Guerri Giordano Bruno

Filippo Tommaso Marinetti. Invenzioni, avventure e passioni di un rivoluzionario

Autore: 
Guerri Giordano Bruno

Vecchie manfrine sul futurismo

Sono iniziati i festeggiamenti per i cento anni del futurismo. Le pagine dei giornali sono piene di articoli e di interventi. Gli intellettuali si mobilitano per scrivere un articolo sull’avanguardia di Marinetti. Ma c’è ancora chi sull’argomento preferisce non lasciare a casa il pregiudizio.

Recentemente ho letto un intervento di Angelo D’Orsi pubblicato su Tuttolibri. Lo storico e saggista non riesce ad andare oltre i suoi preconcetti marxisti. D’Orsi sostiene che nella riscoperta del futurismo hanno svolto una parte rilevante interessi commerciali, ma anche squisitamente politici, non proprio innocenti, ossia quelli di studiosi, giornalisti e ideologi che miravano a nobilitare culturalmente il regime mussoliniano. Premessa fondamentale per riproporre il solito tema del futurismo compromesso con il fascismo.

Così D’Orsi, non dimenticando mai le “brillanti intuizioni gramsciane”, ribadisce le solite cose sui rapporti tra fascismo e futurismo. Con la riabilitazione strisciante del fascismo anche il futurismo fu beneficiato.

Francamente non ne possiamo più di queste letture ideologizzate. Sempre le stesse chiacchiere sul futurismo movimento bellicistico, antiegualitario ed esclusivamente collocato sul lato destro. Perché oggi come ieri, secondo D’Orsi e tutti i chierici della parrocchia marxista, essere di destra significa essere antiegualitari, ma anche soprattutto essere per la guerra.

Per fortuna c’è qualcuno che respinge le accuse moralistiche o reprimende di natura politica e ideologica che hanno investito ingiustamente il futurismo.

Giordano Bruno Guerri dedica un libro bellissimo al suo fondatore. Filippo Tommaso  Marinetti. Invenzioni, avventure e passioni di un rivoluzionario (Mondadori, pagg.319, 20 euro) è un racconto dagli intensi ritmi narrativi che documenta con interpretazioni inedite la figura e l’opera del geniale inventore del futurismo. L’intenzione esplicita è quella di sconfessare tutti i luoghi comuni che in questi anni hanno ridimensionato la sua portata rivoluzionaria. "L’ostracismo che ha colpito - scrive Guerri - la più originale avanguardia del Novecento è mercanzia da archiviare nei ripostigli di un robivecchi. Eppure, il suo inventore non ha beneficiato della stessa attenzione. Il movimento viene riconosciuto come un grande serbatoio di pulsioni e intuizioni capaci di svecchiare e sprovincializzare la cultura; Marinetti come l’interprete luciferino di un’arte d’assalto, sensibile alla provocazione e poco altro, variante ultraborghese di un compiaciuto rivoluzionarismo intellettuale e parolaio – tutto scandalo e anticonformismo – da sempre in auge nella nostra società letteraria, da Aretino in poi".

Fra i tanti luoghi comuni che il libro di Giordano Bruno Guerri smentisce c’è quello del "disprezzo della donna", che in realtà Marinetti voleva emancipare fino a metterla alla pari dell’uomo.

A Marinetti non può essere addebitata la strumentalizzazione delle sue istanze sovversive operata dal fascismo. Anche perché il fascismo sarebbe nato senza il futurismo, come senza il dannunzianesimo. A generarlo furono gli sconvolgimenti seguiti alla guerra, a permettergli di affermarsi furono gli errori della classe dirigente liberale e l’abilità politica di Mussolini.

In politica Marinetti fu sostanzialmente anarchico. Il padre del futurismo fu deluso per non essere riuscito a trasmettere al fascismo la pregiudiziale antimonarchica e quella anticlericale, che riteneva necessarie per la libertà della nazione.Grazie a una documentazione eccezionale e alle sue spiccate qualità narrative, Guerri ci restituisce per intero l’eresia marinettiana con tutte le sue contraddizioni.

