Franchi Gianfranco

L'arte del Piano B

Autore: 
Franchi Gianfranco

Recensione idiota.

Ma insomma, com'è questa arte del piano B?

È un'arte artigiana, agricola, industriale, intellettuale, cazzona, pure.

Pure cazzona?

E certo. Quale arte non è un po' cazzona?

….

Pensa alla Gioconda.

È cazzona? Ti sembra che non lo sia?

Mah...

E secondo te Leonardo non lo sapeva quanto si sarebbe discusso di quel sorrisino? E su chi fosse la modella?

Lo sapeva?

Ma sì, ma sì. L'ha fatto apposta. E prendi l'Eneide. L'Eneide? Quella di Virgilio, hai presente, Enea, Troia, Roma...etc etc.

Eh.

Secondo te Virgilio non lo sapeva che dicendo “Bruciatela!” quelli invece non l'avrebbero fatto, e anzi, sarebbe diventata quel che è diventata?

...quindi...

Quindi l'arte è sempre figlia di un piano B.

E questo libro te la insegna?

No. La descrive, ne fa degli esempi, tutto qui.

Ah.

Certo le regole da seguire non mancano, ma il successo non è dato per scontato.

Capisco.

Non ricordo chi diceva che per lui “successo” è solo un tempo verbale.

Bianciardi.

Vedi?

Cosa?

Quello che stai guardando.

Te.

Mi vedi?

Certo.

E ora?

No....

Ahahahah!!!

Ma cosa...

Il mio piano B, ahahah!

Diventare invisibile?

No. Renderti cieco.

L'arte del piano B – un libro strategico, di Gianfranco Franchi, Piano B edizioni, per tutti i politici sfigati.

 **

Recensione seria (ma anche no).

L'arte del piano B, ultima prova letteraria (per ora) del Franchi, è una prova che alterna pagine buone a pagine bellissime a pagine, per me, più ostiche. Franchi guarda al nostro paese ed ai suoi abitanti, e traccia delle linee di condotta, auspicando, mi pare, una sorta di “decrescita” alla Latouche. In questo mi trova del tutto d'accordo, mentre l'ho trovato più ostico nei momenti in cui questo libro diviene più “politico”. Spiego le virgolette a quest'ultimo termine. Franchi ha sempre, per quel che conosco la sua produzione, scritto di politica, e del suo rapporto con essa, ma l'ha fatto in modi diversi, e non ogni volta mi è piaciuto. Sono gusti del tutto personali, questi, ma in alcuni brani di questo libro ho ritrovato dei modi di “Pagano” che non mi erano piaciuti allora, in quel romanzo, e non mi piacciono neppure ora. Non si tratta tanto di contenuti quanto di espressioni. Per altro, ne L'arte del Piano B si trovano raramente, però è qualcosa che sentivo di dover scrivere. Di contro, ci sono parti molto divertenti, e pagine che sarebbero da leggere a voce alta in un teatro. Certi passi sono molto teatrali. [Un piccolo spettacolo, Gianfranco?] I brani più belli, quelli in cui, secondo me, viene fuori quella capacità di osservazione e quel “cuore” che sono la cifra autoriale di Franchi, sono i due capitoli legati ai cani ed ai gatti, tanto da farmi desiderare un intero romanzo con protagonisti animali. Due stralci da queste pagine gaudifere:

“Sembra possibile che i cani siano più intelligenti dei delfini e dei cavalli. Tendenzialmente sono più fedeli e leali ancora. […] Ciò non toglie che i cani siano e rimangano strutturalmente estranei alla cultura e all'incandescenza del Piano B... C'è veramente poco da fare: il cane nasce onesto, franco e diretto e franco e onesto e diretto campa, finendo a volte per fare la figura dell'ingenuo. Non dello stupido. Un cane non è mai stupido. […] E non ha nemmeno l'etica di fregarti. È questo il nodo. Sai già benissimo che se per sbaglio il cane fa qualcosa contro di te allora ne soffre, tantissimo, e irrimediabilmente. Devi consolarlo tu perché non sopporta proprio l'idea di averti fatto qualcosa che non va. È così.” (pag. 113-115)

