Calvino Italo

Il barone rampante

Autore: 
Calvino Italo

LA RIVOLUZIONE CAMPA PER ARIA

INTRO
 
Visualizzazione, leggerezza, rapidità, esattezza (1).
Volare via.
Leggero.
Oplà. Sul ramo di un albero.
“Fu il 15 giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi” (2)
Cambiare l’esistenza, dare non L’esempio, ma UN esempio.
Avanti voi paladini del buon senso, staccate i cellulari, spegnete la televisione, dimenticate il mutuo appena contratto.
Avanti pirati, all'arrembaggio. Su, su ragazzi nati stanchi, vecchi sempre ragazzi, scordiamoci lo scimmiottamento e lo scimmiesco, gettiamo alle ortiche l'oblio e i conflitti interiori, ritorniamo uomini, non perdiamoci di vista.
Riprendiamoci l'essere.
IL nostro essere.
Andiamocene sugli alberi.
Ricominciamo.
Al pesante fardello della gravità terrestre lasciamo la violenza, l’ingordigia, l’egoismo e la superficialità. Cominciamo con il guardare il tutto da un'altra posizione. Stavolta magari dall'alto.
Si sta bene, quassù. Magari da qui cambiare l'orizzonte diventa quasi una banalità.
In ogni caso abbandonate ogni camaleontica malvagità terrestre, senza dimenticarvi di.
Il coraggioso non distrugge, il coraggio é cambiare.
 

TEMA

Nel giugno 1767 chissà perchè Cosimo, agiato infante di nobili di provincia, per impeto o pazzia, decide di ribellarsi alla sua famiglia, in barba ai precetti. Egli in ogni caso si libera dei suoi genitori, coppia settecentesca nell'anima e leopardiana per connotazioni di biografie letterarie.
Sarà forse per il padre decrepito come i suoi poteri secolari.
Sarà forse per la madre, abile occultatrice di ricchezze e stratagemmi da telenovela, amministratrice di possessi sempre più in balia di ruberie strampalate e gestioni tanto maniacali quanto inefficienti.
Sarà che un richiamo misterioso e spirituale gli ha suggerito una via per rivoluzionare pacificamente questo guerresco e guerreggiante mondo asfittico.
Chissà perchè.
In ogni caso Cosimo rifiuta il dovuto senza ignorare il dovere, disdegna l'inchino anche se ama l'eleganza e la deferenza, l’educazione ed il bon-ton.
Egli sceglie con convinzione invece di essere continuamente e perpetuamente essere scelto, dagli altri o dalla Storia.
Va sugli alberi. E ci vivrà una vita, costi quel che costi.
Così da bimbo diverrà uomo, avendo la magnifica, sognante, fantastica possibilità di guardare tutto da un ramo senza mai cadere come una foglia morta.
La colta narrazione, piena zeppa di riferimenti storici, colti, scorre via liscia, leggera, sublime nella sua densa semplicità. Piena di amore e amori, avventure picaresche e più o meno verosimili.
Cosimo è una metafora, razionale, illuminista, fiabesca ma disincantata della rivoluzione che Calvino inseguiva, di un miglioramento del mondo con e per la letteratura. D’altronde lo scrittore saggista era un tenace assertore della mission letteraria come costruzione di mondi possibili assolutamente a sé bastanti, anche se improbabili ma vivi e vivibili.
Ribellione architettata e costruiti sui libri e molto libresca. Cosimo legge, scrive, si confronta con la corrente filosofica degli illuministi a lui coeva.
Perché non bisogna obliare il passato, ma rianimarlo, ri-attualizzarlo, riusarlo, sviscerandolo e a volte anche sconfiggendolo.
Senza uccidere la tradizione, ma affrancandosi da complessi edipici di sottomissione:
Tra i valori che fossero tramandati c’è soprattutto questo: d’una letteratura che abbia fatto proprio il gusto dell’ordine mentale e della esattezza, l’intelligenza della poesia e nello stesso tempo della scienza e della filosofia” (3)
Poetica che si direbbe artificiosa e meccanica dà come risultato una libertà ed una ricchezza inesauribili” (4)
Senza morti, senza feriti, senza sassi contro le vetrate, senza.
Salire sugli alberi, abbandonare LA prospettiva dominante per averne un'altra.
Il mondo non si può cambiare? Non è vero, cambiamo il nostro sguardo.
Siamo fatti di sguardi e di visioni, non ci piace quello che osserviamo.
La rivoluzione é cambiare lo sguardo. Fossilizzarci su un unico trito e ritrito punto di vista, anche se giusto e moralmente ineccepibile, magari porta uno scontro diretto che non regala soddisfazione e soprattutto lascia inalterata la realtà delle cose.
Il mondo non é sempre così. Il mondo é come lo guardiamo. Avete presente una bella vista?
No, non é un panorama. E' una vita altrove. Sempre vita intendiamoci. Ma é tutto un altro vivere.
Non caso lo stesso autore afferma testualmente
Quando ho cominciato a scrivere storie fantastiche non mi ponevo ancora problemi teorici: l’unica cosa di cui ero sicuro era che all’origine d’ogni mio racconto c’era un’immagine visuale” (5)
 
