A modo mio, premetto. A modo mio.
Non sono una persona che sa analizzare un libro. Anzi.
Non ho bagaglio tecnico o memoria storica o classe per permettermi di criticare un’opera letteraria.
Mi chiedo perché ora, a quest’ora di notte con Unknown Pleausures dei Joy division in sottofondo e Disorder di Gianfranco Franchi sulla scrivania sto iniziando a scrivere di questo viaggio.
Forse c’è un perché, e lo scoprirò, poi.
Più avanti.
Sono un anima salva anche io o no?
Credimi. Pensavo anche, si. Che tu fossi una grandissima testa di cazzo, come dice Mascheri nella prefazione. L’ho pensato fino al momento in cui ci siamo guardati per la prima volta negli occhi. Quando ancor prima ho scovato piano, piano la tua essenza tra le righe dei tuoi scritti su ciao.it. Ah, che grande incontro su quel portale. Che persona fantastica ti sei rivelata.
Ne è passato di tempo. Di musica, di alcool e di. Tanto altro.
Ma sono altre storie, tralasciamole per. Ce le godremo più avanti.
Mi sono trovato, libro in mano a pensare da subito se mi sarebbe piaciuto.
E’ passato un secondo e tutto era chiaro.
Disorder è libro splendido da leggere centinaia di volte. Un Film capolavoro con una scenografia, un fotomontaggio, una sceneggiatura e una regia perfetta. Un disco che mi mette la pelle d’oca solo ascoltando la prima nota. E’ un dipinto allucinante da guardare per ore e apprezzare.
Da piccolo musicista posso dire che Disorder è musica. Basta leggere:”Complemento oggetto”, “Pelle” o “Garage Gianicolo” per fare qualche esempio.
Se ti fermi un attimo riuscirai a sentire una batteria, un basso, una chitarra, un’intera orchestra che suona una melodia perfetta.
Musica Rock. La sentirai tra le dita della mano.
Tra le parenti oscillanti della camera.
Sentirai milioni di note vibrare nella stanza. Le ascolterai uscire dalla carta, rientrare, passarti accanto e dondolare.
Cristo.
Poi c’è da riflettere, da odiare alcune cose che ci girano intorno, senza peli sulla lingua, come sempre hai fatto da quando ti conosco.
She’s lost control. La senti. C’è tanto amore qua dentro, è pregno.
Scritto come se lo avessi scritto io. Questo libro ha questa incredibile e devastante emozione che mi circonda da giorni. Parlo, esclusivamente a livello personale. Credimi.
Sembra che questo libro l’ho scritto io. O almeno mi ci vedo così dentro che nessuno può immaginarlo.
Protagonista, comparsa, almeno di alcune di queste storie.
Di questi racconti infuocati.
“E’ un libro per noi, fatto da noi, ci siamo tutti qua dentro”, mi dicesti una sera aspettando l’inizio di un concerto.
Beh, senza dubbio, si.
Io ci sono. Con i miei pregi e difetti, con i miei vizi, con l’anima rock, con la grande, impareggiabile passione per le donne. Per la Roma. Per Roma Caput mundi.
Riconosco ogni parola e frase. Quale musica di sottofondo c’era, mentre scrivevi ogni singolo racconto. 27. 27 racconti illuminanti. Talmente vicini che li riesco a cogliere col tatto, ad assimilarli. Ad afferrarli e a farli miei.
Parlo di una, due tre, ormai infinite letture. Ed ogni volta mi stupisco. Ogni volta ne ricavo un’emozione nuova.
Mi ci ritrovo catapultato dentro come bassista degli Zoa nella “finestra dei burattini” ma non solo per questo, credimi.
Mi piace perdermi tra la punteggiatura, a mio avviso, da novello e sgraziato lettore, del tutto nuova e affascinante. Tra i periodi, le frasi, che sembrano spezzate ma che dicono tutto. Mi piace tutta la colonna sonora usata. Dai Radiohead, David Bowie, Massive Attack, The Cooper Temple Clause, ai Verve e i Marlene Kuntz. Riconosco i luoghi, anche quelli dove non sono mai stato.
Assolutamente godibile tutta la birra a nastro e il caffé che scorre a fiumi.
E le sigarette, una marea, cazzo. Creano un sacco di atmosfera, giuro.
Immagino la faccia di chi leggerà questo libro, parlo di chi non capirà niente di ciò che tu hai scritto. Dei finti intellettuali di cui abbiamo parlato quella sera. Che ancora non hanno la coscienza di sapere che combineremo tra qualche giorno. Incoscienti.
Chiudo.
Consiglio questa opera a chi si è un minimo ritrovato in queste mie povere righe senza senso. A chi si sente salvo da tutta la merda che ci propinano i grandi distributori di finta letteratura. E vita, anche.
Gianfranco Franchi è ARTE.
E’ cervello, anima, cuore, sudore e libertà d’espressione e chi, come me, gli sta vicino, questo lo sa.
Punto. Testo scritto con Unknown Pleasures dei Joy division in sottofondo.
Roma, Ottobre 2006.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Gianfranco Franchi (Trieste 1978), ha pubblicato due “laboratori” di poesia: “L’imperfezione-opera III” (2002) e “Ombra della fontana.” (2003). È stato coordinatore di due riviste letterarie indipendenti, “Ouverture” e “Der Wunderwagen”, tra il 1997 e il 2003. Tra il 2003 e il 2006 è stato responsabile del portale di comunicazione e critica letteraria e dello spettacolo “Lankelot.com”, dove ha scritto recensioni di libri, film e dischi e pubblicato racconti. Quindi ha rifondato il sito collettivizzato “Lankelot.eu”. Ha cambiato spesso lavoro. Dal 2005 è redattore di “Vetrine”. Vive a Roma. “Disorder” è la sua prima raccolta di racconti.
