Krúdy Gyula

La carrozza cremisi

Autore: 
Krúdy Gyula

Gyula Krúdy nasce nell’Ungheria assoggettata all’Impero asburgico nel 1878, ne vive gli ultimi respiri, ne descrive il mondo ancora quasi fiabesco di cui sentirà eterna la nostalgia un altro grande autore ungherese di poco più giovane, Sandor Márai, che considererà Krúdy il suo principale maestro.

Se nei romanzi di Márai sentiamo tuttavia solo l’eco del mondo perduto, invocato a contrasto con il destino oscuro nel quale il blocco sovietico fece piombare dopo il secondo conflitto mondiale l’Ungheria, i romanzi e i racconti di Krúdy ci restituiscono, con una certa freschezza appena presaga della fine imminente, l’universo popolato da una moltitudine di figure di ogni estrazione sociale e gli ambienti di una Budapest ancora immersa nel suo secolo d’oro.

L’idea che possiamo farci dello stile di questo autore si deve a pochissime opere per il momento tradotte in italiano (sembra che l’interesse finalmente mostrato verso la narrativa ungherese stia portando alla luce non solo gli scrittori del Novecento ma anche quelli del secolo precedente, Krúdy compreso: eppure c’è ancora moltissimo da tradurre, studiare, riscoprire), alcune delle quali del tutto fuori commercio da anni (è, purtroppo, il caso di questo romanzo).

La carrozza cremisi viene pubblicata nel 1913: Krúdy è già uno scrittore abbastanza affermato, viaggia parecchio, a quanto narrano le biografie spende e spande fra donne e piaceri vari. Nei racconti e nei romanzi è spesso riconoscibile il suo alter ego (Kazmér Rezeda, il giornalista sfortunato in amore, sarà il protagonista dell’ultimo romanzo di Krúdy), così come spesso si ricorre a un’atmosfera onirica che richiama (e non a caso) Schnitzler (classe 1862) o Walser (nato nello stesso anno di Krúdy). La carrozza cremisi viene ascritta a pieno titolo nel periodo “biedermeier” che investe anche la narrativa mitteleuropea, nella descrizione di ambienti intimi e familiari (le due attricette di provincia che rammendano e stirano la propria biancheria; le dame di campagna un po’ grette nei loro costumi inutilmente sfarzosi; le camere e gli interni di case cittadine), nei sentimenti “borghesi” che regolano la vita amorosa (anche il duello o il tentato suicidio sono passi obbligati nella dimostrazione “sociale” di un sentimento), nella descrizione di storie senza storia e di storie nella storia, spesso a una prima lettura di difficile inquadramento nell’economia generale del romanzo. Nella raccolta Via della mano d’oro queste componenti si accentuano e la suddivisione in novelle dona le giuste pause a un discorrere che sembra voler far perdere apposta il filo narrativo.

Nel romanzo di Krúdy, a ben guardare, non c’è un unico protagonista. Tutti i personaggi evocati e descritti hanno una storia personale, un passato più o meno avventuroso, un presente intricato e un futuro incerto. Gli incontri sono casuali, difficilmente si ripetono, quando accade l’esito può essere persino disastroso. O comico. Una commedia in molti atti, ognuno dei quali vede sulla scena attori diversi che l’autore sembra decidere senza troppa convinzione se e quando far ricomparire in un momento successivo.

Klára Horvát e Silvia Fátyol sono rispettivamente attrici di tragedia e di operetta (inevitabile il richiamo al tema del “doppio”) che dalla provincia approdano in città per cercare fortuna, sovvenzionate nei mesi di magra da una zia di Silvia, la ricca vedova di campagna Urbanovics,  che ogni tanto viene in città per divertirsi e occuparsi un po’ superficialmente della nipote, il cui unico obbligo è di rimanere vergine e conservarsi per un buon partito che la zia sceglierà al momento opportuno. Durante una di queste visite le tre donne, dirette a teatro, notano una sfarzosa carrozza color cremisi, entro la quale ci sono un uomo distinto e una giovinetta. Il giornalista Kazmér Rezeda, da sempre innamorato di Klára ma da lei poco incoraggiato, narra alle signore la storia del principe Alvinczi proprietario della carrozza, della giovane Montmorency sua eterna promessa sposa e di svariati altri personaggi che gravitano attorno al mondo dell’ultima nobiltà budapestina. Klára è decisa a conoscere il principe e si farà condurre da Rezeda nella casa (d’appuntamenti) di Madame Louise, dove Alvinczi la nota, ma dove non accadrà nulla di più. Inutilmente Klára rincorrerà la carrozza cremisi e il suo augusto occupante. L’amore è molto più vicino di quanto non sembri.

Peccato non riconoscerlo del tutto neppure quando è quasi perduto.

Su questo canovaccio narrativo abbastanza semplice, Krúdy ricama un mondo di personaggi un po’ veri e un po’ fantastici (bellissima la “storia nella storia” che ha per protagonisti la poetessa Dideri-Dir e l’intellettuale poeta Béla Bonifácz che tornerà – inaspettatamente - al termine del romanzo), mantenendo spesso il registro narrativo su un piano onirico, restituendo al contempo una Budapest luminosa nel crepuscolo degli anni di gloria, da cui è ancora possibile sentire l’eco dello splendore della corte viennese.

