Franchi Gianfranco

Pagano

Autore: 
Franchi Gianfranco

L’Aleph di Gianfranco Franchi
“But they will teach us that Eternity is the Standing still of the Present Time”

Partirei dal titolo che non è mai stato per il nostro autore una griffe ma la tematica dalla quale si snoda l’opera che, in questo caso, non definirei nè romanzo, né antiromanzo.
Pagano deriva da “pagus”, cioè “villaggio pre-cristiano privo di credenze”: quindi libero di mutare, cercare, scoprire l’irripetibilità di ognuno in un percorso o meglio attraversamento confuso ma variegato, doloroso ma cosciente e lucido attraverso una città, un quartiere, una via.
Ambientazioni esterne ed interne sono sempre collegate in parallelo con lo stato d’animo del protagonista che vive, sogna, soffre ma sceglie.
Non è Dublino ma Roma la città dove tutto è rivisitato, corretto, accettato, denigrato, amato, senza però le fasi di distacco che accompagnano il mirabile testo dell’“Ulisse” di Joyce.
Tutto è compatto pur variante come l’ottica incantevole di un caleidoscopio le cui molteplici forme costituiscono l’alternarsi contemporaneo degli stati d’animo che smarriscono l’autore e il lettore e poi li ricongiungono proprio nell’alternarsi di essi.
Ne “L’Aleph” Borges scrisse: “Obliarono miseri il fattore bellezza”; “La scrittura è l’unico mezzo che possiede l’uomo per rivelare e fissare la sua verità umana. Il mezzo per capire e limitare la vaghezza dell’emozione… cioè di darle realtà”.

Bellezza e scrittura sono gli elementi che percepisco e colgo come elementi coesivi del testo: “Sono un’isola e non mi lascio popolare” (p. 20); “Cammino per il nostro cimitero a cielo aperto, adorando la bellezza distesa della città (…) Roma ha perso la memoria di sé stessa” (p. 24); “Da qualche tempo, almeno, non mi voglio più ammazzare” (p. 28); “Devo ricostruire (…) un mondo, in altre parole, in cui abbia senso vivere e sentire. Amare, soffrire (…) dormire” (p. 37).

Roma diventa farneticante, compulsiva, grassa, ignorante, fatiscente; pur amata, si restringe ad un quartiere… dove una mansarda protegge, una gatta fa compagnia mentre, contemporaneamente, l’autore si dichiara “isola” e “partita iva”. L’autoconvincimento di omologazione è poco credibile, è provocatorio anche se la koinè è smembrata, la comunicazione tranciata e violentata.
Si apre una voragine su Via Fonteiana dove da bambino lo portavano sul carrozzino… lì… nel quartiere di Pasolini, Gadda, Caproni… Gianfranco entra… tutto si ripassa, si vede, se ne coglie il significato… si ritorna alla terra madre… all’archetipo… alla Patria che nasconde l’etimo di padre… Pagani… liberi e svincolati: “La mia terra mi ha inghiottito e adesso la posso raccontare” (p. 86).

Gianfranco Franchi… e la scelta di scrivere, scrivere, scrivere. Potremmo avvicinarci e tentare di essere arcipelaghi comunicanti. L’ autore pone a fine testo versi struggenti su Roma… vista, vissuta, odiata, amata della quale sceglie comunque d’esserne cantore, riconfermando la valenza in un mondo che, pur sbriciolato, accende di luce tutte le pagine che riecheggiano non solo il nerudiano “non ti amo più… ma quanto ti ho amato” ma soprattutto: “ti vedo così malridotta e per questo… io ti canterò”

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), narratore, poeta e critico letterario romano e mitteleuropeo. 

Gianfranco Franchi, “Pagano”, Il Foglio Letterario, Piombino 2007.
Prefazione di
Gordiano Lupi. Postfazioni di Francesca Mazzucato e Patrick Karlsen.

