Franchi Gianfranco

Disorder. Unknown Pleasures

Autore: 
Franchi Gianfranco

“Scrivere non è peccato: soltanto, è un vizio che t’ammazza. Non dirlo a nessuno”

. L’epilogo di Disorder è un segreto svelato per stanchezza, un sorriso amaro che spinge in giù gli angoli della bocca, è confidenza che non ammette repliche, soltanto ascolto. Perché il nero di queste pagine è voce, è dazio di chi, scrivendo, dà l’anima in cambio.

..

Polifonia di ricordi amalgamati al presente: c’è vita vissuta e agognata in questi frammenti che nascono dall’ombra e dalla consapevolezza nuova del sogno infranto. L’infinito smette di essere meta, per tornare al semplice rango di modo verbale, il disincanto scalza l’utopia, “le curve sono finite. Niente più curve (…) Tutto un rettilineo. (…) Quando sogni sei un prigioniero che porta con sé la sua caverna. Non illuderti, non illuderti di nulla”.

La speranza di chi “ragiona in termini di bellezza, eternità e artisticità” si disintegra nell’impatto violento con la mediocrità di questi anni bui. Lo Stato si scopre essere il vero “nemico dell’esteta” e “non è la consapevolezza della morte, né qualche relazione o qualche interazione andata a male, né il senso di incomprensione, né l’irritazione per l’isolamento a causare l’invecchiamento, bensì la rivelazione che nonostante la renitenza alla corruzione, al compromesso col sistema e alla compravendita dei propri talenti, si finisce per ragionare in termini di Inps, Inail e Irpef”.

È la fine del viaggio: la giovinezza tramonta alla soglia dei trent’anni col fisco assassino dell’innocenza.

A scrivere è un uomo “vecchio da sempre”, e al tempo stesso “bambino beato e ingenuo, grammatica e lingua letteraria e nessun contatto con la realtà”. Prigioniero di una sensibilità autolesionista, succube di un fallimento che spinge alla resa. Nelle sue righe c’è tutta “l’amarezza di chi pretendeva d’essere quel che non è, tutta la malinconia di chi voleva morire di una vita differente”.

E Disorder è dissenso, è silenzio antico che tracima e si fa inchiostro, è storia di “due di due”: dell’autore e del proprio alterego, quel Guido Orsini che nel suo idealismo sembra ricordare il Laremi di De Carlo. La prima e la terza persona si fondono in un unico abisso, dove scivolano le creature di carta, le “anime salve” estranee alla menzogna, per le quali “ogni parola espressa è un atto di fede nell’essenza della verità”, con la tastiera che si fa pianoforte della nostalgia. Perché ricordare è come dissanguarsi, “rinunciare a quel che è stato vissuto non è possibile, e negarlo nemmeno”. “Il passato non si dimentica, il passato non ti dimentica. È il tuo sangue, e il sangue non si lava via”.

Lo sguardo è rivolto all’indietro e infiamma la memoria. “Track four” è un susseguirsi di accorati “Ti ricordi…?”, in un monologo che si finge dialogo con la figura paterna, invocando comprensione e approvazione, con un “vorrei” in chiusura, forte come una mano tesa in cerca di quel conforto sempre negato, eppure così urgente. Perché forse sarebbe bastato sentirsi dire bravo per essere meno timido, per non crollare.

Anche l’amore parla al passato, parla la lingua di chi sospetta di essere sentimentalmente morto. “E il cuore domanda: cos’è che manca?” Il rimorso dell’abbandono graffia il vuoto dei giorni in assenza e cresce alimentato dal rimpianto per quel noi che era “adesione e fusione. E invidia del. Mondo”

Le pagine si impregnano di musica e del fumo di sigarette pigre, la scrittura è deragliamento: “no protection”. La realtà si dissolve, l’alterità ha ormai smesso di emozionare: il “salmone” avverte la fatica del proprio andare controcorrente e la desolazione della solitudine. La sensazione è quella di sprofondare. Manca la terra sotto i piedi, intorno e fra le mani c’è meno di zero e l’evidenza costringe ad ammettere che “è proprio tutto lì, in quel niente che si voleva fosse mondo, in quell’argilla che ci si è affannati ad impastare, in quei mondi belli che appartengono a pochi”.

Disorder è un atto di disobbedienza alla rassegnazione, è il gesto di chi “comincia a rubare a Dio il presente” e scrivendo “combatte la più giusta battaglia: essere, non esistere, e creare”.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Gianfranco Franchi (Trieste 1978), ha pubblicato due “laboratori” di poesia: L’imperfezione-opera III (2002) e Ombra della fontana (2003). È stato coordinatore di due riviste letterarie indipendenti, Ouverture e Der Wunderwagen, tra il 1997 e il 2003. Tra il 2003 e il 2006 è stato responsabile del portale di comunicazione e critica letteraria e dello spettacolo Lankelot.com, dove ha scritto recensioni di libri, film e dischi e pubblicato racconti. Quindi ha rifondato il sito collettivizzato Lankelot.eu.
Ha cambiato spesso lavoro. Dal 2005 è redattore di “Vetrine”. Vive a Roma.


Gianfranco Franchi, Disorder. Unknown pleasures. Il Foglio Letterario, Piombino 2006

Angela Migliore, 13 ottobre 2006

ISBN/EAN: 
8876061363

Commenti

Da un anonimo punto internet, per spezzare la latitanza (maledetta Telecom)e soprattutto perchè non potevo restare in silenzio dopo il tuo dono.

L'epilogo lo sento sostanziale, nel personale, da qualche mese a questa parte. E' la sconfessione di un sacrificio che doveva essere, ma che non si saprà quanto fosse giusto, nell'insieme. Il risultato è un libro e qualche altro lembo di eternità. E' sufficiente, dico, come compiutezza esistenziale, questo elevarsi-scuoiarsi? La risposta forse, ma non lo so, non è uguale per tutti e, continuo a pensarci, si ricompone dalla necessità.

 

 

ciao Angela! Bentornata dopo tanta assenza!:-)Sono contenta di ritrovarti qui.
Sai cosa colpisce nel libro, tra l'altro? Proprio l'enorme disincanto, specie se messo in relazione all'età dello scrivente.Ma sappiamo che Gf è un combattente, ergo in genere risorge dalle proprie ceneri come la fenice.
*
Arpa: che vuol dire che la risposta si ricompone dalla necessità? Sai che a volte non riesco a capire quello che dici? (limiti mentali miei, vorrei almeno tentare...)

"E Disorder è dissenso, è silenzio antico che tracima e si fa inchiostro, è storia di ?due di due?: dell?autore e del proprio alter ego, quel Guido Orsini che nel suo idealismo sembra ricordare il Laremi di De Carlo" > questa è una splendida, acuta e opportuna osservazione. Guido Laremi è uno dei parenti di Guido Orsini.

"La realtà si dissolve, l?alterità ha ormai smesso di emozionare: il ?salmone? avverte la fatica del proprio andare controcorrente e la desolazione della solitudine. La sensazione è quella di sprofondare. Manca la terra sotto i piedi, intorno e fra le mani c?è meno di zero e l?evidenza costringe ad ammettere che ?è proprio tutto lì, in quel niente che si voleva fosse mondo, in quell?argilla che ci si è affannati ad impastare, in quei mondi belli che appartengono a pochi?.

> molto intenso, molto bello. Sottoscrivo.

"Disorder è un atto di disobbedienza alla rassegnazione, è il gesto di chi ?comincia a rubare a Dio il presente? e scrivendo ?combatte la più giusta battaglia: essere, non esistere, e creare?.

> questa è una clausola particolarmente ispirata e nobile.
Parto con questi suoni - la tua voce, le vostre voci - nel cuore.
Vi voglio bene.

Scusami, approfondisco. Dicevo che non è giusto o sbagliato "seguire le curve", corteggiare e amoreggiare con l'utopia, leggere come un dannato giorno e notte, rompere il legame con il contingente nell'intento di essere arte. Non esistono paradigmi razionali in questo senso perché il destino del sogno è riconducibile e spiegabile solo con la necessità invincibile interiore, come unica possibile espressione di sé che non tradisca il proprio essere. Era necessario Guido ed era necessario il rettilineo. Agire per il sentire, di volta in volta.

