Come a cercare tra i fondali le stelle…
Come a cercare tra i fondali le stelle del cielo, come a volersi obliare e rinascere ancora, privandosi di sé, allontanandosi dal mondo, lei rannicchiata ai piedi di una magnifica scalinata bronzea, a cercare nel luccichio promiscuo d’un crepuscolo ardente l’inganno dell’esistenza; come se il silenzio dovesse ridare vigore alle parole scomparse, ai segreti, al significato intimo dell’anima, così Patrizia Garofalo cerca oltre i vetri di vetuste immagini riflesse, capovolgendo il mondo, come a guardare dall’alto in basso, prima tra le caviglie, poi più in là a mirare trasparenze e messaggi, sinfonie e moti del cuore, sempre pervasa da magnifica scrittura, consapevole d’esser falsità ed essenza, qualcosa di diverso di sé, altro essere che vaga, luce tremula che si stende su un roseto, nel deserto del cuore.
Canterò
La tua solitaria ospitalità
Percorrerò
Il tuo corpo chiuso
Dentro la prigione della parola
Venduta
A un mercante d’anime
In gabbia, mentre dalla finestra l’immensità si stende, e l’aurora sorge accarezzando rilievi, oltre l’oceano s’ode il canto, la struggente voce d’una antica passione, il silenzio sussurrato della poetessa, che nuda, cerca ancora l’elogio ad un tempo che non esiste, un tempo a volte muto, consapevole verbo della menzogna dell’esistenza… è così, cercando le stelle aggrappate alle caviglie, dentro una prigione di parole, venduta ad un mercante di sogni, Lei sussurra, con l’anima in preghiera, in una chiesa che non le appartiene, perché nulla è per lei, nulla sarà suo, né il vento, e neanche la sua storia:
Entro nella cornice del castello
Ne uscirò
poco dopo
Con la mia storia
Disegnata
sulla pelle
E’ una nuova definizione del tempo la traccia, l’entrare per poi uscire, nel disegno millimetro d’un mercante d’anime, in un gioco che nulla svela, tranne indecisi vagiti di pargoli ignari, emozioni consegnate all’oblio, subito dopo riprese con altro pensiero, per poi inesorabilmente divenire foglie rosse e riposare, prima di rinascere e perire ancora, in un gioco senza fine, illusorio e magnifico:
…riposiamo
tra foglie rosse
ad un autunno insperato
E’ la vanità della parola, in questa magnifica raccolta di versi, stranamente a nascondersi e fuggire, quando invece dovrebbe essere volontà d’affermazione, come spesso fanno alcuni “miseri” poeti… ma Patrizia Garofalo, dall’alto della sua mirifica visione sull’inganno del tempo, conosce il destino delle emozioni, comprende la fugace estasi del verso, il punto di convergenza, l’amore, il suo tempo immaginato, l’allontanarsi della giovinezza, la consueta e logorante periodicità della vita vissuta senza fuoco, e così si allontana, per poi ritornare in altro luogo, farfalla e vento, oceano e brezza, passione e tormento, istante e immortalità: bellezza ultima d’un bianco crepuscolo.
Sono gravida di attese
Sciolte
Nella neve di marzo
Non c’è traccia di tragedia nel verso della poetessa, l’esistenza si cela, il sogno rincorre un altro sogno, ma nulla ci appartiene, neanche i nostri intimi segreti; rinascite, da crisalide a farfalla, un tramonto che muore sulle labbra dell’oceano, l’occhio di fuoco che al mattino accarezza i rilievi. E’ il gioco dell’esistenza, l’ondivago moto del tiranno, il tempo, da noi compreso appena, che forse in verità nemmeno esiste, tranne che nella nostra mente “malata”… poi, lei, infine, precipitati gli angeli, per dissetarsi, della dimenticanza della terra, alza il calice e brinda alla vita, un inno d’amore manifesto, terso, immacolato, puro, d’innocenza e mistero intriso, brinda e dice, dando così voce al silenzio:
Una poesia
E’
Un testamento
Scritto dalla follia
Senza regole
Senza giustizia
Una pagina di diario
Che lascia l’anima
Depositata
Blindata
Marchiata a fuoco
Segreta
Dolorosa nell’andarsene…
L’andarsene non è morte, lontana è l’idea che la incolla a remoti rigurgiti di verità terrena, lei, la poetessa intendo, viaggia tra voci sussurrate e dissolvenze, s’appende, anche la luna alle sue caviglie, come a cercare tra i fondali le stelle.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Patrizia Garofalo (Camerino, 1949), poetessa italiana. Insegna Lettere a Ferrara, in un Istituto Superiore.
