McEwan Ian

L'inventore di sogni

Autore: 
McEwan Ian

SOGNA, RAGAZZO, SOGNA!

 

Ripiegata la copertina liscia, scorrono leggere le pagine porose e l’inchiostro di McEwan sembra portare una “simpatica ventata di freschezza” che smorza il grigiore di un inverno scialbo e monotono.
L’aria diventa briosa, frizzante di quell’energia vitale che solo la fantasia autenticamente bizzarra di un bambino sa trasmettere, e pungola i ricordi di chi legge, riconducendo all’infanzia: stagione del cuore dai contorni eccessivamente sfumati per essere rievocata con nostalgia, eppure pregna di sorrisi sui quali è caduta ormai troppa polvere perché si possa restituir loro piena luce. Tuttavia per qualche ora smettiamo di essere adulti monotoni e ragionevoli scoprendoci intenti a seguire i voli pindarici del piccolo Peter Fortune, disposti a farci indicare la via capace di condurci verso un intenso cammino a ritroso nella miriade di pensieri, colori, profumi, affanni e sensazioni che riempiono la testa di un ragazzino “difficile” o forse semplicemente diverso, in grado di rispondere alla noia della realtà nella quale è immerso, con la magia dei sogni.

Il mondo si trasforma e gli occhi, persi nel vuoto, cavalcano l’onda di una fervida immaginazione che, libera da ogni freno e nutrita dall’ingenuità dei dieci anni del protagonista, supera i limiti imposti dalla razionalità dando vita alle avventure più strambe. E così ci addentriamo, divertiti, fra i sette racconti imbattendoci nelle bambole della sorellina minore che dichiarano sfacciatamente guerra per la conquista di maggior spazio all’interno della casa;  nel gatto William, devoto membro storico della famiglia, che si lascia aprire la zip nascosta dalla folta pelliccia per far posto nel suo corpo allo spirito vitale del bambino ed entrare con la sua anima felina tra ossa e muscoli umani; nel fantomatico cassetto della cucina che custodisce la prodigiosa Pomata Svanilina con la quale far sparire in un sol colpo Thomas, Viola e Kate Fortune; nel prepotente Barry Tamerlane schiacciato dalle parole di Peter in grado di rivelarsi più pesanti di un pugno in pieno viso; in Mrs Goodgame improvvisatasi ladra per divertimento; nella bacchetta magica che porta Peter dentro il corpo del neonato Kenneth permettendogli di vivere il suo universo e di imparare a smettere di considerarlo un mostro per poi giungere ad amarlo; ed in ultimo in Gwendolin, che diventa il motore capace di dare a Peter la spinta per una veloce quanto romantica incursione nel mondo degli adulti….
Fare capolino tra le righe dello scrittore di Aldershot, dunque, è un po’ come svegliarsi al mattino, aprire le imposte e lasciarsi solleticare il viso dal venticello pungente di un nuovo giorno nascente, con il cuore che batte allegro, conquistato dalla spensieratezza del suo stile che sa essere leggero, senza tuttavia rinunciare alla prerogativa, riconosciuta a McEwan dalla critica, di raccontare magistralmente l’infanzia tornando, dopo “Bambini nel tempo”, ma con toni del tutto differenti rispetto al romanzo del 1987, in quei mondi chiusi all’interno dei quali i bambini e gli adolescenti giocano il ruolo da protagonisti, allo stesso tempo vittime e carnefici  dei loro anni. 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershot, in Gran Bretagna. Laureato in Letteratura Inglese nell’Università del Sussex, è autore di due raccolte di racconti: “Primo amore, ultimi riti” e “Fra le lenzuola”, e di otto romanzi (a lato, si indica la data della prima edizione in lingua inglese): “Il giardino di cemento” (1978) “Cortesie per gli ospiti” (1981) “Bambini nel tempo” (1987) “Lettera a Berlino” (1990. Titolo originale: “The Innocent”). “Cani neri” (1992) “L’amore fatale” (1997) “Amsterdam” (1998) “Espiazione” (2001)


Ian McEwan, “L’inventore dei sogni” Einaudi, Torino, 2002.
Traduzione di Susanna Basso.
Prima edizione: “The Daydreamer”, 1994. 


Approfondimento in rete:
Sito ufficiale dell’artista 

MCEWAN in LANKELOT:
L'inventore di sogni a cura di Migliore
Sabato a cura di Emma     

Angela Migliore, dicembre 2003.

Originariamente apparso su Lankelot.com



Grazie a chi ha reso più bello il mio Natale con la magia di questo dono.

ISBN/EAN: 
9788806164126

Commenti

Esatto, è davvero una risposta all'immutabile quotidiano l'evasione onirica. Il ragazzo che sogna di "dissolvere" fisicamente la famiglia, di "reincarnarsi" nel gatto per l'ultima grande battaglia territoriale. E sono invece incubi quelli animati dalle terrifianti bambole deturpate...Splendido il capitolo dedicato al "bullo", al prepotente, pretesto per un'analisi psicologica degna di nota.

Gran bella via di fuga l'evasione onirica, sì. Peccato che crescendo si diventi sempre meno bravi...

"Fare capolino tra le righe dello scrittore di Aldershot, dunque, è un po? come svegliarsi al mattino, aprire le imposte e lasciarsi solleticare il viso dal venticello pungente di un nuovo giorno nascente, con il cuore che batte allegro, conquistato dalla spensieratezza del suo stile"

> già, ma questo è uno dei due McEwan, quello che personalmente preferisco. L'altro - acido, morboso, compulsivo, ossessionato dal male - non riesco a digerirlo facilmente. Mentre questa sua altra vena è adorabile. Ed è come scrivi in quel passo.

Io conosco solo questo McEwan. L'altro, quello morbosamente ossessionato dal male, ho scelto di non considerarlo. Vigliaccamente, forse.

(nessuna vigliaccheria, è soltanto una lettura che ha il sapore del cemento armato:) ).

Non ho letto questo libro, Angela.
Mi è bastato Espiazione: infinitamente realistico e dettagliato nel raccontare la guerra,il romanzo non l'ho gradito.
Che mi dici, riprovo con questo?

Raffaella

...e' sicuramente un ottimo punto di partenza per avvicinarsi a McEwan, così come "cortesie per gli ospiti", delirante ma sorprendente.