Gabrielli Fabrizio

Sforbiciate

Autore: 
Gabrielli Fabrizio

“Salvador Sanchez arrived and vanished
Only twenty-three with so much speed
Owning the highway”

Sun Kil Moon "Salvador Sanchez" (un grande pugile messicano)

Se siete alla ricerca di un libro che parli di calcio in una maniera lontana anni luce da quello che trovate sulla maggior parte dei giornali sportivi e non o sulle reti televisive di ogni genere, se siete stanchi di commentatori dozzinali che non hanno nulla da dire se non affondare e far sprofondare l’amante del pallone in una valanga di sterili polemiche senza nemmeno il gusto dell’invenzione linguistica, moviole, stupidaggini, allora dovreste subito cercare uno straordinario libro pubblicato dalla casa editrice Piano B che si rivela sempre più per essere un’editrice capace di proporre testi che stuzzicano tutti i sensi e il libro in questione s’intitola “Sforbiciate” e l’ha scritto Fabrizio Gabrielli del quale mi piace solo trascrivere le note biografiche poste in terza di copertina “Fabrizio Gabrielli è in fissa coi 4-3-3, il giorno 26 luglio, i contrabbassi e il balompié, che poi sarebbe il calcio, ma così forse ha un suono più fascinoso” per farvi immaginare anche solo leggermente quale tipo di calcio potreste trovare in queste pagine.

È il calcio della fantasia che corre senza freni, dei racconti, quel calcio che si mescola alla storia con la S maiuscola e a quella con la s minuscola, quel calcio che sta scomparendo sempre più dalle cronache, dagli scritti e che invece continua a esistere e resistere e per trovarlo è sufficiente fermarsi in un bar fuori da uno stadio minore, di quelli che stanno ancora in città, e ascoltare e guardare. Ecco, in questo libro potrete ritrovare quel tipo di racconti su quel tale terzino che giocava negli anni ’40 o '50 e che fumava sigari e giocava tutto la notte a poker ed era figlio di muratori e che aveva combattuto in qualche guerra. Quei calciatori che ormai si vedono solo nelle foto ma esistono, esistono eccome (dall'estero ogni tanto arriva qualcuno che sulla faccia reca storie inimmaginabile), ce ne sono ancora e basterebbe raccoglierne le storie, bisogna essere grandi scrittori per farlo e Gabrielli ci è riuscito eccome, rischiando non poco di fallire.

“Sforbiciate” è un libro composto da 32 racconti che girano intorno al pallone, arricchiti da 16 illustrazioni a colori originali dell’artista argentino Maximilian Chimuris e con un racconto inedito dell’attore e drammaturgo Davide Enia.

L'autore ci conduce in un viaggio in giro per il mondo raccontandoci apparentemente minori che hanno il respiro di una tragedia epica, storie di calcio e calciatori che si mescolano alla Seconda Guerra Mondiale, al narcotraffico, al Fascismo, alle dittature cilene e argentine, all’Africa nera, al conflitto israelo-palestinese, ai sogni degli antillani di giocare nel grande Ajax, alla guerra nel Vietnam e lo fa con una lingua carnale che profuma dei paesi che racconta, una lingua che sembra una partita di calcio o meglio ogni racconto dà l’impressione di essere insieme una squadra di calcio, una partita di calcio, uno stadio, i tifosi, i giornalisti, con invenzioni linguistiche simili agli ubriacanti dribbling di George Best e che si fondono al dialetto della gente comune, quello spesso parlato dai quei calciatori che provengono dagli strati più bassi della società e assaporando questa lingua si resta a bocca aperta come quando si assiste ad un goal impossibile. 

