Işık Fehim

La letteratura classica curda

Autore: 
Işık Fehim

(Sperando di fare cosa gradita al lettore curioso italiano, traduciamo dal turco, previa gentile concessione dell'autore, un articolo di Fehim Işık intitolato La letteratura classica curda e apparso on-line sulla gazzetta «Ilke Haber» il 19 Gennaio 2010. Fra le tante altre che meritano attenzione, la letteratura curda è una di quelle che necessitano di una particolare cura, date le minacce che da più di un secolo ne minano l'esistenza e la libertà. Nonostante tutto però non molla, non muore. Il Novecento è passato anche per insegnare che in condizioni estreme la letteratura è uno degli strumenti più affinati di resistenza e di persistenza. Viene in mente il canto dantesco in Se questo è un uomo...Una motivatissima generazione di scrittori curdi ha iniziato a venire fuori negli anni Novanta e continua a promettere...pur fra mille difficoltà. È con spirito di sostegno, di curiosità e di amicizia che vogliamo proporvi questa breve introduzione divulgativa, sperando di accendere l'attenzione di qualcuno e sperando in una futura traduzione italiana dell'autore contemporaneo simbolo di questa letteratura: Mehmed Uzun. E con la promessa di parlarvi più in là della traduzione inglese del classico curdo (un po' la loro Commedia) Mem û Zîn).

A tutt'oggi c'è chi, parlando dell'esistenza o della lingua dei Curdi, può alzarsi e dire: “Ma quale lingua dei Curdi, ma quale storia, ma quale letteratura?”. Senza dubbio lo scopo di questo scritto non è quello di dimostrare a qualcuno l'esistenza dei curdi, della loro lingua o della loro letteratura. D'altronde non è neanche necessario. Quasi tutta questa gente non è padrona di una prospettiva accademica. Senza azzardare ricerche sull'argomento, valuta soltanto con occhio politico. Se nell'interpretazione storica, nella ricerca letteraria e in quella filologica si assumono dei metri-base di valutazione scientifici, si vedrà che i Curdi possiedono, almeno quanto gli altri popoli, un passato letterario radicato, opere di valore e scrittori classici.Altro argomento che dev'essere chiarito è questo. Per quanto infatti vogliamo criticare i punti di vista inconsapevoli di chi non è curdo, non possiamo in alcun modo negare che i precursori e i pionieri della ricerca compiuta sui Curdi, approssimativamente durante tutto l'ultimo secolo, siano stranieri. I primi a compiere ricerche sulla lingua, a ritrovare manoscritti e a pubblicare documenti storici e letterari sono stati scienziati, ricercatori e accademici come Alexander Jaba, Albert Soncin, Bazil Nikitin, M. B. Rudenko e Minorskij. Certo non va dimenticato che il popolo più oppresso dell'ultimo secolo è proprio il popolo curdo. Per questa ragione forse i Curdi non hanno compiuto ricerche su se stessi, ma sono stati sopratutto gli altri a compierle. Quest'assenza di accademici e di ricercatori però non sta a significare che noi non abbiamo fatto nulla. Fra i curdi ci sono stati preziosi intellettuali che hannno posto la loro firma a importanti lavori di ricerca: Mehmet Emin Bozarslan, Ekrem Mayî, Malmisanij, Mehmet Bayrak.

L'influenza della lingua sulla letteratura classica.

Nella letteratura classica per come è intesa, la lingua che produce la letteratura è in stretta relazione con la lingua parlata dal popolo. La letteratura si protegge con la lingua e con la lingua si sviluppa. La letteratura curda da questo punto di vista non può essere valutata diversamente. Oggi sappiamo con più certezza che l'origine della letteratura classica curda risale almeno a mille anni fa. Sebbene in merito ci siano diverse valutazioni, la grande maggioranza delle opere di questa letteratura può essere letta e compresa al giorno d'oggi. Alcuni ricercatori collegano questa “leggibilità” con l'immobilità della lingua. A mio avviso questa spiegazione non basta. Se i curdi possono comprendere un'importante maggioranza della loro letteratura classica si deve al fatto che essi per migliaia di anni hanno vissuto sedentariamente nelle medesime terre. Ad ogni modo qui la realtà è che, qualunque ne sia la ragione, se la lingua della letteratura classica è ad oggi comprensibile e gli scrittori moderni ne fanno tesoro nella loro produzione, vuol dire che nel campo della letteratura ai curdi sono state lasciate in eredità importanti risorse. 