Patrizia Garofalo, “Dare voce al silenzio”, Il Foglio, Piombino, 2007. Prefazione di Attilio Mauro Caproni.
Antonio Messina 30 ottobre 2007
Commenti
L?andarsene non è morte, lontana è l?idea che la incolla a remoti rigurgiti di verità terrena, lei, la poetessa intendo, viaggia tra voci sussurrate e dissolvenze, s?appende, anche la luna alle sue caviglie, come a cercare tra i fondali le stelle...
Saluto questo nuovo incontro tra autori-lettori: Antonio e Patrizia stavolta si scambiano ruolo. Grazie per la condivisione.
Sarebbe facile rilevare che Messina è soprattutto un creativo, mentre criticare è l'opposto di creare. Questa testimonianza intervallata di solidi e sorgenti versi potrebbe essere scambiata per bolide protesico dei versi stessi, trafugati per amore, fatti propri. Messina meraviglia per l'originalità e la spregiudicatezza dei suoi canoni, non dico eretici ma certamente singolari, e riesce a dare una luce da primizia / ai brillanti versi di Patrizia.
Mi pare che Antonio Messina abbia presentato molto bene la poesia di Patrizia Garofalo, con l'umiltà di chi non è un critico letterario, ma un amante della letteratura, fa parlare i versi della poetessa. Non è facile recensire un libro di poesia.
Gordiano Lupi
amici grazie..io posso solo dire che quanto scritto mi è piaciuto molto..............l'approfondimento di un critico spesso mette l'autore in condizioni di guardarsi...in questa recensione invece mi ritrovo effettivamente come sono......diretta, vitale, istintiva e non lamentevolmente " femminile".........fu un'osservazione di cui mi fregio e che colse anche Caproni........grazie antonio...........e a tutti quelli che mi hanno letto e apprezzato
prima di parlare di difficoltà a recensire un libro di poesia bisognerebbe risolvere l'antica questione di cosa la poesia sia....oltre alla primaria distinzione di strutturazione del testo esistono libri in "prosa" pieni di poesia.....la memoria dell'acqua addirittura andrebbe, senza parlato , messo in musica...............per me che ho letto tutti i libri di Gordiano tutta la sua produzione è poetica.cioè gordiano trasvola sempre il contenuto da cui è partito........addirittura nell'horror.............concede aperture sentimentali vastissime e "lo scambio di teste" è un tenero e appassionato libro
d'amore..............
è davvero straordinaria la fertilità di questi scambi tra autori, dove la lettura dei reciproci testi dà luogo a pagine dense, poetiche, un far proprie le parole dell'altro e ricrearle. Godono di ulteriore vita.
Cara Marina, hai ragione. Pensandoci bene in questo modo il prezzolato do ut des delle lerce cosche metropolitane si trasforma in contributo e testimonianza, in fertile limpida osmosi tra poeti. Stavo pensando che in fin dei conti auctor significa "augusto, aumentatore" (e miglioratore del reale), come del resto il greco "àug-nimi" (elevare, aumentare).
:-) osservazione dotta e molto interessante, prof!!!!!
Qui siamo originali, territorio libero lontano da mafie e cosche per fortuna.
Anche perché le mafie e le cosche le sbrano, se si avvicinano.
