Ghinelli Lorenza

Il Divoratore

Autore: 
Ghinelli Lorenza

Ci siamo rincorsi per mesi io e “Il Divoratore” il romanzo di Lorenza Ghinelli, per vari motivi quando ci incontravamo ci respingevamo, vuoi per la mancanza di tempo, vuoi per la copertina che, mi dispiace confessarlo, fa tanto libro fantasy dozzinale (molto meglio la vecchia copertina, quella della prima edizione uscita per Il Foglio…e tanto di cappello, come sempre, all’intuizione di Gordiano Lupi nell’aver scoperto questa autrice), vuoi anche per quella scritta “Il caso letterario dell’anno” di cui sinceramente non se ne può più, e adesso che l’ho divorato tutto d’un fiato in un pomeriggio, posso dire di essere contento di averlo finalmente letto.

Per non rovinare il piacere della lettura evito di soffermarmi sulla trama del libro che ruota tutta intorno a dei bambini che scompaiono in quel di Rimini per mano de L’Uomo dei Sogni e alla difficile rincorsa del responsabile da parte di Alice, una giovane educatrice che segue Pietro, un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger e fratello di una delle vittime, e che è stata segnata lei stessa durante l’infanzia dall’orrore, e concentrarmi invece sulle qualità di questo romanzo.

È vero che “Il divoratore” è denso di rimandi ai romanzi e ai racconti di Stephen King che vedono per protagonisti i bambini (“It”, “Stand By Me” e non solo) e azzardo anche, per l’atmosfera, agli scritti di Eraldo Baldini, è vero che in questi anni c’è stato un altro grande successo che vede per protagonista un bambino con la sindrome di Asperger come è stato “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon, e che più in generale i bambini (e anche gli adulti) affetti da patologie mediche vengano spesso rappresentati nel mondo della finzione come dei prodigi viventi (esistono anche nella realtà e lo posso confermare per aver io stesso incontrato durante la mia attività lavorativa un paio di ragazzi disabili con delle qualità sinceramente disarmanti) ed è vero anche che questo terribile Uomo dei Sogni che esce da un dipinto mi ha subito ricordato quel quadro di Vigo von Homburg Deutschendorf in “Ghostbusters II” (anche se forse ci sarà qualche riferimento più colto che purtroppo non ho colto) ma tutti questi rimandi non appesantiscono mai il romanzo e Lorenza Ghinelli riesce a conquistare per come sa trasportarci nel mondo dell’infanzia, per la grazia con cui restituisce i piccoli e grandi drammi e le confusioni di bambini delle medie e delle elementari. 

Sono rimasto favorevolmente colpito dalla cura che l’autrice ha riversato sulla pagina nel descrivere i loro turbamenti, le loro vicissitudini e tutto questo in poche pagine, in quadretti che hanno il sapore di crudo racconto fiabesco. Ecco allora l’insorgere delle pulsioni sessuali, la tensione latente di quella violenza sempre pronta ad esplodere e che magari qualcuno di noi (io sì, posso dire di averla vissuta sulla mia pelle), conoscono bene. Gesti dettati dalla sete di una piccola grande vendetta. Bambini che vivono in un Mondo separato, distante galassie intere da quello degli adulti. Un mondo dove sembra che le fantasie siano ad un passo dall’incarnarsi come quando da piccoli si gioca alla guerra in cortile e ci si sente davvero dei soldati schierati sul fronte oppure come quando si gioca con le bambole e quelle bambole sono spesso più vive e comprensive della mamma o delle sorelle più grandi. Un mondo dove i bambini vivono col desiderio di affrontare l’ignoto, di affrontare un’avventura in buio che li circonda, oscuro e terribile ma pieno di segreti da portare alla luce. Bambini che non vengono capiti, che vengono maltrattati, prede in balia di persone spietate e a questo proposito ho trovato molto toccanti e convincenti i passaggi in cui Denny, il bambino che vive da solo col padre artista alcolizzato e la madre tossica e che finirà rinchiuso in un ospedale psichiatrico, vive sulla propria pelle le angherie dei compagni. Lui è il diverso che abbiamo avuto in classe, quello che non studiava, che non si lavava, che proveniva da una famiglia strana, un bambino così uguale e diverso dall’altro ragazzino, Pietro, malato ma sensibile, in disparte ma sempre presente. Due bambini che vivono sulla propria pelle traumi che non dimenticheranno mai crescendo perché non tutti i bambini hanno la fortuna di dimenticare, di crescere serenamente, di lasciarsi alle spalle la propria infanzia. Se aprile è il mese più crudele, l’infanzia e l’adolescenza non sono da meno.  

