Franchi Gianfranco

L'inadempienza. Notule e appunti.

Autore: 
Franchi Gianfranco

Sì, vi chiedo scusa. Sto per parlare di un mio libro. L’argomento è questo. Avevo voglia di condividere con voi tutto questo, e non me ne frega niente se c’è chi penserà sia presunzione o protagonismo. Chi mi conosce non dubita della mia coscienza, e delle mie intenzioni. Dei perplessi e dei malevoli non mi interesso. Volevo dirvi queste cose, uno per uno, e abbracciarvi forte. Queste cose andavano dette, e andavano dette adesso: qui e non altrove. E senza che il libro sia disponibile. Questo è quanto.

*

A papà, S.A.F.

*

Ogni libro è come un figlio. È un pezzo della tua anima e della tua carne che, a un tratto, prende e ti abbandona e va a vivere di vita propria. A un tratto non t’appartiene più, appartiene soltanto ai suoi lettori. Sono loro che decidono che senso e che significato deve avere. Sono loro che decidono dove deve riposare, dopo l’ultima lettura, e sino a quando. “L’inadempienza” è un figlio che consegno ai miei lettori e ai miei amici dopo dodici anni di studio, lavoro e ricerca: un lavoro terminato, definitivamente, nel 2006. Ho sempre immaginato il mio libro di poesia come un ibrido tra un canone e un canzoniere, come scrive Marco Fressura nella prefazione: per questo in passato avevo pubblicato “laboratori” di versi. In mente avevo un’opera completa, con precisi e determinati equilibri interni: cronologici e stilistici e metaletterari. Adesso quell’opera sta per materializzarsi. E mi sento svuotato. La verità è che sin quando restava vagheggiato e annunciato, restando puntualmente inedito, mi andava bene. Faceva male, ma andava bene. Era diventato come la coperta di Linus. Era la mia adolescenza e la mia giovinezza, quel libro, e non volevo terminasse. La vita ha i suoi tempi, e certe esperienze accelerano i cambiamenti. Adesso che “L’inadempienza” esce, si porta via con sé un bel pezzo di Gianfranco Franchi: finalmente, terminato.

Questa è una delle ragioni per cui, contravvenendo alle mie abitudini e alle mie convinzioni, per una volta mi parlo davvero addosso e scrivo di me stesso: chi avesse voglia di fermarsi qui, può tornare ai miei circa 800 articoli dedicati alle opere di altri artisti, pubblicati su Lankelot. Di me stesso là non c’è niente.


Avanziamo. “L’inadempienza” non mi apparteneva più da anni. È un libro che doveva uscire nel 2005, per le nostre perdute e piccole Edizioni del Catalogo, come ultimo tassello della collana di poesia, prima del “Diario” di Busetta che avrebbe dovuto inaugurare la narrativa – ricorderete che le edizioni END diedero ospitalità al suo (nostro!) libro, un anno dopo.

Nel 2005, quando stavamo chiudendo la baracca, avevo la sensazione che molte cose fossero finite. Sembrava uno scherzo del destino che l’ultimo libro in uscita si chiamasse “L’inadempienza”. Il destino ha uno strano senso dell’umorismo. Molte cose sembravano finite, forse anche amicizie che giuravo eterne, e antichi sodalizi. Di lì a breve anche Lankelot avrebbe finito la sua prima vita, ibernandosi in attesa d’una incerta rinascita.

Io non riuscivo più a scrivere versi, e non leggevo più libri, tutto a un tratto. Nausea, rabbia, blocco totale. Non entravo nemmeno in libreria. Chiuso. Lavoravo per un’agenzia pubblicitaria, con dignità, e scrivevo di cose che non mi appartenevano affatto per la prima volta in vita mia, scoprendo l’umiltà e la duttilità del mio mestiere di letterato, e di scrittore. Umiltà che forse non avevo mai avuto. E devo ancora imparare ad avere.

La verità è che c’è stato un gigantesco black out. Chiusa la casa editrice, sospeso Lankelot, io impiegato altrove, vivevo un’altra vita e credevo che non sarei mai più tornato indietro. Volevo consegnare la letteratura al passato, essere altro, rinnegarmi.