Questo posto è sacro.
..e a casa del poeta...non si piange.................luogo sacro..................un'ara da custodire....per chi crede nella scrittura........proprio come contenitore emozionale ( la frase è di Borges)e di scarto non solo dalla volgarità e dalle cosche............ma anche dalla norma e dall'ovvio................
( questa è mia però ) e accidenti quanto ci credo..........e quanto lo sento fortemente................!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Questo è lo spirito.
Sono a casa di Patrizia, per dare voce al silenzio.
Un caro saluto per tutti
Antonio
Recensire libri di poesia è un percorso irto di difficltà che richiede non solo una profonda conoscenza della materia ma anche una lunga frequentazione basata su una comune affinità.
Non a caso, i libri di poesia annoverano un pubblico di lettori che sono a loro volta essi stessi poeti.
Leggere la poesia e assumere un atteggiamento critico equivale a possedere tutte le tecniche che ne innervano il suo svolgimento e le necessarie nozioni storiche. Accogliere dentro di sé la voce del poeta è una necessità fortemente avvertita e non un ottativo estetico.
Così come la poesia non può nascere solo da uno slancio momentaneo, ma deve saper affinare l'indomabile urgenza espressiva all?interno di un percorso linguistico formale consapevole.
Come in uno spartito musicale, in ogni testo poetico si alternano i vincoli predisposti dall'autore e parti solo adombrate ove può insinuarsi solo la sensibilità e la competenza di chi è affine a quello stesso percorso.
Per non parlare delle giurie dei premi di poesia, a cui io stesso ho avuto il privilegio di partecipare innumerevoli volte, ove la competenza è sempre non è mai disgiunta dalla partecipazione di poeti in misura prevalente.
Gian Paolo Grattarola
Oddio, i premi di poesia...
13. Ave Antonio!
Quanto sopra non per muovere una critica alla recensione di Messina, che pure appare a prima vista venata da forzature eccessive, ma per ricondurre i conseguenti commenti nell'alveo di un dibbattito più consono alla materia.
Mi astengo al momento da ogni critica alla poesia della Garofalo considerando imprescindibile un approfondimento della sua poetica cha passi attraverso una lettura diretta dei testi. Non mancherò di ritornare in merito non appena avrò avuto il tempo di conoscere la poetica di questa artista estranea ai circuiti poetici da me usualmente frequentati.
Gian Paolo Grattarola
? L?autore scava dentro il suo animo perlustrando vaste zone d?ombra ? Po? Lirica di sincera e notevole intensitàesia che pulsa e solleva le apparenze per rivelare la vita.? Con sentite e toccanti parole
? Libera l?ispirazione ed il talento dal bisogno di compiacere il pubblico.
Chiedo scusa per per le righe erroneamente incluse nel commento, poichè ho sovrapposto l'intervento ad alcuni appunti che stavo annotando per un'altra recensione.
Gian Paolo Grattarola
17. Già. E diciamolo che in Italia la poesia è guasta da qualche decennio. Precipitata completamente in una giungla di microcosmi di piccole o nulle case editrici, spesso tipografie, e di concorsi-farsa organizzati per pubblicare brutalizzanti antologie e far versare buone tasse di iscrizione, e via dicendo.
Sono convinto che i tuoi concorsi siano stati diversi... ma credimi, se c'è una cosa che davvero mi diverte sino al delirio è sentir parlare con serietà dei concorsi di poesia in uno Stato estraneo alla poesia, a livello di media e grande editoria, con poche, pochissime eccezioni. Purtroppo.
Questo è un momento storico caratterizzato da centinaia di gruppi, gruppuscoli e conventicole di autori che si proclamano poeti, col supporto di editorelli del quartiere o della provincia. L'unica speranza è che l'accademia - l'Università Italiana, dico - scenda in campo e bastoni i banditi e i dilettanti. Allora sì che se ne potrebbe parlare con cognizione di causa. Ma non accade...
e sempre nuovi festival e nuovi concorsi e nuove antologie appestano le nostre email, e qualche volta i nostri scaffali. Per carità...
teniamo alta la bandiera della ricerca, piuttosto.
