Kai Zen

Delta Blues

Autore: 
Kai Zen

Assistendo al quotidiano spettacolo messo in scena dai mezzi d'informazione viene da chiedersi se l'Africa (ma questo vale anche per l'Asia e l'America Latina) esista ancora fisicamente e se il mondo in cui viviamo sia realmente ancora quello rintracciabile su un Atlante Geografico. A ricordarci dell'esistenza del continente africano sono saltuariamente le notizie riguardanti la tale modella chiamata a rispondere di un diamante insanguinato, l'epidemia o la catastrofe che provoca un tale numero di morti da richiamare orde di cronisti affamati di scoop (se sono coinvolti dei turisti europei ancora meglio), il rapimento di qualche occidentale (ma se il rapimento non ha una rapida soluzione, addio notizia) o lo sbarco di mezzi d'assalto in stile D-Day-Somalia e soprattutto documentari o reportage di viaggio in televisione a o trasmessi privatamente ai propri cari, senza per altro dimenticare gli stadi dell'ultimo mondiale di calcio disputato in terra sudafricana.

Tutto il resto passa nel silenzio più assoluto, nel dimenticatoio, tanto siamo impegnati nel nostro microcosmo di letterine, partite di calcio e grandi fratelli. Recuperare notizie spetta al singolo che deve affidarsi alle poche riviste o siti internet specializzati, ai racconti di prima mano dei missionari (come accade al sottoscritto) o di operatori umanitari che svolgono il proprio duro lavoro in quei luoghi.

Meritevole è allora l'operazione condotta dalla casa editrice VerdeNero-Edizioni Ambiente e da Kai Zen, gruppo di narratori composto da Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani, che con il loro «Delta Blues» (il blues statunitense degli anni '20 e '30 che deve il suo nome al Mississippi Delta) aprono uno squarcio doloroso nel velo di silenzio che circonda i paesi africani. 

Kai Zen concentra la propria attenzione sulla Nigeria, una nazione dove da anni, se non da secoli (pensiamo solo alla tratta degli schiavi), sono in atto dei veri e propri genocidi e disastri naturali in nome del petrolio. Un genocidio praticato nel silenzio, con l'ovvia complicità dei governanti nigeriani, da parte delle compagnie petrolifere come Shell e Eni.

E' sufficiente leggere come si espresse nel 2009 Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, a proposito del coinvolgimento delle compagnie petrolifere in questo genocidio:

"Il fatto che un governo non protegga i diritti umani dei suoi cittadini non assolve le compagnie petrolifere, così come il fatto che lo stesso governo non chiami queste ultime a rispondere del proprio operato non rende la Shell, l'Eni e le altre compagnie che operano nel paese libere di ignorare le conseguenze delle proprie azioni. Gli standard internazionali non sono una cosa che le compagnie possono scegliere di aggirare: esistono standard internazionali sulle attività delle compagnie petrolifere e sull'impatto sociale e ambientale, di cui le compagnie che operano nel Delta del Niger sono ampiamente informate

Se i propositi di «Delta Blues» sono senza dubbio meritevoli per la loro opera di denuncia è bene subito spazzare il campo dagli equivoci e constatare che se il romanzo ha il merito di far conoscere ai lettori più disinformati la portata della tragedia che sta travolgendo la Nigeria e l'Africa tutta, fallisce però completamente come opera letteraria, come romanzo.

"Delta Blues", per stessa ammissione degli autori, è una cover, un rifacimento, una riattualizzazione, chiamatela come volete, di "Cuore di tenebra" di Joseph Conrad e di "Apocalypse Now" di Francis Ford Coppola e perché no anche delle pagine africane di "Viaggio al termine della notte" di Louis Ferdinand Celine.

La storia è semplice: Martin Klein, geologo italiano alle dipendenze dell'Ente, una grande multinazionale del petrolio dietro a cui è facile rintracciare l'Eni, tradisce il proprio mandato convincendosi che il futuro del mondo stia nelle energie rinnovabili e sparisce nella giungla. Si potrebbe facilmente sospettare di un rapimento o di un assassinio da parte del Mend, il Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger che combatte per sottrarre il controllo del petrolio alle compagnie petrolifere in favore del popolo nigeriano, ma la realtà è più complessa. L'uomo rapito da un gruppo di ribelli comandato da Johnny Saa decide di mettere al servizio della guerriglia le proprie competenze e conoscenze per sferrare un colpo terribile all'Ente. 

