Fogli Patrick

Vite spericolate

Autore: 
Fogli Patrick

Verdenero scrosta l’omertà della stampa da storie che i giornalisti non riescono, non possono o non sanno più raccontare. Combatte il silenzio distesosi a macchia d’olio sulle verità scomode che l’Italia insabbia e sceglie di dar voce ad una letteratura che sia denuncia. Non mentono, quindi, questi noir di ecomafia in carta, neanche a dirlo, riciclata; semplicemente costruiscono una trama intorno a fatti reali, riportati poi in appendice con chiarezza e precisione rigorosa e tuttavia colpevolmente trascurati dalla cronaca.

Dopo “Lentamente prima di morire”, “L’ultima estate d’innocenza” e “Il tempo infranto”, allora, Patrick Fogli si presta alla causa di questa coraggiosa casa editrice, scrivendo di Caterina, del Paese, della morte di sua madre e di tutta quella maledetta polvere. “Vite spericolate” non nomina mai l’Eternit e Casale Monferrato, ma ci porta dentro la routine fatta di piccoli gesti e radicate abitudini, di quella gente a cui la Fabbrica ha dato lavoro e morte per anni. Perché “per avere una legge che proibisse in Italia la produzione e l’uso dell’amianto c’è voluto il 1992”. Nel frattempo tutti sapevano tutto, ma nessuno ha fatto nulla. I dirigenti adoperandosi affinchè ogni cosa restasse nascosta e tutelando così guadagni e carriere, con il sostegno dei medici aziendali pronti a firmare finte diagnosi di ottima salute. Gli operai e le loro famiglie, rassegnandosi alla condanna pur di preservare una presunta normalità del tenore di vita.

Ne vengono fuori, pagine dense di un dolore che ribadisce l’impotenza di chi ha accettato il ruolo di vittima senza poter relamente scegliere: asbestosi o, peggio, mesotelioma pleurico. Dritti incontro alla morte per aver letteralmente disperso nella polvere la propria forza lavoro. O addirittura per un gesto d’amore. “Per aver lavato una camicia, e poi un’altra e un’altra ancora. Per una carezza o un bacio. (…) Per aver voluto semplicemente vivere una vita. Perché la quotidianità può essere pericolosa. Respirare può essere pericoloso”.

La narrazione procede lungo tre diverse angolature che si incrociano fondendosi nel corso del romanzo, cosicchè il punto di osservazione si sposta continuamente da Caterina, all’avvocato difensore del vecchio padrone della fabbrica, con l’interludio della prima persona di Laura, madre della protagonista, cui l’autore concede un toccante flusso di coscienza capace di dare profondità alla storia, andando oltre la mera esposizione della vicenda e regalando, invece, momenti di intensa introspezione, che arricchiscono l’architettura simmetrica di questa notevole scrittura. Prologo ed epilogo, infatti, combaciano, perfettamente corrispondenti e ciò che in apertura costituiva mistero, in chiusura è rivelazione: quadratura del cerchio.

Lo stile di Fogli è equilibrato e gode di una musicalità che gli consente di non soccombere dinanzi alla drammaticità della tematica trattata, ma di renderla in tutta la sua complessità, dunque mettendosi a servizio dei fatti scegliendo di non limitarsi a descriverne l’evoluzione, ma facendone teatro per le diverse sensibilità che la sua penna riesce a plasmare. Si tratta di personaggi spigolosi, difficili e immersi in una tremenda solitudine interiore. Caterina ex giornalista televisiva di successo, osteggiata ed esiliatasi in un isolamento volontario nonché autolesionista, Marco corroso dai sensi di colpa, Stefano testardamente deciso a lottare per ottenere giustizia, Lorenzo e la sua precarietà sentimentale, infine Laura disperatamente aggrappata alla vita che sente spegnersi dentro assieme al suo respiro. Ed è proprio in quest’utlimo ritratto che lo scrittore raggiunge il suo miglior risultato, evidenziando tutta l’umanità di una malata terminale, incapace di accettare il tradimento del proprio corpo come pure di smettere di desiderare la vita.

Alla luce di tutto ciò, non può non colpire la scelta, peraltro riuscitissima, della prospettiva femminile su cui l’autore plasma la storia, concentrando la narrazione su due donne: madre e figlia, con la conseguente specularità delle loro reciproche cognizioni del dolore.

