Föllmi Olivier, Pons Danielle

Saggezze. 365 pensieri di Maestri dell'India

Autore: 
Föllmi Olivier, Pons Danielle

ATMAN

Quando un uomo sente battere nell’anima la vita e l’anima del mondo egli è libero” (Rabindranath Tagore).
 
Saggezze non è un libro comune. È una raccolta di pensieri ed immagini che raccontano, per ogni giorno dell’anno, l’India e la sua anima.
Molto più che un progetto atipico e affascinante, si propone di carpirne i segreti, nel sogno e nell’illusione, valorizzando la figura dei suoi maestri.
L’Umanità tutta sta nell’India. Il mondo intero popola questa grande terra folgorata dalla luce e dall’ombra del divino, nei suoi terribili contrasti; i suoi paesaggi naturali, la sua intensa vita, i suoi riti, la sua gioia, la sua disperazione, la sua preghiera, la sua musica, i canti ed i suoi silenzi, la realtà ed il mito, la ricchezza sfrenata e l’agghiacciante povertà.
 
L’India è nel colore brillante degli occhi dei suoi bambini che tendono i loro sguardi al di là delle pagine.
L’India è nell’allegria sfrenata dei sari indossati dalle sue donne.
L’India è nelle voci della natura, nei corsi d’acqua profanati dalla civiltà, nelle lussureggianti foreste, tra i colori profondi del cielo e la purezza della neve sulle sue montagne, tra i profumi della sua terra, colorata e aspra allo stesso tempo.
L’India è nella spiritualità dei suoi abitanti, di quelli che sono ancora e di quelli che non sono più.
L’India è nel cuore di chi ha creduto in essa, lottando con il sorriso per la sua libertà.
L’India è nella poesia dei suoi canti antichi, nei testi sacri e nelle preghiere della tradizione.
L’India è nell’anima. L’India è l’Atman.
 
Saggezze” raccoglie le testimonianze del pensiero degli illustri uomini che hanno amato l’India e di quello che la natura e la sua gente possono offrire al mondo: la sua incredibile umanità, lo sfavillio di luci che vengono da dentro, la varietà dei colori invisibili dello spirito.
Saggezze è un libro da sfogliare tutto l’anno, per 365 giorni, facendosi catturare dalle immagini e dagli aforismi ad esse collegate.
Testi celebri, antichi e moderni che racchiudono il senso di spiritualità che quel Paese sofferente racchiude in sé.
Uno scrigno prezioso che lucida l’anima ad ogni sua pagina, avvolgendola con polvere d’oro.
Bastasse questa a salvare l’India, sarebbe il posto più ricco del mondo, ma è dalla sofferenza che si risveglia il bisogno estremo di conservare e alimentare la spiritualità. Religione, miti o credenze non importa.
Leggendo i testi dell’Upanishad, del Buddha, di Tagore, Vivekananda, Krishnamurti e dello stesso Gandhi abbinati a fotografie di luoghi, animali o persone, si vive un momento di profonda pace interiore, rivelando, infine, il sorriso del cuore. Sfumature simboliche si dipanano poco alla volta. Il tutto ed il niente allo stesso tempo, perché le emozioni restano intatte. Ed è questo che si percepisce sfogliando il volume, soffermandosi giorno per giorno su una fotografia differente, seguendo cronologicamente il datario, meditando sulle parole incise.
 
La raccolta inizia con un indice particolare: la suddivisione del calendario della spiritualità, con ogni periodo contrassegnato da un tema: L’universo e la legge cosmica, Separati dall’universo, Ricongiungersi all’Universo, L’umanità, una unità, Libertà. .
 
La verità non ha sentieri: questa è la bellezza della verità, che è viva”, 17 aprile - Jiddu Krishnamurti .
 
Accanto alla citazione famosa di Krishnamurti, si rivela l’immagine di un sentiero sterrato su cui sono incolonnate una decine di donne, accompagnate da bambini, avvolte nei loro sari colorati, con i contenitori dell’acqua sul capo, in perfetto equilibrio.
 
Non dite mai: O Signore, sono un misero peccatore. Chi vi aiuterà? Siete voi ad aiutare l’universo”, 28 aprile - Swami Vivekananda”.
 
