Franzolin Ugo

Il dono

Autore: 
Franzolin Ugo

La poesia è lo stupore che coglie l’anima nell’esistenza del suo mistero senza tempo. Così la intende Ugo Franzolin quando si mette davanti ala pagina bianca e intinge la penna nella vita che accade. Leggendo le poesie de Il dono(Edizioni Settimo Sigillo, pagine 43, 6 euro) è difficile non lasciarsi rapire dall’estasi di una semplicità disarmante che spiazza le coscienze e mette il cuore in condizione di pensare.

Il poeta nei suoi versi è intenzionato a disegnare una mappa dell’esistenza raccontando l’invenzione di quel quotidiano al quale tutti partecipiamo. Un quotidiano fatto di materia e di antimateria che Franzolin sottopone a una sorta terzo grado etico,convinto che le risposte giuste non tarderanno. Seguiamo “l’eterno divagare” di Franzolin e capiremo come il poeta sta sulle soglia delle cose per catturare ragione e sentimento in una sintesi esistenziale dove tutto si colma di tutto. Il nostro poeta è convinto,quando si dona ai suoi lettori attraverso il verso, che alla base di ogni sua azione ci debba essere un perché. “Nei giorni della tempesta” bisogna osare, quindi tentare di dare una risposta a tutti quei perché che sono gli ostacoli insormontabili dietro i quali si nascondono le risposte che ci salverebbero. Franzolin sa, come Ezra Pound, che compito del poeta è quello di riempire il caos. Anche se il nulla dilaga il poeta rischia e si perde nei “labirinti del cuore”. Qual è il risultato di questo viaggio negli abissi della passione?Dare cittadinanza a ogni voce umana, cercare nelle poche cose, che sono semplici e tremende, il segreto della vita e della morte.

La poesia di Franzolin è un inquieto cercare nella naturalezza delle cose di cui è fatto l’uomo. La sua poesia crede nell’uomo e soprattutto nel cuore dell’uomo.Il poeta prende nella sua mano la materia violenta della vita che si frantuma e ne canta il suo caos. Non lo spaventa l’inganno della Storia nel quale siamo tutti precipitati. Prima del naufragio ci sono ancora possibilità di salvezza. C’è una luce , ma tocca sentirla con il cuore prima di vederla con gli occhi.

Franzolin con coraggio ascolta il mondo dei sentimenti, si mette pericolosamente in gioco per sfidare i falsi idoli che impongono la loro omologazione alla nostra morale. Qui il poeta diventa un guerriero valoroso che sfida la cecità dei suoi tempi con la parola, che crede ancora nell’uomo nonostante la presenza devastante del male che prevale su bene.

Nell’oscurità del tempo Franzolin non rinuncia alla luce interiore del suo sentire. “La nostra casa è vuota,/e tace ogni voce umana”,annota il poeta per descrivere quella fragile provvisorietà della nostra umana condizione, confusa nel panico di un vuoto effimero. La bussola sembra impazzita,ma l’orientamento non è ancora compromesso.

Franzolin scrive versi perché crede che la poesia possa rendere migliore l’uomo. In un tempo,come il nostro, politicamente aggredito dall’omologazione di un pensiero unico la poesia può ancora salvarci con le sue differenze.

La poesia è la forma più alta del pensiero che fa dialogare in maniera sublime il cuore e la mente attraverso la parola, esperienza interiore da coltivare tra le pieghe più intime delle cose della vita. Ci sono tutte queste cose nella poesia di Ugo Franzolin, poeta che quando si mette a scrivere cattura l’essenza dei propri pensieri, si sforza di essere fedele alle scottature dell’essere, al fuoco interiore ch lo ustiona.

Questi versi entrano immediatamente nel cuore del lettore perché il suo autore è intimamente legato al suo tempo e sulla pagina si preoccupa di annotare tutti i segnali di questo momento confuso, ma anche di catalogare le voci di dentro, i messaggi le speranze che potrebbero condurci ad una salvezza che ci spaventa.

Il significato della poesia di Ugo Franzolin abita nel vero delle cose e allo stesso tempo è scavo del cuore. l poeta demolisce le maschere e non pensa sotto mentite spoglie. Al contrario si sporca le mani con la vita e, pur sapendo di rischiare molto, costruisce un mondo nuovo di attese e passioni.

In tutta quest’oscurità ci deve pur essere un po’ di luce. Il poeta deve assolvere il compito più alto: quello di arrischiare parole definitive a garanzia dell’uomo.

Ugo Franzolin lo fa non rinunciando mai a cercare la Bellezza in un mondo dominato dall’avidità, dall’utile e dal profitto di un imperante osceno buongusto. “Nervosismo/ricerca di che cosa?/Valori apparenti oscurano/risorse semplici,disponibili,/un lascito dimenticato/ dai padri”.

È arduo passare per la cruna di un ago di tutto questo caos. Ma la poesia di Ugo Franzolin è viva perché è anche un canto di appartenenza a un’Idea che non muore, anche se in molti l’hanno già tradita.

BREVI NOTE

Franzolin, Il dono(Edizioni Settimo Sigillo, pagine 43, 6 euro)

Nicola Vacca

 


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Commenti

Neo NICK!

Ne approfitto per invitarvi tutti a studiare a dovere il catalogo delle edizioni Settimo Sigillo. Ricco di opere notevoli e introvabili. Da sempre.