Franchi Gianfranco

Pagano

Autore: 
Franchi Gianfranco


 
Quello che non c’è
 
“Ma la verità è che mi sento sempre più solo, inutile, insensato; che mi sembra tutto vuoto, vacuo, insignificante; che vivere così mi pare, francamente, una cazzata”. Diciamocelo subito: pochi libri come Pagano fotografano quello che è il nostro Paese in questo momento. Eccola l’Italia sfondo e al contempo protagonista del romanzo. Un paese profondamente diviso, fermo tra statalismo e liberismo, governato da gabellieri ottusi che combattono l’evasione tassando fino all’ultimo chi non può evadere, da ministri che combattono il sovraffollamento carcerario aprendo le galere. Quello in cui si muove il protagonista di questo romanzo è un Paese allo sbando, una democrazia la cui stessa genesi è per Franchi finta come finta è la realtà attuale. Non più Giardino dell’Impero. Ma parco giochi, giungla senza confini per nuovi e vecchi barbari. In questo scenario il protagonista cerca quello che potrebbe restituire un senso, una direzione a se stesso e alla Nazione. La bellezza. Cerca quello che è il senso profondo dell’arte e della scrittura: la verità.
“Da un po’ pensavo di scrivere un romanzo nuovo: ma che storia volete che racconti, quando l’unica che mi viene è realtà”.
 
Franchi radiografa le velleità e le frustrazioni di una generazione che perde ogni giorno le possibilità economiche e sociali di quella dei baby boomers.  Una generazione che ha studiato e faticato per fare lavori inutili e sottopagati, una generazione di intellettuali soli e smarriti, di trentenni - vecchi e non competitivi- destinati per la sconfitta definitiva che verrà a rifugiarsi nell’edonismo.
Se per certi versi la somiglianza con la Vita Agra è evidente nella contestazione totale al sistema e alle logiche che lo regolano, tuttavia  a ben vedere il libro di Franchi risulta più drammatico del libro di Bianciardi. Il boom economico degli anni sessanta ci appare come un’Età dell’Oro lontana e degna di rimpianto rispetto ai tempi attuali in cui il libro di Franchi si muove. E questo fa sì, a priori, che lo sfondo di Pagano rispetto a quello de La Vita Agra sia decisamente più desertico e privo di speranze.
Franchi inoltre rischia moltissimo nel tirare in ballo gli anni del fascismo e nell’affrontare da un punto di vista altro i drammi della seconda guerra mondiale, rischia molto e da questa sfida, al di là di ogni individuale opinione a riguardo, esce a testa alta raccontando con umanità e sincerità le idee politiche e le azioni dei familiari del protagonista.
 
Per scrivere questo libro Franchi ha abbandonato lo stile sperimentale degli anni passati assicurando così più intensità e forza alla prosa attuale: e questa prosa sicura che tuttavia non rinuncia a lanciarsi in immagini evocative e squarci poetici accompagna il lettore fino al finale. Fino alla cena finale e fino allo struggente abbraccio tra padre e figlio. Abbraccio che sembra voler dire che se non è possibile riconciliarsi col presente, se non è possibile accettare questa realtà, allora non resta altro che rifugiarsi nei sentimenti più autentici. Diversamente, forse, poteva essere presentato questo libro: affermare come in quarta che “il romanzo è il credo di chi è estraneo alla corruzione e alla decadenza” risulta obiettivamente eccessivo agli occhi di un lettore attento. Anche nel romanzo, a volte, il tono autoindulgente e le troppe - facili - invettive contro televisione, Berlusconi ed editoria ledono soltanto al talento dell’autore e alla complessità  dell’opera.
Nonostante ciò Pagano resta una prova notevole. E Franchi, a ventinove anni, è un autore che ha raggiunto una maturità e un’originalità uniche. Nel panorama italiano pochi libri come questo riescono a rendere l’Italia per quello che oggi è. Pochi libri come questo riescono a scuotere, creare dubbi ed emozionare.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), narratore, poeta e critico letterario romano e mitteleuropeo.
 
Gianfranco Franchi, “Pagano“, Il Foglio Letterario, Piombino 2007.
Prefazione di Gordiano Lupi. Postfazioni di Francesca Mazzucato e Patrick Karlsen. Grafica e impaginazione di Marco Fressura.
 
 
 

Paolo Mascheri

, 8 Settembre 2007

ISBN/EAN: 
9788876061585

Commenti

Franchi, a ventinove anni, è un autore che ha raggiunto una maturità e un?originalità uniche. Nel panorama italiano pochi libri come questo riescono a rendere l?Italia per quello che oggi è. Pochi libri come questo riescono a scuotere, creare dubbi ed emozionare.

