L’inadempienza di Gianfranco Franchi è il cospicuo risultato di un appassionato lavoro di edizione svolto dall’Autore, colla complicità di alcuni amici, nell’inverno del 2008. Ciascuna delle poesie incluse nel libro, sia quelle inedite sia quelle già apparse in altre raccolte personali o miscellanee, è stata attentamente riletta e rivalutata; non sono mancate modifiche, traslazioni, roghi e inaspettati recuperi, coll’obiettivo sin dal principio dichiarato di tentare un ibrido tra canone e canzoniere, un’opera che fosse nello stesso tempo definitiva, riguardo un genere, e vivace, che non galleggiasse inerte nell’ampio oceano dei cimeli letterari, ma venisse in mano al lettore come un frutto ben maturo, che potesse essere palleggiato e morso, e avesse una speciale dolcezza da gustare.
Gianfranco Franchi, come ci è capitato di suggerire altre volte, nasce poeta e tuttavia qui, nell’Inadempienza, come scrittore di poesie volontariamente muore. Il lettore infatti è davanti a un’antologia che, come detto, si prefigge di risultare conclusiva. Quasi un atto postumo compiuto in vita. Eppure Franchi è nato, è, e malgrado lui stesso continuerà a essere poeta, perché ha sempre inteso la letteratura come ricerca, frastagliata e coerente a un tempo, rivolta all’interiore e all’esteriore, e come luogo di massima adesione alla vita. Ricerca filosofica del significato dei segni che la realtà, a volte con grande senso del bello ma forse soprattutto dell’ironia, utilizza per rendere la condizione umana specifica rispetto alle altre; e ricerca quindi formale, linguistica, dei nomi di volta in volta più adatti a forare il velo dell’effimero e della menzogna per giungere alla verità delle cose. Un simile approccio che fa coincidere vita e letteratura non è che poetico. E rimane tale, che si decida o meno di scrivere versi, che si pubblichi o meno una silloge-sigillo come la presente. Logico individuare questa caratteristica nelle precedenti e già edite raccolte di poesie (ricordiamo almeno Ombra della fontana), ma a conferma di quanto affermato finora basti notare che gli stessi tratti si ritrovano anche nei suoi libri di narrativa, Disorder e Pagano su tutti.
L’inadempienza, in un certo senso, è una cena Trimalchionis alla quale possono sedere invitati di ogni genere, che, a seconda del palato, usciranno senz’altro soddisfatti, per argomenti, linguaggi, intertestualità: squarciate il ventre a una poesia di Franchi e ne usciranno in volo aedi e bardi dell’antichità senza nome, classici virtuosi e tecnici del verso di ogni èra susseguente, fino alla musica “leggera” e alla lirica d’oggi, non senza rendere dovuto omaggio all’oscura fama di artisti dimenticati, accantonati per dolo o distrazione, sopravviventi a mala pena ai margini della res publica litterarum.
Guido Morselli, certo; ma nell’autentica foga organizzatrice, nella indefettibile coerenza morale, nella volontà costante di rinnovarsi in un sangue barbaro (Dedica) per trarne sempre nuova energia, non c’è personaggio della modernità letteraria italiana che assomigli al triestino Franchi più del triestinissimo Slataper. Questo perché tra l’organizzatore di cultura ossessionato dalla promozione degli autori laterali rispetto al mainstream industriale e di massa, da una parte, e lo scrittore-poeta dall’altra, come il modello di Scipio ancora insegna non ci deve essere nessuna soluzione di continuità. E infatti ogni impresa, a cominciare da quella di mettere in piedi e gestire ogni giorno Lankelot.eu — che senza timore di smentita oggi si può definire il più grande portale indipendente di letteratura, arti e scienze del Paese, indipendente da qualsiasi gruppo editoriale e finanziario (il che è sufficiente a farlo apparire un miracolo), così come assolutamente autonomo e libero nella linea editoriale e nella selezione dei contenuti —, ogni impresa, scrivevamo, è affrontata con uguale spirito cavalleresco e corsaro, naufrago e disertore (due delle immagini più significative del Franchi poeta allo specchio). Ciò dà un’idea ulteriore di quanto in lui opera e vita facciano tutt’uno, o in altre parole si tratta dell’esempio migliore della incredibile coerenza che unifica la personalità di Franchi nelle sue manifestazioni artistiche quanto in quelle di natura privata e personale.