Approfondimento in rete: CS e nota di FM in Books and Other Sorrows / Intervista di Renzo Montagnoli (Arteinsieme). / Letteratitudine / Rassegna Stampa (dal 9 Settembre: in progress)


Patrizia Garofalo, 19 settembre 2007

ISBN/EAN: 
9788876061585

Commenti

?But they will teach us that Eternity is the Standing still of the Present Time?

Prima di andare a nanna... grazie di cuore.
Letta, riletta e apprezzata. E' una bella prova di adesione empatica e ideale allo spirito del testo, e mi onori di richiami a grandi maestri.
Grazie.

Per par condicio, ti trascrivo il commento di un "non lettore", probabilmente uno di quelli che nel libro raccontavo come controparte politica negli anni del liceo. Sulla base di una recensione peraltro molto bella, apparsa altrove, questo signore ha così reinventato il libro:

"Eppure è un libro che tutti dovremmo leggere con grande attenzione per i più svariati motivi. " oh, no. recensire gli amici è davvero una disgrazia, se va bene un'incombenza penosa. Motivi, vediamo. Per rendersi conto di quanto siamo caduti in basso, magari? Per conoscere la micropubblicazione di un giovane Triestino (ma nel suo sito ci spiega l'esatta composizione etnica del suo sangue, non sia mai) che vagheggia di romanità sognando le aquile e seguendo le gesta di aquilani? Che a ogni piè sospinto invoca che "la civiltà americana si sgretoli da sola?", (sic) che in gioventù (!) era fascista (eia!) ma oggi anarchico (!!) di destra (!!!) che vota (LOL) a sinistra (YEAH!) e domani compie trent'anni e parla di sé come nemmeno montanelli prima di imbucare la tomba ? tutto il reazionario eurocentrismo bianchissimo sbandierato -giallorosso alla domenica, immagino, - non v'inquieta? e il recupero di questo paganesimo d'accatto, che odora di boschi e di torce rette da ariani a torso nudo, e poi l'Imperialismo Romano di quel nefasto figuro che fu Julius Evola...dico, tutto questo non basta a farci scappare a gambe levate ? a me si. bye."

Quindi, in un colpo solo, sostiene che questo sia un libro pagano e fascista, e quando vuole dare manforte alle sue argomentazioni scrive che sono romanista:). Evola è chiaramente "nefasto figuro", io uno del Ku-Klux-Klan e via dicendo.

Questa è la differenza tra chi legge libri e ama la Letteratura, come te, e chi non vuole leggere quel che viene da quelle che non possono che essere "forze del male".

Sorridiamoci su, altri vecchi figli del dogma rosso si risentiranno solo per il titolo, senza sapere dell'isola di Pag:).

Piuttosto:
"?La mia terra mi ha inghiottito e adesso la posso raccontare? (p. 86)."

> Questo è un passo chiave. Sul serio.
A domani;)

2. Ma sì, un po' di sana e prevedibile ignoranza e ottusità non guasta. Da il giusto valore alle distanze tra le intelligenze, avvalla le tesi del libro come mai potrebbe fare meglio. C'è naturalmente da aspettarsi molto peggio, assolutamente di peggio, proporzionalmente alla diffusione. Anzi, più ci saranno attacchi, maggiore sarà la conta del suo successo, sia per visibilità, sia per esattezza della denuncia al contingente. Pagano è molto chiaro al riguardo :)

Se i nemici fossero tutti tanto ingenui, sarebbe uno splendido idillio. Purtroppo esistono armi molto più infami ed efficaci, che non mancheranno certo di manifestarsi, se e quanto più il libro raggiungerà compimento di parte dei sui sensi.

Il poverello fa tenerezza, schiavo di spettri è e rimarrà, per taluni è impossibile scoprire il coraggio di pensare oltre il cordone ombelicale. E' perfettamente figlio del suo tempo di schiavi, ammassati in recinti dai nomi stantii.

