Ghelli Simone

L'ora migliore e altri racconti

Autore: 
Ghelli Simone

Questa raccolta di racconti sembra uscita da uno stato di dormiveglia. L'autore, nella sua premessa iniziale, pone l'accento su tre elementi portanti: l'acqua, il sogno, la follia; sono certo caratteristiche importanti all'interno del narrato, e facenti parte della sua scrittura, ma da lettore il senso complessivo che ne ho avuto, appena terminata la lettura, è stato quello di uno stato di dormiveglia. Sarà forse stato un influsso inconscio del primo racconto, che dà il titolo anche alla raccolta, dove “È una forma d'intimità, quella che più avvicina la scrittura al sonno.” (pag. 17).

Il protagonista parla della parola scritta, della scrittura, della sua incapacità di scrivere nelle ore notturne, “Proprio non ci riesco. A scrivere di notte, dico. Anche se la mia testa gira bene, c'è questo piccolo problema delle palpebre.[...] Dopo una cert'ora a me vengono giù. Si fanno pesanti come asciugamani bagnati.” (pag. 15). Sono, forse, a ben guardare, racconti da occhi semichiusi, come su una spiaggia battuta dal vento, a guardare l'orizzonte marino. Mi riporta, questo, al porto sepolto ungarettiano, ma le mie sono semplici associazioni, nient'altro. Dicevo poco fa dello stato di dormiveglia perché è una condizione di semicoscienza, e queste storie sembrano stare sul limite, in un equilibrio che è costante mancanza e ritrovamento temporaneo di esso. L'autore scrive che sono racconti scritti nell'arco di sei anni, alcuni pubblicati già su riviste on-line e cartacee, su antologie edite, e rendono l'idea di un percorso sviluppatosi nel tempo, come stazioni di una linea ferroviaria. Raccontano momenti di confine, zone di passaggio, crisi personali, cercano di indagare come l'esterno influisca sugli individui, dalla chiusura di una fabbrica alla frequentazione di un manicomio, dal perdersi in strade dai nomi di filosofi, ad una luce che fa volgere lo sguardo altrove rispetto al solito. La scrittura succede ed asseconda il materiale narrativo, per farsi tramite di esso. Una cosa da non leggere, prima dei racconti, è a mio avviso la premessa, che toglie un po' il gusto della scoperta di ciò che segue, anche se posso, credo, capirne la necessità per l'autore. Solo che, lo ammetto, mi ha all'inizio condizionato nella lettura, cosa che invece non avrei voluto sentire. Leggetela alla fine, allora, così da confrontarla con le vostre impressioni. A me hanno lasciato una curiosità riguardo a prove di più ampio respiro, intendendo con questo non solo un romanzo, ma pure racconti più lunghi, essendo questi davvero come sorsi d'acqua, ognuno dal sapore leggermente diverso. Una prova, questa de L'ora migliore e altri racconti, che mi ha interdetto, perché la sento come prodromica verso altro, una strada sotterranea, o subacquea. Riprendo le parole che aprono la raccolta: “Non potrò dunque mai scrivere / veramente a caso e senza disegno, / sì da almeno sbirciare, traverso il subbuglio / e il disordine, il fondo di me?” (Tommaso Landolfi). L'impressione è che l'autore, al fondo, ancora non sia arrivato, ma la via mi sembra tracciata.

 

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Simone Ghelli (Cecina (LI), 1975. Scrittore e critico cinematografico. Ha pubblicato due saggi – "L'Atalante di Jean Vigo" (Traccedizioni, 2000) e "La tradizione grottesca nel cinema italiano" (L'Orecchio di Van Gogh, 2009) – e due romanzi – "L'albero in catene" (NonSoloParole, 2003) e "Il Pigneto liberato" (0111 Edizioni, 2008). Dal 2009 è redattore della rivista cinematografica "Close up. Storie della visione". Nello stesso anno ha dato vita, insieme ad altri autori, al collettivo "Scrittori Precari".

andrea brancolini 21 marzo 2011

Simone Ghelli in rete:

un'intervista http://creativascrittura.blogspot.com/2008/06/trucchi-e-sfida-di-intervista-con.html

http://www.scrittorisommersi.com/autori/simone-ghelli/

http://scrittoriprecari.wordpress.com/

Edizioni Il Foglio: http://www.ilfoglioletterario.it/index.html

ISBN/EAN: 
9788876063077

Commenti

[Ghelli - L'ora migliore] Mi

[Ghelli - L'ora migliore] Mi sembrerebbe tutto a posto. (-:

[Ghelli legge Ghelli]

[branco] eccoti in home!

[branco] eccoti in home!

[Ghelli] grazie ad andrea e a

[Ghelli] grazie ad andrea e a lankelot per la recensione :-)Simone

[Ghelli] Grazie a te Simone.

[Ghelli] Grazie a te Simone. Un piacere leggerti. Davvero.

[Ghelli] Simone Ghelli è un

[Ghelli] Simone Ghelli è un grande narratore che si esprime molto bene nella misura breve. La raccolta è una selezione del materiale migliore, non ci sono punti deboli, uno dei nostri migliori libri degli ultimi anni.

[Ghelli] @Gordiano: grazie,

[Ghelli] @Gordiano: grazie, soprattutto per aver scelto di pubblicarmi (i racconti difficilmente trovano spazio nell'editoria italiana).

