Furutani Dale

A morte lo shogun

Autore: 
Furutani Dale

In equilibrio su un sottile crinale di acciaio lucente. Com’è limitata la vita”.

Matsuyama Kaze è un samurai, o meglio un ronin, che vaga per il Giappone alla ricerca della figlia dei signori del clan devastato dagli eventi che portarono alla battaglia di Sekigahara, nel 1600.
La sua è stata una promessa in punto di morte ma la onora ogni istante della sua vita, da tre anni a questa parte. L’immagine della sua signora, madre della bambina, è incisa nella sua mente come sulle statuette di Kannon, dea della misericordia, che intaglia lungo il cammino.
La personale ricerca di Kaze “vento della pineta”, si estende in tre libri di cui “A morte lo shogun” costituisce l’atto conclusivo. Trattasi, dunque, di una trilogia che comprende i titoli “Vendetta nel palazzo di giada” e “Agguato all’incrocio”, ma ogni capitolo ha il pregio di essere a se stante, indipendente dalle altre parti se non fosse per l’approfondimento del carattere del samurai e delle vicende della sua lunga ricerca on the road.  
Al centro della folla c’era uno spazio sgombro, con un solo uomo. Era di statura media, ma muscoloso. Non aveva il cranio rasato come un samurai, e i suoi capelli erano raccolti in una coda, ma qualcosa nella sua postura fece pensare al capitano che fosse stato un guerriero” (pag.24). 
Il momento storico è lo stesso in cui si muove il giovane Takezo Shinmen che diverrà il leggendario samurai Miyamoto Musashi, anch’egli devoto alla dea Kannon, ed anche per questo motivo la mia attenzione è stata catalizzata dal contesto sociale, dalle vie giapponesi brulicanti di tipiche caratterizzazioni dell’epoca, dalle descrizioni degli usi, dei costumi, di rappresentazioni teatrali, dalle figure attorno a cui si muove questo arguto e poliedrico samurai e, soprattutto, dal suo pensiero zen/bushido.
Dale Furutani non lesina particolari e suggestioni che riescono, in una manciata di pagine, ad immergere completamente la mente nell’immagine di un’epoca assai significativa per il Giappone.
Lo shogun della narrazione altri non è che Yeyasu Tokugawa, fondatore della dinastia che durò per oltre due secoli, fino all’Era Meiji. Proprio a Yeyasu è dedicato un importante complesso di templi che si trova a Nikko. La bellezza di questo luogo e la difficoltosa posizione del monumento funerario dello shogun, immerso nel silenzio della foresta, rendono appieno, a chi lo visita, l’idea della sacralità della sua figura.
L’intento dello scrittore è il divertimento, non una perfetta ricostruzione della complessa personalità dello shogun. L’annuncio in tal senso è esplicito. La sua reale simpatia va ad altre personalità più affascinanti ma di breve durata, quali Oda Nobunaga e Toyotomi Hideyoshi.
Eppure, a parer mio, la visione che ne dà lo scrittore non è tanto diversa dall’immagine dello shogun che si dice abbia scovato a fondo per trovare una linea di parentela con la dinastia dei Minamoto per poter egli stesso prendere il potere. Un uomo furbo, lesto nelle decisioni, di acuta intelligenza.
La parte che viene dedicata a Yeyasu, alla sua descrizione fisica e psicologica, alla storia della sua ascesa politica e a quella dei suoi daimyo non spezza la narrazione, ma s’incastra con sapienza nell’evolversi degli eventi che riguardano da vicino Matsuyama Kaze. 
Furutani, giapponese di nascita, è originario di un’isola vicina ad Hiroshima. La sua famiglia costretta ad emigrare alle Hawaii dopo la seconda guerra mondiale, viene sospettata di spionaggio. Per le gravi difficoltà economiche che ne conseguono, il bambino viene dato in adozione in California dove crescerà non senza difficoltà a causa di pregiudizi razziali. Molto bella la dedica del libro “Per John”, immagino il padre adottivo, di cui non posso non riportare  un estratto “Sono stato adottato. L’uomo che mi adottò non era intellettualmente molto dotato…..era un marinaio mercantile, e a quei tempi non c’era molto da fare, quando si andava per mare se non leggere…me lo ricordo seduto al tavolo di cucina a casa nostra, la sera, con un libro o una rivista davanti, e un dizionario per studenti delle scuole medie, per cercare le parole che non conosceva...Questo libro, come ogni libro che scrivo, è frutto del suo amore per la lettura, che mi ha portato ad amare la scrittura”.
Furutani riesce  comunque a laurearsi e a trovare una posizione ottimale nel mondo economico americano. Dai suoi frequenti viaggi in Giappone, viaggi della memoria aggiungo, coglie sfumature profonde nelle tradizioni culturali del Paese che trasporterà vivacemente nell’avventura del samurai Kaze.
Non solo storie di spada e filosofia zen, di guerra e tentati omicidi, di misteri e di vendette, ma brilla di luce propria tutta la parte pittoresca ed affascinante di Edo, l’antica Tokyo, una città che accoglie artisti, mercanti, ambulanti che riempiono di vivacità i vicoli e forniscono luce alle speranze dei nuovi dominatori del Giappone. In parallelo, il mondo variopinto popolato dagli inquieti piaceri notturni in cui Kaze si muove per trovare la bimba dispersa.
La scrittura è di stile, senza eccessi.  È elegante nel tratteggio dei personaggi, sinuosa nella descrizione delle loro gesta. Grande nota di merito per l’accostamento immediato dei termini giapponesi alla loro traduzione, senza l’utilizzo di note che, seppur pregevoli e fondamentali per la comprensione, rischiano quasi sempre di spezzare il ritmo della lettura. 
Era dai tempi della fortunata serie di Publio Aurelio Stazio, l’investigatore dell’antica Roma della scrittrice bolognese Danila Comastri Montanari, che non leggevo un giallo storico. Questo il mio primo pensiero, presto dimenticato. L’accostamento è solo ideale. Il contesto è assai diverso, mentre l’elemento investigativo scivola in secondo piano. 
Seguendo un’abitudine acquisita sin dall’infanzia, colse un fiore di campo, poi si arrampicò su un albero dal tronco perfettamente verticale e sedette su un ramo nella posizione del loto, con la spada in grembo. Guardò il fiore, concentrandosi su di esso, Era un vecchio sistema.
Concentrandosi su un oggetto come il fiore, poteva allontanare la confusione che gli invadeva la mente. Se smetteva di dedicarsi a un pensiero in particolare, era come se non stesse pensando a nulla. Quello stato di sospensione mentale portava alla rivelazione, alla comprensione. Paradossalmente, l’assenza di pensieri apriva la mente a nuove idee, approcci e soluzioni, attingendo all’intero universo dell’illuminazione, invece che al ristretto cerchio del sé che solitamente limitava i pensieri” (pag.196). 
Affascinante. 

