Grattarola Gian Paolo

Frammenti di vita

Autore: 
Grattarola Gian Paolo

Presso l’Accademia di Svezia, in conferimento del Nobel, Montale riconfermò la sua fede sulla poesia. “Non è credibile che la cultura di massa per il suo carattere effimero e fatiscente non produca, per necessario contraccolpo, una cultura che sia argine e riflessione. Possiamo tutti collaborare a questo futuro” (saggio sulla poesia cit. p. 9 e ss.).

“Frammenti di vita” di Gian Paolo Grattarola armonizza una sinfonia senza ridondanze, ricchezze aggettivali in una individuata esecuzione tra intimismi e ricerca stilistica, apparentemente minimale nella parola, non però estranea dai classici. Le liriche si sfogliano ricche di espansioni dalle quali l’autore, come raramente accade, sottintende il suo io e penetra il lettore proprio perché il verso è partorito da una profonda meditazione sulla vita della quale, da regista coglie, vive e mette in scena il dramma: nella parola. Il passaggio rapido dell’uso dell’articolo determinativo nel passato giunge ad una mirabile non definizione di sé nell’oggettivazione del trascorrere e consumarsi del tempo.

“Il ragazzo / che un tempo attendeva / trepidante il suo treno/ è un vecchio perduto e stanco/ che nella notte/ piomba sulla stazione/ invocando/ un antico treno soppresso” (p. 9). E il treno che si invoca è non solo dell’autore ma di tutti noi che cogliamo la necessità dell’occasione da non perdere… Spesso lasciandoci scappare la vita di mano, spesso maschere di noi stessi all’infierire del tempo: “inesorabile / l’ombra del sipario/ si distende livida fin sul limitare”, persuasi come dei dell’eterno ma condannati dalla tracotanza per sempre.

Il verso si scioglie lento e spesso il lessico , semplice e muto è poi abbagliato da”tumulto impetuoso”/ fucina rovente” (p. 8) “ondate di spasmi impetuosi” (p. 31) “violenza primordiale” (p. 33) che però non miracolano l’andamento di consapevolezza del testo nel quale la meditazione sembrerebbe condurre ad un ‘accettazione dolorosa” del reale tranne nella luce dell’ultima lirica.

Il lessico è ricco di ossimori, anche concettuali, “urla sommesso” (p. 8) “ardori strozzati/ feroce bagliore” (p. 20); frequenti l’ipallage, l’anacoluto, l’intensivo “delirio incalzante / vorace risucchio” (pp. 7-8) su tutto questo domina l’uso sapiente del verbo,  “gorgoglia / impantana/ nereggia , che il poeta ci offre “annidato tra i libri”.
Su tutto domina il mare, quello ligure… Quello che dà movimento alla scenografia monocorde del dolore: “Onde lussureggianti / si levano in aria / spinte dall’assillo di un dio / e sfrenate / ricadono sulla fragile terra / rigandole il volto”.
L’ipallage del volto femminile della terra dal volto rigato di lacrime è superba, forte, animistica e “parola scavante l’universo “sento il rovello del mare” “ ne colgo l’impeto adirato / che si riversa sui palmizi / infradiciati e tremanti”.

Tutto ha un volto, un’anima, un respiro, una pulsione; poi “spare” e il silenzio diventa attesa,passaggio, varco e l’incoraggiamento all’altro a superare ” la maglia che ci stringe”; impossibile non fare riferimento, come all’inizio della recensione, alla poesia montaliana in un parallelo che vive un’intelligente e intensa mediazione culturale , grande capacità dell’autore che consiste non nell’appropriarsi del maestro… Ma nel metabolizzare la sua lezione, interiorizzarla, farla propria e unicizzarla in una forma che in effetti si svincola in una parola nuova e in un nuovo incanto.
Nella poesia a p. 14 leggiamo un totale autonomo svincolo dal maestro, lontano dall’essere cantore del “non essere” Grattarola si definisce il poeta “cantore solitario delle emozioni” e il “ tu” interlocutorio ascolta da un fortilizio solo apparentemente protettivo.
A p. 35 leggiamo “non chiamate:/ inutile ormai recedere dai torti sentieri della poesia/ impraticabile è ormai / il ronzio della città”. Altrove: “Più si sale / e più si nasce dentro / Di notte le stelle / sorvegliano il nostro sonno /non mi è sufficiente la follia / per abbandonare / questo dono degli dei”

Per l’autore, abile regista della parola poetica, i frammenti costituiscono gli ostacoli che si incontrano nella vita… Ma lo vedono salire in alto, consapevole del dono degli dei, senza presunzione felice di una irrinunciabile pazzia che è la sua libertà eterna nell’arte della parola..