E della Letteratura ai Letterati, ai Letterati e basta.
Omaggi!
Gianfranco l'ambito poetico è inflazionato di premi quanto il mercato è infestato di poeti mediocri. Ciò non toglie che alcuni di essi costituiscano un punto di riferimento imprescindibile per un necessario discernimento. Purchè, repetita iuvant, siano patrocinati da Fondazioni e/o associazioni che tendano a promuoverne l'accrescimento e non risultino fini a sé stessi.
Gian Paolo Grattarola
E quante sono? cinque? dieci?
Poche..
Una volta avevo ridotto i premi credibili al Montano, considerando il fango spazianide del Montale.
Non so in che condizioni sia, attualmente.
Condivido totalmente quanto tu dici. Purtroppo la poesia vive uno dei suoi momenti di maggiore debolezza artistica. Di autori meritevoli in circolazione ve n'è solo una sparuta minoranza. Ecco perchè nel corso del mio intevnto rivendicavo il diritto di tenere ben alto il sigillo della poesia senza debordare in vaniloqui secondo cui tutto è poesia.
Gian Paolo Grattarola
Guarda, questa è una cosa che avevo scritto a 23 anni, dopo 4 anni di studio attento dell'ambiente della poesia italiana (che tu, coraggiosamente, definisci "mercato"; è mercato per gli editori a pagamento, purtroppo, e per i cultori delle antologie).
www.lankelot.eu/index.php/2006/11/29/introduzione-alla-poesia-dilettante...
23. E sai cosa? Serve far sparire certi premi, certi concorsi, certi festival, certe antologie, certi editori, certe pubblicità sui quotidiani... serve un repulisti totale.
Perché la poesia italiana ha due cancri. Uno l'assenza dei lettori, due le legioni agguerrite di dilettanti. E' un fenomeno mostruoso.
Credimi anche il Premio Montano nel corso delle sue ultime edizioni ha perso un pò del suo smalto, ma almeno il progetto culturale che le fa da sfondo è apprezzabile. Il Montale purtroppo langue per via della scarsa incisività della conduzione della Spaziani.
Gian Paolo Grattarola
Chiamala scarsa incisività... il Centro glielo avevano fatto chiudere... e le ragioni le sappiamo tutti.
Una croce sopra, meglio.
Il guaio è che si pensa a torto che questo sia un paese di santi poeti e navigatori. Le persone si sentono poeti solo perché come ho detto sopra liberano il proprio istinto intingendo la penna, senza avvertire la necessità di percorrer4e prima un percorso di formazione. E poi dove sono finiti quegli editori comne Schweiller che consideravano la pubblicazione della poesia una missione ??
Gian Paolo Grattarola
gli interventi sono interessantissimi.
Io so una cosa sola che pur scrivendo da quando ero piccola ho pubblicato il mio primo libro a 40 anni solo dopo la lettera che fa da prefazione di Giorgio Caproni........e poi di altri importanti che mi hanno recensito. La poesia è la mia vita almeno molta parte di essa..............e il mio contenitore del vivere, anche il quotidiano.
Sulla qualita lo diranno gli altri e non compete a me.
Sui premi letterari ho partecipato ad almeno tre commissioni di premi e me ne sono andata nauseata e dolorante.
Oggi il mercato della poesia è ridottissimo per via della scarsa educazione che proviene dalle scuole, i premi o sono veicolo pubblicitario da parte di assessorati e fantomatiche fondazioni o sono longa manus delle case editrici. Queste poi sono ridotte a covi di mercanti cinici ed incolti.
Gian Paolo Grattarola
Vedi, le esperienze di tutti coincidono.
