Come quando manca l’aria e la calura quasi impedisce di parlare, così il libro di Cynan Jones, “La lunga siccità”, è storia che avanza a respiri singhiozzanti, sotto un sole cocente. Una storia in cui non succede molto, ma quello che succede è doloroso, drammatico, intenso.
Un romanzo breve, un romanzo di un giorno. Giorno in cui Gareth si sveglia nella sua casa di campagna e non trova più una sua mucca: per le successive 90 pagine si mette a ricercarla, e mentre lo fa torna con la mente al passato più o meno recente. Mentre è sulle tracce della mucca scomparsa entrano in scena, sommessamente, altri personaggi: la moglie Kate che combatte quotidianamente contro il disfacimento della propria bellezza e contro i mal di testa che la bloccano a letto, una figlia piccola, dolce, un figlio assente. L’uomo fa un bilancio della propria esistenza. E intanto arrivano ricordi, dolori, pensieri confusi. Avanti e indietro nel tempo.
Il padre non c’è più, con i suoi risparmi ha comprato una fattoria che non va come dovrebbe, che potrebbe fruttare di più. Ma non c’è tempo, forse non c’è la voglia, e intanto il tempo passa, e Gareth passa le notti a leggere il vecchio diario del padre, scritto a mano, in gallese incomprensibile… Gareth vorrebbe capire meglio la vita, capire la moglie, capire la sofferenza. È un bene vivere in campagna? Forse la moglie vorrebbe altro, forse non è più il tempo di vivere lontano dal mondo, in una sorte di dimensione parallela.
E la mucca, intanto, ancora non si trova. Intanto il cane di famiglia deve essere abbattuto, ha un tumore. Il veterinario arriverà presto. È ancora vivo il ricordo di un coniglio ucciso tempo fa, per non farlo soffrire. Il futuro ancora non si sa, ma sarà tragico. Una mucca, nella stalla, sta per partorire.
C’è un costante e progressivo senso di tragico, in queste pagine. La scrittura di Jones – smozzicata, essenziale, improvvisamente molto tecnica – rende a pieno un senso d’angoscia fortissimo, l’atmosfera rarefatta di un’imminente tragedia. Una storia normale, semplice, onesta, banalità quotidiane nella campagna gallese: secca e sterile, non lascia spazio alle emozioni, durante il giorno. Non si parla, non si comunica, i rapporti si sfasciano, se non si coltivano. Di notte, invece, è il momento dei ricordi. Lo stile di Cynan Jones ricorda molto da vicino quello di Breece D’J Pancake, che con Trilobiti fu una delle prime uscite ISBN. Ma, a differenza dello scrittore morto suicida nel 1979, Jones ha anche, inaspettatamente, piccole parentesi ironiche, come quando scrive della sovrabbondanza di anatre in Galles. Ma sono tantissimi i punti di contatto tra i due, sia nei paesaggi naturali descritti, che nelle riflessioni sui paesaggi, gli animali, le solitudini dei personaggi. La scrittura, pur essendo essenziale, è molto lirica, emozionante. Avanza a monosillabi, con frasi brevi e angosciose, periodi di drammatica intensità, di lacerante pathos.
I personaggi sono descritti soltanto da un punto di vista psicologico, a parte per Kate, che ci viene presentata come una donna florida, rigogliosa, nonostante si senta secca e disfatta nel corpo e nello spirito.
Questo romanzo ci parla di storie di solitudini e incomprensioni. Piccoli drammi quotidiani nella campagna gallese. Forse solo un grande pianto, liberatorio, potrebbe sistemare le cose, sciogliere il dolore rappreso, lavare vie le vecchie cicatrici. Ma è un pianto che non arriva mai. Il dolore non fa del tutto il suo corso, e subito arriva notte. I pensieri tornano, fuori piove, la coppia si riavvicina, nel letto. Ma forse soltanto in quel luogo. La lunga siccità è qualcosa che rimane dentro, si aggrappa alle pareti dell’anima e difficilmente potrà trovare il sollievo progressivo nell’acqua.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
La lunga siccità, Cynan Jones, Isbn Edizioni, Milano 2009. Traduzione di Gioia Guerzoni.
Cynan Jones è nato in Galles nel 1975. Ha lavorato come freelance nell’industria vinicola, part time in un cantiere e poi come gestore di una piccola enoteca a Aberaeron. La lunga siccità è il suo primo romanzo.
Nel 2008 è stato invitato al Festivaletteratura di Mantova nell'ambito di Scritture giovani.
Jones in Lanakelot
Commenti
romanzo di un giorno.
(notevole... a Torino punto lo stand e compro di volo, poi ne riparliamo;) )
ti piacerà, ne sono certo ;)
Spendi il nome di Pancake... ne parli con tanta poesia. E' il minimo.
http://www.editoriaindipendente.it/2009/05/10/lankelot-%C2%BB-archivio-d...