Franchi Gianfranco

Disorder. Unknown Pleasures

Autore: 
Franchi Gianfranco

DISORDER TRA FRAMMENTI CRUDI E FEBBRILI 

Raccolta di racconti, pamphlet, riflessione personale sulla creatività, memoir intimo, manuale sul mestiere di vivere: chi lo sa, chi può dirlo ? Il libro di Gianfranco Franchi probabilmente era nato proprio come una sorta di saggio sul mestiere dello scrittore in una società ammorbata dal virus della precarietà del lavoro e dell’insicurezza sociale. Poi però, come accade a tutte le opere felici, deve essere stato investito da quella fantasia che arriva a scompaginare le vite ordinarie degli esseri umani e a renderle in fondo più varie e più autentiche. Così il libro è arditamente divenuto un oggetto difficilmente catalogabile. Eppure, proprio a cavallo dei vari generi, in quella difficile mistura, l’autore ha raggiunto un equilibrio disarmonico pressoché perfetto, inanellando pagine allo stesso tempo intense e scanzonate, intelligenti e godibili.

Concedendosi senza reticenze, sia pure mettendosi in campo dietro il paravento di carta del personaggio di Guido Orsini, Franchi ha rovistato nei propri sogni, ripescato nei propri ricordi, saccheggiato nei propri processi mentali, per illuminare almeno un po’ il mistero della sua esistenza, simile in tutto e per tutto a quello della scrittura. Lontani sono gli oggetti, le persone ed i paesaggi che la memoria fa riaffiorare ed ai quali la scrittura restituisce l’ultima forma possibile, il pathos della lontananza. Un mistero immenso di cui riusciamo a scalfire unicamente il guscio, ma di cui in realtà non sappiamo quasi nulla e la luce fioca delle nostre conoscenze è attorniata da un tumulto inquieto di tenebre. Percepiamo alcuni tratti costanti dello scrittore, la sua inconfondibile maniera di essere, la sua personalissima cifra stilistica, e quando pensiamo di averne afferrato il senso egli cambia la rotta della sua scrittura, virando repentinamente in altra direzione. Colti da un inevitabile senso di disorientamento, ci rendiamo subito conto che sta saggiando nuove zone della tastiera, imprimendo al suo itinerario una felice e costante discontinuità.

Là in quell’atmosfera amara e disincantata, sul crinale di quella linea d’ombra si muovono i racconti, genere impuro per antonomasia, ma questo non è un male nella letteratura come nella vita. Franchi ne è visceralmente consapevole, poiché non gli è ignoto che dalla purezza fittizia nascono solo linciaggi morali e fantasmi oscuri. Non si può essere puri ed umani ad un tempo, per questo nelle sue pagine non vi è alcunché di venerabile, ma solo la denuncia di un male di vivere che affiora mutevole come un’ombra che ci portiamo dietro dalla nascita.

Disorder è un forte antidoto alla sopravvivenza, in cui la scrittura costituisce lo sforzo di trascendere l’individualità e la miseria umana, l’ansia di elevarci al di sopra della recrudescenza culturale, sociale e civile, afferrando la realtà nella sua confusione vitale. Franchi avverte la consapevolezza che letteratura e vita non possono mai convogliarsi su binari diversi. Per lui scrivere è un modo di pensare e deve essere un pensiero il più possibile limpido, libero e rigoroso. Affermazione impegnativa che l’autore rispetta intrecciando una prosa tersa di riflessioni, aneddoti e confessioni sulla propria vita privata.

Il respiro dei suoi racconti, pur lontano da sterili accademismi, risente dell’intelligenza polemica di un letterato massimalista cresciuto appeso ai libri. La ricca messe di temi e problemi che il libro affronta è dunque garanzia del suo acume critico e del suo valore. Sono pagine dure ma poetiche, nelle quali al dolore e alla solitudine si contrappongono il potere della parola in una funzione quasi curativa e liberatoria. Una poesia che nasce dall’immagine, da taluni flash ossessivi, calmi e violenti ad un tempo.

