“Al Bazar il 21 mattina i morti erano raggruppati come mucchi di stracci, nella mota e nello sterco umano, lungo la palizzata che limita il piazzale verso il fiume. Ce n’erano una trentina. Il 23 mattina ne ho contati 51. Un bambino succhiava il latte dalla mammella della madre morta, dal viso color grigio. La gente diceva: questo sono i boccioli della primavera socialista. Nella Puskinskaja scendevo un pomeriggio verso il centro. Pioveva. Tre besprizornye passarono davanti a me, finsero di accapigliarsi. Uno ricevette uno spintone ed andò a finire contro una donna che portava una pentola di Borsc, raccolta dentro un fazzoletto. La pentola andò per terra e si spezzò. Il colpevole fuggì e gli altri due raccattarono con le mani, tra la mota la zuppa e la ingoiarono. Un poco ne misero in un berretto, per il terzo.”
Così scrive nel maggio del 1933 in un dispaccio diplomatico il console italiano a Kharkov, all’epoca capitale dell’Ucraina Sovietica, Sergio Gradenigo. All’inizio degli anni ’30, il governo fascista italiano aveva accreditati in Urss alcuni diplomatici. Attenti e scrupolosi nell’annotare le manifestazioni della politica staliniana e i gesti semplici e disperati della popolazione, i dispacci fotografano lucidamente gli eventi terribili della collettivizzazione e della carestia che causarono la morte di milioni di ucraini. Alla fine degli anni ’80, grazie al lavoro di Andrea Graziosi, storico e sovietologo di fama internazionale, questi documenti rinchiusi negli Archivi di Stato italiani vengono finalmente alla luce. Lettere da Kharkov, il saggio pubblicato nel 1991 da Graziosi fornirà, assieme al lavoro coevo di Robert Conquest Harvest Of Sorrow, un contributo fondamentale per la ricostruzione delle tragiche vicende della carestia pianificata di Stalin in Ucraina nel 1932-33, nota come Holodomor, in cui perirono milioni di ucraini. Oggi che il Presidente Ucraino Viktor Yushchenko commemora a Kyiv il 75° anniversario di questo genocidio ai danni del popolo ucraino, il libro dello storico Graziosi deve considerarsi lettura imprescindibile per tutti coloro che abbiano a cuore la conoscenza di una delle pagine più tragiche della storia del secolo scorso.
Collettivizzazione e industrializzazione forzata
Negli anni dal ’32 al ‘33 milioni di contadini ucraini – le cifre parlano di un numero imprecisato oscillante tra 7 e 10 milioni – morirono a causa delle deportazioni, della mancanza di viveri, della deprivazione fisica e dei suicidi provocati dallo squilibrio psichico e dal collasso sociale conseguenti alla collettivizzazione delle campagne da parte di Stalin. L’origine dell’Holodomor, termine ucraino che significa “sterminio per fame”, risale al 1929 quando Stalin vara un colossale e ambizioso programma per risollevare le sorti di una stagnante economia socialista. Il piano si articola in due punti chiave: la creazione di una possente industria di Stato e l’istituzione di aziende collettive nelle campagne. Perseguendo l’obiettivo economico della collettivizzazione Stalin mira in realtà a raggiungerne un altro ben più ambizioso: la distruzione e l’annientamento della classe sociale dei contadini e dei piccoli imprenditori agricoli da sempre ostacolo alla sovietizzazione della società. Mentre nelle città si provvede ad un’industrializzazione forzata in barba a qualsiasi logica economica e all’annientamento dell’intellighenzia dissidente attraverso le purghe, le campagne vengono razziate, il grano, confiscato fino all’ultimo chicco, venduto all’Occidente in cambio di valuta pregiata necessaria per finanziare l’industria. Nella primavera del 1933 in Ucraina a causa della fame muoiono 17 persone ogni minuto, 1000 ogni ora, quasi 25 mila ogni giorno. Nell’arco di qualche settimana 11 mila villaggi si svuotano completamente.
Lettere da Kharkov
Nell’ultima decade, grazie al crollo del Muro di Berlino diversi sono stati gli storici che hanno potuto approfondire lo studio di questa drammatica vicenda oggetto per lungo tempo di controversie per via delle falsità perpetrate non solo dal regime sovietico ma anche dai tanti intellettuali occidentali, tra i quali George Bernard Shaw, che avevano opportunisticamente occultato questa tragica pagina della storia. In un intervento al Convegno sull’Holodomor tenutosi a Vicenza nel 2003, Andrea Graziosi afferma come i documenti dei rappresentati diplomatici italiani in Urss sulla carestia del 1932-33, rinvenuti nell’archivio del Ministero degli Esteri, “hanno radicalmente mutato la mia comprensione della storia sovietica e anche il modo in cui guardo al secolo passato”. Continua ancora lo storico sottolineando come “alla luce del 1932-33 quel sistema ci appare, almeno per una fase della sua storia, come un vero e proprio “impero del male”, più che come un “totalitarismo” ideologicamente teso a conquistare e rifondare le coscienze, un impero i cui dirigenti sono condannati senza appello dal loro coinvolgimento in crimini contro l’umanità di portata straordinaria”.