Ecco che la citazione si lega indissolubilmente all’immagine di un uomo in posizione yoga, visto di profilo: un tramonto violaceo sullo sfondo ed il cerchio rosso del sole, minuscolo, sembra appoggiarsi sul palmo delle mani dell’uomo tese in avanti.
 
La condizione prima di un’attitudine umana è un poco di umiltà, un poco di diffidenza sulla correttezza della propria condotta e un poco di disponibilità”, 11 giugno – Gandhi”.
 
Accanto alle parole di Gandhi, l’immagine emblematica dell’elefante che poggia la sua proboscide sul capo di un bambino inchinato.
 
Descrivere queste immagini non è cosa facile, perché le emozioni si sviluppano con lo sguardo, nel silenzio.
Sfogliare giorno per giorno, scorrere in avanti e trovare sempre nuove sorprese che sembrano esser state inserite per magia nel libro, durante la notte. Ecco, questo è Saggezze.
 
Amo la fotografia perché mi consente di andare verso l’altro e di comunicare attraverso il linguaggio della connivenza. Per fotografare e porre nella sua luce migliore una persona, dò tutto me stesso, e quella persona, onorata, darà se stessa a sua volta, con naturalezza. È qui che avviene l’incontro”, Föllmi.
 
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
 
Olivier e Danielle Föllmi sono gli autori di questo volume e di “Offerte, 365 pensieri di maestri buddhisti” (2003). Olivier, svizzero francese, fotoreporter e scrittore, ha vissuto per anni nelle vallate himalayane. Ha la grande capacità  di catturare l’anima delle persone nella forografia, armonizzandola con la natura.
Danielle, studiosa di antropologia, vive prima in America latina e poi studia medicina a Parigi, conseguendo a Ginevra la specializzazione come anestesista. La sua attività si rivolge particolarmente a Médecins sans Frontières.
Parlano la lingua Hindi, avendo vissuto a lungo in India, che continuano ad amare molto. I loro figli sono nati in Tibet.
Trascorrono la vita per il mondo portando avanti il loro progetto di valorizzazione della cultura dei popoli per la pace e la non-violenza. Da ogni loro viaggio nasce un libro. Il progetto continuerà almeno fino all’anno 2010.
 
Disponibili in lingua italiana: “Offerte” (2003), “Himalaya” (2005), “Origini”(2005), “India” (2005),  “Rivelazioni” (2006), “Risvegli” (2007), “Africa” (2006), “Pachamama”(2007). Nuovo lavoro “Homage to Asia” (2008).
 
Olivier e Danielle Föllmi, “Saggezze – 365 pensieri di maestri dell’India”, l’Ippocampo,  2004. Edizione italiana a cura di Giuliano Boccali (che ha scritto anche la prefazione); introduzione di Jean Sellier con la collaborazione di Muthusamy Varadarjan.
 
Titolo originale: Indian Wisdom 365 days, 2004.
 
Tra i testi citati: Bhagavad Gita (cosiddetto vangelo dell’Induismo), Buddha Shakyamuni, Mahatma Gandhi, Kabir, Kalidasa, Jiddu Krishnamurti, Mirabai, XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, Rabindranath Tagore, Upanishad, Veda, Swami Vivekananda.
 
Approfondimenti in rete: Sito ufficiale.
 
Liberarsi dal conosciuto significa morire, e allora si vive”, Krishnamurti.
 
 
Movida, 20 gennaio 2005.
 
Per Angela Migliore che me ne ha fatto dono.
 
 

 

 

 

ISBN/EAN: 
9780810956209

Commenti

"Un percoso a due.
Danielle Pons e Olivier Föllmi sono nati per incontrarsi: senza che potessero presagirlo, gli dei dell?Himalaya avevano tessuto per loro, un filo dopo l?altro, un unico destino.
Al loro primo incontro sono molto giovani. Danielle è immersa nei suoi studi di Medicina e Olivier, zaino in spalla, nella scoperta dell?India e del Nepal...
Conseguita la laurea, con specializzazione in Medicina tropicale, Danielle raggiunge le fila di Médecins sans Frontières con cui si reca in missione nel Laos, in Cambogia, a Panama? In seguito, durante le lunghe assenze di Olivier, si specializza in anestesia e rianimazione cardiochirurgica ed esercita in Svizzera.
Dopo il matrimonio, nel 1984, la costruzione di una famiglia con l?adozione di quattro bambini tibetani: Motup, Diskit, Pema et Yvan.

