Giordano Paolo

La solitudine dei numeri primi

Autore: 
Giordano Paolo

“Alice gli sfiorò il mento con una mano e con delicatezza gli fece ruotare la testa. Fu solo un’ombra quella che Mattia vide protendersi verso di sé. D’istinto chiuse gli occhi e poi sentì la bocca calda di Alice sopra la sua, le sue lacrime sulle guance, o forse non erano le sue, e infine le mani, così leggere, che gli tenevano ferma la testa e riafferravano i suoi pensieri imprigionandoli tutti lì, nello spazio che ora mancava tra di loro” (p.154).

Uno dei momenti più intensi della narrazione, di vicinanza laddove la distanza l’aveva fatta sempre da padrona, è questa breve descrizione del primo, (in)atteso bacio tra Alice e Mattia. Due numeri primi, dei primi gemelli, cosi vicini da potersi (apparentemente) toccare eppure divisi da una sola, insormontabile cifra: un numero paro. La matematica c’entra, ma è umana più che umana nell’opera prima di un giovane fisico, Paolo Giordano, che sceglie un tema difficile e delicato per il suo esordio narrativo, una storia di solitudini e diversità che vanno incontro all’ineluttabile destino di chi è segnato da un evento decisivo. Ma è davvero cosi ineluttabile, il destino? Forse, quasi certamente. Che lo sia o meno, quello che emerge oltre la consapevolezza, in questo intenso debutto letterario, è una improbabile eppure solidissima disposizione alla speranza che si può cogliere soltanto se ci lascia vincere empaticamente da un testo che, comunque, restituisce un sorprendente equilibrio.
 
Giordano racconta la vicenda di Alice e Mattia, dall’evento nel quale, giovanissimi e ancora ignari della presenza dell’altro, hanno visto modificarsi tragicamente le loro vite, fino ai quasi quarant’anni, nel momento in cui la loro esistenza ha preso una piega determinata. Ma non voglio aggiungere altro della narrazione, perché poche volte come in questo caso sarebbe davvero un peccato svelarvi anche solo i motivi d’ingresso all’opera. È una grande storia di lacerazioni e di dubbi, di speranze sovente frustrate, di assenze reiterate, di vuoti incolmabili, di autoannientamento (si parla anche di anoressia e autolesionismo fisico): di inadeguatezza alla vita, di diversità. Molta carne al fuoco e temi importanti trattati con insolita levità di tocco, con la giusta empatia e con adesione totale a personaggi difficili e di complicata – sulla carta - immedesimazione. Eppure ci si immedesima come poche altre volte, trovando vicinanza con nature asociali e antisociali (le sfaccettature del carattere di Mattia vanno anche in questa direzione) vinte da un destino freddamente prevedibile. Mattia e Alice si sfiorano per l’intera durata del libro eppure non si incontrano mai veramente: sono primi gemelli, come detto, sono un 11 e un 13 (“Mattia pensava che lui e Alice erano cosi, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto”). Ci fosse stata più distanza… Ci fosse stata più distanza la storia raccontata da Paolo Giordano non sarebbe cosi coinvolgente come risulta essere stata; e mi sorprendo davvero a tessere lodi ad un illustre sconosciuto del 1982 edito da Mondadori. Eh si, perché i numeri contano anche oltre la narrazione, perché un ’82 edito da Mondadori deve avere santi in paradiso e anche di più. Devono avergli fatto un servizio di editing non indifferente, visti i risultati. E poi è un fisico, non un letterato. Eppure, credetemi, questo è un libro - peraltro anche il titolo è bellissimo - che si legge d’un fiato e nel totale coinvolgimento, è un testo di cui non ci si può non innamorare. Ecco che tutti i pregiudizi precedenti la lettura inevitabilmente crollano, e verrebbe immediatamente voglia di trovare una conferma, leggendo altro del nostro. Visto il successo che Giordano sta ottenendo immagino non dovremmo attendere molto per fare questa verifica.
 