L'origine della letteratura classica.

I ricercatori posseggono diversi punti di vista per quel che riguarda l'origine della letteratura classica curda e la prima opera scritta in curdo. Secondo Alexander Jaba, autore di vari lavori nella regione per il consolato di Erzurum, il primo poeta della letteratura classica curda fu Elî Herîrî. Diversamente da quanto sostenuto da Jaba c'è chi accetta Baba Tahîrê Hemedanî come il primo scrittore classico. Il ricercatore curdo Enver Mayî invece ritiene che Îbn Xelîkan sia stato il primo scrittore classico curdo. Al giorno d'oggi nelle mani dei ricercatori non c'è un'opera in curdo che possa essere attirbuita a Îbn Xelîkan. D'altro canto Baba Tahîrê Hemedanî e Îbn Xelîkan sono vissuti nello stesso periodo. Stando ai calcoli di Minorskij, Baba Tahîrê Hemedanî sarebbe vissuto fra il 938 e il 1010, mentre Îbn Xelîkan, di cui non si conosce la data di nascita, sarebbe vissuto fino al 1020. Altro poeta curdo, una parte delle cui opere sono giunte sino a noi e vissuto anni dopo i due scrittori nominati, esattamente fra il 1010 e il 1078, è Elî Herîrî. Anche una parte delle poesie dedicate a Maometto scritte da Baba Tahîrê nel dialetto curdo Gorani (in nota) sono riuscite ad arrivare ai nostri giorni. Baba Tahîrê Uryan, conosciuto anche come Baba Tahirê Hemedanî, come si può arguire dal nome visse nella regione iraniana del Kurdistan, nella città di Hemedan. Secondo la spiegazione dell'Enciclopedia islamica, l'epiteto di “uryan-nudo” gli viene attribuito nella Madrasa di Hemedan. Per raggiungere il grado di “Tutore” infatti, Baba Tahirê nel mezzo di una fredda notte si calò nudo nell'acqua e i due versi che pronunciò svegliandosi al mattino, «andando a letto ero mezzo Curdo / Mi sveglio stamattina e sono Arabo», starebbero proprio a spiegare, nel linguaggio dominante dell'epoca, l'acquisita facoltà di diventare “tutore”. Come si sa la parola araba “uryan” viene usata correntemente nel senso di “nudo”. D'altra parte ci sono ricercatori che spiegano l'attribuzione dell'appellativo in altro modo: i popoli che parlano “berciando” pesantemente con la laringe, emettono suoni del tipo “ure ur” e a Baba Tahîrê, che supplicava continuamente Allah, sarebbe stato assegnato tale soprannome per le sue suppliche fatte “berciando”. Ad ogni modo, qualunque ne sia la ragione, ciò che è certo è questo: come ha dichiarato nella sua poesia, Baba Tahîrê era curdo e una parte delle sue opere, soprattutto quella dedicata al Profeta, la scrisse in un Pro-Curdo che viene detto dialetto Gorani. Elî Herîri è venuto al mondo nel villaggio di Herîr, appartenente alla provincia di Şemdinli. È conosciuto come un poeta che ha scritto divan (in nota) in curdo. Eppure la sua raccolta di poesie non è disponibile ai ricercatori. Nel 1887 per la prima volta Albert Soncin ha collocato in una sua opera una poesia di Herîri. Sadiq Bahadîn invece nella sua raccolta pubblicata nel 1980 col titolo “Hozanêt Kurd / Poeti Curdi”, ha fatto riferimento a una raccolta poetica relativa a Herîrî e ha fatto posto nella sua antologia a qualcuna delle sue poesie. Inoltre, come sappiamo da M. B. Rudenko una parte dei manoscritti di Elî Herîri si trovano nella biblioteca Şaltikov-Şedrin di S.Pietroburgo (nota).

