“Notturni” è una raccolta che pesca a pieni mani tra umanità stravaganti nella loro diversità e che si trovano a raccontare nel silenzio uno stato malinconico insito nella personalità dell’uomo.
Cinque racconti che si materializzano e si riuniscono come le note che sfiorano solitarie le righe di un pentagramma.
Sono cinque storie diverse che trovano nella musica l’elemento che restituisce loro la concretezza dell’esistenza: “Crooner”, “Come rain or come shine”, “Malvern Hills”, “Notturno”, “Violoncellisti”.
Ishiguro affonda la penna nel cuore delle solitudini più ambigue e strampalate finendo per lambire territori surreali, ma pur sempre profondamente terreni.
La scelta del titolo non è casuale, nonostante l’omonimia con uno dei racconti centrali, “Notturno”, è la musica che accompagna le singole storie riannodandone il destino e non il contrario.
E come se non bastasse, il momento clou dei frammenti di vita incanalati dal sapore agrodolce della vita si focalizzano al crepuscolo, in una visione notturna e discendente dell’esistenza umana.
Il tema scelto, il momento idealizzato dove poter convergere la sintesi del destino, si sviluppa fino al tono comico di certe situazioni che riescono così a creare il giusto contrappunto emotivo a ciò che, altrimenti, apparirebbe altamente desolante.
Emerge con chiarezza questa idea dominante attraverso l’utilizzo di personaggi al tramonto della loro carriera, divi di ieri che vogliono giocarsi una seconda carta nella vita, una nuova opzione ottimista per il futuro. Ed ecco che troviamo il cantante americano che organizza una serenata romantica per la moglie tra le calli di Venezia o l’ex jazzista che tenta un restyling della carriera iniziando dalla ricostruzione del volto in una clinica alla “Nip/Tuck”. In un’escalation di gradi che dal serio arrivano al comico è il racconto “Come rain or come shine” che vede il protagonista esercitarsi in mosse canine nel tentativo maldestro di nascondere un guaio. Lui, ospite a casa di amici, sembra voler riannodare i fili dell’esistenza, di una gioventù spensierata che non c’è più e con il suo fare stralunato e disattento rischia di mettere la parola “fine” a quella che appariva una lunga e duratura amicizia: “era April in Paris nella versione del 1954 di Sarah Vaughan, con Clifford Brown alla Tromba. Perciò sapeva che il brano era lungo, otto minuti almeno. Mi faceva piacere che durasse tanto, perché ero sicuro che, a canzone finita, non avremmo più ballato, ma saremmo rientrati a mangiare il pasticcio di agnello. E, chissà, magari Emily sarebbe ritornata anche su quel che avevo combinato al suo taccuino per decidere, questa volta, che non si trattava poi proprio di un’inezia. Come saperlo? Ma ancora per qualche minuto, eravamo al sicuro, e continuammo a ballare sotto le stelle” (pag.74).
È l’unico dei racconti che emerge sugli altri, piacevoli ma senza particolare presa emotiva. Le aspettative altissime, la delusione giunge quasi scontata. Ishiguro inizia “Notturni” dopo essersi prestato alla scrittura di testi per la cantante jazz Stacey Kent ed imprime ai racconti il ritmo di una canzone, delineando la storia senza un incipit, ma cogliendo frammenti che dovrebbero scavare nel tutto. Ed è proprio per questo motivo che, almeno per quanto mi riguarda, questa produzione finisce dritta, senza pentimenti, tra quelle minori; una chicca per appassionati dell’autore dunque o di intrecci tra musica e vita, che si lascia raccontare dalle parole, anche sottese, ma meno dal cuore. Non mi ha appassionata.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki nel 1954 e si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960. Tutti i suoi romanzi sono tradotti in Italia da Einaudi. Tra questI: Un artista del mondo effimero (1986), Quel che resta del giorno (1989), Quando eravamo orfani (2000).
Ishiguro Kazuo “Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo”, Einaudi, Torino, 2009. Traduzione di Susanna Basso
Titolo originale: “Nocturnes. Five Stories of Music and Nightfall".
Movida, 10 marzo 2010.
Commenti
(Ishiguro). Riparto...ma da
(Ishiguro). Riparto...ma da una delusione, forse controcorrente, ma èur tentando un salvataggio su alcuni punti, non mi ha convinta.
[ishiguro] speciale KI
[ishiguro] speciale KI http://www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=3209.0 in corso!
[ishiguro] scrivi: "È l’unico
[ishiguro] scrivi: "È l’unico dei racconti che emerge sugli altri, piacevoli ma senza particolare presa emotiva. Le aspettative altissime, la delusione giunge quasi scontata."
> Perfetto. Io non ho ancora letto niente di suo, m'attendo guida & illuminazioni da questo speciale, anche perché ho una gran voglia di portarvi una vecchia canzone dei Divine Comedy che giustifica questo speciale:). Cancello questi notturni dalla lista delle letture plausibili nel 2011, e ti ringrazio per la bella scheda.
[movi, ot] se vuoi cancellare
[movi, ot] se vuoi cancellare l'interlinea, dovrebbe bastare control a + cliccare sul tasto della gomma - vicino a w di word, seconda fila - per restituire il testo all'interlinea standard;)
Cara Movida, Sono
Cara Movida,
Sono assolutamente d'accordo con te. Le mie aspettative su Ishiguro, come le tue, erano altissime dopo aver letto il suo capolavoro che, per me, rimane Never Let me Go (non lasciarmi).
Questi racconti sono fatti della stessa penna ma con ben altra ispirazione, non decollano mai, annoiano parecchio, sfiorando in certi casi il ridicolo involontario. Credo sia un episodio da dimenticare, peccato.
[manonjupiter] buongiorno,
[manonjupiter] buongiorno, man. Ho segnalato intanto il tuo intervento a movida, che in queste ultime settimane è passata meno spesso da queste parti. Tornerà;).
(Notturni - Ishiguro). Une
(Notturni - Ishiguro). Une delusione infinita. Non sono una grande appassionata di Ishiguro, l'ho avvicinato per approfondimenti di altro genere, ma un titolo così , certo sfruttatissimo, lasciava intendere tutt'altra cosa. Mi consolo di non esser l'unica ad averlo considerato per quel che è; ad un certo punto pensavo di rileggerlo casomai mi fossi lasciata sfuggire qualcosa. Mah, non so, a mio avviso potrebbe essere anche un'operazione pilotata, qualche schizzo tirato fuori dal cassetto per un editore esigente e pressante.
Grazie della visita.
dal canto mio mi scuso per la latitanza ma mi sento un tortellone ripieno per quanto lavoro ho sul tavolo. Certo che torno, ma non me ne sono mai andata in realtà.
[ishiguro-movi] dai dai che
[ishiguro-movi] dai dai che il tortellone poi passa:). Tieni duro;)