Nerone o della Maschera. Sarebbe opportuno accostarsi al Nerone raffigurato da Foschini liberi dallo storicismo e dalla storia narrata o peggio ancora da quella da retaggio scolastico. Per affrontare questo poema in prosa occorre voglia di aprire porte ed esplorare nuovi territori, perché, come afferma Epicuro, “Non serve a nulla garantirsi una pacifica convivenza con gli uomini, finché si è preda del cielo, dell’Ade e dell’Infinito”.
Tutto si può far partire da un ribaltamento di prospettiva, sostiene Keats in una lettera a R. Woodhouse del 1818: “il poeta è la più impoetica delle creature viventi, sempre informa e riempie qualche altro corpo”. Ecco la fotografia del Nerone narrato da Foschini. Un essere che agisce per riempire un vuoto identitario che è agito dal Teatro, dalla Maschera. Perché la Storia è quell’Incubo da cui Nerone vuole liberarsi, l’incubo del giovane Steaphen Dedalus, il celebre eroe dell’ Ulysses di Joyce “ dalla spada di frassino” che non impunemente grida: “La Storia è quell’Incubo da cui bisogna svegliarsi”.
La Storia per Nerone è l’immagine che lui ha di sé e del mondo, ecco la poetica impoeticità dell’esistenza. E non dipende dal fatto che Nerone è un bambino che vuole fare dell’azione una melopea, è che Nerone, come ogni bambino vuole che i sogni siano la realtà e dunque che la maschera sia carne. E l’autore si dibatte in questo rimpallo di sogno e realtà e la Storia diventa il racconto di atti mancati. Il suo Teatro è un Teatro di maschere di carne viva che lacrimano sangue e che parlano con oracolarità. Le sue maschere non intendono né dare indizi per risolvere i problemi dell’esistere né riconciliarsi con il mondo o con la Storia, perché quella è la vera Storia per Nerone: la storia dei turbamenti delle propria anima, delle violente altalene del suo spirito, della profondità della sua vita interiore mutata in mondo, quella soltanto.
L’autore fa affermare a Nerone ciò che di solito viene taciuto, con lui si entra nel cuore pulsante di una Roma corrotta e al tempo stesso sublime, una Roma che afferma un inganno perenne.
Uomini e donne recitano l’esistenza imprimendosi nel ruolo tanto da mutarsi fino al limite della morte nel ruolo stesso, fino a deformare la Maschera, fino ad assumere una volta per tutte il ruolo sanguinante di attori sacri “sulla scena del mondo” perché essi nulla nella quotidianità assurgono al sogno e al mistero di Eroi tragici dentro la scena.
La realtà è lo spettacolo del meraviglioso, una voglia inconsulta di sogno e di gioco continui. L’autore non esente da echi, da letterarie visioni che si riferiscono a Nerone, ma affronta in un corpo a corpo, fatto di parole che si contrappongono come una catena di preghiere e di bestemmie questa icona del potere capace di sbeffeggiare il potere nella sua intima essenza. E lo ha fatto con una libertà e un rigore inediti; ecco perché questo libro è una bomba da disinnescare o da far deflagrare.
Tre chiavi per poter leggere Nerone: togliere la patina a certe parole, scarnificarle e indossarle come maschera, maschere che sono il solo volto reale, immettere il mito dentro il reale, tanto che il quotidiano sia sogno e infine avere mente libera e cuore puro per coglier l’impulso del sangue e le contorsioni del cervello. Perché solo così sapremo la vera Storia, che è la Storia di ognuno di noi nella lotta tra Sublime e infimo. Solo così la parola sarà magia e premonizione. Perché Foschini, con metodo artaudiano, lavora sul compiuto sapendo che il compiuto, cioè la parola è un'altra trappola: “il Teatro la trappola...” grida pregustando quella vendetta che mai avrà luogo il principe Amleto, e Artaud, ancora, sfuggito alla trappola del mondo e del corpo: “Io sono quell’eterno assente da me stesso che cammina da sempre a fianco al proprio cammino, le mie anime se ne andarono un giorno, domani mi risveglierò in una città antica”
(nota introduttiva al romanzo “Nerone, o della monarchia assoluta” di Andrea Foschini. Edizioni Libreria Croce 2009)
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Veniamo adesso a un'intervista ad Andrea Foschini.