Io sono la spada dell’integrità. La lama della giustizia” (pag.247).

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Dale Furutani nasce nel 1946 in Giappone. La sua famiglia si trasferisce alle Hawaii. Per difficoltà economiche viene dato in adozione. Vive in California dove oggi è  direttore della divisione IT della Nissan Motors USA. Nel 1993, pubblica con successo Morte a Little Tokio, è finalista in numerosi premi, ed è il primo scrittore asiatico a vincere il prestigioso Anthony Award.. 

Dale Furutani, “A morte lo shogun”, Marcos y Marcos, Milano, 2009. Traduzione a cura di Michele Foschini. In copertina, immagine di Lorenzo Lanzi. 

Movida,  2 marzo 2009.
 

        (Nikko - Yeyasu Tokugawa -urna)
ISBN/EAN: 
9788871685281

Commenti

?Io sono la spada dell?integrità. La lama della giustizia?.

"Non solo storie di spada e filosofia zen, di guerra e tentati omicidi, di misteri e di vendette, ma brilla di luce propria tutta la parte pittoresca ed affascinante di Edo, l?antica Tokyo, una città che accoglie artisti, mercanti, ambulanti che riempiono di vivacità i vicoli e forniscono luce alle speranze dei nuovi dominatori del Giappone. In parallelo, il mondo variopinto popolato dagli inquieti piaceri notturni in cui Kaze si muove per trovare la bimba dispersa.
La scrittura è di stile, senza eccessi. È elegante nel tratteggio dei personaggi, sinuosa nella descrizione delle loro gesta. Grande nota di merito per l?accostamento immediato dei termini giapponesi alla loro traduzione, senza l?utilizzo di note che, seppur pregevoli e fondamentali per la comprensione, rischiano quasi sempre di spezzare il ritmo della lettura. "

> Altra scheda di qualità, e ricca e completa informazione letteraria (ed editoriale). Complimenti, Movi - sei davvero una prolifica, seria ed entusiasta specialista di Letteratura Giapponese, e credo proprio che negli anni avremo sorprese, su questo fronte;)

chapeau.

... ma in questo caso il libro è più, immagino, "cultura giapponese": è stato scritto in inglese, vero?

2. troppo buono...mi manca ancora tanto da scoprire.

3. il libro è stato tradotto dall'inglese, ma è Giappone DOC, comel'Autore. Non ho ancora letto l'intera trilogia, per il momento ho trovato solo uno dei due titoli mancanti :)

Immagino che saremo i primi a condividere l'impatto delle altre due letture, prima o poi;)

Giappone DOC. Bene.

6.anche gli unici direi :P

Questo samurai Matsuyama Kaze mi è piaciuto assai :D