García Márquez Gabriel

L'amore ai tempi del colera

Autore: 
García Márquez Gabriel
UNA PASSIONE CHE SPEZZA UN INCANTESIMO LUNGO UNA VITA

 Un amore romantico e infinito, capace di pazientare, con fede incrollabile, per "cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese". Tanto deve infatti aspettare Florentino Aziza, poeta e proprietario della Compagnia Fluviale del Caribe, prima di poter finalmente vedere realizzato il suo sogno con Fermina Daza, la più bella ragazza della Colombia. 

In occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche del film L’amore ai tempi del colera, che il regista inglese Peter Brook ha tratto dal libro omonimo di Gabriel García Márquez, risulterà utile la rivisitazione del testo scritto nel lontano 1985. 

“Per cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese”, con incrollabile pazienza, Fiorentino Aziza preserva dall’effetto ossidante del tempo il suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza della Colombia.  Questo profondo sentimento, benché ostruito fin da principio dalla volontà del padre di lei e logorato dalla successiva presenza ingombrante ed inaccettabile di un matrimonio contratto dalla giovane con il noto dignitario dottor Juvenal Urbino, sopravvive nella consapevolezza che Fermina sia la donna della sua vita.

Quest’uomo mite e sensibile rivela un’insolita capacità di affidare il proprio sogno ad un’attesa che si rivelerà lunga e dolente. Contro ogni ragionevole aspettativa, egli alimenta la pianta della passione con la linfa preziosa e vitalizzante della speranza, rendendo possibile, attraverso la sua caparbia ostinazione, il conseguimento dell’inaspettata fioritura finale.

Quando si ritroveranno, cinquant’anni dopo il loro primo incontro, il giovane poeta smunto e pallido ha evoluto la propria posizione sociale divenendo da semplice telegrafista a titolare della Compagnia Fluviale del Caribe; mentre la ragazza è ormai un’anziana vedova che ha trascorso tutta la vita aderendo teneramente al ruolo di moglie devota e felice.

Le parole che essi pronunciano, i gesti che compiono sono identici a quelli che avrebbero pronunciato o compiuto nel corso di una vita in comune. Il tempo perduto li avvolge con lo stesso splendore e la stessa mestizia, mentre essi compiono l’ultima traversata costeggiando le esistenze che avrebbero potuto vivere.” Perché avevano vissuto insieme quanto bastava per accorgersi che l'amore era amore in qualsiasi tempo e in qualsiasi parte."

Il dispiegarsi di questa affascinante epopea consente all’autore di rivelarsi insuperabile interprete delle contraddizioni dell’assolato mondo del Caribe, disegnando con maestria l’affresco di una terra incantevole, ma fragile teatro di guerre logoranti e di malattie endemiche. Un tassello di storia rievocato attraverso l’atmosfera agrodolce di un ambiente popolato da una variegata coralità di personaggi. Un paesaggio sensuale, estremo e pittoresco di cui Garcia Marquez riesce a trasmetterci l’intensità dei colori, degli odori e dei sapori con un’impeccabile limpidezza di scrittura.

Suggestivo e fatale come in tutti i suoi libri il premio Nobel colombiano costruisce, con una scrittura densa e descrittiva, una porta verso un mondo magico fatto di fiaba e di colore, un racconto che, facendo leva sulla poesia di questa infinita storia d’amore, invoca la necessità di ricercare ostinatamente una dimensione di vita autentica.  In un mondo in cui tutto è in vendita questo libro ci ricorda infatti che l’amore è al contrario una conquista che reca con sé il retrogusto amaro della rinuncia e dell’infelicità che noi vorremmo respingere dalle nostre vite poiché ci ricordano la miseria di quanto facciamo.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Gabriel García Márquez (1928), giornalista e scrittore colombiano. Premio Nobel 1982 per la Letteratura.

Gabriel García Márquez  "L’amore ai tempi del colera", Mondadori, Milano 2005. Prima edizione: 1985.

GGM in Lankelot:

Gian Paolo Grattarola

articolo pubblicato sulla rivista online www.nonsolocinema.com

link http://www.nonsolocinema.com/nsc_articolo.php3?id_article=8402

ISBN/EAN: 
9788804543152

Commenti

Amices, segnalo il nuovo contributo di Gian Paolo.
Che va a colmare una nostra lacuna nell'archivio Marquez.
Buona lettura,
gf

"Contro ogni ragionevole aspettativa, egli alimenta la pianta della passione con la linfa preziosa e vitalizzante della speranza, rendendo possibile, attraverso la sua caparbia ostinazione, il conseguimento dell?inaspettata fioritura finale."

> Ama come un trovatore...

"Suggestivo e fatale come in tutti i suoi libri"

> In questo frangente non sono del tutto d'accordo. Ho sofferto la ripetitività di GM e non poco; stilisticamente non si discute, quanto a contenuti e contesti non è difficile evidenziare ossessivo ritorno a determinati topoi. Con poche eccezioni. Probabilmente rientra nella cifra autoriale...

"L?amore è al contrario una conquista che reca con sé il retrogusto amaro della rinuncia e dell?infelicità che noi vorremmo respingere dalle nostre vite poiché ci ricordano la miseria di quanto facciamo."

> Lirica clausola. Danke.

Concordo col punto 3 di Franchi. Pur ritenendo "L'amore ai tempi del colera" una delle sue opere migliori (la migliore resta "Cent'anni di solitudine", amio avviso, pesantissimo invece "L'autunno del patriarca"). Cifra autoriale o meno, la letteraura di Marquez è evidentemente un po' ripetitiva. Forse sarà che il contesto latino-americano non m'ha mai appasionato gran che.

3+5. Suggestivo e fatale perchè a mio avviso riesce a dipingere il Caribe attraverso un linguaggio pittoresco, capace di evocare immagini odori e sapori di una terra che ci ha reso familiare.
Gabo appartiene a quella schiera di scrittori che vanno assunti con moderazione ad intervalli piuttosto lunghi, altrimenti la sensazione è quella di trovarsi ad assistere sempre alle stesse storie.

Gian Paolo Grattarola

Molto attuale questo articolo in concomitanza con l'uscita cinematografica del film tratto dal libro e che, temo, non gli renda giustizia nonostante la buona volontà del regista. In particolare l'invecchiamento degli attori non risulta troppo credibile.
Colpisce senz'altro la frase di Fiorentino: ?Per cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese...? che è il fulcro de film e del romanzo.
Non sono in pieno accordo con la riflessione sulla sensibilità del personaggio. Si potrebbe vedere in lui, capovolgendo la prospettiva, un certo egoismo, un perseverare nei suoi moti senza tenere conto delle reazioni possibili della donna amata e della sua famiglia. Neanche Fiorentino ha un unico aspetto, non è perfetto, non è un eroe: è un seduttore infatuato, paziente, goffo ed egoista che colleziona donne e ne porta una alla morte. Certo ama, ma amare non giustifica tutto.