Fontana Walter

Splendido visto da qui

Autore: 
Fontana Walter

Immaginate che arrivi qualcuno e vi chieda: In quali anni vorreste vivere?

Proprio così: non dove, non se a New York o Londra, Berlino o Parigi, Milano o Cagliari, non se al mare o in montagna, pianura o zona collinare, no, bensì quando, e per non essere troppo vago vi proponesse anche 5 opzioni, questo qualcuno, tra cui scegliere: gli anni Sessanta, Settanta, Ottanta, Novanta (del Novecento) e gli anni Zero (del Secondo Millennio). Sareste forse un po' confusi, all'inizio, ma poi rispondereste, chissà, negli anni Novanta! O negli anni Zero! Così il qualcuno prenderebbe nota della vostra risposta ed ecco che il giorno dopo sarete lì, quando avete scelto di essere. Certo, non avevate considerato qualche piccolo e insignificante dettaglio, ma insomma, non è fantastico pagare in lire, non avere i telefoni cellulari, non avere internet o averlo a 56k? Be', sì, non avete proprio l'età con cui li avete vissuti la prima volta, ma pensateci: potrete andare a quei concerti che allora non avete potuto vedere, a quelle partite, potrete di nuovo mettervi camicie di flanella e risultare persino alla moda. Insomma. O rivivere il passaggio da lire ad euro, da telefoni cellulari grandi a minuscoli, da niente facebook, a facebook! Cose così. Adesso però sono dieci anni che vivete lì, quando avete deciso di vivere. Dal '99, o dal '09, siete tornati al '90 o allo '00, ecco di nuovo i Mondiali e la Nannini e Bennato e Schillaci e Caniggia, poi Falcone e Borsellino e ..., o il Giubileo, l'alluvione in Piemonte e Val d'Aosta... vi accingete a rivivere per la terza volta gli stessi anni, gli stessi fatti, con età diversa.

Questo è il mondo, diviso in 5 zone più 1 (il Quartier Generale) in cui si muovono i personaggi di Splendido visto da qui, romanzo di Walter Fontana pubblicato da Giunti che esplora la possibilità di vivere per sempre nel proprio “quando” preferito. Protagonista e voce narrante della storia è Leo, spazzino addetto al controllo spazzatura, in squadra con Kralnikov (caposquadra) e Ned (autista), che così si presenta:

"Settanta

Mi piace quando le cose si ripetono.

Il nostro solito giro la mattina presto nella città appena sveglia, per esempio. È rassicurante rifare qualcosa che fai sempre, dev'essere una specie di garanzia che non sei morto e non hai in programma di decedere a breve. Devo chiedere a Sasha, lei si intende più di me di questioni psico.

Se ripeto la stessa azione dieci volte, perché non potrei rifarla undici? O cento, o mille. E ti senti immortale, come una replica di Cannon, il detective della tv che va da queste parti.

Qui è l'autunno del 1979, la crisi petrolifera di metà decennio si è attenuata, ogni veicolo si sente libero di andare venire e spandere gas tossici a tutta forza... " (pag. 9)