Il lettore entra nelle storie di Guido Orsini trovandosi  prigioniero dentro ad un’atmosfera coinvolgente, e quando il libro si chiude non può non provare un profondo dolore allo stomaco. 

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE.  

 

Gianfranco Franchi (Trieste 1978), ha pubblicato due “laboratori” di poesia: L’imperfezione-opera III (2002) e Ombra della fontana (2003). È stato coordinatore di due riviste letterarie indipendenti, Ouverture e Der Wunderwagen, tra il 1997 e il 2003. Tra il 2003 e il 2006 è stato responsabile del portale di comunicazione e critica letteraria e dello spettacolo Lankelot.com, dove ha scritto recensioni di libri, film e dischi e pubblicato racconti. Quindi ha rifondato il sito collettivizzato Lankelot.eu.
Ha cambiato spesso lavoro. Vive a Roma.

Gianfranco Franchi, "Disorder. Unknown pleasures". Il Foglio Letterario, Piombino 2006

Rassegna stampa: http://www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=611.0

Gian Paolo Grattarola, Febbraio 2008

ISBN/EAN: 
9788876061363

Commenti

Amices, segnalo il nuovo articolo di Gian Paolo.
Stavolta è dedicato al mio Disorder. Danke GPG.

"Così il libro è arditamente divenuto un oggetto difficilmente catalogabile. Eppure, proprio a cavallo dei vari generi, in quella difficile mistura, l?autore ha raggiunto un equilibrio disarmonico pressoché perfetto, inanellando pagine allo stesso tempo intense e scanzonate, intelligenti e godibili."

> Ti ringrazio molto davvero, Gian Paolo. Ho sempre creduto all'intuzione della narrativa come "federazione di generi", condividendo la lezione del grande Guido Morselli. Quel che sto cercando di realizzare, da qualche anno, è (anche) questo - il sogno è quello di arrivare, dalla commistione di diverse scritture, alla fondazione di un genere nuovo. In Disorder scrivevo, da qualche parte, "Non voglio un genere. Io sono un genere" lasciando l'indizio giusto per noi 27 lettori.

"il mistero della sua esistenza, simile in tutto e per tutto a quello della scrittura. Lontani sono gli oggetti, le persone ed i paesaggi che la memoria fa riaffiorare ed ai quali la scrittura restituisce l?ultima forma possibile, il pathos della lontananza. Un mistero immenso di cui riusciamo a scalfire unicamente il guscio, ma di cui in realtà non sappiamo quasi nulla e la luce fioca delle nostre conoscenze è attorniata da un tumulto inquieto di tenebre."

> ... bellissima osservazione: l'esistenza come la scrittura. E' una coincidenza necessaria e, in certi periodi, inequivocabile. Doloroso ma è così.
*
(la lontananza è un topos basilare. Vero.)

Scrivi:
"Non si può essere puri ed umani ad un tempo, per questo nelle sue pagine non vi è alcunché di venerabile, ma solo la denuncia di un male di vivere che affiora mutevole come un?ombra che ci portiamo dietro dalla nascita."

> Già. From the Cradle to the Grave, cantavano gli U2 qualche (decina d'anni) anno fa. Quell'ombra terrificante spero non sia un segno di disturbo bipolare, magari localizzato proprio nella sfera artistica, diciamo così. "Disorder" voleva suggerire anche questo, oltre a essere un omaggio - nel titolo - a Ian Curtis dei Joy Division.

" Franchi avverte la consapevolezza che letteratura e vita non possono mai convogliarsi su binari diversi. Per lui scrivere è un modo di pensare e deve essere un pensiero il più possibile limpido, libero e rigoroso."

> Vero. Ed è un peccato che sia così. Che quei binari non riesca a scinderli, intendo. Quanto vorrei, certe volte. Quanto.
E tu hai compreso e condiviso anche questo, considerando quel che hai scritto dell'epilogo dell'opera: "quando il libro si chiude non può non provare un profondo dolore allo stomaco".