Rendere universale la storia di Alice e Mattia (eroi-antieroi in cui può essere salutare immedesimarsi: personaggi che restano stretti al cuore, v’assicuro), una vicenda emblema del nostro tempo, non era per nulla semplice. Eppure La solitudine dei numeri primi parte da due solitudini per parlarci, sottotraccia, della solitudine-voragine del nostro tempo. Il disagio delle generazioni dei trentenni di oggi passa anche di qua, per questa storia minima dalla valenza universale. Una storia raccontata con estremo garbo e sensibilità, senza pietismi e con rara umanità. Doloroso, lirico, malinconico, essenziale, lucido, realistico e mai compiaciuto, La solitudine dei numeri primi è un esordio letterario destinato a lasciare il segno:
 
“Per la prima volta, avvertì tutto lo spazio che li separava come una distanza ridicola. Era sicura che lui si trovasse ancora là, dove gli aveva scritto alcune volte, molti anni prima. Se lui si fosse spostato, lei l’avrebbe percepito in qualche modo. Perché lei e Mattia erano uniti da un filo elastico e invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine l’uno nell’altra” (p.272).
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982. Si è laureato in fisica teorica e lavora presso l’Università con una borsa di dottorato. La solitudine dei numeri primi è il suo primo romanzo.
 
La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano, Mondadori Editore, 2008.
 
Léon, marzo 2008.
ISBN/EAN: 
9788804577027

Commenti

Recensione volutamente essenziale. Non volevo svlear nulla della trama. Il libro è splendido, davvero una sorpresona considerando che è l'opera prima di un fisico dell'82 edita da Mondadori.

"una storia di solitudini e diversità che vanno incontro all?ineluttabile destino di chi è segnato da un evento decisivo. Ma è davvero cosi ineluttabile, il destino? Forse, quasi certamente. Che lo sia o meno, quello che emerge oltre la consapevolezza, in questo intenso debutto letterario, è una improbabile eppure solidissima disposizione alla speranza che si può cogliere soltanto se ci lascia vincere empaticamente da un testo che, comunque, restituisce un sorprendente equilibrio."

> Era una recensione attesa. Dopo che me ne avevi parlato ho cominciato a leggere giudizi lusinghieri qua e là. Sembra un libro degno davvero. Sono curioso di sentire il parere dei nostri scienziati sull'opera:).

"Eppure, credetemi, questo è un libro - peraltro anche il titolo è bellissimo - che si legge d?un fiato e nel totale coinvolgimento, è un testo di cui non ci si può non innamorare. Ecco che tutti i pregiudizi precedenti la lettura inevitabilmente crollano, e verrebbe immediatamente voglia di trovare una conferma, leggendo altro del nostro. Visto il successo che Giordano sta ottenendo immagino non dovremmo attendere molto per fare questa verifica."

> Splendida notizia.

"parte da due solitudini per parlarci, sottotraccia, della solitudine-voragine del nostro tempo. Il disagio delle generazioni dei trentenni di oggi passa anche di qua, per questa storia minima dalla valenza universale. Una storia raccontata con estremo garbo e sensibilità, senza pietismi e con rara umanità. Doloroso, lirico, malinconico, essenziale, lucido, realistico e mai compiaciuto, La solitudine dei numeri primi è un esordio letterario destinato a lasciare il segno:"

> Va bene, appena esce in economica me lo aggiudico. e ti ringrazio molto per la segnalazione. Se per una volta la Mondadori tiene fede alla sua antica fama e ci regala l'opportunità di godere di una grande opera letteraria di un giovane italiano c'è solo ragione di esultare. Magari pubblicassero solo narrativa come questa, avrebbero il potere di cambiare molte cose...

grazie Fede!

2-3-4 - Davvero sorpreso Franco. Sosprattutto per l'equilibrio che Giordano trova. E per la capacità di farci innamorare di personaggi che sono dei perdenti totali, sotto tutti i punti di vista, a maggior ragione se inquadrati nell'ottica dei (dis)valori d'oggi. E poi è tutto molto credibile, la sensazione di un che di artefatto non sfiora mai il lettore. In ultimo: sono temi che sento particolarmente.

In economica, certo, ne vale la pena. Erano anni che non leggevo un Mondadori appena uscito.

conquistato, leggerò. danke!

Letta prima, direi... d'un fiato. Molto bravo a non farci capire nulla della trama, a lasciarci con la curiosità insoddisfatta!
Interessante i rilievi sul fenomeno editoriale.
E su questo ventiseienne dal quale sembra lecito aspettarsi grandi cose...

curiosità:
ovviamente:
scuola holden di baricco.
visto ieri sera dalla dandini.
comunque, davvero 18 euro per un esordiente solo mondadori, eh.

