E mi parve di riconoscere il mio amato Boccherini… il turbamento di una lacrima, in attesa della prossima fermata.
Quintetto d’archi, per viole, violini e assonanze.
Inizio questa mia prolusione, smemorato, io povero esploratore dell’animo e … cerco di precipitare tra sorgenti che non hanno dimora, pazzo sconsiderato, incapace di affermare il mio ego, anima rubata al tempo, riflesso d’un riflesso in questo mondo menzognero e distante.
Oggi, in questa era avara di emozioni, dove spesso l’anima vaga, raminga, alla ricerca di stelle e precipizi, nel precipuo moto della menzogna che irride e mortifica, e turba i sogni degli umani, passo dunque a parlare poesia, in punta di piedi, come un passaggio di rondini. Provo dunque a fissare quel ginepraio di palpiti, che è scaturigine di sorgenti lontane, battiti che si tramutano in segni, tracciati di stelle e passioni, e sul foglio bianco lasciano un leggero profumo d’amore e di morte, navigando l’emozione lontana, l’incertezza del vivere: navigando il mare.
Di Franchi poeta potrei tessere lodi, e poi continuare a narrare, e dire meraviglie, dissertare, stabilire punti d’incontro, crocevia di navi, afflati, fragori che somigliano alle viole in amore, figlie dilette di quartetti maestosi, del violoncellista mio adorato l’unica vera espressione d’amore.
Vi chiederete cari lettori, quali armonie si fissano fra il musico mio amato, Boccherini, e questo cantore smarrito, il poeta ferito, il giovane guerriero dall’elmo lucente?
Ero in treno, dal finestrino la campagna viaggiava, alberi a tumefarsi tra le nebbie, silenzi oceanici, e l’odore di ferraglia che saturava le narici, un altro sonno in arrivo, l’attesa, il verso che gestiva il mio cuore, accarezzandolo, cullandolo, avvolgendolo, mentre l’alba saliva, tra salici in preghiera, chiese spente, ruscelli asciutti, una città anonima che si dileguava a ponente, le rotaie, il pallido sole, prima dell’arrivo, un soffio di vento inciso tra le labbra a dileguarsi poi tra nebbie aliene:
Morte madre, è tempo.
Il salice del lago è sfiorito
Nessun usignolo sembra cantare,
stavolta il treno
non potrà fischiare,
dissolvendosi nella linea d’ombra
del mio orizzonte;
nemmeno i tuoi sorrisi
mitigheranno
l’adirarsi della poesia.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), detto Lankelot, ha pubblicato in poesia: L’imperfezione – Opera III (2002) e Ombra della fontana. (2003; Kult, 2006), poi confluiti ne L’inadempienza (Il Foglio Letterario, 2008). In narrativa: Disorder (Il Foglio Letterario, 2006) e Pagano (Il Foglio Letterario, 2007). In saggistica, ha curato la plaquette Lettere alle tre amiche di Scipio Slataper (Alet, 2007).
È stato coordinatore di due riviste letterarie universitarie, Ouverture e Der Wunderwagen, tra 1997 e 2003. Dal 2003 è responsabile del portale indipendente di arti e scienze Lankelot.eu. Vive a Roma. Collabora con diverse testate, web o cartacee; lavora da consulente editoriale per la narrativa.
Gianfranco Franchi, “L’inadempienza”, Edizioni Il Foglio, Piombino 2008.
Prefazioni di Marco Fressura e Patrick Karlsen (I) e Nicola Vacca (II). Postfazione di Angela Migliore. Quarta di Stefano Scalich. Illustrazioni di Maurizio Ceccato. Impaginazione e grafica di Marco Fressura. Collana: Autori Contemporanei Poesia. Direttore Fabrizio Manini.
RASSEGNA STAMPA COMPLETA:
www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=2452.0
Antonio Messina, marzo 2009.
Commenti
L'artista Antonio Messina propone questa appassionata e musicale pagina su "L'inadempienza". Onorato, ringrazio.
(è davvero una nota piena di poesia. Grazie di cuore.)
Poesia che commenta poesia. Il tutto molto bello. E la parola ''bello'' e' solo la parola ''bello'': un superlativo di per se' senza bisogno di scalare (volgarmente) l' ''ottimo'' agognato da plebei e mediocri.
Bello.
antonio messina su lankelot, saluti!
"Provo dunque a fissare quel ginepraio di palpiti, che è scaturigine di sorgenti lontane, battiti che si tramutano in segni, tracciati di stelle e passioni, e sul foglio bianco lasciano un leggero profumo d?amore e di morte, navigando l?emozione lontana, l?incertezza del vivere: navigando il mare."
>poesia e musica, una eccezionale combinazione. Ricerca di bellezza da entrambe le parti. Fantastico.
grande
lupi
grande l'editore che ci ha creduto.
Se farò buone cose con i prossimi libri spero di poter tornare, ogni tanto e se ti va, a pubblicare qualcosa con te. Sperando serva a dare manforte al Foglio, è chiaro.
ave, Gordiano.
gf
(non mi dimentico mai di niente.)
Gordiano, come? Io dico ''bello'' e tu rilanci con ''grande''?
Ah ah ah!
Ciao belli!
''Ritorneranno le estati,
sonnacchiose serenita'
indolenti antiche.''
(P. 107)
Bella.
10, tanti anni fa:).