Grazie di cuore. Sono passati quasi due anni dall'uscita di Disorder e sono sempre visceralmente attaccato a questo libro, mi fa davvero piacere che tu lo abbia apprezzato e commentato. Danke.

posso solo, dopo aver amato questo libro " senza tempo" citarne alcune parti.
" Hai 5agione, saltando ho graffiato un disco senza nome. Chiamami per nome e risponderò alle tue domande- a quelle rimaste insolute. Poi - come una tazza sbreccata - mi porterai alle labbra e ti chiederai che senso abbia; nessuno. No, non più esisto:
Sono una scritta su un muro; lascia che cada l'intonaco, sarò polvere e pazzia ( di non essere:estasi) E poi.

Io e i burattini abbiamo giocato tra le macchine parcheggiate, il primo che indovinava la direzione della vita avrebbe conquistato la morte.
M'ha sconfitto il ricordo di uno sguardo. Una crepa sul muro. Un vaffanculo.
Poesia è quel che non m'attendo.
Tu"
Davanti a questa poesia che gianfranco non s'attende il mio piacere di rileggerlo giunga nuovo e intatto e grazie a Gian Paolo.........che l'ha riproposto.......nuovo e ricco ad ogni lettura....anche a quella precedente già fatta.............pochi minuti fa.

(grazie Patrizia!)

non voglio leggere tutto il testo che spero sia già nelle vostre mani e resti nel cuore...ma concedetemi questo passo
" e mentre leggo i fogli volano via e guardo la fontana e penso - la poesia sulle conchiglie e sul mare è sabbia della mia infanzia e vorrei fosse un biglia per dargli una schicchera e farla andare oltre il traguardo.
L'arrivo non è la maturità, l'arrivo è la dimenticanza" pag 38

scrive gian Paolo.................."Franchi si concede.senza reticenze".....................questa è la permanenza in noi di tutto quello che scrive................sono libri da non lasciare mai impolverare....................da avere amici.....di conforto e sconforto...........amici di cammino.................a cui non chiedere da dove vengano...............ma dove vanno..............e a cui dare la mano...........e lasciarsi andare

9.Sono lunsingato di aver colto lo spirito del testo e di aver suscitato nuova attenzione attorno ad un libro che come ossera opportunamente Patrizia suscita emozioni ad ogni rinnovato impatto.

Grazie a Voi di avermi accolto in questo simposio virtuale concedendomi il raro privilegio di potermi confrontare con persone autentiche e di profondo spessore culturale. Rara avis credetemi.

Gian Paolo Grattarola

http://www.youtube.com/watch?v=ipbobacFiUY

We're like crystal, we break easy
I'm a poor man, if you leave me
I'm applauded, then forgotten
It was summer, now it's autumn

I don't know what to say, you don't care anyway
I'm a man in a rage (just tell me what I've got to do), with a girl I betrayed
Here comes love, it's like honey
You can't buy it with money, you're not alone anymore, (whenever you're here with me),
You shock me to the core, you shock me to the core

We're like crystal, it's not easy
With your love, you could feed me
Every man, and every woman
Needs someone, so keep it coming
Keep it coming, keep it coming, keep it coming
Keep it coming, keep it coming, keep it coming
Keep it coming

I dont know what to say, you don't care anyway
I'm a man in a rage (just tell me what I've got to do), with a girl I betrayed
Here comes love, it's like honey
You can't buy it with money, you're not alone anymore, (whenever you're here with me),
You shock me to the core, you shock me to the core

Keep it coming, keep it coming, keep it coming
Keep it coming, keep it coming, keep it coming
Keep it coming, keep it coming, keep it coming

***

NEW ORDER. Crystal.

Bella lettura empatica.

un'empatia forte..................disorder non poteva non crearla................è bellissima e forte.......anche dolorosa................ma l'intensità paga sempre qualsiasi sentimento d'amore in tutte le sue sfaccettature

Di nuovo grazie a Tutti.

Gian Paolo Grattarola

Di questo libro di Gianfranco non posso che apprezzare, anche a distanza di tempo, il fatto di riuscire - in ogni momento della mia vita, della mia giornata - a fermarmi, aprirlo, leggerne qualche pagina, ed emozionarmi come la prima volta.

bello davvero quel che hai appena scritto, Antonio.
Grazie di cuore.