Gregorini Maurizio

Il male di Dario Bellezza

Autore: 
Gregorini Maurizio

Dopo il corpo è vuoto / sterile il tuo bosco /dove ignaro dormi / il letto disfatto e pieno / di attorcigliate coperte / mortale mia sera” (Dario Bellezza)

Testimonianza unica e “per quanto possibile compiuta” del dramma della morte del poeta Dario Bellezza, questo tributo dell'artista Maurizio Gregorini venne originariamente pubblicato nel 1997 per i tipi di Castelvecchi; quindi, in redazione ampliata, è stato edito da Stampa Alternativa nel 2006. Si parte dal primo fortuito incontro tra i due letterati, nel 1979, e dal successivo riconoscimento nel 1987. Si parte dalla loro amicizia, dal sodalizio con Antonio Veneziani, dalla storia delle loro case, della povertà di Bellezza e della sua malattia; e dai suoi ultimi giorni, vissuti a fianco di Gregorini e di pochissimi amici.

Ecco il commovente diario di Gregorini, narrazione di quegli ultimi giorni; giorni in cui Bellezza ammetteva di credere in Dio, in cui si lamentava per i dolori e le sofferenze, in cui parlava di Penna e Pasolini, di Amelia Rosselli ed Elsa Morante, dell'ironia della sorte che aveva voluto che Mondadori pubblicasse i suoi versi proprio alla fine del viaggio. Bellezza vuole che assieme scrivano “Appunti per non morire”. Domanda d'essere sepolto al Cimitero Acattolico, a Testaccio, a fianco alla Rosselli. Spesso piomba nel torpore. La nera muta compagna silenziosa s'avvicina.

Antonio Veneziani, generosamente, fa avanti e indietro: Gregorini conferma che s'è trattato di uno dei pochi, tra i vecchi amici poeti, a essere presente regolarmente, sino alla fine, al suo fianco. Qualcuno spettegola, escono fuori invidie e cattiverie senza senso. Ecco il funerale, in assenza di tanti intellettuali, in presenza di pochi veri amici. E qualche foglio e qualche libro che viene poggiato nella fossa, perché un giorno lontano possa essere restituito alla luce. I gatti accompagnano Maurizio all'uscita.

Ecco “Colloquio col poeta” (1989-1996): Gregorini intervista Bellezza. Si parla dell'indipendenza della poesia rispetto alla musica. Bellezza scrive che la poesia è già musica di per sé. Si ribadisce che Bellezza aveva anticipato Aldo Busi, scrivendo “Lettere da Sodoma”; l'artista omaggia il genio del suo amico Alberto Moravia, narratore ottocentesco, colto e a suo modo religioso, segnalando almeno “Agostino”, “Gli indifferenti”, “La noia” e “La disubbidienza” tra le opere fondamentali.

Si parla della sua collana, Edizione del Giano, nelle edizioni Ianua; delle pubblicazioni di Gregory Corso, dei suoi talenti e della sua vita sregolata; del suo amore per George Trakl, Emily Dickinson, Dylan Thomas.

Bellezza lamenta le scarse vendite dei suoi libri, lamenta d'essere poco conosciuto e non del tutto apprezzato in Italia. Attacca ferocemente la neoavanguardia, detestata con tutto l'animo, “prodotta dai laureati per quei critici letterari capaci solo di masturbarsi sulle stronzate, sfuggendo a qualunque nesso con la realtà”; parla di Dio, del Dio ritrovato nei giorni della malattia, e del suo rapporto con la morte. Parla dei suoi veri amici, Sandro Penna, Alberto Moravia, Francesco Mei; e di Pasolini, che si prendeva gioco di tutto, e forse avrebbe riso perfino della sua malattia.

La morte – scrive in una delle poesie inedite – vuole morire / con me. Dormire solo / annali di tempo morto / prima della rinascita / quando saremo soli”.

Più avanti, “Interviste di ieri”: Velio Carratoni, Paolo Mosca, Elio Pecora, Carlo Struglia e Antonio Veneziani parlano di Bellezza, della sua arte, del rapporto che li univa al poeta, di come lo avevano conosciuto, di cosa amavano in lui e nella sua scrittura. Veneziani dice che Bellezza era un fratello maggiore. Un lirico che amava vagare sulla superficie dello scherzo e perdersi nel fondo dell'eccesso.

Talvolta una stradina / mi risucchia senza tanto / strepito di auto / e allora sciolto nei tuoi sensi / camminare ti vedo accanto a me / e piango” (Dario Bellezza)

Ecco, infine le “Interviste di oggi”: Barbara Alberti, che ricorda il Rimbaud de Monteverde e la sua splendida traduzione dei versi del bambino poeta francese; Adele Cambria, che assimila la sua morte a quella di Pasolini; Luca Canali, Antonio Porta, Enzo Siciliano, Maria Luisa Spaziani.

