Heine Heinrich

Il Rabbi di Bacherach

Autore: 
Heine Heinrich

Heine lavorò a “Il Rabbi di Bacherach” tra il 1824 e il 1826. Poi per parecchio tempo di quest’opera, che lo stesso autore aveva preannunciato come “un libro che gli Zunz di tutti i secoli definiranno una fonte storica”, si persero le tracce. Solo nel 1840 Heine decise di pubblicarla, come frammento, nel quarto volume del “Salon”.
Quando Heine maturò l’intenzione di scrivere “Il Rabbi di Bacherach” era molto giovane e non aveva ancora conquistato la fama di poeta che riuscì a guadagnarsi negli anni successivi. Questo testo, che in un primo tempo doveva avere una consistenza notevole, in realtà non venne mai concluso tanto che, al termine degli unici tre capitoli esistenti, lo scrittore tedesco si limitò a ricorrere ad un espediente conclusivo che gli serve da giustificazione: “(La fine di questo capitolo e dei successivi sono andati perduti senza che l’autore ne abbia colpa)”.
La storia de “Il Rabbi di Bacherach” somiglia ad una fiaba, caratterizzata da un certo liricismo e arricchita da numerose allegorie. La vicenda è ambientata nel Medioevo nella cittadina di Bacherach, sul fiume Reno, in Germania. Il Rabbi di Bacherach è Rabbi Abraham “uomo ancor giovane e pur già celebre ovunque per la sua dottrina. Era nato in questa città e il padre, anch’egli rabbino, nelle sue estreme volontà gli aveva ordinato di consacrarsi al suo stesso ufficio e di non lasciar mai Bacherach, tranne in caso di pericolo di vita”.
Rabbi è sposato con la bella Sara, “come si soleva chiamarla”. Durante la festa della Pasqua, alla tavola di Rabbi e della bella Sara, tutto è pronto per il rituale e i cibi simbolici sono pronti per essere consumati. Rabbi Abraham legge e canta l’Haggadah e gli ospiti rispondono secondo quanto prescritto. All’improvviso la porta della sala si spalanca e appaiono due uomini: “La pace sia con voi. Siamo correligionari in viaggio e desideriamo festeggiare la Pasqua con voi”. Il Rabbi li accoglie accanto a lui e prosegue nella lettura dei versetti. Poi, di colpo, la bella Sara lo vede impallidire e assumere un’espressione di terrore. Il Rabbi, dopo aver indotto Sara a seguirlo verso la porta, afferra la mano di sua moglie e inizia a correre furiosamente lungo le strade di Bacherach. L’uomo trascina con sé la donna, fino a raggiungere una piattaforma rocciosa. Sara è confusa e non capisce cosa sia successo a suo marito il quale le spiega: “mentre stava lietamente leggendo l’Haggadah, appoggiato allo schienale, aveva accidentalmente gettato uno sguardo sotto la tavola vedendo qualcosa ai suoi piedi, e allora aveva riconosciuto il cadavere insanguinato di un bimbo […] quei due nostri ospiti non appartenevano alla comunità d’Israele ma a quella dei senza Dio, e avevano tramato di introdurre di nascosto quel cadaverino in casa nostra per accusarci di infanticidio e aizzare così il popolo contro di noi per depredarci e ucciderci”.
Fu spesso questo uno dei sistemi utilizzati per legittimare la violenza contro gli Ebrei: accusarli di orrori mai commessi. In Germania e non solo. Heine si era interessato alla “questione ebraica” in età giovanile quando in lui si veniva affermando l’idea di essere “poeta ebreo” e “poeta tedesco” contemporaneamente e contraddittoriamente.
Heinrich Heine era nato fuori dal Ghetto e nella sua città, Düsseldorf, egli, ebreo, godeva del privilegio di parità sociale e giuridica stabilito dal “Code Napoleon” nel 1806. Lo scrittore per molto tempo, quindi, non aveva avuto alcuna conoscenza delle violenze e dei soprusi che i suoi correligionari furono costretti a subire, negli stessi anni, in altre zone della Germania. Ma l’odio contro gli Ebrei esplose ferocemente e con veemenza proprio quando Heine era all’Università: nel 1819 un pogrom, noto come “Hep-Hep Bewegung”, causò la morte di molti ebrei, proprio come avveniva nel Medioevo. Tali esperienze misero in crisi la sua identità tedesca e, per logica conseguenza, acuirono in lui il bisogno di approfondire l’appartenenza alla cultura ebraica. E’ proprio in questo periodo che il poeta tedesco introdusse nelle sue opere la voce di protesta contro l’antisemitismo che vedeva dilagare pericolosamente attorno a sé. Ed è in questa fase che Heine si accinse a scrivere “Il Rabbi di Bacherach” con l’intento preciso di “dar voce al cupo canto di martirio del popolo ebraico”.
In realtà quando, nel 1840, Heine recuperò e scelse di pubblicare il frammento di un’opera che aveva ormai abbandonato da tempo, la sua prospettiva sulla “questione ebraica” è mutata notevolmente. Nel 1825, poco prima della Laurea, Heine aveva scelto di farsi battezzare e di convertirsi al protestantesimo, rinunciando al suo nome di battesimo, Harry, ed assumendo quello tutto tedesco di Heinrich. Una “manovra” diffusa tra gli ebrei e vissuta generalmente con una certa superficialità e una buona dose di opportunismo solo per riuscire ad ottenere trattamenti paritari, benefíci ed accettazione sociale. Per il poeta la conversione voleva essere, almeno nelle iniziali intenzioni, un altro modo per continuare a sostenere la causa del suo popolo ma, alla fine, egli stesso si pentì: “Ora sono odiato da cristiani e da ebrei”.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Heinrich (Harry) Heine è nato a Düsseldorf nel 1797, figlio di un mercante ebreo. Iniziò a studiare Diritto e Filosofia a Bonn, seguendo le lezioni di Schlegel, proseguì il suo percorso formativo a Berlino e si laureò, nel 1825, all’Università di Gottinga. La sua attività poetica era già piuttosto intensa: aveva pubblicato le sue prime liriche d’amore nel 1817 su una rivista. Viaggiò molto, in Inghilterra, in Italia e, più tardi, si trasferì in Francia dove lavorò come giornalista, entrando in contatto con un gran numero di intellettuali e scrittori europei. Continuò a lavorare a racconti e varie raccolte poetiche che gli diedero grande fama tanto da farlo considerare uno dei massimi lirici tedeschi dell’800, dopo Goethe. Heine si ammalò gravemente di una forma di atrofia progressiva tanto da essere costretto a letto per circa otto anni. Morì a Parigi il 17 febbraio 1856.