«Gli serve un'azione molto visibile, molto dolorosa per le compagnie, e che non corrompa questa terra disgraziata più di quanto non lo sia già. Di solito fanno saltare in aria gli oleodotti, ma così disperdono il greggio nell'ambiente, avvelenano l'acqua, rendono fango sporco la terra. Ci lavoro su, si può tagliare la gola al nemico che dorme nel tuo letto anche senza sporcare le lenzuola." (pag. 124)

Sulle sue tracce viene inviato, in Nigeria, Ivo Andric, nome in codice Tamerlano (chiari i riferimenti allo scrittore jugoslavo e al Grande Emiro del XIV secolo), un agente dei servizi, professionista della guerra sporca, che dovrà addentrarsi nella giungla per ritrovare l'uomo scomparso scontrandosi con se stesso e con la tragica verità che si troverà davanti agli occhi. Intorno a loro si muovono guerriglieri, prostitute, traditori, gangster, un consulente giapponese, uomini della compagnia petrolifera, arroganti, stupidi, eredi di Robert Johnson, reporter di guerra belgi dal cuore tenero affamati di scoop e senza la minima idea del luogo in cui si trovano.

Per chi conosce "Cuore di tenebra" lo svolgimento del romanzo apparirà abbastanza scontato, con qualche piccolo accorgimento e fluttuazione nella narrazione, anche se al sottoscritto la lettura ha ricordato maggiormente, per alcune immagini, caratterizzazione dei personaggi, atmosfere e conflitti a fuoco "Apocalypse Now" ma in una riduzione da stanca fiction televisiva. Ammetto a malincuore che ai personaggi del libro non riuscivo ad accostare un Martin Sheen o un Robert Duvall ma uno qualunque degli attori che gravitano nella nostra orbita televisiva.

Il romanzo è condito da passaggi di stampo saggistico o giornalistico, come ad esempio il seguente passaggio che estrapolo da una conversazione:

«Così l'Ente passa per essere un colosso gentile, esponente di una nuova finanza globale attenta all'ambiente, quando qui in Nigeria le cose vanno sempre peggio. Tanto per darti un'idea dei paradossi di qui: il gas flaring, cioè la pratica di bruciare i gas che si estraggono insieme al petrolio invece di riutilizzarli (il che sarebbe più oneroso per le compagnie) fa sì che più del 70% di quella che sarebbe una risorsa energetica vitale per questo Paese venga buttata via, dispersa nell'aria. Questo crea un inquinamento tremendo, causa di piogge acide, e in cambio la gente non ha niente. A parte i tumori e le malattie respiratorie e della pelle, chiaro. Eppure il gas flaring è vietato in Nigeria da trent'anni. In teoria. Poi in pratica arriva uno come Makiwa e scrive nei suoi rapportini che tutto va bene, perché tanto fra poco il gas estratto non sarà più bruciato ma stoccato e riconvertito nella enorme centrale di Bonny Island. Il che è vero, ma è solo una parte della verità. Infatti le compagnie petrolifere, come se non bastasse, hanno fatto cartello per accaparrarsi a prezzi da capogiro (che paga il governo nigeriano) l'appalto di un enorme centro di riconversione del gas estratto. Quindi il divieto è stato aggirato per trent'anni causando devastazioni impressionanti, e quando si è fatto qualcosa per risolvere la situazione - un qualcosa che le compagnie avrebbero dovuto fare obbligatoriamente a pena di essere escluse dagli affari - questo intervento è stato realizzato a spese (gonfiate) del governo. Questo paese perde anche quando vince. E intanto i pozzi d'acqua potabile diventano velenosi e campi un tempo fertili si trasformano anno dopo anno in acquitrini oleosi e putridi.» (pg.56-57)

che alla lunga annoiano, appesantiscono la lettura e risultano completamente artefatti. Non dubito che una conversazione del genere possa svolgersi nella vita quotidiana e nemmeno metto in dubbio ciò che d'interessante emerge da questo scambio ma a lettura conclusa questo passaggio perde tutta la sua potenza di denuncia, finendo per essere null'altro che semplice inchiostro sulla pagina bianca. 