Beh, la copertina è cartonata:). Ma merita, il libro? L'hai già letto o pensi di comprarlo?

dunque. mi impegno. a:
fare la scheda su Cavie di Palahniuk.
scheda su Il festino, spettacolo di Emma Dante.
dopo che l'ho terminato, dare via anche I nomi di De Lillo (scrittore italoamericano, come dice il cognome) che è un gran romanzo. di quelli che piacciono a me. che vado in giro dagli amici a leggergliene brani! che sottolineo (pure troppo!) in treno.
e niente.
poi ho cominciato Il giro del giorno in ottanta mondi. che bello gf, grazie!
quindi Giordano viene dopo questi, dopo Pietro Grossi, dopo Adams, dopo Egolf, dopo Wallace, dopo Faulkner, dopo eccetera eccetera....

:).
Gran bel programma.
E grande spirito. Daje Andrea.
(sai che non conosco Emma Dante? Chi è?)

Avete visto? ha vinto il premio Strega. Non so se rallegrarmi o meno della cosa. Ad ogni modo, il libro merita, lo ribadisco. Come ribadisco che spero che Giordano si confermi e non si imborghesisca, nel futuro prossimo.

(lo aspetto in economica e ti dico;) )

Non so se ne siete a conoscenza: stanno preparando anche un film. "La solitudine dei numeri primi" arriverà al cinema. L'anno prossimo, immagino. Non si sa ancora nulla né sul regista né sul cast. Tutto è in allestimento.

Leggerò il libro appena possibile. Grazie Léon: bella recensione!

12. eh sì, ha vinto il premio strega. sono contento perché è un giovane, sono meno contento perché aveva già venduto comunque duecentomila copie, e visto che lo strega, come altri premi, serve soprattutto a vendere...
io credo che arrivino tutti libri meritevoli, in finale, ed ogni tanto si potrebbe anche uscire da Bompiani, Mondadori, Einaudi, Feltrinelli...mettono giusto un paio di libri di piccole, si fa per dire, Minimum Fax, Sellerio...quella che ha pubblicato Manfridi, mi sembra, ma non ricordo il nome.
Quello che mi dà fastidio non è il libro che vince, che quasi certamente merita, ma è questo alternarsi di case editrici al comando. è un po' come l'Oscar, in molto piccolo, eh.
Comunque, un premio che, credo, ha un suo gusto (per i non molti libri che l'hanno vinto che ho letto).
Vabbuò.
Buon per Giordano, auguri di cuore.

Certo che con tutte queste premesse aspettare l'economica non sarà facile...

14 - Grazie Monnalisa, il libro merita, non ne resterai delusa.

16. Meglio economica che a prezzo pieno: per le MONDADORI, MAI.

"Due numeri primi, dei primi gemelli, cosi vicini da potersi (apparentemente) toccare eppure divisi da una sola, insormontabile cifra: un numero paro."
2 e 3 sono numeri primi e sono consecutivi. Ovviamente 2 è l'unico numero primo pari! anche fra i numeri primi c'è chi non soffre la solitudine ;)

bellissima recensione, mi hai messo curiosità

Mi dispiace fare la voce fuori dal coro e dire che questo libro è veramente brutto.Siamo di fronte all'ennesimo prodotto di marketing letterario che viene fuori dai corsi di scrittura creativa, luoghi da evitare categoricamente se si ama la buona letteratura.
La copertina e il titolo sono costruiti bene .L'intreccio e i personaggi non hanno alcun spessore.Per oltre trecento pagine non accade nulla di rilevante.A Giordano manca una qualità essenziale:la capacità di rivelare alla pagina la condizione di disagio dei suoi personaggi. L'autore descive ,ma non sa inventare.D'altronde in un'intervita ha affermato di odiare due capolavori come Pinocchio e Il Piccolo Principe.Nella sua vita ha letto solo Baricco.E si vede.

20. e perché ti dispiace? Anzi, qua è pieno di voci fuori dal coro. Ed anche Giordano, dicendo che non gli piacciono Pinocchio e Il piccolo principe, è voce fuori dal coro...

