“Quando Hamsun diede alle stampe nella sua veste definitiva la novella Dronningen av Saba (La Regina di Saba) inserendola nella raccolta Siesta, si trovava in un momento di verifica creativa: in quell’eclettico periodo che (…) è stato interpretato come stadio di transizione tra la fase ‘psicologica’ e quella più matura. Prescindendo da Victoria (1898), gli anni che intercorrono tra Pan (1894) e Sognatori (1904) sono stati definiti di riflessione nell’attesa di un ritorno al genere a lui più congeniale, il romanzo” (Paterniti, Postfazione, p. 45).
È una riflessione che origina un racconto lungo che concentra e sintetizza tematiche e topoi cari alla narrativa hamsuniana: protagonista è il romantico e anarchico viandante che va vagabondando, senza destinazione apparente, badando a fermarsi soltanto quando si rompono le scarpe; si respirano un’inquietudine e una frenesia febbrili, in questa circostanza stemperate da ironia e una sorta di straniante “compiacimento del rovescio della sorte”; l’esistenza si configura come battaglia per una conquista d’una felicità o d’una gioia che è impossibile conoscere e vivere – e il protagonista accetta sofferenze e frustrazione con uno strano fatalismo.
In questo libro, è una donna a costituire l’oggetto del desiderio, e l’origine della rottura del (fragile) equilibrio del vagabondo: il simbolismo è piuttosto immediato (bellezza pura: si tende a, s’aspira a, si sogna d’averla per dominarla e dominarsi: invano. È puro ideale, si sfiora e non si può imprigionare. Esiste per essere contemplata e per essere desiderata: per accecare e per costringere alla ricerca), la narrazione leggera e grottesca, l’esito previsto. Non per questo, meno godibile.
La storia è suddivisa in due parti: la prima, ambientata nel 1888, descrive il primo incontro dell’io narrante, vagabondo norvegese in cerca d’avventure e d’esperienze nella “rivale” Svezia, con la splendida adolescente dal portamento regale. Knut si trova in una locanda, ha assolutamente bisogno di riposo ma l’albergatrice non può trovargli una sistemazione; stremato, sta quasi per accettare l’idea di tornare a camminare per miglia e miglia, quando una sconosciuta di meraviglioso aspetto, con franca spontaneità, rinuncia alla sua camera pur di poterlo aiutare. L’incontro – e un successivo colloquio, naturalmente accompagnato da un piccolo incidente – ha il sapore del colpo di fulmine. Knut si risveglia, il mattino seguente, convinto di poterla rivedere e di poterle parlare ancora: è convinto che non possa che trattarsi del principio d’un grande amore. Si guarda attorno, invano.
Lei è partita. “Ammutolisco. Naturalmente non mi aveva lasciato neppure una lettera, un biglietto; rimasi talmente abbattuto che non domandai nemmeno il suo nome, tutto mi era diventato indifferente. No, non si dovrebbe fare neanche il più piccolo conto sulla fedeltà di una donna. Vagai fino a Göteborg con lo sguardo spento e il cuore ferito” (p. 18).
Là Julius Kronberg sta esponendo la sua nuova tela, “La Regina di Saba”.
Knut deve scrivere un articolo sulla mostra. Non ha dubbi: quel quadro raffigura la sua misteriosa musa. È di lei che scrive, nella recensione: della luce che ha rapito tutti i suoi pensieri (ha una fossetta sul mento: è divina).
Passiamo così alla seconda parte, ambientata quattro anni più tardi, nel 1892. Knut viaggia da Copenaghen a Malmö. Prende alloggio, vagabonda un po’ per la città, quando, proprio nei pressi della stazione…“a un tratto vedo un volto su un treno che sta per partire, e il volto si gira verso di me, due occhi mi fissano – oddio, è la Regina di Saba!
Salto all’istante anch’io sul treno e qualche secondo dopo partiamo” (p. 21)…fino a Kalmar, sulle rive del Baltico: rinunciando a tutto quel che avrebbe dovuto fare a Malmö, pagando una serie sconfinata di multe ai controllori, incontrando una stravagante e fastidiosa umanità, ritrovandosi infine a pochi passi di distanza dal sogno. Lei cammina con un ragazzo al suo fianco – Knut è convinto che sia il fratello, e s’avvicina, fiducioso, blaterando che solo qualche anno prima…(no, non sembra proprio essere il fratello).
Novelletta leggera, “La Regina di Saba” è un divertissement del grande Hamsun: leziosetto gioco letterario destinato ai suoi fedelissimi cultori, e a qualche neofita in cerca d’un buon libretto d’occasione – si presta a essere discreto e non troppo ermetico omaggio per quegli amici esteti che millantano miracolose epifanie di bellezze troppo presto, e inevitabilmente, perdute.
Più probabilmente, varrà – nel tempo – come testimonianza e memoria dell’apprezzamento, da parte d’una minoranza di intellettuali coevi non allineati come Hamsun, per l’opera d’un pittore affascinante e incompreso: il tradizionalista Kronberg.
(infine, ammetto – giurerei che quel volto…)
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Knut Pedersen, alias Hamsun (Garmostræde, presso Lom, Gulbrandsdal, Norvegia 1859 – Nørholm, Grimstad, 1952), romanziere, poeta, recensore, polemista e drammaturgo norvegese, autodidatta. Premio Nobel per la Letteratura 1920.