In calce, bibliografia completa. Tributo e testimonianza migliore non potevamo domandare. Letteraria, umanissima, sentimentale. Attendiamo, adesso, disponibilità di un editore a pubblicare l'opera omnia del perduto letterato. È tempo.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Maurizio Gregorini (Roma, 1962), poeta, romanziere, saggista e scrittore romano. Conduce “Outing” su Teleroma 56 e “Un libro da comprare” su TeleRadioStereo, 92.7 fm.

Maurizio Gregorini, “Il male di Dario Bellezza”, Stampa Alternativa, Viterbo 2006. Prima edizione, in forma ridotta: Castelvecchi, 1997.

Rassegna STAMPA: http://www.mauriziogregorini.com/saggistica.htm

Approfondimento in rete: sito ufficiale dell'artista / wikipedia / IBS

MangialibriWIKI su Dario Bellezza

In Lankelot: Gregorini Maurizio - Neve e sangue di franchi

Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Gennaio 2009.

ISBN/EAN: 
9788872269152

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?Dopo il corpo è vuoto / sterile il tuo bosco /dove ignaro dormi / il letto disfatto e pieno / di attorcigliate coperte / mortale mia sera? (Dario Bellezza)

Testimonianza unica e ?per quanto possibile compiuta? del dramma della morte del poeta Dario Bellezza, questo tributo dell?artista Maurizio Gregorini venne originariamente pubblicato nel 1997 per i tipi di Castelvecchi; quindi, in redazione ampliata, è stato edito da Stampa Alternativa nel 2006.

Si parte dal primo fortuito incontro tra i due letterati, nel 1979, e dal successivo riconoscimento nel 1987. Si parte dalla loro amicizia, dal sodalizio con Antonio Veneziani, dalla storia delle loro case, della povertà di Bellezza e della sua malattia; e dai suoi ultimi giorni, vissuti a fianco di Gregorini e di pochissimi amici...

Chi ha per amico Sandro Penna e nutre passione per Dylan Thomas dimostra la valenza intatta, secondo me, della "poiesis" greca originaria e le affida la sua cifra stilistica.
Dario Bellezza, intuito raffinato in una mistura che è patrimonio del genio.

http://www.mauriziogregorini.com/saggistica.htm

(...) No, non nascondo di essermi commosso, di aver pianto, leggendo Morte di Bellezza. Mi si è parata davanti un?immagine vera di Dario, senza più la maschera dei giorni felici. Maurizio Gregorini lo conosceva bene, conosceva del suo amico gli anfratti più segreti, il desiderio sempre rapinoso dell?avventura omosessuale, ma anche la noia, la controvoglia moraviana, e l?assedio quotidiano di una cupa morte, flagellatrice. Con Gregorini Dario si confessa, traccia ritratti memorabili di Pasolini, di Moravia. Sì, perché in questo libro, così compatto e unitario, c?è una premessa leggera, poi il duro percorso del diario e infine interviste, che hanno come protagonista il poeta analizzato in diverse direzioni da alcuni dei suoi amici. Detto tutto, qui Dario Bellezza è visto ineditamente nel mondo dei diversi, quando non sedeva nelle case dei borghesi romani per esprimere la sua tanto decantata giovialità, il suo gusto per il pettegolezzo. Qui il nostro caro poeta è visto tra gli intimi amici di avventure, ma c?è riserbo nel racconto delle gite notturne e diurne; non si urla mai allo scandalo quanto alla normalità dello scandalo. Gregorini ha vegliato Dario Bellezza, ci ha dormito accanto, sfidando qualsiasi timore di contagio, lo ha curato come altri pochissimi in quei giorni infernali, ha avuto la forza e il coraggio di raccogliere i deliri notturni del poeta in quella casa di Trastevere istoriata da graffiti omosessuali di grande realismo. Morte di Bellezza prende alla gola il lettore, fa spremere lacrime amare, sottolinea l?estrema solitudine di chi scrive versi in Italia, ora. E? un testo violento per cui a nulla varrebbero sigle salottiere come pulp o splatter, tantomeno quella del cannibalismo. Qui si tocca il corpo malato della poesia, in un Paese, come scrisse Pasolini, che fu anche il primo estimatore di Bellezza, orribilmente sporco.

Renzo Paris

[gregorini] eliminato doppio

[gregorini] eliminato doppio incipit