Un giorno, Gordiano Lupi mi scrive una mail. Mi chiede se ho narrativa da proporgli. Non so cosa l’abbia spinto a cercarmi: eravamo amici, ma non credevo di interessargli come autore. Gordiano è stato l’uomo del destino. È lui che ha innescato tutto quel che è successo. Ricordo che quel giorno tornavo dall’ufficio, tutto tranquillo, pensando alla cena e alla birra e al film che mi sarei guardato. Un bel borghese che stava dimenticando, per dolore e per rabbia, ogni cosa. È andata così, che gli ho spedito il mio unico vero romanzo, “L’ombra”, ma a Gordiano sembrava troppo corposo. Mi ha chiesto se avevo dell’altro. Allora gli ho proposto un esperimento, “Febbre”, che adesso non esiste più: era una sorta di romanzo breve lirico e allucinato. A Gordiano sembrava bello e invendibile. Aveva ragione. Ma altro non avevo: solo racconti, quelli pubblicati su Lankelot nella mia vecchia rubrica, “Disorder”. Gordiano ha deciso di leggerli. Ho assemblato i 27 pezzi (dovevano essere 28: abbiamo scartato “Io sono arabo”, e direi che è stata una saggia scelta. Io sono mitteleuropeo, e romano) e glieli ho spediti. Intanto, vivevo normalmente altrove.

Ogni tanto mi ritrovavo nel forum con voi. Ma tutto stava diventando opaco. Speravo, forse, che Lupi mi scartasse. Così avrei voltato completamente le spalle anche agli ultimi rimpianti. Sgravandomi di un senso di nausea per me stesso, per il fallimento di anni di studio e ricerca, per tutta una serie di cose non pubblicabili.

Invece, Gordiano si porta “Disorder” al mare. Era estate. Legge e approva, e mi scrive una bellissima lettera che sempre conservo. Mi dice, pubblichiamo. Tra me e me penso: è pazzo. Chi vuole leggere racconti? Soprattutto: chi vuole leggere i racconti di uno che ha deragliato da tutto e non ha mantenuto nessuna delle tante vuote promesse? Invece ha avuto ragione lui. “Disorder” ha venduto quasi mille copie, senza distribuzione standard nelle librerie. E mi accorgo, due anni dopo, che è stato molto amato. Grazie, Gordiano.

Quando abbiamo presentato il libro, a Roma e a Trieste e a Sassari, ancora lavoravo nell’agenzia pubblicitaria. Ma stavo cambiando atteggiamento. Qualcosa in me si stava risvegliando. Stavo ritrovando fiducia e consapevolezza. Lankelot stava tornando a vivere: in tutti i sensi. Mi sembrava che nel giardino arido e malato della mia anima stessero tornando dei piccoli fiori. Voi eravate i miei fiori, voi e la letteratura: io la terra che soffriva e cercava acqua e luce. Qualcosa del genere. Il nostro sito riprese energia. Qualcosa s’era rimesso in movimento. Il golem era fatto d’un’argilla nuova, e più forte.
E poi ho scritto “Pagano”, che racconta un passaggio che forse è una restituzione. Dalla borghesia all’assoluto precariato letterario, dai miei fake plastic trees, giornate equilibrate e placide e oneste, a questi miei alberi grossi e sghembi, giornate caotiche, convulse e incerte. Ma mie, sporche del mio sangue e del mio sudore, mie. E va bene, non è un diario questo, basta. È una confessione su un argomento. È la storia di un libro. Tagliamo tutto il resto. Forbice, via.


 

“L’inadempienza” racconta che ho smesso di scrivere versi nel 2006. Vero. Non avevo più niente da dire. Non mi sono mai ripreso, come poeta dico. E non intendo tornarci su. Io sento di avere, adesso, narrativa e saggistica “altra” da creare, è così. Ho smesso perché ho capito che s’era rotto qualcosa. Adesso so che era diverso: era terminata. Finita. Diverso. L’incoscienza e l’ingenuità non ci sono più, e nemmeno la voglia di idealizzare l’amore. Quando accade, è un miracolo, punto. Non c’è più la voglia di scrivere “morte” e “dolore”, perché sono parole che hanno assunto altro significato. Non voglio più dare la sintesi della mia anima in versi. Questione troppo privata, e nessuna ispirazione e nessun desiderio di pubblicarla.