Allied Scheme of History
Nonostante in tempi recenti l’apertura dell’archivio del KGB ucraino abbia fornito ulteriori prove di questo olocausto, il riconoscimento ufficiale del genocidio è avvenuto solo da parte di alcuni paesi: Stati Uniti, Canada, Australia, Argentina, Lituania, Georgia, Polonia e Ungheria. La lettera inviata nell’ottobre del 2003 al Parlamento Italiano e alla Commissione Europea dal comitato scientifico che promosse il Convegno di Vicenza e l’articolo del professor De Rosa “Il Parlamento Italiano riconosca lo sterminio” uscito sul Corriere della Sera del 24 dicembre 2003 non hanno trovato ancora udienza presso le orecchie sorde di Bruxelles e Roma. Un cinico esempio di realpolitik interpretabile alla luce della formula dell’“Allied Scheme of History” proposta dallo storico Norman Davies, secondo il quale i rapporti di comodo tra gli alleati di ieri nella lotta contro il nazismo da sempre impediscono all’Occidente di fare piena luce sulle tragedie dello stalinismo. L’augurio è che la UE si dimostri all’altezza del ruolo affidatole di soggetto politico capaci di promuovere l’integrazione di un’Europa che non deve essere solo quella dell’euro ma quella dei popoli e dei diritti umani. Continuare a ignorare una delle più grandi tragedie del ‘900 significherebbe tradire quel progetto di Casa Comune.
NOTE
Andrea Graziosi (Roma, 1954), storico e sovietologo italiano. Docente ordinario di Storia contemporanea, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Napoli “Federico II”, già visiting Professor alle Università di Yale e Harvard, ha recentemente pubblicato per i tipi del Mulino “L' Urss dal trionfo al degrado. Storia dell'Unione Sovietica (1945-1991)”, un interessante saggio che attraverso la vasta documentazione venuta alla luce dopo il 1991, ricostruisce mezzo secolo di storia sovietica. http://ukrainianworldcongress.org/Holodomor/Resolutions/Resolution(Italian).html Andrea Graziosi (a cura di), Lettere da Kharkov: La carestia in Ucraina e nel Caucaso del Nord nei rapporti dei diplomatici italiani, 1932-33, Einaudi, Torino 1991. Massimiliano Di Pasquale
Commenti
Neo Max!
Si parla del genocidio ucraino per mano socialista sovietica.
Inserisco copertina, codice ean e qualche utile tag.
Ave ottimo! A presto per i commenti...
esatto! quello che a Mosca lo zar Putin ancora nega! anche l'Italia tace opportunisticamente, temendo tagli di gas! VERGOGNA!!
Sottoscrivo.
Integro: ecco un'intervista rilasciata da Graziosi al nostro MDP, uscita su "osservatorio caucaso".
http://www.osservatoriocaucaso.org/article/articleview/10480/1/204/
gf
Esemplare la chiusura dell'articolo, caro Max:
" Un cinico esempio di realpolitik interpretabile alla luce della formula dell??Allied Scheme of History? proposta dallo storico Norman Davies, secondo il quale i rapporti di comodo tra gli alleati di ieri nella lotta contro il nazismo da sempre impediscono all?Occidente di fare piena luce sulle tragedie dello stalinismo. L?augurio è che la UE si dimostri all?altezza del ruolo affidatole di soggetto politico capaci di promuovere l?integrazione di un?Europa che non deve essere solo quella dell?euro ma quella dei popoli e dei diritti umani. Continuare a ignorare una delle più grandi tragedie del ?900 significherebbe tradire quel progetto di Casa Comune."
> Accordo pieno.
"Un bambino succhiava il latte dalla mammella della madre morta, dal viso color grigio. La gente diceva: questo sono i boccioli della primavera socialista".
> Atroce. Atroce. E questi erano "liberatori", per la propaganda repubblicana italiana...
Holodomor: sterminio per fame...
Il Novecento ha davvero pagine barbare.
Grazie per questa segnalazione.
"i rapporti di comodo tra gli alleati di ieri nella lotta contro il nazismo da sempre impediscono all?Occidente di fare piena luce sulle tragedie dello stalinismo."
Eh...
E i libri di storia sono troppo spesso parziali.
1975.
« C'è una parola che si usa molto oggi: "anticomunismo". È una parola molto stupida e mal composta perché dà l'impressione che il comunismo sia qualche cosa di primitivo, di basico, di fondamentale. E così, prendendolo come punto di partenza, anticomunismo è definito in relazione a comunismo. Per questo affermo che la parola è stata mal scelta e fu composta da gente che non conosceva l'etimologia: il concetto primario, eterno, è Umanità. Ed il comunismo è anti-Umanità. Chi dice "anti-comunismo", in realtà sta dicendo anti-anti-Umanità. Un costrutto molto misero. Sarebbe come dire: ciò che è contro il comunismo è a favore dell'Umanità. Non accettare, rifiutare questa ideologia comunista, inumana, è semplicemente essere un essere umano. Non è essere membro di un partito » Aleksandr Sol?enicyn.
ringrazio del contributo, veramente sui libri di storia non si parla chiaramente di questi stermini, dei soprusi russi avevo sentito parlare da persone ucraine.
Alla luce degli archivi che si sono dischiusi con il crollo del Muro, è opportuno riscriverle certe pagine di storia del '900. sì sono un revisionista, che non è affatto una parola dispregiativa.
anche Graziosi e Moshè Lewin sono 2 revisionisti. Se la storia è stata scritta omettendo vicende così importanti come un genocidio è chiaro che vada riscritta!!
http://www.rferl.org/Content/RFERL_Interview_Robert_Conquest_Genocide_Fa...
Questo passo è incredibile:
"Stalin, of course, massacred his intelligentsia and, of course, the Ukrainian intelligentsia. They're not only Ukrainian -- they're intelligentsia, that's the other point. I remember looking at "The Harvest of Sorrow" -- all the pages about the purges of academe in all the portions of Ukrainian studies and every other sort of studies. I found that half the professors had been shot."
> Spiega bene cosa sia il comunismo. Applicato.