Spericolate, entrambe perché la consapevolezza del pericolo cui hanno esposto la loro esistenza era solo latente. Sapevano, ma hanno fatto finta di niente, ostinandosi a “pensare che la menzogna spacciata per verità fosse la verità e non una menzogna”, pur di andare avanti. Non senza pericoli. Ma all’opposto, senza esserne pienamente consce. Perché “la mente è un organo vigliacco, che nasconde, mimetizza, cela, confonde. È un gioco di specchi che rimbalza l’attesa da un’immagine all’altra e che mentre la definisce la trasforma in speranza”. E allora ecco che il titolo, omaggio alla spericolatezza dello Steve McQueen cantato da Vasco Rossi, non si spiega solo con la corrispondenza di destini tra Laura e il divo di Hollywood, entrambi uccisi dal mesotelioma. È più che altro questione di approccio. Una sorta di sonno autoindotto per un bug nel meccanismo che regola l’istinto di sopravvivenza. Quello che si risveglia in Caterina al termine del libro di fronte all’arroganza di chi giustifica l’immoralità con la legge, quando sa di dover aspettare solo dieci anni per la sua giustizia personale. Perché quella proclamata nei tribunali “è spesso soltanto una forma di risarcimento postumo”.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Patrick Fogli è nato a Bologna 38 anni fa, e ci vive ancora, in una casa piena di film e libri che prima o poi finiranno per sfrattarlo. Finché le articolazioni delle ginocchia hanno retto, ha giocato a tennis tra la serie B e la C. Poi si è laureato in ingegneria elettronica e ha cominciato a lavorare sul serio. Ha un’insana passione per la cioccolata fondente, i blog, il Milan, Bruce Springsteen e gli U2; Pete Sampras e Stefi Graf, il Mac e i pochi cari amici che riescono ancora a sopportarlo. Divide la sua giornata tra la realizzazione di software gestionali, siti web e la scrittura. Facendo il possibile per non confondere le cose. Ha esordito con Lentamente prima di morire (Piemme, 2006), thriller ambientato a Bologna, che ha ricevuto delle ottime critiche e un convinto successo di pubblico.
(fonte: Festivaletteratura)


Patrick Fogli, “Vite spericolate”, Edizioni Ambiente - VerdeNero, Milano, maggio 2009.
Pp. 203

Nota: stampato su carta riciclata al 100%. Gli autori devolvono una parte delle royalties al progetto Salvaitalia di Legaambiente. VerdeNero è una campagna di mobilitazione contro l’ecomafia e il silenzio che l’avvolge, un’occasione concreta per affermare nel paese una nuova cultura della legalità a difesa dell’ambiente.

Approfondimento in rete:
MilanoNera Web / Corriere di Bologna / La Repubblica / Senza una destinazione / Intervista Video

 





A Maddalena, grazie di cuore.

Angela Migliore, giugno 2009 
ISBN/EAN: 
9788896238042

Commenti

"Lo stile di Fogli è equilibrato e gode di una musicalità che gli consente di non soccombere dinanzi alla drammaticità della tematica trattata, ma di renderla in tutta la sua complessità, dunque mettendosi a servizio dei fatti scegliendo di non limitarsi a descriverne l?evoluzione, ma facendone teatro per le diverse sensibilità che la sua penna riesce a plasmare"

Angela, splendida, con tutta la drammaticità e l'impotenza della vicenda.

"Perché quella proclamata nei tribunali ?è spesso soltanto una forma di risarcimento postumo?."

spietatamete vero...quando e se ci si arriva...

?la mente è un organo vigliacco, che nasconde, mimetizza, cela, confonde. È un gioco di specchi che rimbalza l?attesa da un?immagine all?altra e che mentre la definisce la trasforma in speranza?

bellissimo passo...

Finalmente ho mantenuto la promessa.
E' un gran bel libro: toccante e necessario.

Ora resta solo "Bloody Mary".

intanto applausi:)

"Perché ?per avere una legge che proibisse in Italia la produzione e l?uso dell?amianto c?è voluto il 1992?. Nel frattempo tutti sapevano tutto, ma nessuno ha fatto nulla. I dirigenti adoperandosi affinchè ogni cosa restasse nascosta e tutelando così guadagni e carriere, con il sostegno dei medici aziendali pronti a firmare finte diagnosi di ottima salute. Gli operai e le loro famiglie, rassegnandosi alla condanna pur di preservare una presunta normalità del tenore di vita."

> Siamo dalle parti dei libri fondamentali per sensibilizzare i cittadini, e per informarli a dovere. Ottima segnalazione.

5- Pare sia proprio la linea guida della casa editrice.