È un libro bello perché ti apre gli occhi, ti fa sentire il mondo che entra dentro la tua stanza e ti racconta storie che pochi conoscono e che non vi svelo eccessivamente limitandomi a segnalarvi alcune delizie a mo’ di interrogativo: che rapporti ci sono fra un giovane Salvador Dalì e l’Uniò Esportiva Figueres? Oppure che fine ha fatto il calciatore colombiano Rincon e davvero la sua carriera è stata segnata da un rito oscuro? E avete mai sentito parlare di Raoul Diagne “il banchiere che ha smesso di fare il banchiere per tirare i calci alla palla, il primo calciatore nero a vestire la maglia della Nazionale francese” (pag. 18) e davvero è scoccato qualcosa fra questo calciatore e Caterinetta del Trio Lescano? E che ci faceva il fuoriclasse Garrincha a Torvajanica? O chi è Jorge Alberto Gonzàlez Barillas detto El Magico che quando ho letto la sua storia me ne sono innamorato all’istante? E avete mai sentito parlare della squadra del St. Pauli? E vi va di scoprire cosa ci sia alla base di rivalità storiche fra squadre cittadine di Edimburgo o Sheffield?

Ci sono dei racconti che sono delle vere e proprie perle  come "Senza frontiere né confini" dedicato al Sudan e a un suo grande giocatore Ali Gagarine o "Al cuore, Ramòn, al cuore" sull'amore di una tifosa per Ramòn Quiroga, giocatore di origine argentina ma di cittadinanza peruviana che si trovò, nel disgraziato mondiale del 1978, a giocare proprio contro l’Argentina dei colonnelli:

“Ecco, quell’Argentina-Perù è stata una yawar fiesta. E Quiroga, Quiroga era il toro. Il fato t’ipnotizza, e lui era crollato sotto il peso delle chiacchiere, delle responsabilità, e allora via libera a Kempes e a Luque, a Luque e a Kempes, era distratto, Quiroga, non li sentiva, quei colpi, pensava ai suoi amici di Rosario, a quelli di Buenos Aires, alle loro agende e forse al suo nome scritto su quelle agende, e aveva paura, Quiroga, paura di quel che succedeva a cento metri dalla cancha, nei centri di reclusione, a Garage Olimpo, della Guerra Sporca, dei desaparecidos, degl’aerei che decollavano e s’alleggerivano del carico eversivo direttamente in volo. E pensava, Quiroga, pensava che se quella partita fosse risultata sporca, allora forse qualcuno avrebbe voluto vederci chiaro, e non solo in un misero match di furbo, era talmente ovvio, talmente c’è qualcosa che non va, talmente uguale a tutte le cose che sono talmente in questo mondo, e forse quella scena del baffone che consegna la coppa a Passarella sarebbe apparsa per quel che era, una pantomima. Una sporca pantomima.” (pag. 113)

Le si legge tutto d’un fiato queste pagine e per concludere mi resta solo da dire che Fabrizio Gabrielli con il suo “Sforbiciate” ha scritto un libro che commuove e fa riflettere, accostabile per intensità a quel piccolo capolavoro di Osvaldo Soriano che è “Fùtbol” o in chiave musicale al dimenticato gioiellino dei Sun Kil Moon “Ghosts of The Great Highway”, e che dovrebbe trovare posto non solo in tutte le case degli amanti del calcio ma soprattutto in tutte quelle di coloro che apprezzano la scrittura capace di scavare nelle pieghe più oscure e polverose dell’umanità, restituendo piena luce a tutti quei sentimenti e storie ritenuti a torto marginali, perché il calcio è sì un gioco ma giocato e seguito da esseri umani, fatti di carne, ossa e storia e sarebbe bene non dimenticarlo mai, per favore. 

Edizione esaminata e brevi note:

Fabrizio Gabrielli, autore italiano. Ha pubblicato con Prospettivaeditrice la raccolta di racconti "L'inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso" e il romanzo "Katacrash". Nella stagione calcistica 2010-2011 ha tenuto una rubrica calcistica su Scrittori Precari "L'unica sforbiciata del lunedì". Scrive di Sudamerica e altro su "Finzioni Magazine". Ha un blog

Fabrizio Gabrielli, "Sforbiciate", Piano B Edizioni, Prato, 2012. Illustrazioni di Maximilian Chimuris. Racconto inedito di Davide Enia. Progetto grafico di Cosimo Lorenzo Pacini.

Andrea Consonni, febbraio 2012 

ISBN/EAN: 
9788896665411

Commenti

[Sforbiciate] Un bel libro

[Sforbiciate] Un bel libro sul calcio e non solo di Fabrizio Gabrielli. 