Se una delle pecche di questo romanzo è proprio questa incapacità di intrecciare la narrazione a tematiche ambientali e critica sociale, l'altro nodo irrisolto è l'evidente incapacità degli autori di restituirci il Delta del Niger coi suoi uomini, i suoi odori, le sue storie, i suoi corpi, la sua melma, la sua puzza di morte. Se la lettura di "Cuore di tenebra" costringeva il lettore a scivolare lungo quel fiume insieme a Marlow, facendogli respirare tutto l'orrore che covava in quelle terre, se Francis Ford Coppola ci aveva restituito un Vietnam con quella puzza di napalm che te la sentivi entrare nelle narici come tanto piaceva al Tenente Colonnello William "Bill" Kilgore, se il volto del colonnello Kurtz nascosto nell'ombra aveva la forza di sconvolgerti i sogni, se su quel fiume anche tu ti sentivi perso, alla ricerca di te stesso, di un fantasma, Kai Zen è rimasto in superficie, senza riuscire a restituirmi l'odore del fiume, il colore del petrolio, la puzza del petrolio quando brucia, non mi ha fatto provare l'orrore dei corpi martoriati, delle fosse comuni, delle morti innocenti, non mi ha preso allo stomaco, non mi ha fatto precipitare negli abissi di un uomo come Klein che non sa più cosa fare per il mondo, non mi ha spinto a confrontarmi coi dubbi di Ivo Andric e dei guerriglieri, non mi ha fatto nemmeno incazzare o piangere per una tragedia che mi coinvolge tutte le volte che accendo la mia macchina. 

Ricordo un libro di tanti anni fa, «I sabotatori» di Edward Abbey, un romanzo sicuramente scanzonato, forse invecchiato, sicuramente meno documentato e preciso di «Delta Blues» ma capace di regalare emozioni al lettore, di fargli provare sulla sua pelle l'orrore della devastazione ambientale nel Sud-Ovest degli Stati Uniti, di spingerlo a reagire, a non rimanere fermo. Forse è da libri del genere che Kai Zen dovrebbero ripartire e mi azzardo a dire che un libro del genere probabilmente lo avranno già letto, così come avranno letto i romanzi di Salgari e tanti altri romanzi, perchè a mio parere il compito di ogni scrittore, di ogni romanziere che ambisca a non essere un semplice scribacchino è andare oltre il mero dato oggettivo, la statistica, il bollettino, il già visto e sentito, è quello di scavare in profondità nell'anima, nel cuore, nello stomaco, nel paesaggio, nelle contraddizioni che ci circondano e a trasferirlo su una pagina bianca capace di vivere di vita propria, di piangere, di prenderci a pugni, di accarezzarci, di farci bruciare, di farci grondare sangue come grondano sangue le terre d'Africa.

Edizione esaminata e brevi note:

Kai Zen è un gruppo di narratori nato nel 2003 e formato da Jadeel Andreetto, Bruno Fiorni, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani. Nel 2007 ha pubblicato il romanzo "La strategia dell'ariete" (Mondadori).

Kai Zen, "Delta Blues", VerdeNero-Edizioni Ambiente, Milano, 2010 (Il libro è interamente stampato su carta riciclata ed è in copyleft). La copertina è opera di Gipi.

Sul web:

www.kaizenlab.it

kaizenology.wordpress.com

www.edizioniambiente.it

www.verdenero.it

Andrea Consonni, ottobre, 2010 

ISBN/EAN: 
978-88-96238-63-9

Commenti

[Delta Blues] Kai Zen, Delta

[Delta Blues] Kai Zen, Delta Blues, un eco-thriller ambientato nel Delta del Niger 

[verdenero] libri verdenero

[verdenero] libri verdenero in lanke: http://www.lankelot.eu/Verdenero

[kai zen - and] buondì and!

[kai zen - and] buondì and! curioserrimo di leggere il pezzo, appena posso sbarco e me ne nutro. Intanto carico ovviamente in prima!

[«I sabotatori» di Edward

I sabotatori» di Edward Abbey] che aspetti a scriverne qua su Lanke? Sembra un libro fondamentale. Dai dai!

[kai zen] un grande articolo,

[kai zen] un grande articolo, completo: informazione editoriale, critica letteraria, analisi politica e meditazioni estetiche. Ammazza Andrea. Detto ciò, criticando con tanto equilibrio e tanta precisione il romanzo dei Kai Zen mi hai comunque invogliato alla lettura, e questo al di là della mia antica simpatia per loro, e per Jadel, e al di là della poca voglia che ho di leggere una variazione sul pattern di Conrad. 

Sei sempre più bravo. Grazie.

