Giachi Luca

Oltre le parole

Autore: 
Giachi Luca

Opera prima di Luca Giachi, Oltre le parole è un romanzo sull’amore, ma non un romanzo d’amore. L’autore è giovane (classe ’77) e come lui sono giovani i protagonisti, ma delle storie d’amore giovanili o giovanilistiche qui c’è poco. Giachi ha voluto scrivere dell’amore nella sua accezione più alta. L’amore che supera le distanze. L’amore che va oltre il tempo, la vita e le parole. L’amore motore del mondo.

Proprio da un motore tutto comincia: una Fiat500 gialla, di quelle che andavano negli anni Settanta, caduta apparentemente dal cielo e finita contro il manto stradale di una via romana il 4 agosto del 2004. Due i testimoni: un anziano in canottiera e Alessia, 26 anni, una dei protagonisti del romanzo. Riavutasi dall’onda d’urto, Alessia si avvicina all’auto e, intrepida, la apre e fruga dentro. Trova delle lettere e, spinta da curiosità e incoscienza, le prende per sé senza rivelarne l’esistenza alla polizia intervenuta poco dopo. La polizia ha le sembianze del vigile Brandi, affaticato signore di mezza età che sopravvive alla canicola metropolitana solo nella prospettiva delle prossime vacanze, e di Matteo Basile, un ventottenne al termine del servizio civile presso la Municipale.

In meno di una cinquantina di pagine il quadro si fa chiaro: le lettere ritrovate sono dirette a un certo Federico da una certa Nadia, evidentemente la sua donna, e sono datate 1977. Alessia è un passo dalla laurea, non fosse che da tempo è bloccata su una tesi ostile, e passa le giornate alternando il lavoro (lavoro precario, what else?) a una storiella tiepidina con Andrea. Matteo, fresco di laurea, grazie al servizio civile ha trovato un pretesto per non dover affrontare scelte vincolanti e decisive sul suo futuro professionale e non.

Accomunati dallo stesso spleen, dalla medesima irresolutezza e dal senso di precarietà, i due si ritrovano uniti nella ricerca del proprietario della macchina e delle lettere, che li porterà dalle strade di una Roma arroventata alle spiagge di una Toscana rivelatrice, fino a un luogo impervio e nascosto: la propria anima come sede dei desideri più forti e sinceri.

Non con l’insistenza ricercata delle più note opere di Baricco, ma piuttosto come il canto delicato e irregolare dei grilli d’estate, ritornano per tutto il volume gli “occhi”, le “parole” e l’assenza di parole. Sguardi che si incrociano, occhi che guardano e vedono oltre, occhi a cui sfugge l’essenziale, parole che sbiadiscono di fronte ai sentimenti, parole non dette per mancanza di tempo, parole scritte e lasciate come eredità in forma di lettera.

Il romanzo, che ha fatto vincere all’autore il Premio Mondello 2008, è di quelle letture che, puntando su una trama avvincente e su un ritmo veloce, non permettono una fruizione frammentaria. Una volta iniziato è difficilissimo staccarsene. La piacevolezza della lettura si deve soprattutto all’impostazione prettamente dialogata dell’opera, che, senza indugiare in lunghe descrizioni e/o digressioni, porta avanti l’azione in modo graduale e continuo. Notevole l’abilità dell’autore nel dosare i vari, piccoli colpi di scena che rendono credibili le coincidenze di cui l’intreccio si nutre.

Inaspettatamente, gli elementi poco credibili non riguardano strettamente il plot, nonostante abbia origine da un evento a dir poco surreale come il tuffo metropolitano di una Fiat500, quanto in un paio di imprecisioni/leggerezze circa le attività lavorative dei protagonisti. Alessia, che per sua stessa ammissione lavora in nero (p. 79), un bel giorno molla tutto e se ne va dallo studio legale, dove sostituisce la segretaria, sbattendo la porta. Non prima, però, di aver agguantato la propria busta paga mensile (p. 80). Busta paga?

L’altro elemento riguarda il contratto che per nove mesi lega Matteo alla Polizia municipale della città. Va bene che, come tutti in ufficio non smettono di rimarcargli, per avere quel posto è stato raccomandato dallo zio, ma redigere un verbale in piena autonomia, assentarsi per giorni con l’auto del Corpo e prendere svariate iniziative nelle indagini sembra davvero poco realistico. Imprecisioni a parte, l’opera d’esordio di Giachi convince e avvince, merito anche della colonna sonora malandrina, spia di un interesse per la musica che va molto oltre il semplice passatempo (Giachi è il chitarrista dei capitolini Àdale).

Aspettiamo curiosi l’opera seconda, quella più difficile.

EDIZIONE ESAMINATA
Luca Giachi, Oltre le parole, Hacca, Macerata 2007, pp. 242.
 
BIOGRAFIA AUTORE
Classe ’77, è nato e vive a Roma. Attualmente dottorando (super precario) in psicologia di Comunità presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR. È chitarrista degli Àdale, formazione jazz core appartenente alla scena indipendente romana. Oltre le parole è il suo primo romanzo.

 
Paola Biribanti, Gennaio 2009

Giachi Luca - Oltre le parole di franchi
Giachi Luca - Oltre le parole di paola-biribanti
ISBN/EAN: 
9788889920138

Commenti

"Il motore del 2000 sarà bello e lucente.
Sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato..."
L. Dalla

brava Paola. Integro l'archivio Giachi!

"Inaspettatamente, gli elementi poco credibili non riguardano strettamente il plot, nonostante abbia origine da un evento a dir poco surreale come il tuffo metropolitano di una Fiat500, quanto in un paio di imprecisioni/leggerezze circa le attività lavorative dei protagonisti. Alessia, che per sua stessa ammissione lavora in nero (p. 79), un bel giorno molla tutto e se ne va dallo studio legale, dove sostituisce la segretaria, sbattendo la porta. Non prima, però, di aver agguantato la propria busta paga mensile (p. 80). Busta paga?"

> Beh, in qualche maniera bisognerà pur chiamarla. Il senso è lo stesso. Mancano solo i contributi versati al terzo socio.
Lo Stato. ;)

La copertina? Fantastica...

(Ceccato è un genio.)