“Hamsun visse sino in fondo l’avventura del ribelle – scrive Magris – che si abbandona al respiro vitale, negando qualsiasi valore aldilà della vita stessa e scoprendo perciò alla fine il suo irrazionale nichilismo, anche se mitigò tale vitalismo con una gentile e perduta poesia delle lontananze dell’anima. Volle sottrarsi all’anonima pressione della società moderna e finì per diventare l’apologeta del suo volto peggiore: passò dalle simpatie anarchico-socialiste della sua gioventù di proletario disoccupato, negli ultimi anni del secolo scorso, al collaborazionismo con l’occupatore nazista della sua Norvegia, che trascinò nel fango la sua tardissima e indomita vecchiezza”.
Knut Hamsun, “La Regina di Saba”, Iperborea, Milano, 1999.
Traduzione del Laboratorio Iperborea: Monica Corbetta, Simona Colombo, Cristina Falcinella, Camilla Fosso, Emanuela Prandi, Giovanna Paterniti, Michela Zurra. Postfazione di Giovanna Paterniti.
Prima edizione: “Dronningen av Saba”, Oslo, 1897.
Approfondimento in rete:
Bibliografia critica consigliata: fondamentali le pagine di Claudio Magris: “Fra le crepe dell’io”, in “L’anello di Clarisse”, Einaudi, Torino, 1984.
Gianfranco Franchi, Lankelot. Febbraio del 2005. Prime pubblicazioni: Lankelot.com, Kult
Commenti
Novelletta leggera, ?La Regina di Saba? è un divertissement del grande Hamsun: leziosetto gioco letterario destinato ai suoi fedelissimi cultori, e a qualche neofita in cerca d?un buon libretto d?occasione ? si presta a essere discreto e non troppo ermetico omaggio per quegli amici esteti che millantano miracolose epifanie di bellezze troppo presto, e inevitabilmente, perdute.
http://it.youtube.com/watch?v=Z9-y7Svy_IY
smile like a sun, back over time
crazy fr you, pleasure is mine
I love you, I love you, I love you, what's your name?
I love you, I love you, I love you, what's your name?
you're coming thru, even it up
going too far, try understand
I love you, I love you, I love you, what's your name?
I love you, I love you, I love you, what's your name?
whisper kiss yr ear, I'll tell you what I fear
whisper the kisses in yr ear, I'll tell you what I fear
come on home, just ain't fair
name of rock'n'roll, where love dies
couldn't find a soul, tell it like it is
deep down inside, drunken butterfly
I love you, I love you, I love you, what's your name?
I love you, I love you, I love you, what's your name?
I love you, I love you, I love you, what's your name?
I love you, I love you, I love you, what's your name?
SONIC YOUTH. Drunken Butterfly
www.youtube.com/watch?v=h6om2McrGFk
When you were here before,
Couldn't look you in the eye
You're just like an angel,
Your skin makes me cry
You float like a feather
In a beautiful world
I wish I was special
You're so very special
But I'm a creep,
I'm a weirdo
What the hell am I doin' here?
I don't belong here
I don't care if it hurts,
I wanna have control
I want a perfect body
I want a perfect soul
I want you to notice
when I'm not around
You're so very special
I wish I was special
But I'm a creep
I'm a weirdo
What the hell am I doin' here?
I don't belong here, ohhhh, ohhhh
She's running out the door
She's running out
She run run run run...
run...
Whatever makes you happy
Whatever you want
You're so very special
I wish I was special
But I'm a creep,
I'm a weirdo
What the hell am I doin' here?
I don't belong here
I don't belong here...
RADIOHEAD. Creep.
http://www.youtube.com/watch?v=h_CoGRz0z90
These words have slipped again,
Stitch the lips of the one that murmurs them,
Cloud your vision,
Make everyone disappear,
There's still time to wake up,
Get out while you still can... Speak. (Get out, while you still, can)
This mud, is too thick to see through,
The stiches are coming out,
The wounds won't heal.
Is this embedded status permanent?
So, I'm fearing...
The worst is yet to come,
Days are getting shorter, (Shorter!)
Close your eyes for awhile,
Rest a little longer, (Longer!)
This mud is too thick to see through,
The stitches are coming out,
The wounds won't heal themselves,
Is this embedded status permanent?
So... I'm... fearing...
The worst is yet to come,
Days are getting shorter, (Shorter!)
Close your eyes for awhile,
Rest a little longer, (Longer!)
These words have slipped again,
Stitch the lips of the one that murmurs them.
Cloud your vision, make everyone disappear.
These shoulders are too weak to carry any more,
My will is too weak to carry on.
The worst is yet to come,
Days are getting shorter. (Shorter!)
Close your eyes for awhile,
Rest a little longer. (Longer!!!!)
The Worst Is Yet To Come,
Days are getting shorter.
L'unico mio approccio con Hamsun è stato un floop assoluto. Mi sono fermata a pagina 12 di "Vittoria". Non so se lo stile narrativo sia lo stesso ne "la regina di Saba" ma, sicuramente, "Vittoria" si caratterizzava per una piattezza narrativa non indifferente.
Maeba,
parti da "Fame". Capolavoro. Domani notte commento meglio, sto di volata - ancora benvenuta
In effetti ho intenzione di ritentare. Fondamentalmente è il lettore che si rispecchia nelle pagine di un libro e penso che il momento in cui ho incontrato Hamsun non debba essere stato quello giusto.
Grazie del benvenuto e di tutto il lavoro che fai. Hai creato un luogo di confronto stupendo.
Grazie a te, di cuore.
Qui trovi l'archivio dei pezzi dedicati ad Hamsun:
www.lankelot.eu/index.php?tag=hamsun
oppure, qui:
www.lankelot.eu/index.php?archivione=1
scandagliando l'archivio;)
sorriso,
gf
copertin!
copertin!