[Kai Zen] A parte

[Kai Zen] A parte ringraziarti per i complimenti, mi piace ribadire come questo sia un libro che a parte la mia stroncatura va letto. Perché va letto? A parte i sacrosanti gusti personali, è l'argomento che è di grande importanza: la questione delle risorse ambientali, l'Africa, la smaccata complicità dell'Occidente in quanto sta accadendo e poi perché ci riguarda personalmente anche perché l'Eni è italiana. Ammetto di essere fortunato a proposito di qualche informazione sull'Africa, mia cugina è in Congo dagli anni '60 e fin da piccolo sono cresciuto con le sue storie, i suoi racconti, le sue lettere piene di orrori. E' una suora missionaria e si potrebbero dire tante cose sui missionari, buone o cattive, ma mi colpisce sempre quando racconta dei passeggeri degli aerei che si dirigono in quei luoghi, delle persone che ha incontrato nelle città, nella giungla, dei bambini soldato, dei silenzi e complicità anche di alcuni religiosi, dei nostri connazionali. Quello che non ho trovato in questo libro è la sofferenza delle sue parole, dei suoi racconti, quel rimanere senza fiato al termine dei suoi lunghissimi monologhi. Orrori e gioie. Perché pur con tutto lo schifo che vede, non tornerebbe mai in Italia e anzi sogna proprio di morire laggiù e di essere seppellita lì.

Su Abbey, Vicentini è stato un grande, perchè è stato pubblicato da Meridiano Zero. Appena una mia amica che vive fra le montagne me lo restituirà, lo rileggerò e proverò a scriverne.

[Delta blues] Concordo col

[Delta blues] Concordo col giudizio di Franchi sul tuo scritto, assolutamente ineccepibile.


Credo, e lo dico con molta umiltà, che sia molto difficile scrivere "romanzi" di denuncia. Cioè, non è facile. O si scrivono libri di denuncia (tipo La guerra di Emma, Bilal, o come Tutti indietro, Il mare di mezzo che sono solo gli ultimi che ho letto e sono talmente terribili da diventare difficilissimi da recensire e di fatto la gente non vuole sapene nulla preferendo altri atteggiamenti mentali) o si scrivono storie veramente accadute (Il sogno del bambino stregone, La bambina di sabbia, e mille altre storie vere, anche non narrate dall'autore ma ascoltate e riportate).


Il romanzo che contempli invenzione e denuncia, vuole, come giustamente noti tu, una bravura speciale.


Personalmente è un genere che mi interessa poco: dell'Africa cerco di occuparmi molto miseramente da anni e mi documento di continuo e ancora non sono venuta a capo di nessuna speigazione anche se un paio di idee fuori dai luoghi comuni le ho. Ma ho bisogno di fatti e di testimonianze. Se proprio devo evadere, preferisco altre letture.


Con questo, molti complimenti ancora.


P.s. A proposito: vista l'ultima réclame dell'ENI? Io sono disgustata... contenta di non essere la sola.

[Kai Zen - Ilde] Grazie Ilde.

[Kai Zen - Ilde] Grazie Ilde. Cercherò qualcuno dei testi che citi e che non ho ancora letto. Sull'ultima réclame Eni, non ho visto, provo a cercarla.

Aggiungo e magari sparo una stupidaggine, che qualcosa dei personaggi mi ha ricordato anche Leonardo Di Caprio e Jennifer Connelly nel film Blood Diamond - Diamanti di sangue di Edward Zwick. 

[delta blues, libri segnalati

[delta blues, libri segnalati da Ilde] eccomi a integrare le principali segnalazioni di Ilde, a beneficio di tutti:

"La bambina di sabbia": http://www.lankelot.eu/letteratura/bashir-halima-la-bambina-di-sabbia.html

"Bilal": http://www.lankelot.eu/letteratura/gatti-fabrizio-bilal-viaggiare-lavora...

"La guerra di Emma": http://www.lankelot.eu/letteratura/scroggins-deborah-la-guerra-di-emma.html

[grazie]

[Delta blues] Non so se è

[Delta blues] Non so se è questa l'ultimissima (non ho le casse)


http://www.youtube.com/watch?v=1QgIZI2PHQE


quello che mi lascia del tutto interdetta è la versione italiana dove si parla di Rispetto.... EHHHH?????? Di chi? Delle loro tasche????

[Delta Blues] Visto lo spot.

[Delta Blues] Visto lo spot. Che presa per i fondelli!

[Kai Zen] Passato dal sito.

[Kai Zen] Passato dal sito. Grazie per la segnalazione.  

[kai zen] ;)

[kai zen] ;)

[kai zen] anche qui: