Foschini Andrea

Caligola. Il poeta del sangue. Con intervista ad Andrea Foschini

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Foschini Andrea

Se vi state accingendo a leggere Caligola, poeta del sangue di Andrea Foschini sgombrate il campo dallo storicismo. Non c’è niente o quasi, in questo libro, di quello che avete letto o imparato sulla figura storica di Caligola, eppure c’è tutto Caligola, uomo e imperatore, c’è tutta l’epoca d’oro, c’è la decadenza e il furore dell’impero romano e molto altro. Con scrittura dura e leggera, cesellata e martellata Foschini ci porta addentro in un passato che assomiglia tremendamente a un presente che vuole fare a meno della Storia, e lo fa con mano sicura, incisiva e tenue insieme. Il personaggio Caligola, come spesso nei romanzi di Andrea Foschini è la maschera che si fa volto, è il dio che vuole essere uomo, è l’uomo che gli uomini si sono creati come dio. L’autore, ancora una volta, da allievo attento, ma anche dispettoso ha scritto un meraviglioso testo, per un Carmelo Bene, sempre che ritorni o che ne nasca un altro. Visionario e violento, poetico e grottesco, patetico e sognante, questo libro (poema in prosa, romanzo in versi, prosa d’arte, o piuttosto tutto questo insieme), vero e proprio melange linguistico, dove la parola ritrova la potenza delle origini irrompe nel quotidiano con significati e significanti inediti. Caligola è si poeta del sangue, ma soprattutto vuole essere la poesia, l’ultima in scalfibile essenza della poesia. Caligola di Andrea Foschini è il personaggio che crea se stesso e muovendosi come un danzatore e mago, trasforma e vivifica tutto quello che sfiora. La realtà prende vita appena immaginata e il desiderio si realizza appena percepito. La lingua di Foschini non concede scappatoie, mai didascalica né mimetica, conduce il lettore in un mondo dove carne e spirito si confondono e si sovrappongono. La parola sanguina in un flusso incessante la continua edificazione del mito sulle rovine del reale. Caligola, piccolo capolavoro di lirismo e di metafisica menzogna non lascia indenne il lettore. Si è affascinati o infastiditi, o comunque turbati, e nella piatta calma di certa letteratura odierna mi pare un ottima occasione per riconciliarsi con quella lettura, che fa vibrare e anche pensare. Andrea Foschini deve molto, magari anche inconsciamente, ad Antonin Artaud, Dino Campana, Samuel Beckett, Tommaso Landolfi, Emilio Cecchi.

Dunque, lettori, imbracciate gli occhiali, toglietevi la maschera, e lasciatevi inondare dalla parola di sangue e sogno di Caligola, perché lui, come l’autore e come molti lettori, “è sempre il bambino che vuole morire”. Un bambino che però avvolge il mondo in una rabbia furibonda capace di incendiare una noiosa predica pasquale. Veniamo adesso a un intervista all'autore.
 
AV: Ormai al terzo libro, è evidente che il tuo lavoro, un insieme di prosa poetica visionaria e violenta ha origini antiche, vogliamo parlarne?
AF: L’origine del mio lavoro può situarsi nella ricerca di una Totalità che trae fondamento dalla ricerca primordiale della poesia occidentale. La visione è all’origine della Teogonia di Esiodo. Si può quindi dire che la poesia occidentale abbia avuto un'origine sacra, da quella che fu probabilmente una reale allucinazione. E la violenza anche, la violenza della parola dell’ Eschilo dell’ Orestea. La potenza evocativa della parola suscita immagini come a sua volta è suscitata dalla visione. I percorsi iniziatici di molte civiltà sono incentrati nella visione. Violenza e visione sono all’origine dell’invasamento dionisiaco che possiede le menadi. L’origine della conoscenza e insieme della poesia. Dalle cosmogonie più antiche trae alimento la mia opera.
 
AV: Un altro aspetto fondamentale della tua poetica è dato dalla Teatralità, dove deriva e dove pensi ti condurrà ?
AF:La teatralità anche ha origine in Dioniso, che è il dio del Teatro:è tramite Dioniso che gli attori, posseduti dagli eroi del mito prendono vita. Dove mi condurrà? Non credo comunque a scrivere per il teatro.
 