18 euro non li spendo mai per un libro, aspetterò l'economica. Ma proprio tutti me ne hanno parlato bene.
Di solito non mi fido di "tutti", però...

20- Addirittura, Nicola? Io non sono di bocca buona, ma il libro m'è piaciuto davvero molto. Devo dire comunque che il tema, per antica deformazione professionale, m'ha coinvolto assai. Ignoro il background letterario di Giordano, ma se dici che è solo Baricco (che a me non piace per nulla), è davvero assai pochino. Certo non amare il Piccolo Principe, poi... ma va be', lo aspetto alla prossima prova.

19 - Grazie Mat. Si, il libro può essere nelle tue corde, immagino.

fantastica analisi. ho letto ancora pochi capitoli però senza indugio credo di poter affermare che sia una grande prova per un '82. Come diceva il mio prof di letteratura, se è un libro è grande davvero te ne accorgi dalle prime pagine.

24 - Grazie Elio. Ribadisco, il libro è bello, da non guardare con sorpresa per aver ottenuto il premio Strega.

ha venduto veramente tanto. Sorprendente.
Appena esce in economica compro e vi dico.

26 - è pur vero che è stato pubblicizzato parecchio, e che te lo ritrovi ancora all'ingresso di megastore e librerie. Ciononostante è coinvolgente, ed io l'ho letto - come dimostra la data della recensione - poco dopo la sua uscita, quando era ancora lontano dall'essere un caso letterario. Questo per dirvi che nulla mi ha influenzato nello scriverne, né in positivo né in negativo;)

Oltre alla pubblicità, distribuzione capillare e signore tirature, come sempre accade per Mondadori. Cmq sì, la data del tuo articolo conferma la bontà della tua intuizione.

(ANSA) - ROMA, 19 MAR - Cominceranno probabilmente entro l'anno le riprese del film tratto da 'La solitudine dei numeri primi' di Paolo Giordano.

Il film sara' prodotto da Mario Gianani, la regia e' affidata a Saverio Costanzo,''con il quale - ha detto Giordano - sto scrivendo la sceneggiatura''. Sugli attori, invece, Giordano non ha voluto fare alcuna rivelazione.

Resto della mia opinione, che è un libro sopravvalutato e forse troppo costruito. Colpisce sì, il fatto che sia stato scritto da un '82, ma poi mi fermo lì.

29 - Si presta bene al cinema. Sicuramente andrò a vederlo, e poi Costanzo è un regista che aspetto ancora di inquadrare per bene.

30 - Costruito, probabile. Ma il tema è emozionante e ben restituito.

L'ho preso in prestito da un'amica.
E' un buon libro, non so quanto migliore degli altri candidati allo Strega, forse meno dei non candidati. Ma questo è un altro discorso.
E' una storia di vuoti e di assenze, di solitudini e incapacità di amarsi e di amare. Di distanze e lacerazioni dove il corpo diventa specchio del disagio interiore.
E' un romanzo che sa essere struggente, senza diventare pedante. I personaggi sono resi con levità nei loro chiaroscuri, ma non c'è insistenza sul dolore.
La narrazione scivola con fluidità. Un buon lavoro davvero specie per un fisico esordiente classe 1982. Il fatto, poi, che un non letterato pubblichi il suo primo romanzo con Mondadori, è inevitabile che qualche sospetto lo crei. Ovvio. Ma se mi fermo a considerare esclusivamente il libro, non posso non esprimere un parere positivo.

sono sinceramente contento che qualcuno di voi l'abbia apprezzato. Posto mondadori, posta la fuorviante campagna di marketing, poste tante cose, è un buon romanzo, sorprendente per me e i miei gusti. Di solito quelli che vincono premi li detesto :-)

33-34 - Lieto che l'abbiate apprezzato. Angela conferma, con le sue righe, più o meno quello che ho scritto nel pezzo. E comunque, lo attendo alla seconda prova. Vedremo se ha davvero talento o è stata un'ispirazione fugace, la sua.

35 Esatto. Vediamo. M'hai rubato le parole :-)

la copertina di rooze, da deviantart, spacca. del libro ho letto 12 pagine di straforo in libreria e no, proprio non fa per me. felicissima intuizione di leon comunque, complimenti.

37 - Grazie, Alessandro.