[sforbiciate] subito in home!

[sforbiciate] subito in home!

[sforbiciate] qui Adriano

[sforbiciate] qui Adriano Angelini, in Paradiso:

"Insomma, Sforbiciate, il libro di Fabrizio Gabrielli si rivela una lettura sia di intrattenimento che di informazioni preziose. Per chi ama il calcio e le gesta dei suoi campioni una sorpresa. Si parla con ironia soggettiva delle gesta dei fuori di testa della squadra del Wimbledon negli anni’80 (gente che picchiava sul serio), si passeggia per Amburgo e si viene a sapere che Paul Breitner era un maoista (Breitner, avete presente, quello che ha rosicato non poco nella finale Italia-Germania 3-1, gol di Rossi, Tardelli, Altobelli e lui che fa il gol della bandiera all’83’; piglia e porta a casa). Si celebra il mai poco celebrato Martin Palermo (una specie di Ciccio Graziani argentino dell’era Maradona o leggermente post Pibe de Oro; ops tra l’altro ha da poco dato l’addio al calcio alla Bombonera di Buenos Aires senza Messi e con Tevez in bilico fra l’Inter, il Milan e il nulla, per lui, del City di Mancini). Insomma, un libro tutto da gustare, calciatori da scoprire, gesta da ammirare come in tanti piccoli cortometraggi, per rendersi conto che sotto quella casacche che li fa eroi per un giorno (e magari per qualche stagione) altro che se sono umani. Fin troppo. Fin dagli albori del calcio. Più di un secolo fa. E non è che ve lo dicono i giornali che leggete né le pay tv che pagate (anzi paghiamo). Fabrizio Gabrielli, sì. Lui ve lo dice che in fondo erano così umani. Fastidiosamente umani. "

> http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=recensione&Chia...

[sempre sforbiciate] e qua

[sempre sforbiciate] e qua Grilli sul Corriere dello Sport: "A Fabrizio Gabrielli - un bel profilo da calciatore sudamericano, un po' Ghiggia un po' Ardiles - devono piacere la musica, l'arte, le spiagge, sia quelle di Copacabana che quelle ben più ruspanti di Torvajanica, e soprattutto il pallone e le sue storie, storie di outsider più che di campioni, storie erroneamente considerate marginali rispetto al Grande Calcio. In questo bel libro, finora una delle sorprese piacevoli del 2012, si trovano trentadue racconti - abbelliti da 16 illustrazioni originali a colori dell'artista argentino Maximilian Chimuris - che girano intorno al pallone, dove il calcio diventa inevitabilmente metafora della vita, rappresentandone perfettamente nello spazio ristretto di 90 minuti la felicità e la rabbia, la bellezza e la sofferenza, e dove il nostro autore si è divertito a mischiare i generi più diversi, fondendo la realtà della cronaca con la fantasia dello scrittore. Ecco quindi apparire, tra gli altri, Felice Levratto e Martin Palermo, Vinnie Johnson e Freddy Rincon, a rincorrersi e a rincorrere Django Reinhardt, Dalì, Gagarin, Sandro Pertini... Ne esce un ritratto molto particolare e originale di varia umanità, dove il confine tra la gloria e il fallimento è segnato magari da un gol di tacco in un derby o da una staffilata che sbatte invece sulla traversa.
SFORBICIATE, di Fabrizio Gabrielli; Piano B Editore, 174 pagine, 14,90 euro. "

> http://www.corrieredellosport.it/libreria/2012/03/06-225496/Ho+visto+Mar...

 

[Sforbiciate] L'ho prestato

[Sforbiciate] L'ho prestato nei giorni scorsi al compagno di mia sorella che è un grande tifoso di calcio e lettore attento e curioso. Chissà cosa ne penserà. (Intanto sta pure leggendo il piano b) 

[sforbiciate] una delle cose

[sforbiciate] una delle cose che ho apprezzato di più, nell'edizione pianobista, è stata l'idea di infilare tutte quelle belle illustrazioni in appendice. Hanno veramente dato un tocco di eleganza e di ricercatezza in più alle "Sforbiciate" di Gabrielli.