La loro vita sarà un andirivieni ininterrotto, ma di ciascuno di questi loro viaggi vorranno condividere l?emozione con quante più persone possibile: da ogni avventura nascerà un libro in cui fotografie e testi sono un?autentica ode alla vita.
Raggiunta l?età in cui il disegno della vita si rivela poco a poco, con le sue pennellate chiare o scure, oggi la loro ricerca si affina per sfociare in una nuova opera, HUMANITÉ (Umanità), culmine di una vita a due che hanno tenuto a condividere con i loro simili.

Nel settembre del 2000, a Danielle e Olivier viene chiesto di essere i fotografi ufficiali del Dalai Lama durante il suo soggiorno in Francia, in occasione del quale egli espone parti essenziali dei suoi insegnamenti e incontra per la prima volta ufficialmente dei politici francesi.
Nel dicembre del 2000, Olivier viene selezionato dalla rivista americana «National Geographic» che gli affida un imponente lavoro fotografico sulla Francia e la regione Rhône-Alpes.
Nel gennaio del 2001, Olivier et Danielle ricevono in una cerimonia pubblica al Palais du Luxembourg a Parigi la medaglia d?onore della Société d'Encouragement au Progrès. La Société d'Encouragement au Progrès premia «coloro che, in maniera continuativa e attraverso uno sforzo personale, attraverso le loro azioni, la loro creatività, hanno fatto cose fuori del comune, che gli altri non hanno fatto, con l?intento di porle al servizio dell?umanità sotto qualsivoglia forma»", dal sito ufficiale.

http://www.follmi.com/it/chemin/parcours2.php3

Mi sembra tanto una di quelle classiche operazioni commerciali ad uso occidentale. L'Oriente fricchettone da esportazione non m'è mai piaciuto, amando le dottrine orientali.

Te che sei apppassionata, Movida leggiti "La dottrina del risveglio" e "Lo yoga della potenza" (ambedue edizioni Mediterranee) , di Julius Evola, e anche L'uomo e il suo divenire secondo il Vedanta (Adelphi) di Guénon, te li consiglio vivamente.

"L?India è nel colore brillante degli occhi dei suoi bambini che tendono i loro sguardi al di là delle pagine.
L?India è nell?allegria sfrenata dei sari indossati dalle sue donne.
L?India è nelle voci della natura, nei corsi d?acqua profanati dalla civiltà, nelle lussureggianti foreste, tra i colori profondi del cielo e la purezza della neve sulle sue montagne, tra i profumi della sua terra, colorata e aspra allo stesso tempo.
L?India è nella spiritualità dei suoi abitanti, di quelli che sono ancora e di quelli che non sono più.
L?India è nel cuore di chi ha creduto in essa, lottando con il sorriso per la sua libertà.
L?India è nella poesia dei suoi canti antichi, nei testi sacri e nelle preghiere della tradizione.
L?India è nell?anima. L?India è l?Atman. "

> Poesia.
Tra qualche mese, uscirà un saggio sui pensatori dell'India moderna - Gandhi, Nehru tra i protagonisti - appena ne so qualcosa di più ti avverto:).

2, credo sia qualcosa di più:

"Dopo il matrimonio, nel 1984, la costruzione di una famiglia con l?adozione di quattro bambini tibetani: Motup, Diskit, Pema et Yvan."

> è una coppia di artisti impegnati... e sembrano decisamente coerenti.

4 - mah... a leggere dal pezzo mi restano molti dubbi.

Amo la fotografia e Follmi è un fotografo emozionante. ha conosciuto Danielle in un viaggio. Lei svolgeva attività in Medici senza frontiere. Non credo prprio che i medici attivisti siano propensi ad operazioni ouramente commerciali. Forse è bene che io inserisca la loro vita nel commento. Ne avevo riportato un estratto. Evola e Guénon hanno fatto parte del mio percorso, anche se non con quei testi che segnali. Oggi non sono nelle condizioni ottimali per tornare sull'argomento. Grazie comunque della segnalazione.

"Un percoso a due

Danielle Pons e Olivier Föllmi sono nati per incontrarsi: senza che potessero presagirlo, gli dei dell?Himalaya avevano tessuto per loro, un filo dopo l?altro, un unico destino.