Un inchino all'artista Paolo Mascheri, che mi ha onorato di questa pagina e della sua lettura. Danke, Paul.

"Quello in cui si muove il protagonista di questo romanzo è un Paese allo sbando, una democrazia la cui stessa genesi è per Franchi finta come finta è la realtà attuale. Non più Giardino dell?Impero. Ma parco giochi, giungla senza confini per nuovi e vecchi barbari. In questo scenario il protagonista cerca quello che potrebbe restituire un senso, una direzione a se stesso e alla Nazione. La bellezza. Cerca quello che è il senso profondo dell?arte e della scrittura: la verità."

> e questo passo è seriamente indovinato, totalmente in linea. Perfetta adesione allo spirito del testo. Grazie, davvero.

"rischia moltissimo nel tirare in ballo gli anni del fascismo e nell?affrontare da un punto di vista altro i drammi della seconda guerra mondiale, rischia molto e da questa sfida, al di là di ogni individuale opinione a riguardo, esce a testa alta raccontando con umanità e sincerità le idee politiche e le azioni dei familiari del protagonista."

> Ti ringrazio anche per questo passo. Sapevo che avresti inteso e capito. Grazie di cuore.

"il tono autoindulgente e le troppe - facili - invettive contro televisione, Berlusconi ed editoria ledono soltanto al talento dell?autore e alla complessità dell?opera."

> Sì, questa era una possibilità. Ma non potevo tirarmi indietro, nel senso che mi sembra che quel pericolo non sia scampato e che certe dinamiche, e certi meccanismi, vadano ancora accuratamente indagati per poter essere risolti e rovesciati. Prendo atto dell'osservazione, ne farò tesoro.

"Pochi libri come questo riescono a scuotere, creare dubbi ed emozionare."

> Aspetto notizie sul fronte che sai. Quindi potrò glossare questa riga. Onore al tuo talento, un abbraccio forte.

gf

HDHD/DDHH. L'episodio della cena e, in particolare, il momento dello «struggente abbraccio tra padre e figlio» sviluppano e, insomma, continuano il tema già proposto, ai primordi della produzione franchiana, in "Prati di Calvi" ("Ombra della fontana", p. 14). Concordo con Paul che ne ha ottimamente intuita l'importanza e centralità. HDHD/DDHH.

Ave, Gran Satrapo. Grazie per il ricco contributo e il giusto rilievo, e ancora danke per lo stupendo lavoro di grafica, impaginazione, revisione. E' stata un'esperienza unica, come sempre:)

Ave Franchi, non ringraziare me, ma Colui che Solo può avermi data la forza d'affrontare l'ardua impresa. Del resto, ogni ricchezza e giustezza provengono da Lui. HD.

A latere. Tra recensione di Paolo e commento e cura di Marco, quanta continuità.
Paolo ha scritto prefazione e quarta di Disorder. Il viaggio che ha originato il libro, a Pag, era assieme a lui e al compare ormai silente.
Marco è l'anima di questi dieci anni di attività letteraria: Ouverture, Wunderwagen, "L'imperfezione", "Ombra della Fontana", le Edizioni del Catalogo, "Postnovecento", Lankelot.com nella seconda fase, infine "Pagano".

Questo libro vi appartiene e anche da voi dipende e deriva: siete tra le origini e le ragioni di tutto questo. Grazie di cuore, amici.

HD DH HD DH Colui che Solo può un giorno tornerà da noi: la sua luce, calda divina e inestinguibile, incendierà il futuro. HD DH

HD DH il Poesifago è la nostra ragione di vita HD DH

CSP AOI

Da quel che ho letto sopra mi sembra che si tratti di un romanzo coraggioso e per molti versi scomodo, che potrebbe attirarti anche non poche ire. Il sistema è alla frutta, in una decadenza che per certi aspetti ricorda quella del tardo impero romano. Il fenomeno, però, non è locale, ma è tutta la civiltà occidentale che sta rotolando lungo questa china. Da noi è forse più evidente perchè siamo uno stato forzatamente unito e questo in contrasto con quello che stupidamente dicono i libri di storia. Ci troviamo di fronte a un potere che è solo in funzione di stesso, una vera e propria oligarchia che procede imperterrita e selvaggiamente a fare i suoi interessi, che sono in contrasto con quelli del paese.
Se affrontato il tema da un punto di vista culturale può essere molto più efficace dei tanti libri che parlano di privilegi dei politici, perchè è evidente che una denuncia di sostanza, la riprova che il male è in questo sistema e non negli uomini che lo reggono finirà con lo sconvolgere le certezze anche di chi ha fede nel concetto di stato democratico, unitario e repubblicano.

