Franchi Gianfranco

Ombra della fontana

Autore: 
Franchi Gianfranco
CANTA ROCO IL CAVALIERE
  
 Razionalizzare un’emozione significa, spesso, farla avvizzire, vederla accartocciarsi su se stessa e incenerire consumata dal fuoco di un cervello che esige necessariamente di trovare vincoli e spiegazioni univoche per parole che hanno la liquida consistenza di preziose gocce di rugiada, da osservarsi, incantati e immobili, senza batter ciglio e senza pretendere di farle materialmente proprie affinché conservino la bellezza magica di languidi cristalli inondati di luce, senza venir costrette a trasformarsi in misera conca d’acqua che non disseta né affascina l’animo vile di chi osa profanarle privandole della loro essenza. Perché la penna, talvolta, diventa uno scettro nelle mani sapienti di chi riesce a farsi strumento e testimonianza d’arte, e il suo inchiostro sgorga quale sorgente limpida, amaro come fiele, dolce come ambrosia, inebriante come vino e si incide finemente sulla carta disegnando macchie di significati plurimi davanti allo sguardo di chi legge.
  
L’Ombra della fontana ci copre avvolgendoci e “il canto a due voci” della mente dell’autore arriva al nostro orecchio come riflesso abbagliante di uno specchio posto sul mondo a tradurre in versi le immagini catturate dall’occhio lucido e sensibile di chi, poeta, incarna il “progresso della conservazione” e si rende servo della “conservazione del progresso”, poesia.
E “il vento si distende sul cielo”, e “i pazzi affogano parlando coi delfini” e “la parola ritorna come un torrente di tuoni” provocando finalmente il pianto, un pianto che inonda il viso, madido di “Sudicia Tristezza” e scuote l’animo di chi scrive sciogliendosi in un lamento sofferto e melanconico inframmezzato da dolorose pause, silenzi e parentesi singhiozzanti di imperfetta, metrica armonia.
Razionalizzare un’emozione significa, spesso, farla avvizzire, vederla accartocciarsi su se stessa e incenerire…il mio cervello si ferma sulla soglia di questo intenso libricino e lascia spazio al cuore che si imperla di schegge languide, rugiada, preziose come ninnoli forgiati dalle lacrime, “diademi dei sogni”.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Gianfranco Franchi, “Ombra della fontana” Roma, 2003
 
Angela Migliore, giugno 2003
Originariamente apparso su ciao.com e poi su Lankelot.com
ISBN/EAN: 
8888797300

Commenti

Non era e non è una recensione. Solo un modo per dire grazie. Allora come oggi.

"Razionalizzare un?emozione significa, spesso, farla avvizzire,...."
è un pezzo nato sulla scia dell'emozione, si sente ed ha il suo valore anche per questo.

Sì. Righe scritte immediatamente dopo la lettura. Oggi avrei fatto diversamente, ma non mi piace il revisionismo sulle vecchie pagine, sarebbe un po' come tradire le emozioni provate. L'ho rimessa on line per gioia di amarcord.

Ho anch'io ancora la prima rec a Ombra della fontana, ma non la riproporrò. Oggi la rifarei diversa, più approfondita, chi lo sa, magari se il libro va in ristampa la aggiorno!

(ma riproponila, Marina. Tanto quel libro è solo nostro, non esiste più. Forza).

(angela. grazie semper).

ci devo pensare, tanto c'é tempo fino a dicembre per i recuperi vero?

Assolutamente sì.

ancora una volta prati di calvi. Punto.

"Razionalizzare un?emozione significa, spesso, farla avvizzire, vederla accartocciarsi su se stessa e incenerire?il mio cervello si ferma sulla soglia di questo intenso libricino e lascia spazio al cuore che si imperla di schegge languide, rugiada, preziose come ninnoli forgiati dalle lacrime, ?diademi dei sogni?." > ecco perché va bene così, il testo andava lasciato così com'era allora. Vivo nella coscienza della sua incoscienza, della sua immediatezza, della sua autentica volontà di comunicazione "punto a punto".

"e il suo inchiostro sgorga quale sorgente limpida, amaro come fiele, dolce come ambrosia" ... proprio lui, ancora adesso! :)

Angela, se ti va inseriamo la vecchia quarta di Troisio nel pezzo - da te e da Marina, che dici? E' un altro bel ricordo...

"Non sono certo che le poesie siano in ordine cronologico. Mi pare che potrebbero esserlo, che ci sia una certa processualità anche per quanto riguarda i temi. È senza dubbio notevole il fatto che tu ignori sovranamente movimenti e ambiti casalinghi, salti o riduci al minimo i moduli del post-neo-ermetismo che affligge tanti versificatori purtroppo anche giovani(ormai relegati a un pur fertile sottobosco).

È probabile che tu non sia immune dal fascino di qualche free lance laterale della nostrana neoavanguardia, evitando gli stilemi dei grossi provocatori, in fin dei conti non disdegnando blanchissements, singhiozzi, sospensioni, anche aspetti di gioco, che a volte possono risultare dominanti il verso.

Le suggestioni ancora necessarie, credo, potrebbero dunque essere soprattutto straniere più che aborigene, i temi vanno bene, anche se prediligi un certo "maledettismo" topico dell'età fiorita (quella che Maccari definiva "della fava in fiore"), quando il ventaglio di possibilità è ancora pressoché infinito e ci si può giocare come i migliori cavalieri erranti, tuttavia con un certo rischio solipsistico, che bada bene, non considero negativo in sé, tutt'altro, ma che, ripeto, non deve nemmeno lui finire per dominare (il testo e) l'autore. O almeno non in tutte le raccolte.

Noto nei componimenti iniziali un'opulenza ludico-verbale, con termini insistiti [mi rendo conto che ce li infliggi a bella posta] su cui rifletterei, rendendo più agile il procedere. Accanto a immagini e sintagmi magnifici coesistono (volutamente?) espressioni stridenti, scelte lessicali di vario livello nello stesso contesto, secondo me semiologicamente inaccostabili se non di proposito, e da limare".

(da una lettera di Luciano Troisio)

Certo che sì, scusami non mi

Certo che sì, scusami non mi ero accorta del commento.
Anche qui stesso problema: dopo le modifiche, appaiono solo copertina e tags. Ma perchè succede solo con i tuoi pezzi??

recuperata la prima

recuperata la prima revisione; inserito tag "kult" (meglio...); adesso dovrebbe essere accessibile!

Anche qui: grazie ancora.

Anche qui: grazie ancora.