Franchi Gianfranco

Pagano

Autore: 
Franchi Gianfranco

Nessuno, mai, farà comprendere Aristotele ad un mulo.

Se la realtà, la mistificante realtà proposta dai falsari della parola, fosse davvero una parte di verità, allora dovremmo cominciare a preoccuparci seriamente; il gioco è sottile, i messaggi ben confezionati, il risultato certo: come dire, un mulo potrebbe a questo punto comprendere il pensiero di Aristotele ed iscriversi pure all’università; loro, i nuovi profeti dell’espressione fallace potrebbero confermare la cosa, affermando enfaticamente che ciò è accaduto, non per le leggi dell’evoluzione, ma dopo una significativa e corretta analisi dei comportamenti da parte degli esperti, che naturalmente avevano previsto la mutazione; l’animale infatti, dopo aver visto, seduto comodamente in poltrona, un dibattito politico, ne avrebbe assorbito stile e contenuti, diventando così, molto simile ai maiali della Fattoria degli animali. Una storiella semplice ed efficace: da oggi in poi vedrete i muli (animali mansueti e simpatici) percorrere le nostre strade, naturalmente con il volante in mano, e la coda adagiata nel baule dell’auto. Idea Pagana, direte voi, ma potrebbe succedere anche questo, oramai siamo abituati alla mistificazione. Le cose realizzabili vengono spacciate per utopie, e le utopie trattate come i pensieri “docili” dei muli. Ma ora, solo per un attimo, dimentichiamo le utopie e invece parliamo di libri, di autori che osano, che desiderano modificare la realtà fittizia forgiata dai creativi dell’immagine? Possiamo farlo naturalmente, senza scomodare profeti, senza abbeverarci alle fonti della sapienza, né consultare Platone: basterebbe leggere con attenzione qualche ottimo testo, magari un testo Pagano! Cosa ne dite?

Proviamo allora ad esercitare un nostro sacrosanto diritto, pensare con la nostra testa, e non farci condizionare da messaggi occulti, voci farneticanti, idee malsane, surrogati di pensieri immondi: proviamo allora a leggere e capire, per essere e non apparire, per estendere i confini dell’anima, e non farci prendere per i fondelli: potrebbe essere un’ottima idea, iniziare ad essere Pagani… un nuovo paganesimo che riassuma la rinascita, la riscoperta delle bellezza, la conquista del sogno e di un ordine nuovo, una rivoluzione culturale che tenga conto dei problemi reali di questo strano universo sociale, dove una minoranza detta con arroganza le linee guida, mortifica e avvilisce gli esseri intelligenti, divide, impera e crea solo povertà, intellettuale e materiale. Sarebbe ora di reagire e sottrarsi al gioco sporco del potente: il mulo non potrà mai comprendere Aristotele, e il filosofo è rappresentato da una schiera di uomini che vogliono combattere questa idea di stato che si fonda sui privilegi, e che pone in essere solo ingiustizie, guerre, “felicità” per pochi. La Nazione non esiste, è solo territorio geografico unito con la colla, fortemente voluto, ma innaturale, come dichiara Franchi in questo libro: anche questa è una bella idea, un pensiero che si spinge oltre l’incertezza del vivere.

La scrittura è figlia della ricerca, dello stile letterario alto, dell’intelligenza. Franchi è poeta di livello, scrittore e critico letterario. La mia recensione al suo libro non procede secondo i canoni prestabiliti, nel senso che io non sono un critico letterario, né mi arrogo il privilegio di esserlo: ognuno deve pur ammettere i propri limiti, in questo senso, ora, scrivendo, mi sento simile al mansueto mulo che mai comprenderà Aristotele, ne sono consapevole, ed è appunto questa l’unica differenza con il simpatico animale. Dicevo che Franchi grida, e la sua voce plastica e possente s’ode oltre le terre dell’invisibile, distrugge pensieri devianti, forgia nuove idee, cerca di dare “respiro” alle minoranze, vuole farsi ascoltare, desidera creare segni e nuove definizioni dell’essere. Lo stile colto, la scrittura sicura, il ragionamento chiaro e diretto; tra le pagine di Pagano, troverete tormenti, sogni, visioni, aneliti, squarci di vera realtà, pensieri sublimi, che solo una mente colta poteva elaborare. Il sogno, l’essere, il divenire, lo stato padrone, il senso miserevole dell’esistenza, l’essere sospesi su una corda tesa, ad oscillare nel vuoto ( e qui si parla di nuove generazioni, ragazzi che non possono programmare nemmeno uno spicchio di futuro, perché presente non hanno, sono in balia di leggi precarie, e precari sono loro), ogni giorno a lottare, animati dal desiderio di un mondo migliore, giustizia, senso di civiltà, civiltà intesa come fruizione di un progetto comune, civiltà intesa come realizzazione di sogni elementari, contro il concetto d'utopia deviante forgiato dai falsari della parola: è forse utopia aspirare ad un lavoro stabile?