Franchi, “Disorder. Unknown pleasures”. Il Foglio Letterario, Piombino 2006. Pref. di Paolo Mascheri.
Mele Fabio, Ottobre 2006. Recensione che appare attualmente anche su Ciao.it sotto mentite spoglie.
Commenti
Convinto, entusiasta, commosso e felicissimo.
Stupendo. Una signora pagina. Ispirata, autentica. E' praticamente un manifesto. Un bel manifesto di un pezzo della nostra storia e di quel che andremo ad animare ancora.
Ti abbraccio forte, sei grande.
E' vero, è proprio nostro.
E' una vera dichiarazione di amicizia, sentitissima. Grazie Fabio. Ricambio con tutto il cuore.
(e ne hai tanta di classe, per scrivere di qualsiasi cosa. ricordatelo).
che bello! un punto di vista completamente diverso sul libro, più incentrato sulla musica. Fantastico e grande l'idea di scrivere con i Joy Division in sottofondo.
"Un Film capolavoro con una scenografia, un fotomontaggio, una sceneggiatura e una regia perfetta. Un disco che mi mette la pelle d?oca solo ascoltando la prima nota. E? un dipinto allucinante da guardare per ore e apprezzare. " questa osservazione è davvero notevole.
Manifesto l'apprezzamento di chi, per ovvi motivi, non può essere del libro e nel libro e non può aver contribuito alla sua nascita in alcun modo, ma che comunque sa notare ciò che vale. Ecco, io sono un'ombra esterna che osserva e cerca di capire.
Il cerchio si restringe :) Se non è un manifesto questo... :) (naturalmente puoi aggiungere quanti smiles vuoi a questo commento. Anzi... :) x 3. Facciamo di più: 23a[ :) + x = 340a + 900abz] + 5a [ :)z - 421az = 3y - 19bz]. Se la risolvi sei un castoro. Grande Fa'. :))))
:D un brindisi, per il momento analcolico !
e un grazie particolare a Marina :)
;-) chissà se ti vedrò mai dal vivo, musicista! probabilmente no, ma almeno due parole virtuali le avremo scambiate!
e questo, già mi fa piacere.. Occasioni ce ne saranno prima o poi.. :)
Inutile dirti quello che penso. Perché non penso, mentro leggo, semmai canto. Il libro mi sta arrivando, via posta.
commovente, questa. scritta con l'anima (rock!) ; )
(punto 6 - secondo me il risultato è diciotto.. ahahhaha / punto 11 - cià bualetto!)
(grazie, Baol, per il libro. E finalmente benvenuto su Lankelot.eu).
*
Di parte, può darsi. Ma sicuramente, la migliore recensione su Disorder letta negli ultimi giorni (non me ne vogliano gli altri). Forse perchè esprime un punto di vista che condivido al 100%: c'è così tanto amore in questi racconti e così tanta sofferenza. Come un serpente in muta, che spacca la pelle per poter crescere e sopravvivere. Ed il cambiamento non può essere indolore.
"Mi piace perdermi tra la punteggiatura, a mio avviso, da novello e sgraziato lettore, del tutto nuova e affascinante. Tra i periodi, le frasi, che sembrano spezzate ma che dicono tutto. Mi piace tutta la colonna sonora usata. Dai Radiohead, David Bowie, Massive Attack, The Cooper Temple Clause, ai Verve e i Marlene Kuntz. Riconosco i luoghi, anche quelli dove non sono mai stato.
Assolutamente godibile tutta la birra a nastro e il caffé che scorre a fiumi.
E le sigarette, una marea, cazzo. Creano un sacco di atmosfera, giuro."
Perfetto, sì.
Mi "costa" dirlo ma è così. E' la più bella e dire che ne ho lette,in giro
E' che Fabio ha un cuore enorme, come il suo basso. Ed è, probabilmente, l'uomo più buono, sensibile e gentile che ho conosciuto in vita mia. La sua amicizia mi onora. Basta.
16. confermo
Una vera e propria dichiarazione d'amicizia, stima e ammirazione. C'è molta empatia, e trovi un'ottima chiave di lettura dell'opera di Gf, naturalmente favorita dalla vicinanza, ma non per questo meno degna di altre. Anzi, io preferisco quelle più partecipate che quelle calate dall'alto;) Ma devo dire che di queste ultime, su Disorder, ne ho lette davvero poche. Ed è una fortuna per il caro Franco, immagino.
Dico solo che ti ho letto e avevo voglia di bere un whisky e fumarmi una marlboro in tuo onore. Hai scritto col cuore in mano, cioè, semplicemente: hai scritto.
Vi ringrazio tutti... Ringrazio Franco per questo spazio di quiete artistica.. Siete grandi, tutti !!! ;)
Splendido Fabio. Mancano meno di 24 ore. Sento fuoco e freddo e paura e gioia e sono già là dentro. Sono con voi. Anche se non mi vedi seduto là vicino a te.
(è solo che sono troppo nervoso adesso. Sto cercando di disintegrare lo stress pre-evento. Ho migliaia di immagini e pensieri in testa. Tutto maledettamente vivo e intenso e nostro. Come la musica di domani, come questo libro).
Mi viene da gridare, da piangere, da ridere tutto assieme. Non ci capisco granché. Forse è ora di cena. Meno 24 ore.