Gianfranco Franchi è uno scrittore guerriero che non rinuncia a impugnare la parola come un’arma e ad usarla per pugnalare il proprio tempo.
Lo fa quando scrive in prosa, ma più efficace quando si cimenta con la difficile e problematica arte del verso.
L’inadempienza è il titolo politicamente scorretto della sua nuova raccolta, che riassume dieci anni di esperienza poetica.
Per Gianfranco la poesia è un’ urgenza con la quale comunicare con il mondo. Una necessità da esplorare per entrare a viso aperto nelle rovine della vita.
Il nostro poeta si butta a capofitto nel naufragio della contemporaneità: del nostro tempo rapido e confuso Franchi è il severo fustigatore che non concede sconti.
Il disincanto è la cifra stilistica e contenutistica della sua poesia fatta di cose, persone e incontri.
In assenza di gravità, il poeta entra nei non luoghi del caos per dare voce a quella decadenza che sembra strangolare ogni illusione.
In questo tempo di uccidere la sua voce non si arrende al nichilismo. Oltre le verità amare di questo cumulo di rovine , Franchi è guardiano delle cose che accadono e chiede alla sua stessa poesia di non mentire e di rendergli l’anima .
Parte da questa coraggiosa scommessa esistenziale il cammino inadempiente del poeta nelle imperfezioni della vita.
Franchi è sedotto dalle imperfezioni quotidiane e cosmiche. È fermamente convinto che frequentandole è possibile competere con tutte le inquietudini del tempo. Il nostro tempo feroce che non fa segreto di non amare più la bellezza.
La morte della bellezza è il segno devastante della decadenza che avanza. Davanti a questa triste realtà il poeta chiede aiuto anche alla dimensione spirituale del silenzio. Dalla interrogazione sublime del silenzio nascono i versi migliori di Franchi. Siamo davanti a un meraviglioso alfabeto di emozioni e sensazioni che sanno catalogare il disordine nel quale l’uomo è miseramente piombato.
Franchi con la sua poesia non ha la pretesa di curare le ferite sanguinanti del pianeta Terra, ma consapevolmente invoca il sentire acceso della parola poetica , necessità interiore che ci fa pensare solo per un attimo “di sfiorare la vita”.
Nel tempo incolore e freddo, nei campi inariditi di questa terra desolata la poesia è un punto di vita dal quale bisogna sporgersi per guardare l’Inferno.
Quell’Inferno che il pensiero omologato delle menti addomesticate tende a nascondere,ma che solo “l’adirarsi della poesia” può smascherare e combattere.
Franchi con l’irregolarità di chi non ha paura delle maschere entra nel cuore vivo degli inganni, dei frantumi e delle schegge di un mondo dilaniato dal vuoto e dall’apparenza. Scrive poesie non per disegnare un progetto di salvezza, ma per chiamare l’incertezza col proprio nome.
La sua penna ininterrottamente continua a dare voce al disincanto che si insinua nella nostalgia di quelle cose che non smettono di essere mutamento che scorre.
Le parole del poeta sono sempre incendiarie, sempre vicine con umiltà a tutte quelle imperfezioni di cui è fatto l’uomo.
Non abbandonando mai il suo ruolo di inadempiente, ma anche di naufrago e di disertore, Gianfranco Franchi scrive il suo personale libro di sabbia per soffocare la solitudine delle parole che sempre hanno significato.
Perché non serve a nulla una poesia nella quale le parole hanno sempre significato. La cosa più importante per un poeta è dare sempre un senso alle parole che pronunciamo.
Franchi ci riesce benissimo, e la sua poesia ci aiuta a rendere più sopportabile l’Inferno nel quale quotidianamente precipitiamo.
Nicola Vacca
Commenti
Amices!
Ecco la prefazione di Nicola Vacca al buon Franchi.
Buona lettura!
Grande Nick.
Che gioia ritrovare anche qui il tuo scritto: semplicemente un grande onore. Spero di poter organizzare presto qualcosa per festeggiare le nostre ultime uscite.
Cura ut valeas,
gf
"Gianfranco Franchi è uno scrittore guerriero che non rinuncia a impugnare la parola come un?arma e ad usarla per pugnalare il proprio tempo".
> Questo incipit - giorno dopo giorno me ne accorgo - è rimasto totalmente impresso nei lettori. Magnifico lavoro, Nicola.
"Gianfranco Franchi scrive il suo personale libro di sabbia per soffocare la solitudine delle parole che sempre hanno significato".
> E questo richiamo a Borges è micidiale. Ancora una volta, danke.
Una buona notizia: a due mesi dall'uscita, e a dispetto della nulla visibilità della poesia in libreria, oltre 250 lettori hanno comprato "L'inadempienza" via web, fiere, piccole librerie affiliate, etc. Un piccolo segnale di vitalità, e un piccolo successo per le edizioni Il Foglio, considerando come vanno le cose in Italia... ;).
Mi spiace non aver potuto ancora partecipare a nessuna presentazione: purtroppo guai vari mi impediscono di pianificarne. Presto, spero...
dimenticavo
http://it.youtube.com/watch?v=R5X7HKxpiQA
JUST
4. beh, vorrà dire che si faranno presentazioni di più libri dello stesso autore in un colpo solo. Mica male :)
bene lo stesso!!!!!! Vuol dire che il libro circola in qualche modo. Forza! :)
6. Potrebbe essere una grande idea...
7. E noi all'oscuro di tutto. Pazzesco:).