AV: Caligola non è un eroe negativo, né un eroe positivo, è un esteta fuori dal tempo che cosa insegue?
AF: È dannato dalla ricerca dell’impossibile, di quel mondo dove la libertà dal mondo e del mondo, dal mondo degli altri, e da qualunque altro limite è la sola libertà possibile. Il non-luogo dell’arte. Come Amleto che suscita uno spettacolo per far fuori il mondo e facendo insieme fuori se stesso. Amleto che dichiara “l’intervallo è il mio” l’intervallo dalla Trappola del Teatro e del tempo. In non luogo che viene prima e dopo l’azione e la vita e la rappresentazione del mondo. Il Tempo “che dura e che non è durato” per citare Beckett. Quella sospensione dal linguaggio, quella liberazione dal mondo, quel sovrumano silenzio, che Caligola insegue imperterrito.
 
AV: Caligola è la realtà o è la maschera del reale, che Andrea Foschini vorrebbe che fosse?
AF: Faulkner scrisse che quando non si può vivere si soffre, e perché si soffre si scrive. Credo che sia questo il punto e non perché si scrive per disperazione, cosa falsa, ma perché v’è un eccesso di energia, di vita, di significato che non può viversi nella vita. Caligola vive questo eccesso e dà corpo alla maschera di se stesso, la sua opera d’arte.
 
AV: C’è un ritorno della narrativa al reale, tu come ti poni?
AF: Non so di questo ritorno, sembra che i ritorni in letteratura siano sempre più dei rigurgiti svuotati, comunque Artaud scrisse che la realtà è uno “ sgomitare di forze”, io so che la visionarietà è la realtà più profonda.
 
AV: I tuoi personaggi e soprattutto Caligola sono tutti alla ricerca dell’assoluto, anche tu autore sei cosi?
AF: La ricerca dell’assoluto è la vita stessa, la ricerca della Totalità mi ha sempre perseguitato, già da ben prima che iniziassi a scrivere. L’ansia dell’altezza,della grandezza, dell’Eterno.
 
AV: Quanto la vita influenza la scrittura e la scrittura influenza la vita?
AF: “Presi gusto all’Opera” dice l’Amleto di Laforgue: L’Opera è data dall’impossibilità di superare la vita, l’intensità e l’intollerabilità della vita chiamano l’Opera, e per un artista l’opera non finisce mai, la scrittura è solo l’ultimo apice dell’opera che non cessa mai di crearsi. La scrittura è quel apice dove l’intensità e l’energia inesprimibile viene estinta, demolita, il compimento dell’opera non è che la demolizione dell’opera stessa. Così la mente sarà liberata, fino a intrappolarsi ancora nell’Opera. Per questo vita e Opera sono un tutt’uno, la vita non cessa mai di significare il bisogno dell’Opera, e l’Opera nel venire portata a compimento non cessa mai di significare il bisogno di liberarsi dell’Opera.
 
AV: Un tempo si andava a bottega, la tua qual è stata?
AF: I miei maestri non sono certo solo gli scrittori, penso a pittori come Kandiski che amavo molto nell’adolescenza, poi soprattutto a Bacon e a Picasso, Antonio Ligabue, artisti questi ultimi tre, dove poesia e violenza si uniscono in un ingranaggio perfetto.
 
AV: Entriamo nel tuo laboratorio, come scegli un argomento, un personaggio, racconta.
AF: Sono i personaggi che scelgono me oserei dire, io partecipo poco razionalmente, un personaggio chiama e io rispondo. Comunque i miei primi personaggi sono incentrati tutti nel tema della monarchia ribelle a se stessa, la monarchia dentro l’anarchia, l’anarchia nella monarchia. Nerone, Caligola, Edoardo II. Poi mi sono occupato della volontà di potenza di grandi conquistatori, Agamennone, Tamerlano. Tutti preda di passioni smisurate.
 