I pregiudizi e le letture ideologiche sono rimaste fuori dalla porta e forse ha ragione Guerri quando sostiene che se Marinetti, dopo il suo rapporto conflittuale con il fascismo, avesse avuto l’astuzia o la disponibilità a cambiare bandiera, la sua fama postuma ne avrebbe guadagnato in modo incommensurabile. Il fascista fedele a Mussolini fino alla fine, che oggi si condanna , si sarebbe trasformato in uno dei numerosi "redenti" folgorati dall’antifascismo dell’ultimo momento. La sua vita incendiaria, nonostante tutto, ha fatto entrare l’Italia nella modernità.

BREVI NOTE

Giordano Bruno Guerri, Filippo Tommaso Marinetti. Invenzioni, avventure e passioni di un rivoluzionario (Mondadori, pagg.319, 20 euro)

Nicola Vacca


(articolo pubblicato su Linea quotidiano)

ISBN/EAN: 
9788804585954

Commenti

Neo NICK!

Interessante. Di Guerri ho letto quello su D'Annunzio, niente affatto male.

"I pregiudizi e le letture ideologiche sono rimaste fuori dalla porta e forse ha ragione Guerri quando sostiene che se Marinetti, dopo il suo rapporto conflittuale con il fascismo, avesse avuto l?astuzia o la disponibilità a cambiare bandiera, la sua fama postuma ne avrebbe guadagnato in modo incommensurabile. Il fascista fedele a Mussolini fino alla fine, che oggi si condanna , si sarebbe trasformato in uno dei numerosi "redenti" folgorati dall?antifascismo dell?ultimo momento. La sua vita incendiaria, nonostante tutto, ha fatto entrare l?Italia nella modernità".

Sottoscrivo. é il destino amaro di tutti i vinti che non rinnegano.

presto una sorpresa sul fronte GBG

Non ho mai avuto il piacere di leggere nulla di Guerri, forse per l'antipatia verso le sua persona (la sua manifesta, e per nulla autoironica, maleducazione in tv mi ha sempre disturbato).

(aggiungo però che Marinetti l'ho sempre trovato interessante e divertente)

Io ho letto la sua biografia su Malaparte: non male.
Però lui, il GBG, effettivamente è un personaggio d'una antipatia e arroganza da record. Fa il paio con Sgarbi, giusto per citare dei presenzialisti tv alla sua stregua.

Eppure, se dovessi basarmi sull'unico contatto professionale sin qua avuto, questo potrei dirvi: uomo di ben altra pasta rispetto a Sgarbi, gentile e sensibile, di profonda umanità e di grande idealismo.

So che Sgarbi continua il suo personaggio odioso anche a telecamere spente. E ho seri dubbi sulla sua formazione, e sulla sua cultura. Di Guerri non potrei dire lo stesso, perché non lo so. Però i due mi stanno antipatici allo stesso livello.

Guerri è un letterato e uno storico di grande competenza e di abnorme preparazione. Sto leggendo proprio adesso la biografia di Malaparte, è un lavoro impressionante. Scherzi della tv se uno come lui può sembrare uno sgarbetto. Gente di razza ben diversa.

10. Meno male! ...bè allora concordiamo sul suo Malaparte: è una mia lettura di molti anni fa ma ricordo che scorreva benissimo e con contenuti estremamente interessanti. Con quel personaggio poi non poteva essere altrimenti.

Ho letto suoi libri su D'Annunzio, Mussolini e il Fascismo. Devo dire tutti ben fatti e documentati. Ha ragione Franco, è un uomo di cultura elevata, sopra la media degli intellettuali italiani di regime (e non parlo degli ormai mummificati Bocca e Scalfari, che sono rincoglioniti a tutti gli effetti, e nemmeno di Sgarbi, che ho conosciuto di persona e non l'ho trovato poi così male, ma dei presenzialisti tv e carta stampata: Baricco per dirne uno, ma la schiera è lunga).

Giordano è persona educata, colta e sensibile che non conosce affatto la maleducazione. ulla a che fare con Sgarbi.
nv

Gianfranco,che nedici di pensare a uno speciale su Cioran?

Magari.
Inserisco subito tra i papabili per il 2010 - dovremmo sceglierne 12, da quella lista. Per il 2009, lavoreremo ancora su Tobino, Piovene, Fitzgerald, Junger, Steinbeck, Flaiano, Savinio, Manganelli: sono quelli gli speciali in corso da qui a dicembre

http://www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=2963

per la lista dei futuri:)

aggiungo tutto l'archivio

aggiungo tutto l'archivio GUERRI;)