Croce sui premi, croce sugli editori, croce su certi autori, croce sulla distribuzione (gigantesca), sulla stampa che oscura quel che ritiene estraneo non al gusto, ma... e sulle librerie, spesso. Croce sugli editori di poesia, si diceva, magari escluso il nostro caro Lupi e pochi altri - e tanta nostalgia per lo spirito di Scheiwiller.
http://it.wikipedia.org/wiki/Vanni_Scheiwiller
Quanto alla poesia di Patrizia, io ne ho scritto come ho potuto, con onore e gioia.
'notte a tutti, e lunga vita alla ricerca.
(peraltro, da ex editore di poesia - addirittura onesto, in un Paese come questo: che orrore - sapete quanto mi sta a cuore la questione. Purtroppo c'è poco da fare, da quel punto di vista. In questo sistema si fatica a poter competere coi piccoli, figuriamoci con i giganti.)
Patrizia anche io pur componendo poesie dagli anni del liceo ho pubblicato il mio primo libro all'età di 42 anni. Il fatto di averlo fatto e di aver conseguito dei premi non mi pone assolutamente nella convinzione di sentirmi un poeta. Proprio oggi in compagnia del noto poeta Umnerto Piersanti leggevamo alcuni testi critici di Remo Pagnanelli, in occasione di un convegno che terremo a breve e riflettevamo sull'inadeguatezza della poesia odierna. Sorvolo per opportunità sulla valutazione delle mie poesie e per mancanza di conoscenza dirette sulle Tue.
Ma Ti assicuro che prima di scrivere il libro, peraltro incoraggiato da critici letterari che collaborano con importanti testate giornalistiche ho per anni studiato sui testi di poesia.
Se la mia poetica riuscirà gradita o meno questo non lo sò ancora ma almeno mi sono assicurato un'accurata preparazione in materia.
Gian Paolo Grattarola
Ti prego Gianfranco non affrontiamo poi il tema delle librerie altrimenti le Geremiadi rischierebbero di durare fino alle prime luci dell'alba.
Non ero a conoscenza del fatto che Tu fossi stato in passato un editore e per di più di poesia. Ne dovremo riparlare.
Proprio ieri ho rifutato di presiedere un Premio Internazionale di poesia poiché avverto il disagio di confrontarmi con testi inadeguati.
Gian Paolo Grattarola
(sai qual è il bello, Gian Paolo? Che non siamo mai abbastanza accurati, mai completi, mai arrivati. Io impazzisco al pensiero di tutti i libri che sarebbe necessario leggere. Conto migliaia di letture necessarie, e dire che non ne ho 500 o 2000 alle spalle, ma qualcosa di più. Non so, in tutta onestà, se riuscirò mai a dire di avere preparazione idonea in assoluto. "Accurata", certo: rispetto a un discreto 80-90 percento dei concittadini non c'è partita. Posso addirittura nominare autori e opere di poesia del Novecento italiano estranei ai Licei e alle Università. C'è un abisso, lo sappiamo tutti. Un abisso mostruoso. Ma non vuol dire niente, purtroppo. C'è molto da studiare e da imparare, fino alla fine. Sempre. Perché non c'è né informazione, né disciplina, né accademia che domini, né movimenti di riferimento. Tutti gruppi, gruppetti, e tante monadi. Come ci si orienta? Semplice. Di solito ci si viene incontro più o meno casualmente. E ci si stupisce di esistere.)
Patrizia, giacchè che entrambi abbiamo pubblicato per la stessa casa editrice, perchè non ci scambiamo i testi per confrontare le nostre poetiche ? Magari anche solo in forma privata.
Gian Paolo Grattarola
gian paolo mi sembra che siamo d'accordo su tutto..............grazie di quello che hai scritto...........remo pagnanelli era di Macerata vero?
34. Un anno pieno di attività, due bei libri pubblicati, autori italiani e giovani, pieni di talento. Tasse enormi, vendite poche, notaio e via dicendo: kaputt. Storia vecia e dolorosa. Sono dipendente dal 2005, e non aprirò mai più un'impresa. La mia eredità editoriale è qui, ormai, è Lankelot. Per qualche anno ancora, poi magari ritrovo la rabbia giusta e fondo qualcosa di diverso.