Gli scrittori classici curdi.

Alexander Jaba nella sua opera fa menzione di otto poeti. Eccoli: Elî Herîrî (1010-1078), Melayê Cizîrî (12° oppure 15-16 secolo), Feqiyê Teyran (1307-1375 oppure 1590-1660), Melayê Batê (1417-1491), Ehmedê Xanî (1650-1706), Îsmaîlê Bazîdî (1654-1709), Şeref Xanê Hekarî (1682-1748), Murad Xanê Bazîdî (1736-1778). Parallelemente a Jaba, il vate della lingua curda Celadet Bedirxan, nel 33° numero di «Hawar», la prima rivista curda pubblicata in alfabeto latino, scrivendo sotto lo pseudonimo di Herekol Azîzan, fa menzione degli scrittori classici in dialetto Sornai e Kurmanji (in nota). In questo scritto Celadet Bedirxan riassume brevemente la biografia e le opere di questi scrittori. Fra quelli che hanno scritto in dialetto Sorani (nota) menziona Nalî, Hecî Qadirê Koyî, Şêx Riza Telebanî, mentre per quelli che hanno scritto in dialetto Kurmanji riporta i seguenti nomi: Axayê Bidarî, Siyahpûş, Axayok, Mewlana Xalid, Mele Yehyayê Mizûrî, Mele Xelîlê Sêrtî, Şêx Ebdilqadirê Geylanî, Hecî Fetahê Hezroyî, Şêx Mihemedê Hedî, Şêx Evdirehmanê Taxê, Şêx Nureddînê Birîfkî, Şêx Evdirehmanê Axtepî, Mela Unisê Erqetînî e Melayê Erwasê. Mele Xelîlê Sêrtî è l'autore dell'opera intitolata Nehcel Enam. Şêx Evdirehmanê Axtepî è autore di quattro divan, due in Curdo e due in Arabo. Accanto alle due opere in curdo di Şêx Evdirehmanê Axtepî intitolate Kîtabû Keşfîz’zelam e Kîtab-ûl Ebrîz, secondo le idicazioni di Celadet Bedirxan troviamo la grammatica curda di Mele Unisê Erqetinî, mentre Melayê Erwasê scrisse in curdo un libro di medicina. Fra gli scrittori classici curdi ci sono anche coloro che hanno scritto in dialetto Gorani. Ehmedê Textî, Şêx Mistefayê Beseranî (1641-1702), Xanay Qubadî (1700-1759), Feqî Qadirî Hemewend, Mewlana Xalid (1777-1826). Il libro Şîrîn û Xusrew di Xanay Qubadî e il divan di Mewlana Xalid furono stampati all'inizio del 20° secolo a Istanbul dagli illuminati e dagli scrittori dell'epoca. Letterato classico autore dell'opera in rima dal titolo Leyl û Mecnûn è Selîm Silêman (16-17° secolo). Xaris Bêdlîsî (1758), Pertew Begê Hekari ve Alî Teremoxî fra gli altri hanno preso un posto di rispetto fra gli autori che arricchiscono la biblioteca della letteratura curda. Certo fra gli scrittori in lingua curda non si trovano solo uomini. Assieme a Sirre Xanima Amedî (1814-1865) e Mîhrîbana Berwarî (1814-1865), ricordiamo fra le autrici curde le cui opere hanno raggiunto i giorni nostri Mestûre Xanim, scomparsa alla giovane età di 47 anni e conosciuta col nome di Mah Şeref Erdelanî (1800-1847).