Ma quel libro vive, “postumo”, come dice Karlsen. È vero.

E allora va bene quella copertina di Marco Fressura. Io ero così. Una faccia che guardava dritto davanti a sé. Puntavo un muro. Volevo distruggerlo. Il muro ha distrutto me. Sono cose che succedono. Ma sono sopravvissuto. Soltanto, diverso.

Vorrei dire tante cose sui versi che (spero) presto leggerete: il libro è disseminato di reminiscenze letterarie, rock, pittoriche, cinematografiche, spesso abbastanza ben nascoste. Il gioco, in questo senso, è padre di certe dinamiche dei miei libri di narrativa. Stesso principio. Non dirò niente e magari ci divertiremo a stanarle assieme, negli anni. Pronto a smentire chi scopre la verità su certi titoli, e certe parole.

Nudo, quel libro è il mio ritratto di Dorian Gray. Invecchio e cambio, e là rimango quel musone che ero, massimalista e pazzo. E sprovveduto e senza senso pratico, ma vivo.

 

Tengo a ringraziare, a questo punto, tutti quelli che hanno dato vita all’opera. Stavolta sì, devo proprio. È giusto.

Marco Fressura (Università Roma III), art director, impaginatore e curatore del libro, è il fraterno amico che sinora ogni mio libro ha curato e editato: con l’eccezione di “Disorder”, lui è il mio storico sodale e compagno di patrie lettere, e di editoria. Quest’anno festeggiamo dieci anni di imprese: dalle riviste ai siti ai libri. Sempre insieme. E avanti così.

Senza Marco non avremmo avuto, tra l’altro, quei bei margini, quei bei font, sterminio dei refusi e delle imperfezioni testuali, leggibilità così alta e via dicendo. E forse non avrei fatto niente di degno.

Ha scritto la prefazione con Patrick Karlsen (Università di Trieste), mio fratello di latte, che mi ha insegnato cos’è l’amicizia e cosa significa l’eternità. A lui devo la speranza e la fiducia nel genere umano. È un grande letterato e darà vita a nuove pagine splendide, di storia, narrativa e poesia. Quest’anno festeggiamo 26 anni di amicizia su 30 di vita: the best is yet to come.

Nicola Vacca, poeta e critico letterario, ha prestato la sua scrittura politicamente scorretta e la sua anima libera e indipendente per una prefazione che giudico, personalmente, modello di lettura per tutti noi. È un empatico.

Angela Migliore, scrittrice e critica letteraria, ha tenuto fede alla sua sensibilità e alla sua dimostrata capacità di dominare e amare un testo, scrivendo pagine intense, femminili e gentili. È una delle bandiere vere di Lankelot.

Luciano Troisio (Università di Padova), che senza nemmeno avermi mai incontrato aveva scritto la quarta del laboratorio ultimo, “Ombra della fontana.”, non ha scritto niente ma gli voglio bene lo stesso. È un maestro.

Stefano Scalich, editor e caporedattore di Arcana, con cui mi onoro di collaborare da molti mesi, ha scritto la quarta di copertina. Sapendolo prossimo a insegnare l’arte delle Quarte di Copertina a Urbino, reputo il privilegio doppio. La nostra amicizia e il nostro sodalizio daranno vita a cose grandi e belle: almeno, nostre, e pulite. E questo conta.

Maurizio Ceccato, art director di tanti editori di qualità piccoli e medi, grande talento e anima prima della scena romana, mi ha donato due splendide illustrazioni. La sua amicizia mi onora, e la nostra collaborazione mi regala ogni giorno nuove e fertili idee. Grazie. 


