Izzo Fabio

Il Nucleo

Autore: 
Izzo Fabio

"Navigo a vista e in questo momento sto pensando di abbandondare il paese. Il paese minuscolo, quello di questa piazza piovosa di sempre, e il Paese maiuscolo, inteso come nazione, barca fallata che fa eternamente acqua da tutte le parti. A cercare di tirarmi via da qui ci sono due tentazioni. Un'offerta lavorativa apparentemente irrinunciabile per una multinazionale globale, che stranamente si è appassionata al mio CV, e una ragazza."

Si legge a pagina 41 de "Il Nucleo", l'ultima fatica letteraria di Fabio Izzo pubblicata come i precedenti "Eco a Perdere" e "Balla Juary" da Edizioni Il Foglio e arrivati alla fine del libro si vorrebbe dire al protagonista ma ancor di più all'autore "No, non abbandonare il tuo paese, perchè se rimanessi potrebbe trasformarti in un vero scrittore." o almeno così potrebbe accadere.

"Il Nucleo" lo si potrebbe descrivere come un delirio pop che contiene più romanzi o forse meglio delle bozze di romanzi o bozze di raccolte di racconti, di frammenti, in cui si confondono storie d'amore per ragazze polacche e italiane dalle iniziali molto stuzzicanti, per una nazione a cui l'autore è particolarmente legato come la Polonia, per il paese in cui ha le radici ma poi anche per il calcio, per la musica. Storie di vita quotidiana fatta di mancanze e difficoltà a campare, di un ragazzo che non vuole diventare uomo colpito da un lutto e sul modo di affrontare il dolore con la scrittura e poi con la musica fino a trasformare un'assenza in una canzone. Ci si perde in questo libro all'inseguimento dell'autore-protagonista Dante Fante fra un dentista e una piazza di un paese di provincia che non cambia mai, si inizia e si ricomincia, alla ricerca vana dell'Io-Nucleo frammentato che compone questo libro e che confonde e gioca con il lettore, dibattendosi fra fantasia e realtà, fra incontri amorosi in alberghi polacchi che sembrano usciti da Lost in Translation e partite dei Mondiali di calcio, fra omaggi a Bruno Shulz e John Fante (e chissà anche Dan), fra intermezzi e storie di vita quotidiana di provincia. Pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, avanti e indietro in un tempo che è quello di un'anima genuina e innamorata, un po' fallita e inconcludente ma ancora capace di sognare e costruire avventure anche solo su carta. 

Eppure, dopo una prima parte più convincente, la seconda cala decisamente e si finisce per perdersi eccessivamente e ci si si innervosisce anche un po' troppo forse e a lettura ultimata la prima considerazione che mi sento di fare è che questo libro avrebbe probabilmente necessitato di una maggior cura editoriale che avrebbe dovuto comportare l'eliminazione di intere sezioni (alcuni interludi sono davvero inconcludenti e fanno perdere ritmo alla narrazione) e una maggiore pulizia o riscrittura di passaggi eccessivamente prolissi e ripetitivi perchè è talmente evidente la sensibilità dell'autore che si finsice per renderla quasi vana. Lo si sarebbe dovuto fare ma anche forse no perchè si sarebbe potuta snaturare l'anima di questo libro e soprattutto la dimensione autoriale di Fabio Izzo che ovviamente da l'impressione di aver pubblicato un libro così come lo avrebbe voluto e visto che probabilmente è così, perchè probabilmente in caso contrario non lo avrebbe mai pubblicato e nemmeno scritto, a questo punto il consiglio che mi sento di rivolgere è quello in futuro di studiare con maggiore attenzione un'opera complessa e che l'autore ha sicuramente letto come La pesca alla trota in America di Richard Brautigan e che a una prima lettura sembrerebbe essere sconclusionata (e per questo detestata anche da molti lettori) ma che non lo è, anzi. 

L'altra considerazione, per ritornare all'inizio di questa recensione, riguarda la coesistenza di più possibilità narrative all'interno de "Il Nucleo" che avrebbe forse necessitato di sviluppi autonomi: forse un forse una raccolta di racconti sulla vita provinciale capace di evitare il bozzettismo o forse un romanzo di ampio respiro (non sono poca cosa la conoscenza e l'amore per la Polonia di cui l'autore dimostra di essere in possesso....anzi, è una caratteristica davvero rara negli scrittori contemporanei italiani) per scardinare la gabbia della sterile autoreferenzialità e di un giovanilismo portato all'ecceso e ormai strabusato gonfio di continui riferimenti agli amati gruppi musicali, scrittori, opere d'arte, pellicole cinematografiche, forse anche un romanzo d'amore a tutto tondo, forse tanto altro...

E allora l'augurio è che "Il Nucleo" rappresenti per l'autore la fine di un ciclo esistenziale ma anche letterario e che possa a questo punto aprirsi una fase nuova della sua carriera, più stimolante e matura, perchè sarebbe un peccato che Fabio Izzo sprecasse il suo talento cristallino che si può cogliere appieno, oltre che nei dialoghi sempre puntali, anche nei brevi spunti meta-narrativi come "Bruno e l'illegalità di esistere" che tra l'altro è preceduto proprio da queste poche righe:

"Bruno Shultz per molti è il messia sommerso, per altri è un grandissimo scrittore e molti altri ancora ne ignorano l'esistenza. Qui si sposa bene con la nostra storia, perché, secondo me Schulz è il più grande scrittore di provincia che sia mai esistito." (pag. 47)

E perchè allora non ripartire proprio da qui? E' solo un umilissimo consiglio, nient'altro, ma veder sprecato un talento non è mai una bella cosa. 

Edizione esaminata e brevi note:

Fabio Izzo (Acqui Terme, 1977), scrittore italiano. Laureato in Lingue e Letterature Straniere a Genova, ha vissuto in Finlandia e in Polonia. Ha esordito con “Eco a perdere” (2006).

Fabio Izzo, "Il Nucleo", Edizioni Il Foglio, 2011. Prefazione di Gianluca Morozzi.

Fabio Izzo su Lankelot:

Edizioni Il Foglio su Lankelot:

Andrea Consonni, novembre 2011

ISBN/EAN: 
9788876063305

Commenti

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[Fabio Izzo - Il Nucleo] "Il Nucleo" terza prova di Fabio Izzo.

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[izzo] tutti i dati:

Fabio Izzo, "Il Nucleo", Edizioni Il Foglio, 2011. Prefazione di Gianluca Morozzi.

Fabio Izzo su Lankelot:

Edizioni Il Foglio su Lankelot:

[Fabio Izzo - Il Nucleo]

[Fabio Izzo - Il Nucleo] Lascio anche il link della recensione comparsa su Il paradiso degli orchi:

http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=recensione&Chiave=1117 

[izzo; brautigan] qui la

[izzo; brautigan] qui la scheda del libro di cui parla il nostro AC, http://www.lankelot.eu/letteratura/brautigan-richard-pesca-alla-trota-am...

[fabio izzo, il nucleo] qui

[fabio izzo, il nucleo] qui la partecipata lettura di Simone Pazzaglia: http://fabioizzo.wordpress.com/2011/11/03/il-nucleo-secondo-simone-pazza...