E’ mai esistita la Movida?
Certo che se se ne parla ancora oggi e si sente l’impellente necessità di scriverci ancora un libro, allora qualcosa del genere è veramente accaduto all’inizio degli anni ’80 in Spagna.
Silvia Grijalba è davvero brava perché tenta di descriverci esaustivamente e con una ricerca a tutto tondo quello che successe a Madrid (e in altre poche città spagnole) dopo ben trentasei anni di dittatura franchista ed in piena recessione economica. La Movida interessò la moda, il cinema, la televisione, soprattutto la musica e poco la letteratura, ebbe una vita breve seppur largamente pubblicizzata dai mezzi d’informazione. Madrid si fece spazio tra le città europee allargando i gomiti e conquistando una piazza d’onore all’insegna di tutto ciò che era anticonformista o sapeva in qualche modo di nuovo (purtroppo molte volte in modo troppo superficiale). Sicuramente ci si divertì parecchio in quegli anni come poi avvenne anche nel periodo della Noche e delle sue sfrenate sessanta orediweek-end, a tutto vantaggio dei numerosi locali notturni che divennero no-stop ed arricchirono i loro padroni.
Fu però movimento genuino quello spagnolo, patologica reazione di contrapposizione all’oscurantismo dittatoriale precedente, scoppiò una voglia di libertà, anche se fu soprattutto libertà di espressioni formali piuttosto che sostanziali, insomma tante idee ma poche buone, l’apparenza prese il sopravvento e molti artisti di quei tempi furono sopravvalutati. Ma la Movidaservì alla Spagna e alla sua voglia di rinascita, contribuì alla sua resurrezione e per un certo periodo di tempo fu il suo biglietto da visita, perché come anche è scritto in ultima di copertina: “Ogni volta che l’arte si confonde con la vita, funzionerà”.
Eh sì, Silvia Grijaba è davvero brava, però il libro è tremendamente noioso. Forse originale perché descrive quel periodo con testimonianze perlopiù colte in quegli anni e quindi più vicino al vissuto, ma ci sono troppe citazioni, troppi nomi, finisce quasi per essere un abecedario e allora fai fatica a continuare a leggerlo. Insomma se sei veramente interessato alla Movida può andare bene ma non ti aspettare niente di più da questo libro.
La Spagna ora è molto diversa da quella di quegli anni, io ci sono capitato subito dopo, nel 1988, non ancora ventenne. Ricordo solo che la vita costava di meno, che la birra era molto buona e che Madrid era piena di slot-machine (perfino dentro ai gabinetti pubblici). Ora la Spagna è tra i pochi Paesi europei economicamente in crescita, produce ottimo vino e perfino dell’olio, ha vinto i campionati di calcio europeei e si è giocata la finale di basket con gli U.S.A. ai giochi olimpici, Zapatero alza la voce e cammina a testa alta e Almodòvar è considerato un’eroe nazionale …
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE.
Silvia Grijalba, giornalista e scrittrice, ha pubblicato le biografie dei “Depeche Mode” e dei “Dire Straits”, ha lavorato nella sezione cultura di “El Mundo” e “Glamour”.
Dio salvi la Movida! – da Almodòvar a “el Zurdo”: l’avanguardia che travolse la Spagna post-franchista, Edizione italiana: Alberto Castelvecchi Editore srl, ROMA, settembre 2008.
Titolo originale: Dios Salve a la Movida, Espero de Tinta, S.L., 2006
Caporedattore: Elisa Passacantilli
Traduzione dallo spagnolo: Fabia Del Giudice Revisione: Florinda Fiamma
Illustrazioni di copertina e progetto grafico: Maurizio Ceccato IFIX project
Nina Garbo, 17 settembre 2008.
Commenti
E' mai esistita la Movida?
A voi un nuovissimo pezzo di Nina Garbo
"fu soprattutto libertà di espressioni formali piuttosto che sostanziali, insomma tante idee ma poche buone, l?apparenza prese il sopravvento e molti artisti di quei tempi furono sopravvalutati."
> Qualche esempio? Nomi, dai:).
no ... i nomi no ... però basta dare solo un'occhiata alla moda spagnola
copertina!
copertina!
lo voglio!!!!ghghghghg
lo voglio!!!!ghghghghg
dovresti farti un poster con
dovresti farti un poster con la copertina...
E’ mai esistita la