Grazie a voi tutti, che in questi anni avete scelto di confrontarvi con me, giorno dopo giorno: Lankelot è vivo dal 2003, ad aprile sono 6 anni di vita passati insieme. Grazie a chi leggerà e non dirà niente, e a chi vorrà parlarne.

Grazie a chiunque abbia ispirato un solo verso. A chi ha dato consigli, a chi ha criticato. Alle donne che ho amato e perduto, e a quella che poteva essere l’unica se solo io non fossi stato io. Alla donna che adesso mi sta al fianco, in questo momento triste, doloroso e difficile per tutta la mia famiglia, illuminato da questo piccolo raggio di luna e di sole che viene dal passato: “L’inadempienza”.

A Fabrizio Manini, che ha approvato e selezionato l'opera per la sua collana.

A Gordiano Lupi, che ha scelto di avere fiducia in me per la terza volta, e come autore mi ha scoperto e lanciato. Magari non valgo abbastanza, ma io ti ringrazio tanto. Ce l’ho messa tutta, e tutto ho dato.

Ci vediamo alle presentazioni, ragazzi. A tutti voi, intanto, ancora: di cuore: grazie.

 

L’INADEMPIENZA: NOTIZIE UTILI

Questo è il primo e ultimo libro di poesie di un autore che – fino a questo momento – ha preferito pubblicare solo raccolte incomplete. Dopo due “laboratori sperimentali”, “L’inadempienza” costituisce e rappresenta il sigillo su oltre dieci anni di versi: ho sempre avuto in mente il progetto di un “Canzoniere”. 


STRUTTURA: “Rivelazione” (1995-1999) è quel che pensavo d’essere, e quel che sentivo fosse la poesia negli anni dell’adolescenza: c’è diversa architettura e diversa sintesi. “Incompiuta” (1999-2000) è la prima coscienza dell’imperfezione, della crepa nel muro che è la poesia, dell’infinita ricerca d’un’evoluzione e d’una diversificazione: della necessità della sperimentazione, della deviazione. “Le rovine del tempo” (2001) è il primo strato di scrittura nuova, ibrida dell’entusiasmo e dell’innocenza originaria e delle letture, dell’esperienza e delle sperimentazioni successive. C’è l’embrione di oggi.

“L’Ade” (2001) è un poemetto figlio del male che ho guardato negli occhi; è la mia sfida alla morte, e alla depressione.

“Lucilla delle mie ombre” (2002) è un omaggio all'amore perduto. Scritto mentre lo stavamo vivendo.

“L’inadempienza” (2001-2006) è tutto quel che so e ho capito debba nascere, ma non riesce o non sempre vive; per limiti del tempo, dell’alterità, della fonte; dell’esistenza, in sé. È amore puro e perduto e capriccio assassinato.


POETI di RIFERIMENTO: Ovviamente Dino Campana, Giuseppe Ungaretti, Sergio Corazzini, Ian Curtis, John Keats, Novalis, Samuel Beckett. Ma devo altrettanto a Catullo, Orazio e Virgilio. Il resto, lo lascio alle vostre intuizioni e alla vostra fantasia. Ho letto circa trecento poeti diversi – almeno un libro d’ognuno di loro – e non posso non dire che m’abbiano segnato Lermontov, o Rilke, o Trakl, o Rimbaud, o Gozzano. Tra i contemporanei viventi, avallo vicinanza a tre nomi: Tommaso Ottonieri, Patrick Karlsen e Luciano Erba.

Giudico la Vita Nova superiore alla Divina Commedia. Il mio Dante è il primo Dante.


IDEOLOGIA: disprezzata, e assente.

LINGUA: Letteraria italiana ibrida, postmoderna. Troverete quindi latino, inglese, greco, tedesco, romanesco.

SPIRITO: barbaro. Io raccolgo il testimone di Campana: non ho padri, non ho maestri, non ho altro movimento che non sia Lankelot. Disconosco la poesia contemporanea figlia delle avanguardie ideologizzate. Sono e rimango laterale. 