La scoperta dell?Asia risale per Olivier Föllmi al 1975, data in cui, borsista in viaggio di studio, compie la sua prima spedizione al Mir-Sa-Mir (6059m) in Afghanistan. Nel 1976, con lo zaino in spalla, affronta l?esperienza di vivere in una delle zone più isolate del mondo, lo Zanskar, dove trascorre quattro inverni (1980/1988). Del 1980 è anche un ritiro invernale al monastero di Phuktal, 4000 m, sulle orme di Aleksander Csoma di Körös. Tra il 1979 e il 1986 fa la guida per viaggi incentrati sulla cultura tibetana in India e in Nepal.
Nel 1982, in pieno inverno nello Zanskar, a 5000 metri, per un congelamento ai piedi e un principio di cancrena, sfugge per un soffio alla morte. Da questi viaggi fuori dal mondo nascerà nel 1983 il suo primo racconto, Deux hivers au Zanskar (Due inverni nello Zanskar), scritto a ventidue anni.
Nel 1980 Olivier Föllmi ottiene il primo Prix de France de Photographie. Grazie alle sue immagini, vince anche, nel 1982, il Gran Premio del Festival International de diaporama di Châtel.
Nel 1983 gli viene attribuito il Gran Premio del Festival del cinema d?avventura di Royan per il suo reportage in multivisione Zanskar d'hiver et d'aujourd'hui (Lo Zanskar d?inverno ai nostri giorni).
Nel 1984 si sposa con Danielle e parte alla scoperta della Cina, del Tibet e dello Zanskar, sua terra d?adozione. È la nascita di Signes et Espaces (Segni e Spazi), il suo primo libro di immagini. Zanskar, che vede la luce due anni dopo, è la consacrazione dei giorni di attesa nelle valli remote, in attesa delle luci propizie, dei mesi di veglia a lume di candela, della complicità di Olivier Föllmi con il popolo Zanskari.
Fotografo-oratore, porta testimonianza della sorte del Tibet invaso (1984-1987) e si impegna per la causa tibetana presso il Dalai Lama. Nel 1987 vince il Premio Uomini senza frontiere al Festival del cinema di viaggio di Royan per il suo reportage in multivisione per 6 schermi Tibet-Zanskar.
Nel 1988 parte per la zona di confine tra gli imperi di Cina, URSS e Afganistan, e partecipa alla spedizione francese Omnium - Accor sul Mustagh Ata (7546 m), di cui raggiunge la vetta con gli sci ai piedi. Le immagini scattate da Olivier Föllmi sono immortalate in Mustagh Ata et Asie (Mustagh Ata e Asia).

Nel 1989, Olivier et Danielle lasciano lo Zanskar isolato dalla neve portando con sé due bambini, Motup et Diskit, che iscrivono a scuola in India, dopo dodici giorni di marcia su un Fiulme Ghiacciato a continuo rischio della vita. Ancora oggi Olivier Föllmi e la moglie si fanno carico degli studi dei due ragazzi che considerano come figli. Questa avventura, premiata al World Press Photo, sarà celebrata come una tra le più belle avventure umane del secolo. Nascono Le Fleuve Gelé (Il Fiume Ghiacciato), un libro per immagini tradotto in inglese, tedesco e giapponese; Caravane pour une École (Carovana per una scuola), un racconto; e L'École au bout du fleuve (La scuola alla fine del fiume), un libro per bambini consigliato alle scuole dal Ministero francese della pubblica istruzione. Le Fleuve Gelé è, ancora, uno spettacolo per nove schermi in proiezione simultanea, ideato da Olivier e vincitore del Gran Premio al XIV Festival del cinema d?avventura e il Premio Photo-Reporter. Per l?impresario Connaissance du Monde, Olivier Föllmi ha tenuto conferenze in tutta l?Europa francofona. È del 1990 la sua terza scalata della vetta più alta della Patagonia, il Monte San Valentino (4000 metri), in Cile, con l'équipe Omnium/Accor e Allibert.

