Franchi Gianfranco

Radiohead. A Kid

Autore: 
Franchi Gianfranco
 
I Radiohead erano sempre stati per me un puro nome, almeno fino a quando non ho iniziato a conoscere Gianfranco Franchi, che li citava nelle sue opere di narrativa, collegandoli ad alcune sue esperienze biografiche. Ne avevo ascoltato qualche pezzo spinta soprattutto dalla curiosità, ma non mi ero mai posta eccessive domande sui loro testi.
Adesso Franchi se n’è uscito con questo librone dettagliatissimo e si è aperto un vero universo letterario, che mai avrei sospettato celarsi dietro canzoni rock.
I Radiohead sono una band di letterati, Yorke è un grande lettore e un abilissimo assemblatore di testi, sa trasfigurare liricamente le sue semplici esperienze quotidiane, le sue nevrosi, le sue ossessioni, ma sa trovare anche punti di riferimento letterari assai importanti. Le sue canzoni rivelano un substrato colto molto vasto e una dimensione d’impegno, di consapevolezza dei problemi mondiali non comune.
Yorke è una rockstar atipica: scrollatosi di dosso la fama di depresso legata a “Creep”, è in realtà un padre di famiglia, innamoratissimo della moglie Rachel e ossessionato dalla paura di perderla. Niente maledettismo, niente eccessi, né manie suicide. Lui e i suoi compagni finiscono a volte per telefonarsi tra loro per farsi compagnia, discutono accanitamente in sala d’incisione, ma poi sono normali borghesi, persone che si conoscono dagli anni della scuola, a Oxford, e sono ormai affiatati.
Il libro di Franchi è un saggio scorrevole come un romanzo, è un lavoro estremamente accurato e preciso, filologico, che analizza, brano per brano, tutti i testi dei Radiohead comprese le b side, attua confronti con altri gruppi o autori rock, ricostruisce la genesi delle composizioni, riporta le dichiarazioni autoriali rilasciate nelle interviste.
Solo una grande passione, che trapela dalle pagine, poteva dare vita a un’opera del genere, tra l’altro perfettamente collegata in tutte le sue parti, in modo da costituire un continuum e da tener desta l’attenzione. L’intento di Franchi appare addirittura pedagogico, come ha osservato Luca Martello, nel condurre il lettore in questo viaggio dal primo all’ultimo (per ora) album dei Radiohead.
Franchi riporta, traduce e commenta letterariamente ogni pezzo, scoprendo affascinanti collegamenti a moltissimi autori (Douglas Adams, Pynchon, Monbiot, Larkin, Barrie, Vonnegut, Il libro tibetano del vivere e del morire, Orwell) fino ad arrivare alla Bibbia.
Da studioso, Franchi va a leggersi ogni testo citato da Yorke e cerca di ricostruire le chiavi della “implacabile, magmatica e camaleontica” creatività del bardo di Oxford.
Pur immaginando talvolta vicende personali legate alla nascita di qualche canzone, Franchi non scade mai nel gossip, rimanendo sempre nei limiti della discrezione e della riservatezza. Preferisce scavare nei testi, attenersi giustamente all’ambito letterario a costo di infilare qualche osservazione tutta personale, come quella contro la legge 180. Tra le righe parla talvolta Franchi: battagliero, combattente (come Yorke) per la causa dell’arte e della giustizia, lo sguardo alla speranza, la ferma volontà di resistere al male.
Scopriamo così che Yorke è un trickster, un ingannatore, uno che sa prendersi gioco di tutto e sa mostrare la sua essenza per un attimo per poi ritrarsi. Yorke dissemina i riferimenti alle opere letterarie integrandoli nei suoi testi, è un combattente “figlio della piccola borghesia oxoniense, sensibile nei confronti dei disagi del popolo e delle prevaricazioni dei regimi occidentali, si danna per rivendicare i  diritti degli esseri umani”(p.18), ma è anche un padre affettuoso e un marito devoto.
Yorke è un cittadino consapevole e impegnato, preoccupato per le sorti del mondo –notevoli i riferimenti apocalittici nella sua opera – per l’inquinamento, per la disumanizzazione e il controllo negli esseri umani da parte dei potenti, per tutta la corruzione e la menzogna che regnano in politica.
Il saggio di Franchi si rivela importante perché fa sprigionare una grande ricchezza dai testi – per la musica sarebbe necessario un altro libro – e può rendere molto più consapevoli i fan dei Radiohead, specie quelli più giovani, magari invitandoli a nuove letture e a un impegno maggiore per lasciare un mondo migliore di quello che hanno trovato.
Dal punto di vista personale si è trattato di un’interessante scoperta, musicalmente trovo i Radiohead non facili – non propongono certo “canzonette” – e, a volte, lontani dalla mia sensibilità, di sicuro originali e impegnati.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Gianfranco Franchi, “Lankelot” (Trieste, 9 gennaio 1978). Ha pubblicato narrativa: “Disorder” (Il Foglio Letterario, 2006), “Pagano” (Il Foglio Letterario, 2007), “Monteverde” (Castelvecchi, 2009), poesia: “L’inadempienza” (Il Foglio Letterario, 2008) e saggistica: “Radiohead. A Kid. Testi commentati” (Arcana, 2009). Ha curato la plaquette "Lettere alle tre amiche" di Scipio Slataper (Alet, 2007) e l’audiolibro “L’altro viaggio in Italia. Dal Cinquecento al Duemila” (Il Narratore, metà luglio 2009).
 
Gianfranco Franchi, “Radiohead. A Kid. Testi commentati”, Arcana, Roma, 2009.
 
Approfondimento in rete: rassegna stampa
 
Marina Monego, settembre 2009
ISBN/EAN: 
9788862310659

Commenti

Apprezzate l'impegno, il rock non è la mia specialità!

Apprezzo tantissimo:)
grande Marina.

A proposito Gianfranco. Ho letto che Vasco Rossi sta scrivendo un pezzo che utilizzerà la parte musicale di Creep. Un po' come fece con "Gli Spari Sopra" che riprendeva un pezzo degli Emotional Fish.
Ho paura.
Molta paura.

!

Ovvia devo decidermi a recensirlo pure io il libro di Gianfranco. Lo merita perchè ha dimostrato una grandissima passione, tanto da stupirmi - e per stupire me ce ne vuole - e perchè mi ha suggerito delle considerazioni su testi e musica tutt'altro che facili da esprimere; da qui una certa "lentezza" nel decidermi a buttare giù anche solo alcune righe.
La recensione è molto chiara e scorrevole: vorrei poterne scrivere una così.
!

"Ho paura.
Molta paura"

Quando c'è Vasco Rossi - confesso - ho paura a prescindere.

5 attendiamo con curiosità!

Complimenti a Marina (e Gianfranco). Il libro è uno di quelli importanti. Ora non ho tempo di leggerlo (mi sto occupando dei racconti di Monteverde) ma lo porterò con me in Asia perché mi interessa studiare i testi inglesi delle canzoni, la suggestiva traduzione di Gianfranco, nonché i suoi commenti. Un'opera di grande spessore e di altrettanto impegno, che è opportuno segnalare specie ai giovani.

complimenti ancora a Marina...;)

e grazie, professor. Ci vediamo a Padova, il 3, prima della tua partenza, e festeggiamo i nostri libri.

A proposito - oggi andate in edicola, comprate D di Repubblica, c'è una sorpresa.

cmq ecco un argomento che bisogna studiare. Il trickster.
Ne riparleremo...

bel colpo quello di Repubblica!