Credo che la narrativa ungherese vada riscoperta, tradotta a tappeto se necessario, riproposta nelle università accanto ai nomi più noti degli autori austriaci, studiata con la profondità che merita.

Sono convinta che avremo delle straordinarie sorprese.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Gyula Krúdy nasce a Nyireghyáza (Ungheria nordorientale) nel 1878 da una famiglia della piccola nobiltà. Nel 1896 si reca a Budapest per intraprendere la carriera letteraria: comincia a pubblicare fin dal 1893. Scrive anche per svariati giornali. Nel 1911 comincia la pubblicazione delle storie che hanno per protagonista Sindbad. Nel 1913 viene pubblicata La carrozza cremisi, che conoscerà nel 1917 anche un seguito (I viaggi d’autunno della carrozza cremisi) nel quale compaiono l’arciduca Rodolfo d’Asburgo e Maria Vetsera. Nel 1916 esce la raccolta Via della mano d’oro, nel 1918 Girasole e nel 1919 Il giorno delle donne. Nel 1933, anno della sua morte, esce anche l’ultimo romanzo, La bella vita di Kazmér Rezeda.
In Italia vengono pubblicati Via della mano d’oro (La Rosa, 1982), La carrozza cremisi (Marietti, 1983), Sindbad (Biblioteca del vascello, 1933), Girasole (Rizzoli, 2009), Il giorno delle donne (Cavallo di ferro, 2010)
 
Gyula Krúdy. La carrozza cremisi. Casale Monferrato, Marietti, 1983
Titolo originale: A vörös postakocsi
Traduzione di Giampiero Cavaglià
 
Approfondimento in rete
La voce di Wikipedia inglese e qualche sito di storia della letteratura ungherese, come quello di Lorant Czigany
 
Ilde Menis, giugno 2010
ISBN/EAN: 
8821161684

Commenti

[Krudy] Non credevo che ce

[Krudy] Non credevo che ce l'avrei fatta. Lo styling sarebbe da migliorare e non riesco a caricare la copertina. Comunque. L'importante è nel contenuto. Grande Autore da riscoprire insieme a tutta la narrativa ungherese.

[krudy] intanto ecco la foto

[krudy] intanto ecco la foto dell'artista:). Articolo in prima pagina. Crollo, a domani. E grazie per il nuovo articolo, intanto;)

[krudy] e festeggiamo questa

[krudy] e festeggiamo questa tua nuova scoperta, di enorme interesse sin dall'incipit: "Gyula Krúdy nasce nell’Ungheria assoggettata all’Impero asburgico nel 1878, ne vive gli ultimi respiri, ne descrive il mondo ancora quasi fiabesco di cui sentirà eterna la nostalgia un altro grande autore ungherese di poco più giovane, Sandor Márai, che considererà Krúdy il suo principale maestro."

> Considerando quanto è stato amato e apprezzato Marai, non solo da queste parti, si direbbe che siamo dalle parti delle letture fondamentali. Applausi per la scelta dell'artista, intanto;)

[krudy] altri due riferimenti

[krudy] altri due riferimenti utili per orientarsi nel dna della sua scrittura: "spesso si ricorre a un’atmosfera onirica che richiama (e non a caso) Schnitzler (classe 1862) o Walser (nato nello stesso anno di Krúdy)."

> E allora ne approfitto per segnalare ai viandanti...

http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?S/Schnitzler+Arthur

e

http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?W/Walser+Robert

 

[krudy] e infine mi unisco

[krudy] e infine mi unisco con entusiasmo ai tuoi grandi auspici, in clausola: "Credo che la narrativa ungherese vada riscoperta, tradotta a tappeto se necessario, riproposta nelle università accanto ai nomi più noti degli autori austriaci, studiata con la profondità che merita. Sono convinta che avremo delle straordinarie sorprese".

Grazie Ilde, altra integrazione di lusso.

 

[Krudy] Naturalmente ci sono

[Krudy] Naturalmente ci sono arrivata attraverso i diari di Marai. La cosa bella è che proprio tra quest'anno e l'anno scorso, dopo decenni di tre sole opere tradotte, sono state pubblicate altre due opere in traduzione italiana. Comunque  abreve arriva anche la scheda su Via della mano d'oro... Grazie Gf della lettura sempre puntualissima!

[Krudy] Ah, anche tu

[Krudy] Ah, anche tu recensisci un libro fuori commercio, fantastico! :)

Scherzi a parte, veramente è una letteratura che conosciamo poco, dev'essere di grande atmosfera e mi piace l'idea della storia nella storia. bella idea riscoprire questo libro .. e penso sarà viatico per altri libri.

[krudy] molto bene:). Aspetto

[krudy] molto bene:). Aspetto la seconda scheda con enorme curiosità. Grazie infinite, Ilde, per questi notevoli (come sempre...) contributi.