Ma Slataper non è la sola suggestione delle origini che è possibile captare nel testo, se è vero che prima o poi dovremo pur affrontare la questione dell’espressionismo della lirica franchiana — ciò che non può fare a meno di rimandare più che al “solito” Campana alla visionaria vena di Srecko Kosovel: lo sloveno del Carso che è stato uno dei grandi cantori della novecentesca autodistruzione europea, prima che la sua voce così immaginifica non si spegnesse ancora giovanissima. E se si parla di espressionismo, quando leggiamo un verso come musa claudicante agorafobica ci sembra subito di avere davanti agli occhi una delle muse anoressiche, claudicanti, angosciate e probabilmente agorafobiche di Egon Schiele, il maestro secessionista senz’altro tra gli ispiratori più salienti dell’immaginario di Gianfranco Franchi. Del resto, il suo universo artistico-letterario, l’insieme cioè di autori coi quali negli anni trascorsi ha voluto confrontarsi — amori più o meno duraturi, dall’avventura unius noctis a veri e propri matrimoni per la vita —, è straordinariamente ampio, nutrito da una lettura studiosa vorace ininterrotta, capace d’ispirare numerose senza dubbio inedite soluzioni formali, che superano non di rado i modelli in audacia o perfezione: talune di queste le trovi ingegnose, perché alla base s’intuisce la presenza di un enigma difficile ma risolubile; altre semplicemente sconcertanti, quando la riduzione delle parole e della loro sintassi a un pensiero lineare è, per gioco stesso dell’Autore, impossibile.
Non per caso, anche il percorso di lettura cronologico, suggerito dalla disposizione dei sei capitoli lirici che corrispondono ad altrettanti temi o epoche della carriera poetica di Franchi, non è obbligatorio: se L’inadempienza nel suo complesso racconta a modo suo, e forse nell’unico modo possibile, la vita del suo Autore, ogni sezione ha un proprio significato peculiare e, di volta in volta, le poesie che si susseguono appaiono come quadri coerentemente accostati in un galleria dedicata a questa o quella scuola in un più ampio museo; la giovinezza, l’adolescenza, la maturità dell’Autore sono età esemplari che, nei loro contenuti biografici, filosofici e storici, possono essere esplorate e conosciute singolarmente, traendone pur sempre un adeguato profitto. Tuttavia, si può dire che il vero fil rouge che tiene insieme le sezioni dell’opera è dato da una specie di fuoco inestinguibile, che un autore ha dentro o non ha, e che senza ombra di dubbio Franchi ha. Un fuoco poetico che lo ha guidato in tutte le sue creazioni (e non per nulla poieo significa fare). Spesso, è stato un fare da zero, un creare dal nulla: ma, si sa, i poeti non sono gente famosa per scendere a compromessi.
In definitiva, quest’opera audace per forma e significato, e labirintica, che sembra procedere nella direzione della contrazione del significato tramite un’inattesa dilatazione della forma, offre un addentellato favorevole a numerosi e ben diversi incastri, propiziando sia le indagini analitiche di critici e filologi di propensione metodica, sia la lettura entusiastica di chi gode di uno stato nervoso alterato e procede per imprevedibili singulti. Franchi, colla sua Inadempienza, sembra volerci avvertire, con una ragione che deriva da una ben compresa esperienza, della non unicità della strada, dell’inevitabile necessità della scelta al presentarsi del bivio, in sede esegetica e nella vita stessa, della quale il canzoniere è specchio genuino e niente affatto deformante; della consapevolezza, dolorosamente acquisita, che il dominio assoluto, così in letteratura come nella pratica quotidiana, è una pura illusione, un traguardo irraggiungibile; ma ci dimostra anche la possibilità, mai negata all’uomo, di combattere, di procrastinare fino all’ultimo la resa, conservando intatto l’onore e la propria dignità, in un certo senso, veramente divina.
Marco Fressura, Patrick Karlsen
Commenti
"L?inadempienza, in un certo senso, è una cena Trimalchionis...">
eheh! in questa veste non l'avevo ancora pensata....:)
in ogni caso, non posso che fare i complimenti agli autori di questa magnifica e completa prefazione
(amices, ora dovrebbe vedersi anche in explorer)
Cari Patrick e Marco,
è bello sapere che anche questa è fatta e che per la prima volta avete scritto assieme qualcosa. Vorrei dire tante cose ma non ora:).
Soltanto, sappiatemi fiero, onorato e orgoglioso della vostra amicizia e delle nostre almeno decennali - quando non ventennali - collaborazioni:).
Ho letto tutto Kosovel, PK. E... ho pensato molte cose meravigliose.
Altro dirò in nottata. Per ora... grazie.
Sì, ora si vede anche con explorer. Domani leggo con calma.
Ah, molto molto bella questa collaborazione, davvero.
Utile a capire tra l'altro la genesi del libro, utile anche per chi non conosca Franchi a capire il suo programma letterario (e di vita).
Uno studio "intorno" all'opera che nella brevità di una pagina ci restituisce l'artista, il letterato, il poeta.
Complimenti...
grazie della splendida recensione e grazie a te gianfranco di questo nuovo dono.
sono sempre molto emozionata ogni volta che leggo un tuo libro.
