande secche. La vera grande responsabilità dell’opera risiede nella scelta del titolo della raccolta di poesie: Postnovecento. “Un titolo che ci impegna – dice riferendosi alla casa editrice Il catalogo di Gianfranco Franchi & C. – perché siamo i primi”. I primi. Certo, in un mondo contemporaneo, depredato dagli ideali e le ideologie – dal loro senso più profondo –, lo scrittore racconta le sue emozioni, le sue osservazioni ed i suoi pensieri attraverso la poesia poiché “come la storia, la letteratura è espressione della realtà”.

Trieste. Un grande omaggio alla amata-odiata città, città degli anni della prima infanzia, della giovinezza e dell’università. Questo spazio è lo sfondo della sua poesia. Il capoluogo giuliano ritorna nei suoi testi come l’ombra di un corpo in movimento. È il filtro attraverso il quale Patrick legge il mondo contemporaneo, in tono a volte goliardico e provocatorio. Karlsen, che svela chiare origini scandinave sia per il suo cognome che per i suoi tratti somatici, si siede. Nel suo passato, importanti collaborazioni a testate di divulgazione letteraria come Lankelot, Lighea e Der Wunderwagen; quest’ultima avventura lo potrebbe consacrare come un nuovo talento che di eclettico ha molto. E le sue poesie lo mostrano. “Dal sacro al profano”, le sue riflessioni sono intrinseche di un certo intimismo che riepiloga la vita di un Italia contemporanea.Tranquillo e sorridente come chi ha un buon carattere e si lascia andare solo poche volte, Patrick che ha un aspetto da persona taciturna, s’alza, s’avvicina alla finestra e ridacchia dicendo che non potrebbe inserire questa sua piccola opera in una corrente letteraria ben precisa perché “è ancora troppo presto per dirlo”. E in Italia, un paese così ricco di cultura, di intellettualità e genialità, ma mal organizzato, lo spazio per i nuovi esordienti latita. Non è una novità, purtroppo. Di eccezioni, per fortuna, ce ne sono; e Patrick potrebbe essere l’esempio di una nuova rinascita, quella che avverrà nel postnovecento.


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Patrick Karlsen (Genova, 1978), poeta e storico mitteleuropeo. Sin dall’infanzia vive a Trieste, dove gode oggi di una borsa di studio, dopo la laurea in Storia. È stato tra i collaboratori di «Der Wunderwagen», rivista letteraria indipendente diretta da G. Franchi; e tra i fondatori del foglio universitario «Lighea» di Trieste.

Patrick Karlsen, “Postnovecento”, Edizioni del Catalogo, Roma 2005.
Prefazione di Gianfranco Franchi.


Irene Savio, aprile 2005.

 

ISBN/EAN: 
000

Commenti

Soprattutto può sorprendere che questo giovane esordiente di 27 anni, alto, biondo, timido, s?avvicini con l?espressione fiera di qualcuno che è orgoglioso di ciò che pensa, di ciò che sente. Può sorprendere il mondo dell?immagine, della Tv, dell?immediato, dell?istantaneo. Zap, check, press, confirm: sono i suoni che l?uomo contemporaneo ha imparato ad ascoltare. Lui lo sa....

(integro l'archivio Karlsen;) )