 
ASSOLO
 

Affrontare digressioni sulla galleria di personaggi di questo romanzo di formazione sui generis diventa lungo e inutile. Perpetuare elogi all'autore diventa imbarazzante e prolisso. Il romanzo é sciolto e frizzante, senza che ciò disperda l’impegnativo od il riflessivo. E' un illuminante squarcio di luce modernista dall'inizio alla fine, dal primo incipit all'ultima chiusa, fuori dalla sclerotizzata tradizione italiana anche coeva a Calvino, melensa, appiccicosa e melodrammatica, politicamente scorretta (6)
Quello che mi premeva qui era soffermarmi su alcuni impressioni di carattere generale.
Perché qui (ed anche in altre opere) abbonda la sconcertante capacità di fondere fantastico e realistico senza scomporsi e senza violentare la propria innata capacità alla descrizione lucida ed oggettiva con una pratica scrittoria limpida, fredda, ma mai meccanica, questo acuto sguardo ambientato nel settecento illuminista da Italo Calvino rappresenta forse uno dei momenti più riusciti della messa in opera dello sterminato bagaglio culturale ed inventivo dell'autore, indiscusso protagonista del mondo culturale italiano nel dopoguerra, scrittore e saggista, inesauribile fonte per spunti di riflessioni, letture esteticamente godibili, squarci ed affreschi sulla realtà contemporanea e non solo sul mondo letterario.
Con un certo livore mediato dalla forma e dal contenuto ed una certa amara sconsolatezza nel verificare l’impasse coevo, soprattutto del ceto intellettuale.
Ad esempio  quando Cosimo decide di mettere a disposizione la sua vita e conoscenza dell’elemento arboreo, la comunità ne gode i frutti. Ma l’umano vive e soggiace comunque e l’opera di un solo uomo, anche perché condannato dal tempo, non può bastare:
Così questa natura d’Ombrosa c’egli aveva trovato già tanto benigna, con la sua arte
Contribuiva a farla vieppiù favorevole (…)
Poi, bastò l’avvento di generazioni più scriteriate, d’imprevidente avidità, gente non amica di nulla, neppure di se stessa, e tutto ormai è cambiato, nessun Cosimo potrà più incedere per gli alberi” (7)
E Ombrosa si erge e si materializza come una Macondo ante litteram del visionario  Marquez, diventa ed assurge a non luogo fisicamente metafisico dove si vive e si narra una avventura che innamora e concupisce l’avventuroso.
Ma le fiabe non hanno sempre un lieto fine perché il fratello di Cosimo chioserà:
Ombrosa non c’è più. Guardando il cielo sgombro mi domando se è davvero esistita. Quel frastaglio di rami e foglie (…) era un ricamo fatto sul nulla che assomiglia a questo filo d’inchiostro (…) che a momenti (…) si infittisce (…) ora si ritorce (…) e poi s’intoppa (… ) e poi ripiglia ad attorcirgliarsi, e corre e corre e si dipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole idee sogni ed è finito” (8)
Dunque nessuna utopia salvifica, autoreferenziale,  fine a sé stessa. La drammatica, lacerante e triste consapevolezza che alla letteratura si accompagna l’azione, alla struttura narrativizzata va accorpata una sovrastruttura di reazioni consone e consequenziali.
I semi lanciati nell’orto fecondo della lettura debbono insomma germogliare e dare frutti, come nella logica naturale della comunicazione.
Non bisogna però abbandonare la nave e continuare il viaggio per approdare alle isole che non ci sono e vivere come meglio è.
"I had a dream" dice Calvino: saliamo sugli alberi...e non solo in senso figurato.
Sugli alberi tutto (ri-)diventa possibile, anche l’amore tra e linfa e vigore ed esplode in tutta la sua sensuale poesia:
"Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perchè in verità non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perchè pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così".(9)
 