Se la descrizione dei bambini è la qualità maggiore di questo libro, l’altra qualità de “Il Divoratore” è riscontrabile senza dubbio nella capacità dell’autrice di tenere sotto tensione il lettore per tutte le duecentocinquanta pagine. Ha perfettamente ragione Valerio Evangelisti nello scrivere che l’autrice rifugge dai facili trucchetti per non farsi scappare il lettore ed infatti non aspettatevi di trovare litri e litri di sangue e nemmeno escamotage narrativi per nascondere un’eventuale mancanza di ispirazione, la Ghinelli gioca spesso sul non detto, sul non visto, sul labile confine che esiste fra sogno e realtà, sulla possibilità che sogno e realtà possano mescolarsi con risultati non sempre augurabili, sul potere che ha la mente di trasformare pezzo dopo pezzo la realtà che ci circonda e lo fa quasi in punta di piedi, senza mai esagerare. La scelta di capitoli brevi e di spaziare nel tempo, dal 1986 al 2006, è stata poi a mio avviso una scelta felice perché non dà tregua al lettore, lo costringe a rimanere sulla graticola e il romanzo finisce passo dopo passo per costruirsi quasi da sé fino a giungere ad un finale spiazzante che forse qualcuno giudicherà confuso, inspiegabile ma che invece io ho trovato perfetto proprio perché non potevano essere fornite spiegazioni vere e proprie quando si parla di sogni e soprattutto quando si parla di bambini.

Insomma “Il Divoratore” segna l’arrivo sulla scena letteraria di un’autrice dotata di una grande sensibilità e con una buona capacità di costruire storie, un’autrice insomma a tutto tondo che ha in serbo, almeno spero, grandi e gradite sorprese per i lettori.

Edizione esaminata e brevi note:

Lorenza Ghinelli (Cesena, 1981), è diplomata in grafica pubblicitaria, fotografia, web design e montaggio digitale. Laureata in Scienze della Formazione, ha conseguito, presso la Scuola Holden di Torino, il Master in tecniche della narrazione. Autrice di vari racconti, opere teatrali e cortometraggi, ha scritto Francis degli specchi, un romanzo disegnato da Mabel Morri. Nel 2010, insieme a Simone Sarasso e Daniele Rudoni, ha pubblicato J.A.S.T. Vive a Roma dove lavora come editor e sceneggiatrice per la Taodue.

Lorenza Ghinelli, "Il Divoratore", Newton Compton Editori, Roma, 2011.

Su Lankelot

Andrea Consonni, agosto 2011

ISBN/EAN: 
9788854123779

Commenti

[Il Divoratore] "Il

[Il Divoratore] "Il Divoratore" di Lorenza Ghinelli. 

[Il Divoratore] Per pura

[Il Divoratore] Per pura curiosità: quante pagine?
E poi: hai ragione, la copertina è decisamente un po' fuorviante e (detto tra noi) anche un po' bruttina.

[Il Divoratore] Siamo sulle

[Il Divoratore] Siamo sulle 250 pagine ma tolte le varie pagine bianche si scende di molto. 

[Il Divoratore] And! Non è da

[Il Divoratore] And! Non è da te... solo 250 pagine!
Sorrido, ovviamente.

[divoratore] a riprova del

[divoratore] a riprova del fiuto di gordiano, insomma: e a riprova che l'editoria italiana è fatta talmente male che se è Il Foglio a pubblicare un buon autore se ne accorgono in trecento, mentre se è un editore commerciale come Newton allora si passa a ventimila:). Che tristezza però. Il caso della Ghinelli ribadisce la stortura ciclopica del nostro mondo. Fatto veramente male...

[Divoratore] Sì, in effetti

[Divoratore] Sì, in effetti fa incazzare non poco questa situazione....e mi piace anche ribadire come la copertina nuova faccia davvero pena...un insulto a quella del Foglio.  

[copertina NC del divoratore]

[copertina NC del divoratore] diciamo che ha un retrogusto da b movie americano anni settanta-ottanta, sembra confezionata con una sana vena vintage. Dovrei sfogliare il libro per poterla apprezzare e giudicare - i jpeg sono abbastanza proditori, certe volte...

[Lorenza Ghinelli] Un suo

[Lorenza Ghinelli] Un suo racconto al link sotto:


[Lorenza Ghinelli] Esce il

[Lorenza Ghinelli] Esce il suo nuovo romanzo, "La colpa":

http://blog.newtoncompton.com/la-colpa/