AV: Ad un certo punto Caligola dice “Perdonami, non riesco a tollerare la vostra coscienza”. Quale coscienza Andrea Foschini non riesce a tollerare?
AF: La coscienza civile la sopporto poco, soprattutto quando un artista crede arrogantemente come molti impegnati in un arte costruttiva e didascalica, nemmeno infondo credendo di adempiere a una missione sociale, che sarebbe nobile, ma soltanto trovando un riempitivo per la povertà della propria poetica, con la consapevolezza e la tentazione di ottenere un consenso spesso plebiscitario. La loro falsa coscienza non è tollerabile. Ci sono poi gli impegnati che fanno un lavoro onesto e profondo, come Fortini, ma sono sempre più rari.
 
AV: Il sarcasmo, in questo tuo libro ce ne è tanto, può servire per affrontare il presente?
AF: L’ironia è indispensabile. Più spietata è meglio è, per affrontare la vita.
 
AV: Qualcuno per questo “Caligola. Poeta del sangue” ha parlato di piccolo capolavoro, cosa è per te un capolavoro?
AF: Un capolavoro è un classico, cioè un libro che non tenti in tutti i modi di essere attuale, un libro inattuale perché se ne frega di essere attuale, riuscendo però ad esserlo sempre: radicato profondamente al passato essendo vivo nel presente come nell’avvenire.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BEVI NOTE
 
Andrea Foschini (Roma, 1980), scrittore italiano.
 
Andrea Foschini, “Caligola. Poeta del sangue”, Federighi, Certaldo 2010.
 
Approfondimento in rete: video intervista in pixeltv / Foschini in Lankelot
 
Antonio Veneziani, luglio 2010
ISBN/EAN: 
9788889159354

Commenti

[caligola] Se vi state

[caligola] Se vi state accingendo a leggere Caligola, poeta del sangue di Andrea Foschini sgombrate il campo dallo storicismo. Non c’è niente o quasi, in questo libro, di quello che avete letto o imparato sulla figura storica di Caligola, eppure c’è tutto Caligola, uomo e imperatore, c’è tutta l’epoca d’oro, c’è la decadenza e il furore dell’impero romano e molto altro...

[foschini] articoli su AF in

grazie gianfranco, speriamo

grazie gianfranco, speriamo che qualche lettore si interessi. Io prevedo di pubblicare un articolo su dei racconti di Mishima non documentati sul sito. Avrai presto mie nuove. grazie ancora 


ps. Il mio prossimo libro, quattro racconti greci, dovrebbe uscire a Ottobre con Mongolfiera editrice. Una piccola ma ritengo preziosa edizione....a presto e grazie ancora


 

[caligola] grazie a te, e

[caligola] grazie a te, e ogni migliore auspicio per le tue prossime creazioni. E grazie ad Antonio per la solita disponibilità!

Mi sono dimenticato di

Mi sono dimenticato di corregerti a suo tempo: Federighi Editori è a Certaldo provincia di Firenze non a Roma, piccolo dettaglio importante, grazie a voi tutti per il lavoro e l'impegno

[andrea] sistemato;)

[andrea] sistemato;)

[foschini] Sono stato due

[foschini] Sono stato due mesi a scrivere e non ho avuto modo di produrre altri pezzi, probabilmente elaborerò qualcosa nelle prossime settimane, nel frattempo annuncio l'uscita del mio prossimo libro " Il Ritorno di Ulisse ( la vendetta di un Re)" Cinque racconti epici di argomento greco, edito da Mongolfiera editrice, pronto entro ottobre. A presto e buon lavoro a tutti

[foschini] Segnalo

[foschini] Segnalo presentazione dei miei libri, per tutti gli interessati: Caligola, poeta del sangue, federighi editori, e la raccolta dei poemi in prosa: Il ritorno di Ulisse, la vendetta di un Re, la mongolfiera editrice. Venerdì 17 dicembre (sfidando la malasorte) presso aula refettorio Biblioteca Camera dei Deputati, palazzo San Macuto via del Seminario 76 (il civico non è ancora certissimo comunque dovrebbe essere quello) alle 17, relatori Antonio Veneziani, Silvana Pedrini. Grazie a tutti e buon lavoro

Andrea Foschini

[foschini] presentazione

[foschini] presentazione rinviata, al 14 gennaio per mia influenza, grazie a tutti