 
RITORNELLO
 
Dedicato a chi ci crede ancora, sempre e comunque.
Dedicato a chi sa che il leggere non è un finale consolante e liberatorio o un mero digestivo.
Dedicato a chi è rivoluzionario, a chi non è stanco di rivoluzionarsi, a chi rispetta gli altri perchè crede in se stesso.
Dedicato a chi cambia prospettiva senza tradire l'essere umano.
Dedicato a chi ama guardare, a chi non chiude gli occhi sospirando "domani é un altro giorno".
Dedicato a sé stessi. 
Cosimo Piovasco di Rondò –Visse sugli alberi- Amò sempre la terra – salì in cielo” (10)
 
NOTE
 
Il presente è apparso in forma piuttosto svestita su Ciao.it. il 28.12.2005
Si analizza qui Italo Calvino “Il Barone rampante”edizione I”Miti”, Mondatori 1985
 
(1)            Sono alcuni dei temi trattati da Italo Calvino in “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio” (Garzanti, 1989), manifesto filosofico -letterario su cui tornerò un giorno e che rappresenta la più illuminata dichiarazione di poetica e testamento ideale ad libitum dell’autore.
(2)            “Il Barone rampante”, p. 7
(3)            “Lezioni americane”, citato, p. 115
(4)            Idem, p. 118
(5)            Idem, p. 88
(6)           Sarà bene ricordare che questo testo del 1957 appartiene alla famosa trilogia composta da questo dagli altri  romanzi Il visconte dimezzato (1952) e Il cavaliere inesistente(1959) a cavallo dunque dell’abbandono clamoroso e con pesanti strascichi polemichi dello scrittore del Partito comunista di cui era stato sì fervido militante ma anche sagace e  sempre più convinta coscienza critica. A livello letterario Italo sancì con questa produzione la sua fuoriuscita (simbolica) dal neorealismo per approdare ad una poetica autonoma e che saggerà tutti i percorsi possibili anche di carattere avanguardistico, rivelando una progettualità atipica, generosa, cosciente e perspicacemente curiosa. Per dare un esempio ricordo e consiglio la lettura di romanzi quali “Se una notte d’inverno un viaggiatore” mordace e fortunata narrazione metaletteraria e metafisica oppure le tentazioni postmoderne (e le suggestioni derivate dall’incontro con Queneau e la letteratura potenziale d’avanguardia francese) presenti in “Il castello dei destini incrociati”
(7)         “Il Barone rampante” pp. 145-6
(8)         Idem, p. 303
(9)         Idem, p. 222
(10)       Idem, p. 302
 
CALVINO in LANKELOT 
ISBN/EAN: 
9788804497974

Commenti

ringrazio pubblicamente Epicentro e Gianfranco per i miei miglioramenti nell'impaginazione. Non è perfetta ma neanche un disastro :-)

"Avanti pirati, all?arrembaggio. Su, su ragazzi nati stanchi, vecchi sempre ragazzi, scordiamoci lo scimmiottamento e lo scimmiesco, gettiamo alle ortiche l?oblio e i conflitti interiori, ritorniamo uomini, non perdiamoci di vista.
Riprendiamoci l?essere.
IL nostro essere.
Andiamocene sugli alberi.
Ricominciamo".