“Il gatto è l'animale avatar del Piano B. Un avatar credibile. Sostanzialmente, il tuo padrone di casa sotto feline spoglie non passa un momento della sua giornata senza vagheggiare una strategia. […] Il gatto in realtà non dorme mai: quando ti sembra che si sia addormentato in realtà si sta solo riposando, e a volte ti sta controllando. […] Il gatto si stiracchia, e mentre si stiracchia ti tiene d'occhio. Se sei perfettamente immobile, tiene d'occhio qualsiasi cosa si stia muovendo alla tua sinistra o alla tua destra. Niente deve succedere che il gatto non possa registrare. […] Se i gatti potessero, avrebbero tutti un archivio simile a quello di Giulio Andreotti: in ordine alfabetico e cronologico, aggiornato giorno dopo giorno, con precisione certosina.” (pag. 117-118)

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE:

Gianfranco Franchi è uno scrittore italiano. Fondatore e animatore di Lankelot (che poi sarebbe questo sito qui). Ha pubblicato in narrativa Monteverde (Castelvecchi, 2009), Disorder e Pagano (Il Foglio Letterario, 2006, 2007); in saggistica, Radiohead. A Kid (Arcana, 2009); in poesia, L’inadempienza (Il Foglio Letterario, 2008).

Gianfranco Franchi, “L’arte del Piano B. Un libro strategico”, Piano B Edizioni, Prato, 2011. Copertina e inserti di Maurizio Ceccato.

Franchi su Lankelot.

Piano B su Lankelot

Approfondimenti in rete: Piano B

a.b. gennaio 2012

ISBN/EAN: 
9788896665350

Commenti

[Franchi - Piano B] Bòn.

[Franchi - Piano B] Bòn. Sembra funzioni tutto. Ciao!

[piano b] mi piace molto la

[piano b] mi piace molto la prima parte di questa recensione, per me è seria, nel senso che è vera, cioè chi scrive dice proprio quello che vorrebbe dire se potesse fare una recensione come gli pare e non come si deve fare, mi sembra tu abbia fatto una cosa molto liberatoria, come un bel respiro lungo; adoro queste cose, bravo. Questa almeno la mia impressione
( ce ne ho da parte una scritta come mi pare e non come si deve fare..., ma non oso...)

[branco] grosso:). mail per

[branco] grosso:). mail per il resto. ma grazie davvero:)

[Piano B] Erano saltati degli

[Piano B] Erano saltati degli a capo nel dialogo iniziale. Li ho rimessi perché mi sembrava la lettura fosse difficoltosa.

Dianella, grazie. Il fatto è che tendo a non fare recensioni come si devono fare, ed anche quelle che magari assomigliano di più all'idea di recensione come si deve fare penso non lo siano del tutto. Spero. Soprattutto perché per l'idea che ho di recensione come si deve fare impiegherei probabilmente meno tempo (e non parlo solo del tempo di digitazione parole su tastiera, parlo anche del tempo di digestione di una scrittura). Felice ti sia piaciuta (-:

 

[pianobismi] dici, "Certi

[pianobismi] dici, "Certi passi sono molto teatrali. [Un piccolo spettacolo, Gianfranco?]"

> mi piacerebbe presentare questo libro nei contesti più domestici del mondo. è un libro da lettura domestica, da conversazione tra vecchi amici. è una pacca sulla spalla, e un occhiolino. qualcosa del genere. è veramente troppo essenziale - è prosciugato. non so, "liofilizzato", rispetto a quel che c'era a monte [pensieri. pensieri. pensieri].

a teatro mi piacerebbe andare con un grande libro sui bizantini, ma non sono abbastanza bravo e preparato e competente da scriverlo. ma se trovassi le parole, finissi certe letture e radunassi le idee, vorrei scrivere un grande libro bizantino che commuove il mondo e ci restituisce il senso di un sacco di cose. e un mille anni interi che non abbiamo capito affatto. capendo quei mille anni entriamo in europa. consapevoli, dico.

ti ho risposto.:)

[Piano B] Un libro bizantino,

[Piano B] Un libro bizantino, che strano, un giorno ce lo spieghi meglio.