Gianfranco Franchi

 
BREVI NOTE

 

Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), detto Lankelot, ha pubblicato in poesia: L’imperfezione – Opera III (2002) e Ombra della fontana. (2003; Kult, 2006), poi confluiti ne L’inadempienza (Il Foglio Letterario, 2008). In narrativa: Disorder (Il Foglio Letterario, 2006) e Pagano (Il Foglio Letterario, 2007). In saggistica, ha curato la plaquette Lettere alle tre amiche di Scipio Slataper (Alet, 2007). 

È stato coordinatore di due riviste letterarie universitarie, Ouverture e Der Wunderwagen, tra 1997 e 2003. Dal 2003 è responsabile del portale indipendente di arti e scienze Lankelot.eu. Vive a Roma. Collabora con diverse testate, web o cartacee; lavora da consulente editoriale per la narrativa. Biobibliografia completa: www.lankelot.eu/?biografia=34

 

Gianfranco Franchi, “L’inadempienza”, Edizioni Il Foglio, Piombino 2008. Pag. 265

Prefazioni di Marco Fressura e Patrick Karlsen (I) e Nicola Vacca (II). Postfazione di Angela Migliore. Quarta di Stefano Scalich. Illustrazioni di Maurizio Ceccato.

Impaginazione e grafica di Marco Fressura. Collana Autori Contemporanei Poesia. Direttore Fabrizio Manini. ISBN 978-88-7606-181-3. Disponibile dal 20 settembre 2008.
www.ilfoglioletterario.it

Gianfranco Franchi, Lankelot per Lankelot.eu, 3 settembre 2008

ISBN/EAN: 
9788876061813

Commenti

sorpresa. e non me ne vogliate.

Ammazza, tutto questo perché ti abbiamo contestato la copertina :)

Fossero tutte così. Le sorprese.
;-)

Auguri a tutti noi!!!

Gordiano Lupi

Paragono questo libro a IL MERIDIANO DI MARIBRUNA TONI. Questa è l'opera di un artista in evoluzione, ma raccoglie molti anni di produzione poetica. Il Meridiano di Maribruna è l'opera definitiva. In entrambi i cvasi si tratta di alta poesia. Il Foglio Letterario può vantarsi di avere ottimi libri in tutte le sue collane e buoni autori.

Gordiano Lupi

Questa, caro amicoe fratello, si chiama "Civiltà delle anime".Tutto
un forte abbraccio
nicola

Un abbraccio di cuore,
B

Mi commuove la tua modestia e mi felicito della tua consapevolezza, rinnegati ancora e le ispirazioni torneranno. Non capisco però perché non vieni alla luce.

Pierfrancesco

PS: Comunque su IBS ancora non è presente il libro.

2. Sono un sentimentale;).
3. A volte, succede:).
4. Sottoscrivo.
6. Come tu insegni.
7. Ricambio di cuore.
8. Benvenuto, Pierfrancesco. Grazie per questo tuo primo commento e per le belle parole. Il libro sarà su IBS attorno al 20, credo: non è ancora uscito. Ho cercato appositamente di anticipare questo articolo, preferivo così;)

9.3. ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah!!!!
Lo sapevo che era un titolo subdolo, quello!! Dico: Succede *** a volte. Ritorna nei momenti più insensati (oltre che impensati)
ahahahahah.
mi fa troppo ridere, 'sta cosa.

Ah lo spirito barbaro! che possa riempirsi di luce questo tuo specchio integrale, -come gli specchi belli nelle camere da letto, entro cui è racchiusa l'intera figura e puoi ammirare tutto te stesso. Ci si specchia prima di uscire, non per insicurezza -non può geneticamente essere il tuo caso- ma per controllare che sia tutto a posto. così come deve essere. Tanta luce ti auguro, tanta barbara -non di balbuzie, questo è evidente, ma ci sta proprio per contrasto!- e violenta luce. E intanto mi godo la postfazione di Angela, inviatami ieri skypemente..