Lo leggerò presto.
Lo meritano Franchi ed anche i suoi eccellenti recensori!
So this is permanence, love?s shattered pride.
What once was innocence, turned on its side.
A cloud hangs over me, marks every move,
Deep in the memory, of what once was love.
Oh how I realised how I wanted time,
Put into perspective, tried so hard to find,
Just for one moment, thought I?d found my way.
Destiny unfolded, I watched it slip away.
Excessive flashpoints, beyond all reach,
Solitary demands for all I?d like to keep.
Let?s take a ride out, see what we can find,
A valueless collection of hopes and past desires.
I never realised the lengths I?d have to go,
All the darkest corners of a sense I didn?t know.
Just for one moment, I heard somebody call,
Looked beyond the day in hand, there?s nothing there at all.
Now that I?ve realised how it?s all gone wrong,
Gottas find some therapy, this treatment takes too long.
Deep in the heart of where sympathy held sway,
Gotta find my destiny, before it gets too late.
JOY DIVISION.
24 Hours
http://it.youtube.com/watch?v=bpPdeNLEwB4
FDG. Pezzi di vetro.
L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso
di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle
mentre balla e balla,
sotto l'angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
né acrobati né mangiatori di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent'anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
"è mia"; sottintende la vita.
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un po' di tempo fa
che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l'uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perché ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.
Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".
E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai.
www.youtube.com/watch?v=-rMTJShioNM
toccato da questo libro.
toccato nel profondo.
lascio parlare la musica.
lo stordimento:
www.youtube.com/watch?v=o3N4Xd5aJ68
la passione:
www.youtube.com/watch?v=36U4ez7AzKA
non voglio contraddire (a)nd ma la passione è solo ed esclusivamente questa http://www.youtube.com/watch?v=TR0vl8FT5T8
Ooh baby
Come to me baby just come to me
Don't brake my heart tonight
Swinging my soul desire
Baby just come to me
Be what you wanna be
Using your fantasy
I need your soul to see
Baby just come to me
Now we can do it right
Holding each other tight
Now we can make it right
I promise you delight
Waiting until day light
I gotta have the key
To open your heart to me
Now i can set you free
Be what you wanna be
Don't wanna live alone
I gotta be so strong
Don't wanna be alone
Baby i love you so
And never let you go
I'm looking for your face
Waiting for warm embrace
I'm living in the space
I'm following your trace
Tell me what's going
On tell me what's going on
I'm gonna make you queen
Girl have you ever seen
I never think you wanna
We won't belong
I can see your face too strong
I sing you wanna think
You'll be wide on mind
Don't you ever satisfy my soul in any
By my side, I'm not laughing
I'm not crying
Don't you go
Baby i love you so
And never let you go
I'm looking for your face
Waiting for warm embrace
I'm living in the space
I'm following your trace
Tell me what's going
On tell me what's going on
I'm gonna make you queen
Girl have you ever seen
cedo le armi.
ma bisognerebbe studiare una canzone per ogni singola poesia.
opera che spesso ho tentato con alcune raccolte di poesie.
e ammetto di avere preparato delle colonne sonore mica male.
Intanto grazie a tutti e due.
Probabilmente nello spirito del libro ci stanno tutte e tre queste suggestioni: stordimento, passione e - una tantum - cazzeggio.
A proposito, onore ai Peter Kernel. Grande regalo, Andrea.
E mi ripeto - scrivi articolo anche da noi, recupera i vecchi pezzi...;).
(che peccato che gli Explosions non abbiano fatto il botto...)
quanto a gigidago, ryo: uoossseeeee. Seee.
E poi, "paolo negro gol paolo negro gol paolo negro gol".
*
(And) è il grande Andrea Consonni. Uno dei miei idoli tra i narratori contemporanei viventi. Massimo rispetto.
Finito il cazzeggio, replico a dovere.
Quel sangue niente lava via.
I'll kiss you with my starblood
I'll kiss you with my starblood
I'll kiss you with my starblood
I'll kiss you with my starblood
My wound is deep and may never be mended
You never received the love that i sent
I'll kiss you with my starblood
I'll kiss you with my starblood
I'll kiss you with my starblood
I'll kiss you with my starblood
Our love is mortal and it seems so short
And it feels no dream
I could believe it's no dream
But it seems it's getting shorter
Still i could believe it's no dream
Cos it gleams on the water
Yeah it gleams, yeah it gleams
Oh ...
I'll kiss you with my starblood
I'll kiss you with my starblood
I'll kiss you with my starblood
I'll kiss you with my starblood
My wound is deep and may never be mended
But my love is deep
And i'll kiss you with my starblood.
CRANES. Starblood.
www.youtube.com/watch?v=dtDWPN4s8Vo