A.V.: Prima Giovanna D’Arco, ora Nerone, tra breve Caligola: un po’ ossessionato dalla Storia e dai suoi personaggi?
A.F.: Io amo i personaggi che con la loro violenta individualità eccedono la Storia, che è una cronaca di azioni e di personaggi che non vanno mai “oltre lo spettacolo”. A me interessano quei personaggi che eccedono lo scopo e l’azione entrando nel Mito di prepotenza. Non v’è più la Storia allora ma lo spirito e la carne di personaggi irriducibili.
A.V.: Usi un linguaggio che sta tra la prosa poetica e il monologo emozionale, certo un modo di porsi non proprio attualissimo, c’è un piccolo rifiuto del presente?
A.F.: A me interessa la bellezza, lo splendore delle cose e degli esseri, sono fantasmagorie ancestrali, antiche come il fuoco e la natura sciamanica del mondo, e del poeta come sciamano. Il presente mi pare così stupido!
A.V.: Se dovessi raccontare il tuo Nerone e il tuo Caligola in due brevi frasi?
A.F.: Caligola incarna la poesia, incarna la realtà sovrannaturale della poesia, vivendo i due corpi in un unico corpo: il corpo dell’uomo nel mondo e il corpo sacro del dio che eccede il mondo per sempre. Nerone è invece un artista, un poeta e tenta di superare il mondo essendo poeta e insieme Re sacro, e fallisce.
A.V.: Perché non mi parli un po’ dei tuoi maestri?
A.F.: Ti parlo di quelli che mi hanno salvato la vita: James Joyce a diciannove anni e Samuel Beckett a venti. Il vecchio JJ che ti fa entrare un popolo scomparso dentro una pasticceria, che esalta la gloria di una giornata qualunque tra canti scaldici, Miti antichi e sacre pantofole. Mai gioco tanto grande nella letteratura, a parte Cervantes. E poi il suo discepolo che lo supera raggiungendo nella scarnificazione di tutto e del Tutto, l’essenza oscura e inviolabile dell’Essere. Poi Antonin Artaud e le sue estasi alchemiche, Henry Miller, Dino Campana, Thomas Bernard, Anais Nin e forse Carmelo Bene. Marguerite Duras.
A.V.: Visto che sei un grande lettore, cosa ti prende maggiormente in un libro? A quale lettura ti stai dedicando, in questo momento?
A.F.: La parola indubbiamente, il suo ritmo, il ritmo della frase, il suo canto, raramente le trame. Ho iniziato a rileggere proprio questa mattina “Un amore di Swan”, tra i più grandi capitoli dell’opera proustiana
A.V.: Leggi gli scrittori della tua generazione, e cosa ne pensi?
A.F.: Non li leggo e nemmeno li frequento, al massimo quelli della tua generazione, come Tondelli, che mi piace.
A.V.: Un paio di scrittori stranieri del secondo Novecento immancabili? E un paio di italiani inevitabili?
A.F.: Al primo posto Beckett, inevitabile, poi per non citare sempre gli stessi Flannery O’Connor. Italiani è più difficile, certamente Gadda, e poi il Fenoglio di “Una questione privata”.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Andrea Foschini è nato a Roma nel 1980. Ha pubblicato il volume di poesie “Polvere Rossa” (Montedit 2000), Il poema in prosa “La Danza di Agave” (Edizione del Giano 2004), il romanzo “La Passione di Giovanna D’Arco, o della vergine invitta” (Edizioni Libreria Croce 2008).
Commenti
[Foschini] Sarebbe opportuno
[Foschini] Sarebbe opportuno accostarsi al Nerone raffigurato da Foschini liberi dallo storicismo e dalla storia narrata o peggio ancora da quella da retaggio scolastico. Per affrontare questo poema in prosa occorre voglia di aprire porte ed esplorare nuovi territori, perché, come afferma Epicuro, “Non serve a nulla garantirsi una pacifica convivenza con gli uomini, finché si è preda del cielo, dell’Ade e dell’Infinito”...