Ma ci mancherebbe che ti devi anche scusare. Lankelot è la tua terra, puoi farci ciò che vuoi;) Di la da ciò, ciò che scrivi
è tutto fuorché compiaciuto, e seppur inevitabilmente autorereferenziale è assolutamente plurale nel suo omaggiare tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo a questo importante risultato. A ben guardare, Franchi, sei il solito paraculo: ci vuoi lasciar intendere che parli di te e invece, come consumato illusionista delle lettere, lasci filtrare che questo L'inadempienza è figlio di più anime, pur se centrato sul tuo vissuto. Avevi una gran voglia di ringraziarli tutti, altro che autoreferenzialità. Io ti conosco ormai, non mi freghi;)

Questa la stampo e la conservo assieme al libro.
Ti abbraccio forte forte.
E grazie sempre.

Su IBS ci sarà tra 15 giorni. La scheda non è ancora partita. Il libro è andato in stampa oggi... inutile che sia su IBS prima che sia pronto. Vi pare?

Lupi

10. Eh.
11. Sei un amico. E capisco la gioia per l'anteprima Migliore;).
12. Ci provo, però:). Grazie caro.
13. Abbraccione a te, e grazie semper.
14. Hai ragione. Sono io che ho fatto tutto in anticipo, ad hoc:). Volevo fare una sorpresa a tutti, e ringraziare prima. Più avanti dirò perché.

Grande Franchi.
Inutile dire che sarò un collezionista dei tuoi libri! E, come penso tanti dei presenti, sicuramente faremo conoscere le tue opere. Vai così: inesorabile!

è necessariamente autoreferenziale, ma è molto bello, chiaro e illuminante. E mi sembra anche giusto verso chi ti ha seguito e consigliato in questi anni.
In verità in prima battuta mi veniva il commento di Luca :)
Leggeremo comunque, anche se la copertina susciterà perplessità. :)
*
Le notizie utili in parte le ricordavo....

La notizia della pubblicazione è stata diffusa ai nostri distributori. Ho passato la news anche ad ADNKRONOS. Ma i migliori cronisti siete voi della rete!!!

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

Impressionante.
E un tantino troppo definitivo, in alcune espressioni.
Cambierai idea, Franchi e questa è una mia profezia.
Accettala di buon grado e con un sorriso, ma ho naso fino.
Non vedo l’ora di leggerti.

T'abbraccio e ti stringo forte con il cuore. Ave fratello caro :)

Non vedo l'ora di leggerti anche io, e come sempre promuoverò i tuoi scritti qui a Napoli!
Queste sono le belle notizie che ti cambiano - in positivo - la giornata.
un abbraccio

Grade Gianfranco e grande Gordiano!
In bocca al lupo per il nuovo libro!

Rileggo passi. Così. Scorro, mi fermo, leggo. Torno indietro. Riguardo, rileggo. Ringrazio chi mi parlò di Lankelot (il .com) la prima volta, che mi disse di partecipare, persino, a quel concorso là. Io avevo letto da non molto una raccolta di racconti di Dagerman, mi sa che scartabellavo Strindberg, o cose così. e altro. Ho ancora la cartella con dentro del materiale che non si è mai unito a fare qualcosa. Parlo di quel concorso perché è stato il primo incontro con questo sito, con chi lo anima. Non ho ovviamente spedito niente. Ma il presunto titolo ruotava intorno alle parole "vita" e "mediocre". Vabbè. Poi mi sono iscritto al sito. Ho cominciato a commentare, e dopo qualche secolo ho scritto il primo pezzo, su Donnie Darko. Poi il secondo, su Pavese. Promesso da mesi, questo secondo. I dialoghi. Eh. Tra poco il centenario. Della nascita.
E in somma. Sono due anni buoni, ora. Che son qua dentro.
Contento di esserci, eh.
In quest'ultimo periodo, beh.
Comunque, la letteratura non salva. Le persone, sì.
Cosa volevo dire?
Boh. Non mi ricordo. Pazienza.
Dormirò.
ah, ecco.
grazie gianfranco.