[piano b] è dalla lettura

[piano b] è dalla lettura del "Romanzo di Costantinopoli" della Ronchey, e dal viaggio tra la nuova metropoli di Istanbul e la povera Cipro ferita dall'occupazione turca, che mi sono scattate un sacco di cose - merito delle tante pagine su Costantinopoli-Istanbul che stava pubblicando Francesco, anche. E così ho letto tutta una serie di libri fondamentali, dalle "Figure bizantine" di Diehl alla "Storia dell'impero bizantino" del grande Ostrogorsky, dal "Commonwealth bizantino" del principe Obolensky al giocattolo di Luttwak sulla "Grande strategia dell'impero bizantino", e tanto altro ancora - e altro ho di fronte, dalla favolosa Cronografia di Michele Psello al dimenticato poema epico Digenes Akritas. Che altro ti dico... che ho la sensazione che a scuola siamo stati addestrati male, e che la nostra formazione è stata incredibilmente incompleta - e non solo per via dei fatti del Novecento [armeni; ucraini; greci; confine orientale it; etc] e dell'Ottocento ["briganti"]. E' un discorso un po' lungo, non voglio annoiare - è solo che è una cosa che mi sta ossessionando, quel che sto studiando e scoprendo mi fa sentire colpevole di non aver saputo capire e condividere e divulgare un mondo intero. Quel mondo era ciò che restava di Roma e della sua civiltà, ed è sopravvissuto a Roma per altri mille anni, ed è caduto nell'indifferenza assoluta - e nella complicità - dei neolatini dell'epoca, e di tanti altri europei. Ma ne riparleremo.

[Piano B - Franchi] Ummm. C'è

[Piano B - Franchi] Ummm. C'è chi fa presentazioni casalinghe, se non erro. Persone che mettono a disposizione casa, una sera, per presentare un libro. Può essere o me lo sono immaginato? Presentazioni amichevoli. A parte questo. C'è chi ha girato "Arca russa", tu farai una "Arca bizantina"? Anche una "Arca peninsulare" sarebbe bella. Non so. Se solo ci fermassimo a pensare a quanti popoli siamo probabilmente vedremmo i migranti in modo diverso.

[branco, piano b] qui a roma

[branco, piano b] qui a roma abbiamo fatto così, una sera - in una casa, con poche care vecchie amiche, più il morici:). ed è stato bello. Ha funzionato. Era semplice - e mangiavamo, anche:).

Per il resto... ti dico: sì, quanti popoli siamo: e quanti siamo stati. E più ancora: quanti popoli eravamo quando il nostro mondo era uno. E cosa può tornare a unirci, ora che il nostro mondo non è più uno.

[Piano B -Bizantini] Sento

[Piano B -Bizantini] Sento che tutto questo  vulcanico fervore di studi sfocerà in qualcosa di notevole.....

Simpatiche anche le presentazioni casalinghe, diciamo che si fa tutto in famiglia! Anche questa è un'idea.

[pianeta terra] (ANSA) -

[pianeta terra] (ANSA) - ROMA, 9 NOV - Attorno ad una stella molto simile al Sole ruota un pianeta simile alla Terra. E' sette volte piu' grande del nostro pianeta e per questo viene definito una super-Terra, ma fra tutti i pianeti di questi tipo finora scoperti e' il piu' simile alla Terra. Descritta sul sito scientifico Arxiv e in via di pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, la Super-Terra si trova nel pieno della zona abitabile, ossia e' ad una distanza tale dalla sua stella da poter avere acqua allo stato liquido.