Pagano non è un libro di favole classiche, ma è una favola, una favola davvero reale: il libro di Franchi è terra, aria, fuoco, pensiero che brucia, fiamma che vorrebbe incendiare il buio e sconfiggere le tenebre, i luoghi comuni, le ingiustizie, le falsità. Pagano è magma, respiro profondo, risorsa per gli uomini intelligenti. Pagano è grido di dolore, consapevole afflato, volontà di modificare, inizio di nuovi percorsi, necessità d’essere e d’essere ascoltati, una voce nuova che apre alla bellezza, all’onestà, al valore, al merito.
Non date ascolto ai profeti della nuova era, miei cari lettori: nessuno riuscirà mai a far comprendere Aristotele ad un mulo.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), narratore, poeta e critico letterario romano e mitteleuropeo. 

Gianfranco Franchi, “Pagano”, Il Foglio Letterario, Piombino 2007.
Prefazione di
Gordiano Lupi. Postfazioni di Francesca Mazzucato e Patrick Karlsen.

Approfondimento in rete: CS e nota di FM in Books and Other Sorrows / Intervista di Renzo Montagnoli (Arteinsieme). / Letteratitudine / Rassegna Stampa (dal 9 Settembre: in progress)

Antonio Messina 

Settembre 2007

ISBN/EAN: 
9788876061585

Commenti

Nessuno, mai, farà comprendere Aristotele ad un mulo.

Antonio! Che bella sorpresa!
"Proviamo allora ad esercitare un nostro sacrosanto diritto, pensare con la nostra testa, e non farci condizionare da messaggi occulti, voci farneticanti, idee malsane, surrogati di pensieri immondi:"
> direi che qui l'Autore è proprio uno che ragiona con la sua testa....e va controcorrente.
Lo sto rileggendo, ma in questi giorni puoi immaginare dove ho la testa, da mercoledì sarò libera di concentrarmi su Pagano.

una rec. davvero originale, il tuo stile si riconosce Antonio, e crea davvero belle immagini per un bel libro. :-)

Per prima cosa, saluto e omaggio lo speciale esordio nel nuovo Lankelot dell'artista e amico Antonio Messina. Che presto potremo tornare a leggere, per via della prossima uscita de "Le vele di Astrabat".

Qui:
http://www.lankelot.eu/index.php?tag=antonio-messina

l'elenco completo delle recensioni dedicate alle opere di AM.

Quindi, dedico ad Antonio questo ottimo pezzo dei New Order.
http://it.youtube.com/watch?v=6vPt8LnkQ3g

Testo interessante, ma atmosfere e spirito adatte al futuro che s'incarnerà. Passo alla lettura...

"Le cose realizzabili vengono spacciate per utopie, e le utopie trattate come i pensieri “docili” dei muli." > Sì. Tra l'altro c'è la bella tradizione dell'asino di Apuleio che potrebbe venire in sostegno a questa tua ricca interpretazione:

http://it.wikipedia.org/wiki/Le_metamorfosi_(Apuleio)

"un nuovo paganesimo che riassuma la rinascita, la riscoperta delle bellezza, la conquista del sogno e di un ordine nuovo, una rivoluzione culturale che tenga conto dei problemi reali di questo strano universo sociale, dove una minoranza detta con arroganza le linee guida, mortifica e avvilisce gli esseri intelligenti, divide, impera e crea solo povertà, intellettuale e materiale."

> Splendido passo.

"La Nazione non esiste, è solo territorio geografico unito con la colla, fortemente voluto, ma innaturale, come dichiara Franchi in questo libro: anche questa è una bella idea, un pensiero che si spinge oltre l?incertezza del vivere."

> Sottoscrivo:).

Per questo passo, in particolare, ti sono riconoscente e debitore, e spero di esserne degno, solo questo:

"Dicevo che Franchi grida, e la sua voce plastica e possente s?ode oltre le terre dell?invisibile, distrugge pensieri devianti, forgia nuove idee, cerca di dare ?respiro? alle minoranze, vuole farsi ascoltare, desidera creare segni e nuove definizioni dell?essere."

"Pagano è magma, respiro profondo, risorsa per gli uomini intelligenti. Pagano è grido di dolore, consapevole afflato, volontà di modificare, inizio di nuovi percorsi, necessità d?essere e d?essere ascoltati, una voce nuova che apre alla bellezza, all?onestà, al valore, al merito."

> Quante cose stupende, davvero. Grazie di cuore. Veramente, non sum dignus. Ma mi batterò con più convinzione e più forza proprio per questo.