Come 20., 21. (con la variazione di Terni) e 22.
Con affetto
Paola

16. Danke amice. Il meglio uscirà entro fine 2009. Promesso.
17. Grazie cara. So che la tua recensione sarà la migliore in assoluto. E' nelle cose.
18. Manderò un comunicato stampa esteso alla mia mailing list, dopo anni è ora. Incrociamo le dita. Attendo la notizia della disponibilità, poi eseguo.

19. Spero sia come tu dici, amica mia. Ti mando copia appena ne ho una a disposizione, promesso. Ma credo proprio che ci vorranno anni (mi torna spesso in mente il poeta Moretti, quello delle poesie col lapis...)
20. Abbraccione forte a te, frater. Daje. Faremo un gran concerto.
21. Grazie caro. Ti omaggio molto.
22. Danke!
23. Le persone, sì. E grazie a te.
24. Totalmente ricambiato.

Che meraviglia... grazie.

a te, fradel bux.

e alla fine hai fatto come saba, mannaggia (la cronistoria al canzoniere.... nooooooo! :))))

Coincidenze...:)

That there
That's not me
I go
Where I please
I walk through walls
I float down the Liffey
I'm not here
This isn't happening
I'm not here
I'm not here

In a little while
I'll be gone
The moment's already passed
Yeah it's gone
And I'm not here
This isn't happening
I'm not here
I'm not here

Strobe lights and blown speakers
Fireworks and hurricanes
I'm not here
This isn't happening
I'm not here
I'm not here
***
Radiohead, How To Disappear Completely

www.youtube.com/watch?v=Eq9t2FFh6LA

Evviva!!! Ora è realtà al cento per cento!! Forza Franco!!

Vai Lanke! Siamo tutti con te.

;).

http://www.youtube.com/watch?v=RjoHxExQzXQ e vicino non è ancora abbastanza

accidenti, mi hai fatto fare un'incredibile reverie adolescenziale. É una canzone che attraversa le generazioni....

Adesso, però, una poesia potresti anche farcela leggere, o seguace di Campana, Ungaretti, ecc, ecc. Non sia pavido, ci faccia leggere qualcosa. Che strano, ci sono ancora i poeti...

37. E' una canzone incredibile...

38. Ecce, professor. Una delle mie preferite. Ma sono ex poeta, come un prete spretato:).
Si chiama "Preghiera pagana":

Cosce, carne, collo,
datemi domani sangue e carne:
una gola da mordere, e scapole
da sgranocchiare; datemi
natiche bianchissime e salate,
ombelico di mirtillo e di lampone;
datemi fianchi morbidi, voglio
scivolare sulle dita
dei piedi, come un archetto;
datemi capelli che grondano
vita sulle coppe di grano, e spalle
docili da violentare:
datemi labbra da pizzicare,
pelle da lacerare e
pelle da incidere
(il mio nome: io, in te);
datemi un sorriso che m?ammazza,
due parole per ammutinarmi
e due versi per incatenarmi;
datemi carne che rigeneri carne,
sale e sangue e gioia
voglio l?acqua della fonte proibita
voglio quel che è rimasto inviolato
voglio avere quel che non dovrei

datemi lei da mangiare

(Franchi, 19 luglio 2005)

la poesia , gianfranco che chiude " pagano " e che recitasti a Modena, letta con il tuo sangue resta una di quelle che sento di più .
Sul tuo libro "postumo" ho già scritto( insisto su faust e non dorian gray) e soprattutto continuo a sentire. E' una poesia altissima quella che hai donato e scritto che mai tralascio di avere sotto mano, insieme a tutta la tua persona e ripeto " persona" nella quale poesia e prosa trovano solo un labile confine di demarcazione.
un abbraccio forte
patrizia

(grazie Patrizia)

è molto intenso anche il tuo modo di leggerti nel tuo percorso e nelle tue scelte.Non è da tutti guardarsi l'anima
non autoreferenziale ma confidente, parlato, amichevole e aperto
grazie anche di questo arricchimento

41 i Pink Floyd sono grandi, ma il video è angosciante.

[every one will forget

[every one will forget soon....] the fourth man on the moon: http://www.youtube.com/watch?v=ipEduVIn_JY

[but I got to paint the sky. gonna be a painter all my life.]