Ovviamente accadrà qualcosa che incrinerà il suo piacere nei confronti delle cose che si ripetono, anche se per lui e gli altri che come lui vivono nella zona del Quartier Generale, la ripetizione è vissuta in modo diverso, dato che per lavoro possono passare da una zona all'altra. Ma cosa fa un addetto al controllo spazzatura? Cosa controlla? Controlla che in ogni zona ci siano i rifiuti di pertinenza di quella zona. Nel '92 va bene un involucro con scritto Twix; nel 1989 ci deve però essere scritto Raider. Com'è possibile che questi scambi di rifiuti possano avvenire? Perché ci sono persone, chiamate traveller, a cui un solo periodo sta stretto e si muovono tra le varie zone facendo contrabbando. Inutile dire che sarà proprio l'incontro di Leo con uno, anzi una, di questi, ad accendere la miccia degli eventi. Fontana è riuscito a creare un mondo credibile e coerente ed un personaggio, Leo, che ha tratti somiglianti al Paul Hackett di Fuori orario di Scorsese, o al Sam Lowry di Brazil di Gilliam (e come non pensare anche ai personaggi interpretati in questo film da Bob Hoskins e Robert De Niro?), tanto che nella lettura si è fatta strada nella testa una trasposizione filmica, che dati i precedenti di sceneggiatore dell'autore spero sia possibile (anche se non so quale regista italiano possa trattare questa materia con la dovuta dose di surrealtà). Splendido visto da qui è un romanzo che fa i conti con i tratti tipicamente nostalgici italiani, con quel peculiare dono del rimpiangere, ognuno di noi, certi anni in cui tutto andava meglio, cui si aggiunge il gusto globale odierno per una certo retromania (prendendo in prestito il termine dal critico musicale inglese Reynolds ed espandendolo a molti altri aspetti della vita quotidiana). Una storia divertente, umoristica (dell'umorismo pirandelliano), un mondo distopico in cui tutto è funzionale alla ripetizione senza sosta degli stessi eventi con gli stessi protagonisti (da cui segue che ci sono schiere di sosia atti a impersonare calciatori, politici, donne dello spettacolo e via dicendo), ripetizione che può però prevedere piccolissime variazioni (d'altronde nelle varie zone le persone invecchiano, nascono e muoiono, e nonostante lo stesso contesto qualche gusto può essere diverso) che quelli del Quartier Generale devono essere pronti a giustificare, con ripercussioni su altre zone e via dicendo. Un romanzo ben costruito, che inquieta e fa sorridere, in cui riconoscersi (e spaventarsi per essersi riconosciuti) e che starebbe davvero bene in una sala cinematografica.

“A Sessanta patria era una parola militaresca, piaceva a chi non sopportava i capelloni debosciati e le femmine che votano. Una cosa reazionaria.

A Settanta patria era un concetto antiquato e più che altro ridicolo.

A Ottanta patria era un'idea provinciale e limitante per un libero mercato.

A Novanta patria era un moto di nostalgia affettuosa in un mondo proiettato verso la globalizzazione.

A Zero patria era “glocal”, piaceva a chi non sopportava i ristoranti in franchising e si eccitava per le albicocche a chilometri zero. Una cosa progressista.

All'interno di questo quadro, andavano di volta in volta applicate le sfumature ordinate dall'alto. Per il decennio a venire ad esempio, il patriota reazionario di Sessanta sarebbe stato orientato dai media verso un paternalismo sdolcinato da colonnello in pensione fino al 1964-65 e da lì in poi, fino al 1969, verso un bello spirito forcaiolo con una franca propensione per il linciaggio. Perché? Come era maturata questa decisione presso i dirigenti?

Leo non avrebbe saputo rispondere, uscì confuso dal seminario. L'unico elemento chiaro è che ci voleva un lavoro immane per mantenere le cose come stavano.” (pag. 173)

 

Edizione esaminata e brevi note

Walter Fontana ha pubblicato vari libri tra cui L’uomo di marketing e La variante limone, un cult più volte ristampato, e Non ho problemi di comunicazione. Tra le numerose collaborazioni nel mondo dello spettacolo, ha scritto testi teatrali per Angela Finocchiaro (Miss Universo e Open Day), collaborato a vari programmi tv (come Mai Dire Gol della Gialappa’s Band scrivendo negli anni per attori come Hendel, Bisio, De Luigi, Paola Cortellesi e tanti altri; e alcune edizioni di Zelig) e partecipato a diverse sceneggiature di film di Aldo Giovanni e Giacomo (Chiedimi se sono felice, La leggenda di al John e Jack, Tu la conosci Claudia?) e di Ale e Franz.

Walter Fontana, Splendido visto da qui, Giunti, collana Italiana, 2014. Euro 14.

Una recensione su Panorama.

Un'intervista a Walter Fontana su The comedy bay.

ab, ottobre 2014

ISBN/EAN: 
9788809786974

Commenti

[Splendido visto da qui] "Una

[Splendido visto da qui] "Una storia divertente, umoristica (dell'umorismo pirandelliano), un mondo distopico in cui tutto è funzionale alla ripetizione senza sosta degli stessi eventi con gli stessi protagonisti (da cui segue che ci sono schiere di sosia atti a impersonare calciatori, politici, donne dello spettacolo e via dicendo), ripetizione che può però prevedere piccolissime variazioni (d'altronde nelle varie zone le persone invecchiano, nascono e muoiono, e nonostante lo stesso contesto qualche gusto può essere diverso) che quelli del Quartier Generale devono essere pronti a giustificare, con ripercussioni su altre zone e via dicendo."