(Non vedo l'ora di dedicarmi al tuo libro. Grazie Antonio).

Strana recensione, perchè fuori dai canoni, ma molto bella e mi sembra di capire fra le righe che si trovino indentificazioni di concetti fra il Franchi di Pagano e il Messina delle Vele di Astrabat. C'è un forte senso di repulsione per un mondo di apparenze, senza valori concreti, c'è la visione di un'umanità disperata, vuota, schiavizzata e c'è il desiderio di un ritorno a un'epoca preindustriale. Sì, perchè l'industrialismo è un Moloch che ha bisogno sempre più di nuove vittime. Ormai non si ragiona più per idee, ma per PIL, per VAP, per RIR, per voci che non hanno valore, e l'uomo è solo un oggetto.

Devo ancora leggere le Vele di Astrabat, saprò risponderti meglio in seguito. Intanto: la repulsione per le apparenze e il profitto a ogni costo, la visione della decadenza della condizione dei cittadini per mano degli arbitrii e della corruzione dell'oligarchia regnante, il desiderio di ritorno all'epoca pre-industriale sono tutti tratti sentiti. E molto.
Ottimo spunto.

E rispondo con i tuoi versi:

"Il mormorio del vento"

E? il vento che porta le voci,
sommessi mormorii,
quasi salti di ruscelli,
una nenia lontana
che invoca un ricordo,
che non placa la sete di gole
serrate dalla polvere del tempo.
Erano genti che calcavano
quest?umida terra,
una brughiera coperta d?erica.
Erano uomini vissuti prima di noi,
il seme di queste piante
che troppo presto dimenticano le radici
e vogliono correre verso il nulla.
Non uomini,
oggi,
ma spettri.

(R. Montagnoli)

Grazie, Gianfranco.
Questo è il decimo dei 22 canti che compongono appunto i Canti celtici, un volume di imminente pubblicazione.

Avremo, per tempo, recensione e intervista esclusive. Promesso?

Quello che prometto mantengo, sempre (non sono un politico, ci mancherebbe...).

:)

?Il mormorio del vento?

E? il vento che porta le voci,
sommessi mormorii,
quasi salti di ruscelli,
una nenia lontana
che invoca un ricordo,
che non placa la sete di gole
serrate dalla polvere del tempo.
Erano genti che calcavano
quest?umida terra,
una brughiera coperta d?erica.
Erano uomini vissuti prima di noi,
il seme di queste piante
che troppo presto dimenticano le radici
e vogliono correre verso il nulla.
Non uomini,
oggi,
ma spettri.

(R. Montagnoli)

Che poesia ricca di fascino Renzo, lieto di far la tua conoscenza attraverso questi suggestivi versi. Quand'è di preciso che esce il volume? Stando a ciò che ho letto or ora immagino lo acquisterò (Edizioni del Foglio?).

'Ma ora, solo per un attimo, dimentichiamo le utopie e invece parliamo di libri, di autori che osano, che desiderano modificare la realtà fittizia forgiata dai creativi dell?immagine? Possiamo farlo naturalmente, senza scomodare profeti, senza abbeverarci alle fonti della sapienza, né consultare Platone: basterebbe leggere con attenzione qualche ottimo testo...'

> Proprio una bella non recensione, efficace e diretta. Questo pezzo mi è piaciuto molto. GLi autori che osano, sovverchiare la finta realtà popolata dalle regole del marketing e del nulla e tutto leggendo di più e meglio, con attenzione, imparando appunto 'a ragionare con la nostra testa' e non le musichette delle pubblicità o i cartelloni pubblicitari o la facilità di prendere il volume additato come best seller nel magastore di turno dove ce ne sono tanti... si può in effetti, e senza scomodare Platone, basta togliersi i prosciutti dagli occhie e 'lottare' per un libro, quello che vogliamo leggere anche se è stato pubblicato in svizzera e per averlo bisogna fare i salti mortali, anche se parla di qualcosa di poco commerciale, anche se ne parlano in pochi e i più non lo conoscono, anche se non ha la copertina patinata, luccicante e ammiccante. Anche se.

Bella davvero questa non recensione e complimenti all'autore che aspetto di leggere...

@Léon: quando usciranno i Canti celtici? Pare nella seconda quindicina di ottobre (Edizioni Il Foglio).

Conmplimenti anche a Renzo allora! Aspetto ulteriori notizie on line.

Il Foglio pubblica autori che si sotengono e si apprezzano l'uno con l'altro. Mica è facile... Tra scrittori spesso serpeggia l'invidia... Grazie Antonio!

Gordiano

(merito tuo, Gordiano. Noi abbiamo condiviso lo spirito che anima il tuo progetto).