> senza dimenticare da quale albero siamo scesi la prima volta, però; e senza dimenticare cosa significa salire sugli alberi nella nostra memoria genetica. E' un concetto che non si stanca di risvegliarmi istinti che non metto a fuoco, è strano sul serio.

Micidiale questo incipit.

Applauso e condivisione e emozione da queste parti qua:

"Cosimo è una metafora, razionale, illuminista, fiabesca ma disincantata della rivoluzione che Calvino inseguiva, di un miglioramento del mondo con e per la letteratura. D?altronde lo scrittore saggista era un tenace assertore della mission letteraria come costruzione di mondi possibili assolutamente a sé bastanti, anche se improbabili ma vivi e vivibili".

Spieghi il senso della ricerca - via Calvino, ma Calvino, capisco bene, è strumentale per spiegare quel che vai cercando tu: e probabilmente realizzerai, se è questo quel che t'ha animato e ti sta animando.

E qui si conclude il manifesto di Baol:

"Dunque nessuna utopia salvifica, autoreferenziale, fine a sé stessa. La drammatica, lacerante e triste consapevolezza che alla letteratura si accompagna l?azione, alla struttura narrativizzata va accorpata una sovrastruttura di reazioni consone e consequenziali.
I semi lanciati nell?orto fecondo della lettura debbono insomma germogliare e dare frutti, come nella logica naturale della comunicazione.
Non bisogna però abbandonare la nave e continuare il viaggio per approdare alle isole che non ci sono e vivere come meglio è.
"I had a dream" dice Calvino: saliamo sugli alberi?e non solo in senso figurato.
Sugli alberi tutto (ri-)diventa possibile, anche l?amore tra e linfa e vigore ed esplode in tutta la sua sensuale poesia",

Briganteggio, leggendoti, come Gian dei Brughi. E come Gian dei Brughi riscopro piaceri sopiti nella lettura.

4. Ebbene si, qui ho manifestato senza però voler scrivere un Manifesto. Diciamo che ragionavo su. E ho detto come. E perché. (Ciao Lalla, grazie)

Il coraggioso non distrugge, il coraggio é cambiare.
Senza morti, senza feriti, senza sassi contro le vetrate, senza.
Salire sugli alberi, abbandonare la prospettiva dominante per averne un?altra

Cosimo è una metafora, razionale, illuminista, fiabesca ma disincantata della rivoluzione che Calvino inseguiva, di un miglioramento del mondo con e per la letteratura.

Bella pagina, complimenti davvero. Bello il tuo stile di scrittura che disdegna l'inchino (prendo spunto dalle tue righe) e omaggia Calvino con carattere ed originalità.

3. realizzare è difficile, lo sai. Crederci e provarci è il mio humus. Ma mi piacciono gli auguri (e non gli aùguri:-D)

La tua rec, Paolo, è una lettura piacevolissima e originale degna del racconto di Calvino, surreale alla Buzzati o alla Bulgakov.

Raffaella

"La rivoluzione é cambiare lo sguardo".
"Il mondo non é sempre così. Il mondo é come lo guardiamo".
Quante volte posso vedere qualcosa e non accorgermi di certe sue sfumature o darla per scontata senza rendermi conto che magari è una meraviglia posta davanti ai miei occhi.
Arrivando per ultima, no mi resta che aggiungermi ai complimenti di chi mi ha preceduto per l'originale e acuta presentazione. :-)