Dopo settimane trascorse sui ghiacciai del Hielo Continental, nel ruggito infernale del 50° parallelo, pubblica Terre de Sel -Terre de Gel (Terra di sale - Terra di gelo), un libro per immagini che riscuote il Prix de la Presse al Salon du Livre de Montagne di Passy nel 1991.
Nel 1991, insieme a Danielle, va a vivere in India presso la comunità tibetana in esilio che, nel 1992, affiderà loro in adozione due bambini, Yvan Tséring (5 anni) e Léonore Pema (4 anni), che da allora vivono con loro in Alta Savoia. Olivier e Danielle fondano l?associazione HOPE (Himalayan Organisation for People & Education), che opera in favore di uno sviluppo armonico della civiltà dell?Himalaya e in sostegno di una riflessione sui valori dell?educazione tibetana.
Alla fine del 1992, unendosi alla spedizione francese Omium/Agefi/GOBTP, Olivier Föllmi conquista per primo le pendici del Kangla Gachu (6000 m), nel Bhutan. Di comune accordo, i membri della spedizione si fermano ai piedi della vetta che decidono di lasciare inviolata, rispettando le credenze del luogo. Dai molteplici viaggi in Bhutan, nel corso dei quali Olivier Föllmi è ricevuto dalla Famiglia reale del paese ? nasce nel 1993 Bhoutan - le Temps d'un Royaume (Bhutan ? il tempo di un regno), un lavoro sincero e profondo, esaurito in libreria in tre settimane.

Già nel 1994, fedele alla sua passione per l?Himalaya e ai suoi legami tibetani, Olivier Föllmi percorre il Tibet, tenta l?ascensione del Minya Konka (7556 m), nel Kham, con la Spedizione francese Omnium/Agefi/La Bourse de Paris. Fallimento agli occhi dei puristi, la spedizione è una vittoria per i suoi membri, che tornano illesi dopo aver sfiorato la vetta in una tempesta di vento infernale. Nel 1995 esce Hommage au Tibet (Omaggio al Tibet), con prefazione del Dalai Lama. Libro d?arte e di rivolta, Hommage au Tibet racconta l?esperienza di vent?anni della vita appassionata di un fotografo della luce, e di un uomo profondamente segnato dell?Himalaya. È un libro che il Dalai Lama reca in dono ai presidenti e altre personalità da cui è ricevuto in tutto il mondo.
Nel 1996, riaffermando il loro impegno per la causa tibetana, Danielle e Olivier Föllmi compongono un volume destinato ai giovani, Les Enfants de l'espoir (I bambini della speranza). Attraverso testi e immagini, vi ripercorrono la vicenda straziante dei bambini tibetani costretti a fuggire a piedi attraverso l'Himalaya dal loro paese occupato dalla Cina, per crescere nelle scuole tibetane patrocinate dal Dalai Lama.

Nell?autunno del 1997, risultato di un anno di lavoro creativo, esce Si Loin des hommes, si près des dieux (Tanto lontano dagli uomini, tanto vicino agli dei), un omaggio che Olivier dedica allo Zanskar per i doni più cari che ne ha ricevuto. Un libro completo in cui le immagini riempiono di meraviglia e il racconto appassiona. Siccome nello Zanskar tutto è fatto a mano, Wangchuk, artista tibetano, è venuto apposta in Europa per dipingere pazientemente ad acquarello, una pagina dopo l?altra, questo libro, e forgiargli un?anima. Duecentotrenta pagine sprigionanti sensibilità, resoconto di vent?anni di immagini e di passione, che aprono alla comprensione di una vita altra, intrisa di dolcezza e di saggezza. Esaurito in libreria nel giro di quattro settimane, il libro è stato ristampato due volte nell?arco di sei mesi.
Risale alla primavera del 1998 l?uscita nel nuovo volume L'Horizon des Dieux (L?orizzonte degli Dei), in seguito ad un?ascensione nel Nepal dell?autunno del 1996. La Spedizione francese René Collet, cui Olivier Föllmi partecipa per la quinta volta, attraversò a piedi le valli del Mustang fino alle valli del Dolpo per scalare il Putha Hiunchuli (7246 m) e, per la prima volta, il Kang Tokal (6300 m). Miscela assai armoniosa di fotografie di Olivier e di calligrafie tibetane di Jigmé Douche, questo pregevole volume, innovativo nel suo campo e molto apprezzato dalla critica, risulta esaurito in otto settimane.

