Franchi Gianfranco

Pagano

Autore: 
Franchi Gianfranco
HUMANITAS OPUS EST  
 
Dinanzi ad una regressione socioculturale sempre più diffusa, Franchi si confessa, in questo antiromanzo, ammorbato da una forma di pessimismo antropologico e ritiene che occorra lottare per far emergere un nuovo centro culturale. Lo stato di precarietà in cui versa la generazione nata dalla crema dei sessantottini spalanca dinanzi a sé uno scenario privo di progettualità, in cui il quotidiano diviene scialo e si realizza nella ritualità delle convenzioni e nell’omologazione dei comportamenti. 
La civiltà è ormai preda di ritmi disumani, che ci sottraggono giorno dopo giorno forza, idee e sapere, mentre il privilegio del denaro unito allo snaturamento del senso comune producono una costante inquietudine nelle nostre coscienze.
Partendo dunque dall’amara constatazione di vivere in una società di bassa cultura e popolata di selvaggi abitanti di un modo irrimediabilmente votato al decadimento, l’autore decide di partire per un viaggio che spera possa condurlo a riappropriarsi del tempo dell’humanitas.  
E non sembri, l’utilizzo di questo termine, il vacuo ricorso ad una dotta citazione, o peggio un eccessivo atto di fiducia nei suoi propositi.  
No, Franchi non appartiene a quella categoria di persone che pensa di aver trovato nel passato l’utopia per criticare il presente; ma piuttosto a quella di un sapiente umanista, affetto da una sorta di religiosità letteraria, da un religioso amore per il patrimonio storico, letterario della propria nazione. Il suo atteggiamento lo assimila in maniera del tutto inequivocabile alla figura di quegli antichi umanisti, i quali non badarono unicamente a riproporre i valori di un mondo passato, ma inventarono addirittura l’antichità, creando una nuova mitologia fondativa della cultura europea.
 
A tal proposito egli sgombra subito il campo da ogni possibile equivoco, chiarendo fin dalle prime pagine che le origini della cultura europea non vanno cercate nella precaria tradizione giudeo-cristiana, come molti sono portati a credere, ma in quella illuminante, raffinata e radiosa dell’universo pagano.  
Franchi rifugge dal sentimentalismo buonista e combatte da par suo la montante deriva civile convinto solo che l’etica affondi le radici nelle leggi non scritte degli dèi, quelle che in ogni caso non possono essere mai violate. La via maestra è quella della messa in valore della cultura; una via che porta, attraverso la riflessione e la dotta consapevolezza, inevitabilmente tra i silenzi inquietanti della solitudine. E’ questa la ragione per cui non potremo parlare in questo caso di una fuga dal mondo nel compiacimento della propria personale erudizione, ma del ricorso ad uno strumento necessario di rieducazione al senso del bello e della virtù.  
I libri costituiscono per lui una frequentazione ineludibile, una fame di quella menzogna letteraria e spirituale che non può non chiamare infinito, la necessità impellente di contrastare l’invasività di un mondo che produce la fine di ogni sacralità. Egli scrive in preda all’emergenza espressiva di una tensione liberatoria, consegnandoci un testo che non costituisce una maniera distaccata di osservare il mondo, né il tentativo di trascenderlo; ma che è la vibrante presa di posizione di un intellettuale, cui non fanno difetto il coraggio, la sincerità e la crudezza verbale. Ovunque impazza il sarcasmo disincantato di uno scrittore caustico, ribelle ed insolente, che dispensa in maniera equanime i propri strali all’imprenditore brianzolo filoyankee e all’imbolsito professore universitario, dal sorriso bonario.
Chiunque intenda ancora opporsi alla banale adorazione del presente come il migliore dei mondi possibili, troverà in Pagano le tracce inconfondibili di una letteratura di vibrante testimonianza civile.  
 
Gian Paolo Grattarola 
17.XI.2007  
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), narratore, poeta e critico letterario romano e mitteleuropeo.   
Gianfranco Franchi, “Pagano”, Il Foglio Letterario, Piombino 2007.
Prefazione di Gordiano Lupi. Postfazioni di Francesca Mazzucato e Patrick Karlsen.  
 
ISBN/EAN: 
978887606158

Commenti

Grazie a GPG per questa (bella) recensione di Pagano.