Gianfranco non volevo dire di possedere una preparazione idonea, ma almeno accurata si. Leggo e scrivo di poesia da 30 anni e ho cura di confromtarmi con quanti presumo ne sappiano più di me. Sono membro di fondaizoni, collaboro a riviste, frequento poeti e critici letterari ma soprattutto leggo molto e studio. Questo sì.
Gian Paolo Grattarola
Gianfranco sono lusingato di aver conosciuto una persona di alto profilo umano e culturale come te e spero che la nostra amicizia costituisca motivo di reciproco arricchimento.
Gian Paolo Grattarola
Patrizia,
Remo Pagnanelli era di Macerata e presto invierò i testi che stiamo preparando per Pelagos, la rivista diretta dal Prof. Piersanti. Scusa ma Tu sei marchigiana ?
Gian Paolo Grattarola
Ne sono convinto, e il piacere è mio. Diamoci da fare, studiamo e divulghiamo sempre. E' necessario fondare piattaforme che sognino almeno la completezza, e che tendano a garantire dialettica e dibattito. La nuova enciclopedia dev'essere critica, e trasparente.
salut!
E'quello che faremo. Scusa il pluralis maiestatis ma ormai mi sento coinvolto in questo Tuo progetto. E i miei contributi come vedi spaziano dall'arte, alla musica, alla poesia e alla letteratura.
Gian Paolo Grattarola
patrizia garofalo
via boccacanale di s. stefano 66
44100 ferrara....................mandami il tuo indirizzo e scambiamoci i testi.
mi farà un grande piacere leggerti ma anche scambiare parole sui nostri testi via e-mail patriziagrf@libero.it...........sai io le tue certezze non ce l'ho............su quello che la poesia è o non è........sono certezze importanti...............adesso ho messo a fuoco cosa mi disturbava nel primo leggerti.......ma poichè è una mia dote leggermi con lo stesso animo con cui mi scrivo..adesso ne sono contenta.....grazie e a presto
patrizia
Patrizia,
Ti scrivo in privato.
Gian Paolo Grattarola
gianfranco..........torno a dire ...............ho sentito la coerenza di quello che scrivi e dici mista alla rabbia di uno scibile immenso che tutti perderemo.................di grandezze fatiscenti che abbiamo amato e ameremo.............di paganità che però ci daranno la forza di continuare e lottare.........e come sempre ti ringrazio di quello che ogni volta mi dai.............
Continuo ad avere l'impressione che non solo per leggere di poesia ma anche per poterne scrivere, si debba avere quanto meno la sensibilità di un poeta. Qui un poeta attraverso la poesia ci parla delle liriche di Patrizia (scrivevo nel commento alla recensione di questa raccolta fatto da Gf che l'appuntamento con le poesie di Patrizia non è rimandabile oltre, e a distanza vedo che invece ancora devo saldare il debito col tempo, ahimè!).
Credo sia un grande regalo per tutti.
Come un regalo è questo posto, spero che tutti ce ne rendiamo conto...
Gianfranco, ho notato una tua frase
" La mia eredità editoriale è qui, ormai, è Lankelot. Per qualche anno ancora, poi magari ritrovo la rabbia giusta e fondo qualcosa di diverso."
Grandioso!
(è una speranza che non ho mai abbandonato;) ).
"Continuo ad avere l?impressione che non solo per leggere di poesia ma anche per poterne scrivere, si debba avere quanto meno la sensibilità di un poeta."
E' esattamente quello che ho scritto io. E come Te non voglio primarmi del piacere di conoscere i versi di Patrizia ed attendo con trepidante curiosità di ricevere il libro quanto prima possibile.
Gian Paolo Grattarola
Auguri sinceri caro Gianfranco.
Gian Paolo Grattarola