Sempre 3.+ (sono io che esagero e sono spesso fastidioso nel modo di scrivere, ma sempre in buona fede, garantisco. Sono un onanista).

adesso si capisce meglio, grazie!
Agire per il sentire, va bene, non tradire la propria natura sono argomenti sacrosanti, direi che a un certo momento bisogna anche tener presente la realtà contingente e farci i conti, come con il fisco. Pena rimetterci la salute prima di tutto oppure patire un'emarginazione intollerabile, dunque il problema è cercare la via per essere se stessi e non schiantarsi contro un muro a 180 all'ora, che diventa autolesionistico.
Era necessario lankelot l'esteta, erano necessarie le curve del percorso, adesso è necessario Gf, con il suo passato e il suo presente. E il suo futuro che evolverà ancora.

Marina
Visite lampo le mie, spero non manchi ancora troppo al ritorno vero e proprio. Quanto al disincanto in relazione con l'età in Disorder, beh... credo ci siano persone per le quali l'età anagrafica faccia poco testo e tra queste includerei anche l'autore :)
Arpa
Siamo d'accordo, non vale il criterio del giusto o sbagliato, si tratta di altro: dell'urgenza di essere coerenti col proprio sentire per quanto questo, poi, complichi la vita.
Franco
Contenta dei commenti sui frammenti che hai estrapolato. Quanto all'osservazione su Laremi, speravo trovasse riscontro. E' sempre difficile "recensire" un libro scritto da una persona cara, ma è anche un bel privilegio.
Forza Franchi, avanti così!

Esteta ma anche con una buona dose di ironia. Questo rende il tutto ancora più apprezzabile.

Ave, amici. Vi omaggio. Sono appena tornato dalla fiera di Pisa e dall'Umbria. Appagante tornare e trovare questi vostri confronti;).

Essendo già la terza che leggo in "materia", supponevo la parentela vicina o lontana con Laremi. Succosa anticipazione, ordunque

Guido omaggia sia Laremi che Morselli, nel nome.
Vale Baol! Bello averti tra noi. Mi hanno parlato con grande entusiasmo della tua scrittura.

Grazie! Spero di essere all'altezza della pubblicità

Io dico di sì. E' stata a firma Fabio Mele, garanzia assoluta.

Solito problema, mi dice che

Solito problema, mi dice che le modifiche apportate sono da autorizzare e nella pagina dell'articolo vedo solo tags e copertina. :( 

è accaduto anche  me ieri

è accaduto anche  me ieri sera, ma ho ricopiato il pezzo e salvato di nuovo. Infatti ora prima di modificare apro un foglio word bianco prima dove copiare il pezzo che sto per modificare...pensavo di aver cliccato su qualcosa che non dovevo ....boh...

significa che solo epicentro

significa che solo epicentro può sbloccarla!

non ci riesco!

non ci riesco!

sì, neanch'io - nemmeno dal

sì, neanch'io - nemmeno dal pannello di controllo. mmm... programmatori

e se si eliminano le

e se si eliminano le revisioni, comprese quelle di Angela?

no, meglio di no. Che ci

no, meglio di no. Che ci pensino i programmatori...;)

ok, sempre tramite revisioni

ok, sempre tramite revisioni sono tornato alla prima. eccola qua:). ho aggiunto i tags;)

Grazie per la pazienza e per

Grazie per la pazienza e per il lavoraccio.

grazie a te. Dobbiamo

grazie a te. Dobbiamo scoprire tutto ciò che non va, e riuscire a imparare a farlo da soli. Ludovico mi ha spiegato, io vi ho spiegato;)

Eh, io non sono una brava

Eh, io non sono una brava allieva in queste cose. Quando mi sono spostata sul pannello revisioni ho finito col cancellare Pagano. Con gli altri pezzi è andato tutto bene, ma qui ho dato un bel po' di grane. Mi spiace. Siete stati davvero gentilissimi tutti.