Pensare per schemi comuni ha sempre avuto il suo rendiconto in fatto di svago sociale, è indubbio. Che continui a divertirsi a giocare a buoni contro cattivi, beato chi si accontenta di poco.

Patrizia, ma che bella rec! Poetica come sempre:-)
Direi che tu hai puntato l'attenzione soprattutto sulla Roma evocata da Gf, che è città-cardine nella sua poetica, insieme a Trieste. Sto osservando anch'io questo aspetto, insieme a numerosi altri...
Quanto alle polemiche, stavo per scrivere anch'io la prima osservazione di Gianluigi, discussioni e attacchi saranno indice di diffusione del libro.
Si può non concordare con le idee sostenute, ma quella è critica di bassa lega, fatta a fette grosse, un po' come il salame casereccio (che però almeno è gustoso!)

Certe critiche sono un abisso. Un groviglio. Un mischiume di intenti, idee, cattiverie represse, incazzature del momento, battute che nessun'altro ha capito allora si mettono lì che fa fico, invidia poco sana ed egoismi feroci.
E'uno dei motivi per cui le detesto in toto, indipendentemente da chi le scrive. Ed è anche uno dei motivi per cui io specifico sempre che non faccio recensioni bensì unisco commenti personali e impressioni da lettrice. Punto.
Le critiche possono essere scritte in molti modi (come tutto del resto) però quando si tratta di critiche letterarie avverto spesso un certo gusto all'eccesso (e parlo di quelle negative soprattutto), un voler piantare il coltello il più in fondo possibile.
Il punto qual'è allora? Io possono non essere d'accordo con un autore. Assolutamente. Posso non gradire il suo modo di scrivere. Assolutamente. Posso non condividere le sue idee (politiche, religiose, culturali). Assolutamente. Posso trovare contradditorio o ridicolo il suo modo di 'vivere' on line o di presentarsi. Assolutamente. E posso anche decidere di farlo sapere al mondo che non gradisco questo o quell'altro. Assolutamente. Ma.
Ma tutto si 'gioca' nel modo. E'lì che si cela l'intento che può essere comunque più che lecito e onesto oppure palesemente ottuso, malsanamente cattivo, ridicolamente vendicativo ect.
Secondo me la stessa critica poteva essere espressa in altro modo, svelare uggualmente le stesse opinioni evidentemente non positive su Franchi uomo e concludere con un consiglio di non lettura, poteva insomma trasmettere lo stesso messaggio o quasi senza essere così. Così terrificantemente odioso da far venire il vomito. E premetto che non so chi sia e non entro nel merito delle sue opinioni, per carità. Libertà. Però.
Però ragazzi che fatto sistema di vivere che è questo, sputando sugli altri e tentando in tutti i modi di fare del male. Sarà un'orgasmo 'stò sistema di ferire e fare male in profondità per partito preso, perchè se una cosa non piace si deve anche tirare fuori il sangue della 'vittima'in questione. Sarà.

Sono d'accordo su questo:
' Questa è la differenza tra chi legge libri e ama la Letteratura e chi non vuole leggere quel che viene da quelle che non possono che essere ?forze del male?'.

Secondo me chi legge senza amare l'atto in se, il leggere come esplosione di colori, odori, suoni, gusti, persone, storie, fantasie, riflessioni, contatti, confronti, passioni, scontri... chi legge senza 'entrare' nel testo con l'intenzione di volerlo assaporare fino in fondo allora perde. Perde tanto. Poi, ripeto, si può non essere d'accordo, assolutissimamente, se alla fine il viaggio aveva qualcosa che ti ha disturbato/dispiaciuto/fatto incazzare ect...
Resta il 'però' di cui sopra.

Barbara

ps: sto maturando la convinzione, leggendo tante recensioni o simil genere su 'Pagano' che io butterò giù appunti post lettura di una qualunque che ha fatto indigestione.