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INTEGRAZIONE DEL 15 MARZO 2008

Sabato 15 Marzo presso l’Associazione culturale Orecchio di Van Gogh è avvenuta la presentazione del libro “ Frammenti di vita” del poeta Gian Paolo Grattarola. La sala ospitava  sculture di notevole efficacia tra le quali un pannello bianco  contornato da un increspatura ad onde ricadenti che ha offerto lo sfondo alla interpretazione delle liriche da parte di Cristina Capodaglio, che poco ama farsi chiamare  “attrice” ma “interprete”. Ella miracolosamente “scomparendo nella parola” ha restituito all’origine creativa pensata dal poeta, l’andamento crescente eppur sempre equilibrato dei versi dell’autore. Entriamo  nella lirica di Gian Paolo Grattarola attraverso l’immagine della copertina del libro che indica un viottolo  prima più a fuoco per poi sfumarsi, man mano ci si addentra, fino alla luce che appare sullo sfondo. Lontano dal poeta vate, l’autore ci invita ad essere suoi compagni di viaggio... di un attraversamento forse pieno di buche e frammenti difficili da mettere insieme; un percorso per lui già scelto e inarrestabile.

Copertina che quindi non è una griffe  ma un espressione grafica dell’animo dell’autore.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Gian Paolo Grattarola (Genova, 1963), poeta e critico italiano.

Gian Paolo Grattarola, “Frammenti di vita”, Edizioni Il Foglio, Piombino 2005.
Prefazione di Piero Donato. Collana Artenuova, Direttore Piero Donato. 
Recensioni: Bromuro in Scrivi

Patrizia Garofalo, Gennaio 2008

ISBN/EAN: 
9788876060939

Commenti

Per l?autore, abile regista della parola poetica, i frammenti costituiscono gli ostacoli che si incontrano nella vita? Ma lo vedono salire in alto, consapevole del dono degli dei, senza presunzione felice di una irrinunciabile pazzia che è la sua libertà.

Grazie, la lettura di questo libro mi interessa molto. Ne ho parlato abbondantemente con l'amico Gianfranco e chissà che non riesca a partecipare fisicamente anche alla presentazione.

leggilo prima..................è un libro introverso....non conosco gian paolo ma stavo per dire come l'autore!!!!!!!!!!!!!!

4. Grazie di vero cuore a Patrizia e a tutti voi per la stima, l'affetto e l'amicizia che dimostrate nei mie confronti.
Grazie in particolare a Gianfranco per avermi offerto la possibilità di conoscerVi ed entrare a far parte di questo simposio virtuale, fonte di profondo arricchimento.

Vi aspetto tutti alla presentazione.

Gian Paolo Grattarola

sono patrizia ciao a tutti e ancora grazie a gianfranco che mi ospita sempre con il suo garbo...............mi ricollegherò tra poco, quello che ho scritto sul libro sono solo spunti in realtà di un testo complesso che spero di riuscire ad ampliare conversando con voi e nella presentazione, se volete intrufolarvi tra le mie righe...ci sentiremo tra poco.............altrimenti salutissimi a tutti.

Grazie a voi, come sempre.

Siamo finalmente a Falconara per la prima presentazione del libro.
Che le nostre parole arrivino a tutto Lankelot con l'invito che in assoluto per tutti la poesia sia o diventi un necessario viatico.

Patrizia Garofalo e Gian Paolo Grattarola

Integrato, in calce, il commento di Patrizia Garofalo all'evento del 15

Grazie di cuore Gianfranco.

Gian Paolo

Il minimo, e ancora complimenti per questa serata. Ogni migliore auspicio!

Complimenti per il sicuro successo, mi unisco agli auspici di Franco!
Ilde