Sì, mi unisco decisamente a questo auspicio. Io condivido la tua visione di un fenomeno non locale ma esteso; ho cercato, nel libro, a partire dalla mia esperienza personale, di dimostrare quanto sia vivo proprio in quella che dovrebbe essere la capitale di questo Stato fantoccio, ex cuscinetto ormai inutile, vassallo e non da ieri.

La disgregazione della menzogna dello Stato moderno, e del folle totem della statolatria, riscatterà le vite di molte comunità, e rivendicherà l'identità di diverse etnie.

Ottimo taglio. Grazie Renzo.

Appena ho finito di leggere il libro (stasera dopo cena) mi leggo con curiosità anche questo primo pezzo su Pagano.

Mascheri inquadra bene il libro ed esprime la sua idea che mi sento di condividere. Il paragone con La vita agra è mio e me ne assumo la responsabilità. Logico che nessuno si sogna di paragonare Franchi a Bianciardi, ma mi sembra che l'animus che spinge a scrivere Pagano sia molto vicino a quello del grande grossetano a Milano. A me le invettive non sono dispiaciute. Quando ce vo' ce vo', dicono a Roma...

Gordiano

E' un paragone che mi onora e mi ingentilisce, come scrivevo anche nell'intervista rilasciata a Renzo Montagnoli.
Davvero. Grazie ancora per aver permesso che questo libro esistesse, Gordiano, e per esserti schierato in prima linea a sostegno.
*
"quanno ce vo' ce vo'", a voja...

E voglio chiamare in causa Denis Johnson:
"Voglio librarmi oltre la mischia, voglio essere come Walt Whitman, 'partecipe e fuori del gioco, osserva e stupisce'"

Appena cambio le batterie alla (nuova) tastiera provo a scrivere anch'io qualcosa sul libro. Ne ho bisogno, l'opera è eccezionale e atipica, svettante e ringhiosamente appassionata. Contenuti edificanti e che sembrano talvolta enormità, per quanto sono puri, di contro ai nostri tempi. Lirica rara e bellissima, i binari della lingua sono sfrecciate, armoniosi, colmi di grazia. Parole e spirito in orbita.
Grazie ancora, grazie.

ma grazie a te, amico mio. La considerazione di un letterato dal potenziale esplosivo come te non può che farmi un immenso piacere. Sarà una grande esperienza leggere un tuo articolo a proposito di questo libro. Sin d'ora, anche solo per l'intenzione, grazie, grazie, grazie. Davvero.

"Franchi radiografa le velleità e le frustrazioni di una generazione che perde ogni giorno le possibilità economiche e sociali di quella dei baby boomers. Una generazione che ha studiato e faticato per fare lavori inutili e sottopagati, una generazione di intellettuali soli e smarriti, di trentenni - vecchi e non competitivi- destinati per la sconfitta definitiva che verrà a rifugiarsi nell?edonismo."
> verissimo, direi che il tuo testo inquadra molto bene il romanzo. Avete una strada più dura da percorrere, l'importante è comunque reagire e non lasciarsi sopraffare.
E inoltre avete sempre Gf che dà voce al vostro malessere e alla vostra protesta! :-) Comunque anche tu Paolo rifletti bene certi stati d'animo generazionali nei tuoi racconti.

Ho ricevuto un libro davvero scomodo e importante, prova di forsennato impegno di lettura e insonne analisi da parte di uno scrittore e poeta che è ancora un ragazzo e ha già compreso come il nuovo secolo non sia diverso dal recente pianto sullo "scorcio del millennio"; onestà che non può autoingannarsi, "avendo alle spalle rovine".
Ho leggiucchiato in fretta. Gianfranco, dammi qualche giorno per approfondire ma sono già certo che si tratta di una tappa fondamentale. Le mie congratulazioni.

20. Paolo è un grande narratore, speriamo tutti di trovare presto negli scaffali delle migliori librerie italiane il suo nuovo libro.
E' un dono per la nostra generazione, Mascheri.

21. Professor,

grazie di cuore. Vivo nelle rovine d'un tempo che non torna, più distante ancora. Attendo le tue prossime impressioni, intanto ti ringrazio per il tempo e la concentrazione dedicate alla lettura, che immagino partecipata, letteraria e fertile di idee e interpretazioni nuove, come sempre.

grazie a voi tutti per l'attenzione verso le mie parole. complimenti anche marco per la copertina e a gordiano per aver pubblicato un libro così.

Grazie ancora a te, Paul. Di cuore.