Comunque, ritornando alla recensione, ho gradito l'impostazione autoriale, con visuale da poetessa che giova di una lettura spessa e interconnessa. Non condivido l'accostamento con L'Aleph, ma forse perché non ne ho afferrato precisamente i caratteri della parentela; d'altronde se l'accostamento è giustificato dal passo:

"Ne ?L?Aleph? Borges scrisse: ?Obliarono miseri il fattore bellezza?; ?La scrittura è l?unico mezzo che possiede l?uomo per rivelare e fissare la sua verità umana. Il mezzo per capire e limitare la vaghezza dell?emozione? cioè di darle realtà?",

pur d'accordo con l'importanza dello stralcio, non credo sia elemento che avvicini particolarmente Franchi a Borges invece che a molti altri nomi.

La chiusa è meravigliosa, irradia gusto elegiaco che sempre fa divagare nei luoghi dello spirito. Altro bello, originale, struggente contributo, merci!

"Partirei dal titolo che non è mai stato per il nostro autore una griffe ma la tematica dalla quale si snoda l?opera che, in questo caso, non definirei nè romanzo, né antiromanzo.
Pagano deriva da ?pagus?, cioè ?villaggio pre-cristiano privo di credenze?: quindi libero di mutare, cercare, scoprire l?irripetibilità di ognuno in un percorso o meglio attraversamento confuso ma variegato, doloroso ma cosciente e lucido attraverso una città, un quartiere, una via."

Io neanche oso immaginare un Franchi docente di Storia Romana. Quasi non gliela perdono, infatti.
(Gianfrà vedi di far qualche figlio, almeno.)

"Gianfranco Franchi? e la scelta di scrivere, scrivere, scrivere" e leggere, leggere, leggere :)

Commento 2... ahhaahahahah!

Scommettiamo che è uno che scrive su ciao? suvvia...

TRa poco esce un racconto inedito di Franchi su www.tellusfolio.it.
Tenetelo d'occhio!

Gordiano Lupi

Bella recensione, fra poco metterò anche qui la mia, assolutamente la peggiore di tutte, qua su Lanke. Però fatemi spezzare una lancia per il commentatore della mia opinione. Nel pantano dei commenti che ho ricevuto quello e un altro hanno fatto sorgere una bella discussione come da tanto non accadeva in quelle lande. Ben vengano le voci contro, anche scomposte, anche eccessive. A nessuna opera dell'ingegno umano giovano solo le voci a favore. Se così non fosse questo libro diventerebbe un giornaletto da club esclusivo, e ciò non è possibile, non foss'altro perchè è in vendita. Legittimo quindi il pensiero di quel signore, che verificherò dopo che avrà letto il libro :-))))

:))).
Ma ti dico, infatti, ben venga: è l'involontaria testimonianza vivente di due pagine intere del libro:). Neanche a farlo apposta...

Lalla, insomma, quanto dobbiamo aspettare per leggere il tuo pezzo anche qui? :)

Daje Lalla!

Appena ho 5 minuti la posto. Sono una che lavora, IO, non una scioperata come Arpaeolia, Epicentro e Ryoga. Entro domani, comunque. Ora vado sul forum a dirvene quattro sulla presentazione. Ciao

ahhahaah :))

Anzi no, lo dico qua e poi scappo. Gennaio: la presentazione si fa. Decidete la data (sabato). Squadra che vince non si cambia, quindi vi voglio TUTTI, Ryoga incluso. Quest'anno abbiamo anche la disponibilità di Messaggerie Sarde. Io sono pronta

Spettacolare!
La data è a vostra discrezione. Io prendo il traghetto con Baolo e magari Fabione e arrivo:)
Ryoga è il mio totem

Speriamo ci sia anche Fabione, stavolta!

Non deve mancare!

Barbara: non vedo l'ora di leggerli. Anche oggi sto qua che aspetto l'arrivo di un pacco che non si materializza, ritardando anche tutta una serie di consegne previste... destino, dicevi bene:).
Intanto grazie per adesione e comprensione (sì, quando toccano il sangue non è gradevole. Soprattutto perché è quel sangue, nel libro si spiega bene, che in Italia è stato dimenticato e oltraggiato: quello italiano atipico d'Istria, Dalmazia e Trieste. Ma non c'è niente di nuovo... noi figli e nipoti di esuli ben sappiamo).