Fin dall?edizione del 1998/99, Olivier compare nel Who's Who en France, ?la bibbia moderna degli attivi?, tra le «20.000 biografie che per fama, pregevolezza, merito, talento e competenza contribuiscono all?attività e al prestigio della Francia».
Nel 1998, dopo una serie di conferenze per Connaissance du Monde, Olivier scrive due soggetti per il programma documentario Dans la nature avec Stéphane Peyron (Nella natura con Stéphane Peyron) prodotto da Canal+. In seguito partecipa alle riprese del film Les Moissonneurs de l'Himalaya (I mietitori dell?Himalaya, 52?, andato in onda per la prima volta nel dicembre del ?98) con compiti di organizzazione generale, fotografo e consulente artistico. Infine, con la spedizione di René Collet, si reca ad esplorare e fotografare le regioni ben poco frequentate del Sikkim settentrionale, ai piedi del Kanchenjunga.
Nel febbraio del 1999, riparte con Stéphane Peyron alla volta del Ladakh, a 4500 m, con temperature di 30 sotto zero, per girarvi, con la co-regia di Christian Gaume, il film Les Bergers de l'hiver (I pastori dell?inverno, 52?, andato in onda per la prima volta su Canal+ nel dicembre del ?99). Anche qui svolge compiti di organizzazione generale e di fotografo di scena.

Nel settembre del 1999 è nominato al ?Visa d'or magazine? nell?ambito dell?11° Festival internazionale di fotogiornalismo di Perpignan. Il Visa d'or è attribuito da una giuria composta da 46 direttori della fotografia di riviste internazionali per premiare i tre migliori reportage dell?anno. Il reportage Les Forçats de l'Himalaya (I forzati dell? Himalaya) è nominato insieme ad altri due, Un jardin sous la glace, realizzato da Norbert Wu per il «National Geographic», e Chinatown di Chien-Chi Chang dell?agenzia Magnum.
Nel novembre del 1999, il suo libro di fotografie Les Bergers de l'hiver risulta esaurito in libreria nel giro di tre settimane e viene immediatamente ristampato.
Dell?estate del 2000 è l?impegnativo reportage realizzato sulle orme delle grandi carovane trans-himalayane, nelle terre ladake del Rimo e del mitico Karakorum pass.

Nel settembre del 2000, a Danielle e Olivier viene chiesto di essere i fotografi ufficiali del Dalai Lama durante il suo soggiorno in Francia, in occasione del quale egli espone parti essenziali dei suoi insegnamenti e incontra per la prima volta ufficialmente dei politici francesi.
Nel dicembre del 2000, Olivier viene selezionato dalla rivista americana «National Geographic» che gli affida un imponente lavoro fotografico sulla Francia e la regione Rhône-Alpes.
Nel gennaio del 2001, Olivier et Danielle ricevono in una cerimonia pubblica al Palais du Luxembourg a Parigi la medaglia d?onore della Société d'Encouragement au Progrès. La Société d'Encouragement au Progrès premia «coloro che, in maniera continuativa e attraverso uno sforzo personale, attraverso le loro azioni, la loro creatività, hanno fatto cose fuori del comune, che gli altri non hanno fatto, con l?intento di porle al servizio dell?umanità sotto qualsivoglia forma».

Gli anni 2001 e 2002 sono dedicati all?elaborazione del libro Himalaya Bouddhiste (Himalaya Buddista) con Matthieu Ricard.
Nel maggio del 2001, reportage in Groenlandia nella regione di Maniitsoq.
Nel gennaio del 2002, a Bodhgaya, nella pianura indiana, per conto del settimanale «Paris-Match», Olivier fotografa i 400.000 pellegrini ivi confluiti dall?Himalaya e dalle terre tibetane per pregare per la pace nel mondo e ascoltare gli insegnamenti del Dalai Lama. Il reportage verrà pubblicato nel n° 2755 della rivista.
Poi, un nuovo viaggio di Olivier Föllmi, che lo porta a scoprire e fotografare l?estremo nord del Canada; la creazione delle Editions Föllmi e di nuovo una partenza per un reportage in Perù e in Bolivia, con l?ascensione di due vette andine ancora inviolate.
A partire dal mese di agosto del 2002, Olivier & Danielle si dedicano alla concezione di un nuovo, grande progetto, per un libro la cui pubblicazione, ad opera delle Editions de la Martinière, è prevista per l?autunno del 2003.

