Izzo Jean-Claude

Il sole dei morenti

Autore: 
Izzo Jean-Claude

Il sole dei morenti è la struggente cronaca di una deriva. Di un abbandono della vita, di tutte le scelte passate e future, degli amori, dell’Amore, della ricerca di una felicità possibile.


Una rinuncia disperata, poetica, appassionata e commovente.

Quando ogni cosa è perduta, quando anche l’ultimo amico è morto per strada, nel gelo dell’inverno parigino, Rico decide di lasciarsi andare. Di smettere di combattere anche le piccole, misere, umilianti imprese quotidiane per restare vivo, e di serbare le scarse energie che gli restano per l’ultima fatica, l’unica che abbia ormai un senso per lui. Andare a morire al sole di Marsiglia. Nel calore dei ricordi di un amore dimenticato, nell’abbraccio della voce di una donna senza volto, o che ha il volto di ogni donna amata. Che lo attende laggiù, in cima al molo, sulla piattaforma del faro, di fronte a quel mare come un sogno che si deve guardare a occhi aperti, un sogno dal quale non ci si sveglia. (pag.208).Un altro pezzo di strada, sapendo che sarà l’ultimo. Un viaggio tra i diseredati come lui, tra quelli che non chiedono e hanno smesso di chiedersi un senso, che non possono accettare, che non possono dimenticare ciò che hanno visto e vissuto sulla propria pelle. Refrattari, per le istituzioni.

Fratelli di ogni abbandono. Respinti che non vogliono più tentare di farsi accettare, di trovare un posto in una società che li ha già fatti scivolare fuori dai suoi bordi slabbrati una, o molte, volte.

Marchiati dal crollo generale, dalla sconfitta dell’umanità, dall’orrore.

Portano addosso segni visibili, come la testa di lucertola tatuata accanto all’occhio del dolce Felix, come le bruciature sul volto del piccolo Abdoul, o affondati nel profondo, ? ma sempre visibili per chi abbia voglia di guardarli ? come il vuoto negli occhi di Mirjana. Il vuoto dei profughi, dei condannati, dei rifiutati.

Alcuni di loro hanno rinunciato a ogni rispetto per se stessi e si sono smarriti, altri sono diventati feroci.

Ma qualcuno resiste.

Dentro l’amaro dei giorni, in quel tempo disperato che non lascia addosso niente, nemmeno la rabbia, questi uomini e donne violentati dalla vita hanno saputo serbare il proprio sogno, stretto nel pugno.

La forza di questa storia, di questi personaggi, di questa scrittura sta tutta qui, nel calore che riesce a sprigionare dalle macerie, nella capacità di accarezzare, di far sognare, nel suo essere allo stesso tempo spietata e compassionevole, feroce e dolcissima. 

“Solo quando il mondo ti crolla addosso scopri l’orrore. Che nel mondo esiste l’orrore. Perché sei sbattuto in un’altra vita e incontri gente di cui non avevi nemmeno immaginato l’esistenza, né il dolore”. (p. 184)

Questo riesce a fare Jean-Claude Izzo, con il suo capolavoro, con la potenza della sua scrittura, con il suo romanticismo amaro, disilluso ma vibrante, ancora. Ci sbatte dentro un’altra vita.

In un viaggio da cui è impossibile non uscire cambiati, impossibile da dimenticare. 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

 Jean-Claude Izzo (Marsiglia 20 giugno 1945 – Marsiglia 26 gennaio 2000), scrittore, poeta, giornalista francese.

Jean-Claude Izzo, “Il sole dei morenti”, ed E/O, Roma, Anno 2004.
Traduzione di Franca Doriguzzi. 

Prima edizione: “Les Soleil des Mourants”, Flammarion, Francia, 1999.  

Approfondimento in rete: 
 


 

 
ISBN/EAN: 
8876416102

Commenti

Ave Sabrina!
Finalmente il tuo esordio.
Sistemo l'impaginazione (colpa del link;) ) e arrivo

Alè. Link sistemato. Aggiunto tag "Letteratura", standard nelle recensioni dei libri. Vedo un font più piccolo in alto, provvedo a uniformarlo (ma sei stata bravissima, hai rispettato tutti i parametri. Grande esordio!)

Da qui in avanti, sempre on line la tua scheda nello staff, completa dell'elenco dei tuoi articoli:

qui:
http://www.lankelot.eu/index.php/staff/639/Sabrina+Campolongo

"Questo riesce a fare Jean-Claude Izzo, con il suo capolavoro, con la potenza della sua scrittura, con il suo romanticismo amaro, disilluso ma vibrante, ancora. Ci sbatte dentro un?altra vita.
In un viaggio da cui è impossibile non uscire cambiati, impossibile da dimenticare."

> Ne deduco che ci attende l'opera omnia, vero?
Dai dai.;)

A stanotte per i commenti.

Grazie Gianfranco. In realtà temevo di incasinarmi, nonostante tutte le tue indicazioni a prova di imbranato.
Sì, Izzo, è un mio grande amore. Scelto come esordio non a caso.
Di sicuro ne scriverò ancora. :-)

Splendido;)

E' un esordio molto lirico e promettente.
Grazie di cuore.

Per le mie simpatie alla letteratura francese, devo confessare di non aver mai letto nulla di Izzo. Ma da quel che scrivi, si èuò provvedere... :)

"Dentro l?amaro dei giorni, in quel tempo disperato che non lascia addosso niente, nemmeno la rabbia, questi uomini e donne violentati dalla vita hanno saputo serbare il proprio sogno, stretto nel pugno."

Che bello...fa pensare a degli anti-eroi che tuttavia riescono a non uscire sconfitti dall'incontro con la vita...

7. concordo con Franchi, pagina lirica e promettente.Me ne hanno parlato bene di Izzo, prima o poi farà parte delle mie letture

Ildelaura e Baol, consiglio senz'altro la lettura di Izzo.
Io sono partita "alla rovescia", perchè Izzo è famoso prima di tutto per la trilogia noir che vede protagonista il suo anti-eroe Fabio Montale (poliziotto nel primo noir, ex-poliziotto negli altri due), che io invece ho letto in seguito (nell'ordine "Casino totale" "Chourmo" e "Solea"). Bellissime letture tutte.
Il sole dei morenti però è di più, secondo me. Svincolato dalle esigenze di "trama" del noir, credo che Izzo abbia dato davvero il suo massimo in questa storia nera e dolcissima.
Consiglio anche la raccolta di racconti "Vivere stanca". Può essere un buon modo di approcciare i temi e la scrittura di Izzo.

"Dentro l?amaro dei giorni, in quel tempo disperato che non lascia addosso niente, nemmeno la rabbia, questi uomini e donne violentati dalla vita hanno saputo serbare il proprio sogno, stretto nel pugno".
Proprio bello questo frammento.
Non conosco Izzo, ma la tua pagina invoglia almeno a sbirciarne la bibliografia. Grazie.