Arpa, Luca, Lalla, Marina: grazie. Come sempre, di tutto, e di cuore.

Patrizia: vedi, confrontando il tuo bell'articolo con un commento feroce uscito altrove abbiamo dimostrato una cosa importante; e cioè che quando un autore viene associato a quegli autori che non si possono leggere, tornano a galla i vecchi giochini, le censure atroci e cattive, l'ignoranza e la prepotenza classica dei dogmatici.

Questo valorizza a oltranza il tuo contributo, e sega le gambe alla vecchia tattica che sappiamo: calunniare, infangare, mistificare, propagandare. E' nel dna di quel partito di massa, e dei suoi discepoli. Non a caso ho spedito il libro anche a certi quotidiani di quell'area, sogno un articolo del genere per potermi sbellicare con i miei 700 lettori. So già dove andranno a ferire.
A me non fa più male niente;).

baci

A te non farà più male niente, Franco, ma questo tizio è un povero imbecille. Ma soprattutto un ignorante. E un ignorante presuntuoso, che è la peggior specie. Scrivere quelle cose senza aver letto, hai ragione, connota il tizio nella sua area culturale: la sinistra italiana. Area culturale regina d'ignoranza e di presunzione nell'Italia repubblicana. Ignoranza spacciata per cultura (solo da noi poteva succedere) per i motivi che tutti conosciamo. Sono gli epigoni di Bocca, Bobbio e compagnia. Tra l'altro si lancia in ardite riflessione sui riferimenti poltico-culturali contenuti in Pagano. Sbagliando tutto, o quasi. Un esempio: "il recupero di questo paganesimo d?accatto, che odora di boschi e di torce rette da ariani a torso nudo, e poi l?Imperialismo Romano di quel nefasto figuro che fu Julius Evola?dico" Torce? Ariani a torso nudo? ma de che parla? Imperialismo romano? Forse intendeva "Imperialismo pagano", e cosi via... Certo soggetti del genere possono essere, come ben dite, utili idioti per la diffusione involontaria del testo. Però, che tristezza leggere ancora ste cose.

Sì, è uno che si qualifica con la sua scrittura e con i contenuti e i riferimenti delle sue affermazioni. Ma involontariamente spiega che c'è chi non vorrà leggermi perché... per le stesse ragioni che ripetevo in "eravamo al tre percento":).
Peccato che chi potrebbe interessarsi al libro, a certo livello, non ne ha avuto ancora coraggio. Purtroppo il nome del cavallo di troia di arcore è stato speso troppe volte, credo che mi pesteranno da tutte e due le parti:)

e così sarà un'affermazione più limpida: stirneriana (come dire: una "terza via").

12. Lalla, contrariamente a quanto tu credi si possa pensare, la tua recensione è la più coraggiosa, significativa, viva. Hai saputo "andarti contro", in una specie di elevazione dalle consuete appartenenze di una vita, scrivendo in una dimensione neutra di pregievole onestà e vera intelligenza critica. Ti sei messa in discussione per cercare luoghi di verità che potevano essere distantissimi da quanto avresti immaginato, dimostrando grande maturità e umanità. Le tue note sono dibattibili, affrontabili, come con persone che non si nascondono dietro l'ignoranza o la semplificazione gretta, perché sei stata indipendente e sincera, e capace. Tutto qui.

L'attacco al tuo commentatore non era sgradito perché di opinione divergente ma perché intriso di superficialità, non conoscenza degli argomenti, acredine allineata, gratuità. Vorrei commentare anche su Ciao ma non mi va di iscrivermi. Ho già dato in quel posto, che rispetto chi lo sceglie ma non amo per niente personalmente. Quando pubblicherai qui sarà bello discuterne con serenità e raziocinio, e non con luoghi comuni di pancia, arroganti e sconclusionati.