Settembre 2002: esce, per i tipi della Martinière, il libro Himalaya Bouddhiste, stampato in 100.000 copie, in 5 versioni (francese, inglese, americana, tedesca, olandese).
A fianco di Danielle e Olivier Föllmi e di Matthieu Ricard, diciassette prestigiose personalità ? politiche e spirituali, che hanno dedicato la loro vita all? Himalaya buddista ? hanno dato il loro contributo per raggiungere quell?approccio esaustivo, unitario e completo che farà di questo lavoro il libro di riferimento in materia: Matthieu Akester, Philippe Cornu, Jigme Douche, Mireille Helffer, David P. Jackson, Corneille Jest, Claude B. Levenson, Fernand Meyer, Jamyang Norbu, Clara Osel, Jetsun Pema, Françoise Pommaret, Janet Rizvi, Galen Rowell, Lobsang Sangyé, Gene Smith.

Settembre 2003: esce il libro Offrandes, 365 pensées de maîtres bouddhistes (Offerte, 365 pensieri di maestri buddisti).
Danielle e Olivier Föllmi trasmettono in questo libro la loro visione dell?esistenza, una visione che incita a superare continuamente se stessi e a far crescere l?umanità. I principi e i precetti tratti dalla filosofia buddista vi sono espressi con chiarezza: ogni giorno, la parola dei più grandi maestri si dà in offerta accompagnata da una fotografia del mondo himalayano, come per destare i nostri sensi, e predisporre la nostra mente a ricevere le chiavi di una saggezza che propone una visione della vita, del mondo e delle sue leggi.

Settembre 2004: in una linea di continuità con Offrandes, e al fine di costituire una collana che riunisca le saggezze del mondo intero, esce il libro Sagesses, 365 pensées de maîtres de l?Inde (Saggezze, 365 pensieri di maestri dell?India). Esce inoltre in grande formato il libro fotografico Hommage à l?Himalaya (Omaggio all?Himalaya).

Il 2004-2005 è l?anno africano (8 mesi di viaggi in Africa).
Il progetto «Sagesses de l?humanité» incontra il suo pubblico e prende quota. Tradotti in 7 lingue, i libri Sagesses, 365 pensées de maîtres de l?Inde e Offrandes, 365 pensées de maîtres bouddhistes vendono 300.000 copie.

Settembre 2004: esce il libro Origines, 365 pensées de maîtres africains (Origini, 365 pensieri di maestri africani). Esce inoltre in grande formato il libro fotografico Hommage à l?Inde (Omaggio all?India).

2006: alla scoperta dell?America latina?"

...ovviamente ognuno si fa l'idea che vuole...io non ci guadagno nulla dal punto economico, e non ho speso per questo perché mi è stato regalato. Dal punto di vista dell'arricchimento culturale senz'altro. Le fotografie sono stupende. Anzi sto facendo un serio pensierino su quello dedicato all'Asia, estremo Oriente.

Saremo felici di leggerne, Movi;)

6 - Grazie degli approfondimenti, Movida. Li ho letti solo ora.

Su Evola e Guénon: quando vuoi, sono due autori che ho letto a lungo e approfonditamente. Ti consigliavo, in particolare, "La dottrina del risveglio" perché è uno dei migliori testi sul buddismo in assoluto, a detta degli stessi buddisti non occidentalizzati. Dico non occidentalizzati, perchè il buddismo in occidente ci viene raccontato per quello che non è, anche un po' per colpa del Dalai Lama. Che ovviamente ha i suoi buoni motivi, è ormai più un uomo politico che religioso. Ma c'è da capirlo, visto quello che vive il suo popolo.

L'altro invece, Lo yoga della potenza, è un saggio sul tantrismo. E questo è un vero unicum per l'occidente, assolutamente da non perdere perché non ne esistono di simili cosi ben articolati e documentati. Quello di Guénon, si può intuire già dal titolo: il Vedanta, come saprai, è la dottrina suprema alla base dell'induismo. E nessuno in occidente ha saputo esporla come Guénon, ancora oggi il massimo esperto di induismo che sia nato alle nostre latitudini. Tre testi imperdibili, dunque;)