Pagine Internet su Heinrich Heine: WikipediaProgetto Gutenberg

Heinrich Heine, “Il Rabbi di Bacherach”, SE, Milano, 2005.

Traduzione di Laura Accomazzo.

A cura di Claudia Sonino.

(monnalisa, agosto 2010)

ISBN/EAN: 
9788877106292

Commenti

[heine] monna

[heine] monna racconta: "Heine lavorò a “Il Rabbi di Bacherach” tra il 1824 e il 1826. Poi per parecchio tempo di quest’opera, che lo stesso autore aveva preannunciato come “un libro che gli Zunz di tutti i secoli definiranno una fonte storica”, si persero le tracce. Solo nel 1840 Heine decise di pubblicarla, come frammento, nel quarto volume del “Salon”.

buona lettura!

(grazie Hammer)

[Heine] Curiosità mia: chi è

[Heine] Curiosità mia: chi è Hammer?

[monna] luca martello

[monna] luca martello ("hammer"), cioè epicentro:). E' lui che ha caricato il pezzo in prima, con bel tempismo;)

[Franchi] Ah! Grazie... ad

[Franchi] Ah! Grazie... ad entrambi.

[Heine] :)

[Heine] :)

[heine] questo passo mi ha

[heine] questo passo mi ha colpito molto: "Fu spesso questo uno dei sistemi utilizzati per legittimare la violenza contro gli Ebrei: accusarli di orrori mai commessi. In Germania e non solo."

> Ho letto il primo dei tre volumi di "Arcipelago Gulag", pochi giorni fa. Si direbbe che la strategia di "accusa di orrori" o di "colpe" mai commesse fosse molto cara ai regimi sovietici. Il delirio dell'odio assume forme sempre molto simili...

[heine] atroce questa storia

[heine] atroce questa storia della conversione: "Per il poeta la conversione voleva essere, almeno nelle iniziali intenzioni, un altro modo per continuare a sostenere la causa del suo popolo ma, alla fine, egli stesso si pentì: “Ora sono odiato da cristiani e da ebrei”."

> Non ne sapevo niente. Ti ringrazio molto per avercene parlato. Annoto Heine tra gli autori da studiare nei mesi a venire. Bellissima segnalazione.

[heine] a proposito, chi sono

[heine] a proposito, chi sono gli "zunz" che nomini nelle prime righe?

[Heine] Credo che i sistemi

[Heine] Credo che i sistemi per accusare altri gruppi umani di orrori mai commessim utilizzando falsi ed abominevoli pretesti, sia un'invenzione che si perde nella notte dei tempi. Anzi, credo che vada particolarmente di moda anche oggi!


Lo ammetto: nemmeno io conoscevo i dettagli della vita di Heine. In passato ho letto alcune sue liriche, ma non avevo mai avuto modo di soffermarmi a scoprire dettagli sulla sua fede e sulla sua conversione "posticcia". Anche lui, al pari di numerosi altri ebrei tedeschi del tempo, scelse di farsi battezzare solo per ottenere il riconoscimento ufficiale da parte, soprattutto, degli intellettuali.


Zunz? Sono degli editori molto prestigiosi che, evidentemente, nel XIX secolo godevano di enorme fama in Germania.

[heine] esatto: va di moda

[heine] esatto: va di moda anche oggi. Leggendo Soljenicnin (non controllo come si scrive correttamente, ma ci siamo capiti) ho pensato a McCoy, e a tutto quel che ci ha insegnato a proposito della condotta statunitense dal dopoguerra ad oggi (alla tortura: alle sevizie: alle ingiustizie) in certi contesti. Però rimane il mistero di questa "moda" rivolta con eccezionale intensità nei confronti del popolo ebraico, praticamente nazione per nazione, sino alla shoah (e oltre, stando a quanto ci raccontano i russi...). Tu hai capito perché ci sia questo odio mostruoso nei confronti degli ebrei? Io non so farmene una ragione. Ti giuro, non ci arrivo - e dire che Céline delle Bagatelle ho provato a capirlo. Non ci sono riuscito, mi ha solo nauseato.

Zunz. Bel nome. Potremmo riadattarlo per altre cause:). Grazie per il chiarimento.