Fehim Işık è nato a Diyarbakır nel 1961. Ha studiato Letteratura e Biologia. Nel 1989 inizia la sua professione di giornalista e nello stesso anno viene recluso in carcere per 2 anni a causa di un suo scritto. Assume la direzione generale dell'edizione delle due riviste settimanali in turco e in curdo «Ronahi» e «Hêvi». Membro e poi direttore della KURT-KAV, fondazione di cultura e ricerca curda. Ha scritto numerosi articoli sulla storia e sulla letteratura curda. Ha tradotto sia dal curdo ala turco che viceversa. È fra gli autori del libro di testo di letteratura e lingua curda Ortaöğretim Kürt Dili ve Edebiyatı Ders Kitabının. Risiede e insegna ad Istanbul.

 

 
L'articolo originale: http://www.ilkehaber.com/yazi/yazi/yazi/klasik-kurt-edebiyati-368.htm

Francesco Marilungo, Maggio 2011.

ISBN/EAN: 
00000000000

Commenti

[Fehim Isik]: Una rapida

[Fehim Isik]: Una rapida introduzione al vasto panorama della letteratura curda!

[Fehim Isik]: L'autore di cui

[Fehim Isik]: L'autore di cui abbiamo tradotto l'articolo è attivo in prima linea nella lotta per lo sdoganamento della lingua curda nelle suole turche. Qui un esempio:  http://www.hurriyetdailynews.com/n.php?n=book-on-kurdish-language-and-literature-launched-2010-12-14

 [curdi] subito in prima.

 [curdi] subito in prima. Magnifico lavoro, Franz. Per ora, questo.

[Curdi]: Speriamo pian piano

[Curdi]: Speriamo pian piano di poter dare una mano a questa ricca letteratura, fino ad attivare l'interesse di qualche coraggioso editore. İl mio e' solo u piccolo sforzo, mentre qui succedono ancora cose come queste: http://en.firatnews.com/index.php?rupel=article&nuceID=2166

[letteratura curda] oh Franz,

[letteratura curda] oh Franz, a proposito di quanto scrivi qui...

"È con spirito di sostegno, di curiosità e di amicizia che vogliamo proporvi questa breve introduzione divulgativa, sperando di accendere l'attenzione di qualcuno e sperando in una futura traduzione italiana dell'autore contemporaneo simbolo di questa letteratura: Mehmed Uzun."

> Prova a sentire Casadei: http://www.casadeilibri.com/Porte%20d%27oriente.htm

[Letteratura curda]: Grazie

[Letteratura curda]: Grazie Gianfranco, ho sfogliato il catalogo della casadeilibri, molto interessante. Proverò a sentirli, vediamo cosa dicono.

[curdi, casadei] casadei

[curdi, casadei] casadei nasceva proprio per essere una porta per l'Oriente... chissà:)

[Curdi-Casadei]: il problema

[Curdi-Casadei]: il problema principale per il curdo e' quello di trovare un traduttore capace di lavorare sull'originale. A momento sembra non esserci, purtroppo. İl catalogo della casadei e' bello, e ti ringrazio per avermelo fatto conoscere, ma mi pare che pubblichino piü approfondimenti e studi che saggi. Comunque staremo a vedere.. 

[Curdi]: il 15 maggio e'

[Curdi]: il 15 maggio e' giornata dedicata al curdo, nell'anniversario del primo numero della rivista Hawar, pubblicata in caratteri latini da Celadet Bedirxan: qui un approfondimento: http://en.firatnews.org/index.php?rupel=article&nuceID=2189

[curdi] e allora rispettiamo

[curdi] e allora rispettiamo il 15 maggio consacrato al curdo ricaricando a dovere in home il tuo bellissimo pezzo, Francesco. E grazie ancora, e complimenti per il tuo impegno. Speriamo porti risultati piacevoli e inattesi.

[Curdo]: Grazie per questo

[Curdo]: Grazie per questo gesto d'attenzione :-)