E a domani per commenti e dibattiti;)

notte amices

grattarola è un nostro ottimo autore di poesia, consiglio a tutti il suo frammenti di vita - edizioni il foglio

gordiano lupi

Il dottor Grattarola è stato già opportunamente inquadrato da noi tutti, se sono certo. Quanto alle sue poesie, il professore ci ha omaggiato con un suo brano che non ci ha lasciato certo indifferenti. Saremmo lieti, parlo a nome mio ma non solo, di poterlo conoscere alla presentazione romana di questo bel libro.

LM

(intanto giustifico il testo)

E aggiungo i link delle recensioni similari...

"affetto da una sorta di religiosità letteraria, da un religioso amore per il patrimonio storico, letterario della propria nazione. Il suo atteggiamento lo assimila in maniera del tutto inequivocabile alla figura di quegli antichi umanisti, i quali non badarono unicamente a riproporre i valori di un mondo passato, ma inventarono addirittura l?antichità, creando una nuova mitologia fondativa della cultura europea."

> Questo è un magnifico auspicio e ti ringrazio profondamente per l'accostamento.

". La via maestra è quella della messa in valore della cultura; una via che porta, attraverso la riflessione e la dotta consapevolezza, inevitabilmente tra i silenzi inquietanti della solitudine. E? questa la ragione per cui non potremo parlare in questo caso di una fuga dal mondo nel compiacimento della propria personale erudizione, ma del ricorso ad uno strumento necessario di rieducazione al senso del bello e della virtù".

> Sì. E infine - ma sarà inevitabile - della giustizia.

" vibrante presa di posizione di un intellettuale, cui non fanno difetto il coraggio, la sincerità e la crudezza verbale. Ovunque impazza il sarcasmo disincantato di uno scrittore caustico, ribelle ed insolente,"

> Tutto eccezionalmente centrato: io non rivendico altro che coraggio, coerenza e lucidità, e so bene di poter suonare insolente e cattivo. Nomen omen, del resto (ma almeno sono un ragazzo educato, dai;) ).

Grazie davvero.

8. Il termine insolente mi è scivolato dalla penna. Al di là di tutto intendevo dire irriverente. maleducato questo no! Mai.
Tieni conto, tuttavia, che ho scritto in preda ai furori della febbre se questo può servire ad invocare la Tua benevolenza.

Un caro saluto
Gian Paolo Grattarola

Insolente mi piace, ti dico.
E recentemente me lo sono sentito dire. Si vede che qualcosa di vero c'è. Grazie ancora a te, e alla febbre che ha ispirato questo pezzo;)

3. Grazie dei complimenti. A quando la presentazione del libro a Roma ?

Gian Paolo Grattarola

9 Dicembre, al Circolo degli Artisti, come lo scorso anno per Disorder. Ma ancora non ho né orari né programma, in settimana sapremo...

12. Ricordati che mi avevi promesso di spedirmi Disorder.
Vorrei leggerlo prima di intervenire alla presentazione

Un abbraccio
Gian Paolo

Appena torno a Roma mando, promesso.
Credo e spero prox settimana. Qui a PD non ne ho copie, ho solo Pagano.

Ave!

http://it.youtube.com/view_play_list?p=048DD108E251A7D5

qui hai un'idea di cosa abbiamo combinato lo scorso anno, tra RM TS Sassari e via dicendo;)

quello che penso su pagano l'ho già scritto e detto eppure mi accorgo come questo libro "aperto" offra sempre spunti nuovi sia per quanto riguarda lo stile.....ho parlato ieri di paratassi voluta quasi per invitare il lettore a mettere la subordinata che meglio gli si confaccia.....................è un'interrogazione a se stessi continua e aperta a piu risposte tranne una...non esiste solitudine c'è invece in alcuni momenti lo stare " da soli" che è ben diverso. Quanto all'humanitas e alla sue ricerca è vero ...eppure io colgo anche tanta grecita........nella ricerca "insolente, ostinata persuasiva e polemica" che il cerchio torni ad essere tondo nel mito della bellezza come eternità e della scrittura come unico contenitore logico possibile alle emozioni.

E a proposito, grazie ancora per le magnifiche parole di ieri.
E' stata una lezione bella per noi tutti - per me in primis.

13.

Allora l'aspettiamo! :)

18. Cercherò di fare il possibile. Mifarebbe molto piacere.
Intanto ringrazio dell'invito.

Gian Paolo Grattarola