[Esordio di
[Esordio di Antonio Veneziani] Miei ottimi, è un grande onore avere tra noi, a partire da oggi, il maestro Antonio Veneziani. Questo è il suo primo articolo per Lankelot.
Qui: http://www.lankelot.eu/autori/antonio-veneziani la sua scheda.
Il maestro non ha grande confidenza col web, per adesso. Per qualsiasi comunicazione, consideratemi il suo segretario:).
[Veneziani] Ah! Che
[Veneziani] Ah!
Che dire? L'onore è nostro.
Finalmente è uscito il mio
Finalmente è uscito il mio libro su Caligola, un poema in prosa che prende le mosse dal dramma di Camus stravolgendo la figura simbolica e astratta dipinta dal grande esistenzialista per un personaggio concreto, avviluppato alla vita e assettao di assoluto senza sostrati deoligici o sapienzali. Per saperne di più : leggete su google libri : Caligola, poeta del sangue edito da Federighi, e visitate il mio blog Http://blog.libero.it/forzapoetica Andrea Foschini
Per tutti gli interessati di
Per tutti gli interessati di alta letteratura e poesia epica. Il 13 maggio alle ore 17 presso la sala conferenze dell'autorità del garante della privacy, p.zza del parlamento 123 presentazione del mio romanzo Caligola, ne parleranno Silvana Pedrini e Antonio Veneziani e probabilmente altri. Il poema ritrae un monarca vittima del potere e assetato di assoluto, che, nel riaffermare la sua autenticità trasforma il mondo in Teatro. A differnza di Nerone egli non pretende il potere assoluto né vuole essere un poeta, semplicemente bramerebbe ascendere all'olimpo, abbandonando per sempre la sua fragile fattezza umana. Andrea Foschini Ps Grazie a franchi per il sito e il lavoro instancabile di promozione culturale.
[foschini] buon
[foschini] buon pomeriggio, Andrea, grazie a te per la segnalazione - e intanto in bocca al lupo per l'evento. Veneziani sarà un relatore formidabile, come sempre.
Ogni migliore auspicio
gf
Rettifico la segnalazione,
Rettifico la segnalazione, presentazione il 13 maggio ore 17 autorità garante della privacy. PIAZZA MONTECITORIO 123, non piazza del parlamento, mi era stata data informazione erronea. Caligola è un poema in prosa epico e visionario, tra i miei otto libri scritti negli ultimi tre anni il secondo dopo Edoardo Secondo, ancora inedito a cui tengo di più. Approfitto per comunicarvi che in ottobre uscirà il mio quarto libro. Il Ritorno di Ulisse( la vendetta di un Re) Cinque poemi in prosa di argomento mitologico, una riscrittura della seconda parte dellOdissea, appunto il ritorno di Ulisse a Itaca, un testo su Agamennone, uno sul dio Pan, e il più breve su Orfeo. Saranno pubblicati da Mongolfiera editrice, piccolo e agguerrito editore calabrese. Per sapere date e orari della intervista su Caligola, che passerrà circa trentavolte in un mese su canali privati visitate il mio blog.
Ps la piazza è piazza montecitorio anche se nel servizio dice parlamento.
Grazie e spero che franchi o qualcuno dello staff sia presente all'evento, inviato invito scritto. http://blog.libero.it/forzapoetica
[andrea] grazie ancora per la
[andrea] grazie ancora per la segnalazione, e ancora in bocca al lupo:).
Ho tentato di pubblicare un
Ho tentato di pubblicare un mio articolo su Nakagami. Due volte. Ciò speso tutto il pomeriggio. Forse ho capito male come funziona qui dentro. Fatemi sapere A presto Andrea
[andrea foschini] ti scrivo
[andrea foschini] ti scrivo subito [ti ho già scritto ieri;) ]