[branco, ghelli] bene - letto

[branco, ghelli] bene - letto l'articolo, sono abbastanza convinto che saremo informati dei progressi e delle prossime pubblicazioni di Ghelli da robusti e appassionati articoli del nostro ottimo Branco. Quando si parla di prodromi...;)

Bene così. Teneteci informati sulle prossime presentazioni della raccolta di racconti. A Roma e non!

[ghelli] Allora vi segnalo

[ghelli] Allora vi segnalo subito una presentazione il 15 aprile alle 19 presso la Libreria Rinascita di Largo Agosta (Roma), insieme a Michele Lupo e alla sua raccolta di racconti "I fuoriusciti" (Stilo Editore), il tutto presenziato dal funambolico Pier Paolo Di Mino. 

[ghelli+lupo, 15 aprile]

[ghelli+lupo, 15 aprile] bellissima notizia!

[lupo+ghelli] magari, post,

[lupo+ghelli] magari, post, venite a raccontarci com'è andata, tutti e due.

[ghelli-lupo] ok, promesso

[ghelli-lupo] ok, promesso che veniamo a riferire :-)

[ghelli] Riferisco, come

[ghelli] Riferisco, come promesso.

Il pubblico non è stato numeroso, ma sicuramente attento. Il Di Mino ha sfoggiato la sua nota erudizione nella presentazione, sciogliendo subito il ghiaccio. S'è parlato molto di racconti, come c'era da attendersi... insomma, una bella chiacchierata che spero ripeteremo ;)

[lupo, ghelli] speriamo

[lupo, ghelli] speriamo presto:). E con più pubblico. Ancora complimenti e in bocca al lupo, e tanti saluti a PPDM.

[ghelli] Sapete che è in

[ghelli] Sapete che è in finale al Premio Loria?

[Ghelli, Loria, premessa]

[Ghelli, Loria, premessa] Bene che sia in finale!! A rileggere anche questa rece, noto che con le premesse e le note non ho un troppo buon rapporto...ummm.

[ghelli, loria] dita

[ghelli, loria] dita incrociate! tienici informati.

[ghelli] Grazie per il

[ghelli] Grazie per il sostegno (anche se starò come un  nano tra i giganti)!

[concorsi, ghelli] una volta

[concorsi, ghelli] una volta terminato il concorso, leggi questo libro, appena hai un attimo: http://www.einaudi.it/libri/libro/sebastiano-vassalli-attilio-lolini/bel...

Ti piacerà. Scheda Einaudi: "Belle lettere come letteratura: scrittura e scrittori. Ma lettere anche nel senso di epistole. Queste di Sebastiano Vassalli sono appunto lettere vere, inviate a destinatari con nome e cognome, su questioni letterarie ed editoriali, su episodi e personaggi del mondo culturale italiano, su poeti e critici. Sono soprattutto considerazioni polemiche. Polemiche con gli scrittori che vivono unicamente delle loro incredibili ambizioni e dei loro risentimenti personali. Con alcuni recensori, maestri nell'abbinare banalità e faziosità. Con le case editrici, campi di battaglia per intellettuali organizzati in bande. Soprattutto con i carrozzoni pseudoculturali, le amministrazioni pubbliche, i politici tanto ignoranti quanto ipocriti e opportunisti. In questo sconfortante panorama, Vassalli scopre perfino un premio letterario candidamente organizzato dalla camorra.
Le lettere sono presentate in quattro raccolte: due scelte e ordinate cronologicamente dallo stesso Vassalli, due riunite in un suggestivo collage narrativo, con lettere proprie e di Dino Campana, verbali dei carabinieri e altri materiali, da Attilio Lolini. I sarcasmi di Vassalli contro politici e intellettuali, campaniani dell'ultima ora, si fondono con gli sfoghi del poeta di Marradi, e la follia di Campana si incrocia con quella teatrale ed esilarante di Lolini di fronte ai perversi rapporti quotidiani con il potere.
Questi esercizi epistolari offrono una ricetta, rancorosamente comica, contro il conformismo e la stupidità delle istituzioni, letterarie e non. Con le lettere non si cambia il mondo, ma si può prendere le opportune distanze da certe situazioni. Si può ribadire la propria estraneità ai meccanismi del sistema. O almeno la non complicità."

[vassalli] Grazie per il

[vassalli] Grazie per il suggerimento ;)

[vassalli, ghelli] figurati.

[vassalli, ghelli] figurati. Posso dirti che è uno di quei libri per cui tutto a un tratto ho cominciato a capire che cos'era il circo delle patrie lettere, e chi comandava, e come funzionavano davvero le cose, in generale. E' stato un libro da "invecchiamento precoce", diciamo 13 anni fa, letto a 20 anni. Però m'è servito e sono ancora riconoscente a Vassalli e Lolini per questo.

Naturalmente il concorso che dici tu sarà diverso da tutti gli altri, non ci piove. Appunto, consiglio lettura comunque post.

[vassalli] - sul Vassalli

["belle lettere"] Ok, leggerò

["belle lettere"] Ok, leggerò post ;)

[scrittori precari & TQ]

[scrittori precari & TQ] questo è interessante: http://scrittoriprecari.wordpress.com/2011/09/15/sp-intervista-tq-parte-...

[ghelli] qui il parere della

[ghelli] qui il parere della Repetto, sul Paradiso: http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=recensione&Chia...