Per la presentazione: sei grande. Sai già quanto si è retto tutto su di te l'anno scorso, hai praticamente risolto ogni problema tu; quest'anno spero potrò riuscire a dare un mano più concreta, nonostante immagino non ce ne sarà bisogno assoluto. Detto questo chiudo la digressione e aspettiamo la tua recensione qua.

Il pezzo di Lalla è bellissimo, sottoscrivo quanto afferma Arpa.
Spero di ritrovarlo - e presto - qui da noi. Onora e ingentilisce, con la sua intelligenza e la sua scrittura, questo sito e questo libro.

Per cortesia lasciate perdere un commento che è solo " volgare" e invidioso, gli state dando solo spazio.........e il poverino ne ha bisogno ma lo cerchi altrove. parliamo del libro.
Quello che non ho scritto è che è un tema difficilissimo quello trattato da Franchi, proprio perchè della situazione di " precariato esistenziale" ne parlano tutti e la bravura è consistita nell'esprimerlo in modo proprio stabilendo la scrittura come base della propria vita.del proprio io , come ricerca, Gianfranco si è reiventato una vita........e il riferimento alla voragine-aleph, e quindi Borges..........merita per chi non l'ha fatto la lettura dell'autore tra i più grandi del mondo...........ed inventare se stessi e credere per proseguire è un dono grande che Franchi ha fatto a tutti quelli che vogliono ascoltare..leggere e pensare........tutto, nel testo è un sfalsare di piani..di sentimenti....niente posizioni oltranziste e politiche
niente qualunquismi.....................l'autore cammina per Roma.......sente l'odore di Trieste, del mare, della madre..........si dichiara disponibile ad amare una città crapulona e di antichi allori senza revisionismi..e con amore. E' proprio nella "presunzione apparente" c'è il vero.......Gianfranco non ha veli..........coperture ed infingimenti...........gianfranco vive.perchè soffre, desidera ama scrive e canta................è veramente un grande libro

CI INSEGNERANNO CHE L'ETERNITà è L'INNALZARSI DEL PRESENTE.......
POSTILLA ALL'ALEPH DI BORGES......LEVIATHAN IV 46

Premetto che considero l'amicizia uno dei sentimenti più importanti ma proprio essa, deve consentire di poter essere non gentili e compiacenti con un libro che non ti piace.
Non ho mai fatto recensioni nè le farei per autori il cui libro non mi fosse piaciuto e non mi avesse donato qulcosa...per questo e solo per questo non ho accettato di farlo per mestiere.....o come dice Lupi di tentare ..letture trasversali............o scritture creative.................

Credo di aver compreso: l'attinenza è al modo di intendere la diade inscindibile e totale letteratura-vita che era propria anche di Borges. Sì, molto d'accordo.
Lo spirito di Gianfranco è della stessa genìa di quello borgesiano, pur nella poetica palesemente diversa. Un accostamento al quale non avevo pensato ma che calza a pennello, ottimo!

(Credo che il fantomatico Aleph del racconto eponimo sia concetto totalmente differente dalla voragine, per quanto rivelativa, di Monteverde; ma forse è mia interpretazione e basta)

tutte le opinioni vanno benissimo se espresse con convincimento...............a mio avviso............l'aleph non è mai diverso quando uno lo cerca .o anche se ci capita per caso..ma nella vita niente avviene per caso............e quando lo trova e ci si lascia scivolare........saranno scudisciate anche.....ma è vita.....................
vedo che siete tutti a letto......a domani.......se credete per il libro pagano

Ottima recensione, Patrizia. Complimenti. Desidero anch'io dire qualcosa su Pagano, appena possibile. Ho letto e sottolineato quello che più m'interessa. Quanto alle critiche, sono d'accordo con Lalla, possono essere seccanti ma hanno comunque il pregio di stimolare un dibattito

Renata! Benvenuta anche qui:).