Flaiano Ennio

Una e una notte

Autore: 
Flaiano Ennio

I due racconti di questo libro sono le facce di una stessa medaglia: vano insieme ma l'uno sarebbe sorpreso di leggere l'altro, tanto differente. Un po' di esperienza ci insegna che pari e dispari sono segnati sullo stesso dado e che il dramma e la farsa accompagnano a vicenda un personaggio indeciso o semplicemente mediocre.”
È Flaiano stesso, nell'introduzione, a fornirci la chiave di lettura di “Una e una notte”, testo del 1959 che si compone di due parti distinte eppure complementari, così come lo sono i due protagonisti da cui prendono rispettivamente il titolo. Graziano ed Adriano, nei quali non pochi hanno riconosciuto tratti autobiografici dell'autore, sono infatti diversi ma simili nella loro natura di inetti, anacronistici rispetto al proprio tempo. Le loro storie fotografano la noia e l'incapacità di vivere pienamente, sottolineando quell'indolenza, quella resa passiva ad un ozio privo di soddisfazione che sono il fulcro attorno al quale ruota l'intera narrazione.
È facile, allora, riconoscere in Graziano l'equivalente letterario di quei vitelloni che Fellini, forte del soggetto del nostro, portò sul grande schermo nel 1953. Sfaccendato, ma parcheggiato nella redazione di un non citato quotidiano romano per intercessione del padre presso il direttore, Graziano passa le proprie giornate senza sapere come riempirle, senza trovare un proprio ruolo o una propria dimensione all'interno del giornale come dell'esistenza stessa. E si crogiola nelle sue ambizioni di scrittore inedito, inabile a superare il blocco della pagina bianca. Evita i colleghi, evita qualsiasi genere d'impegno: lavorativo e sentimentale, preferisce la fedeltà canina di Dory Nelson perché senza pretese, senza complicazioni. Preferisce incrociare corpi, senza preoccuparsi dell'anima. Preferisce fantasticare sulle sue rivincite piuttosto che calarsi nella realtà e diventarne parte attiva. Perché “la libertà per lui ha un sapore inebriante, a cui non è estranea la noia (…). Potendo far tutto, non si decide a far nulla”, procrastinando sempre come se il domani non dovesse mai arrivare, costantemente nebuloso e indefinito. Opposto rispetto al carpe diem di oraziana memoria, e piuttosto placido nella sua staticità e nella sua ripugnanza all'azione. Così anche la vicenda dell'astronave, che suo malgrado lo coinvolge in prima persona, finisce col perdere la propria straordinarietà per rientrare in una dimensione quasi domestica e Martha che era stata la sua speranza, diventa il suo tormento. Ma tutto si risolve in una breve parentesi, che non riesce a strapparlo alla vacuità della routine che s'è ciecamente votato a vivere.
In quest'ottica, quindi, Flaiano dipinge un Graziano beatamente ottuso. Al contrario Adriano soffre la sua pigrizia tormentata di rimorsi, l'estraneità al presente, nonché la distanza incolmabile da quella Roma che sente estranea e irriconoscibile, snaturata da gente che “crede alla forza delle cose più brutte perché nuove”. La sua storia si dipana in sei tappe che risentono della scrittura per il cinema. I capitoli sono tutti ampiamente descrittivi, somigliano a quadri dettagliati di cui il soggetto centrale stesso ci spiega l'interpretazione.
Il vecchio casale nella campagna romana, il santuario nel borgo contadino ora trasformato in set dall'amico regista (ancora Fellini, “Notti di Calabria”) e le capanne dei pescatori sul litorale di Fregene sono scene che servono tutte a raccontare il disagio di Adriano. Il tempo scorre senza che sappia dargli significato e cresce la sua impotenza, mentre gli occhi catturano immagini, squarci talvolta anche poetici, che lo riconducono alla sua solitudine interiore. La sensibilità del secondo protagonista è, dunque, ben diversa da quella del primo. Adriano è lontano da ciò che lo circonda e contemporaneamente ne è turbato. “Lo irritano la sciatteria e la bruttezza dei nuovi borghi che circondano la città, le devastazioni dei boschi, i paesi lasciati cadere, le enormi cave di pietra che sfregiano le colline nei punti più solenni e la miseria imbellettata che si affaccia sulle grandi strade”. Sembra voler fuggire da quel falso progresso e metterci di mezzo il mare per amplificare il divario, quasi come se fosse spettatore incredulo di un dramma che non riesce a coinvolgerlo veramente fino in fondo. Proprio come nelle ultime pagine del libro: quando dal televisore della famiglia dirimpettaia, gli arriva solo l'eco delle voci che si sovrappongono in una confusione inestricabile e, privato delle immagini, ha l'impressione di cogliere l'aspetto sostanziale dello show: gli applausi, che interpreta come “un fenomeno di generosità collettiva, di ansia di sopravvivere, ma non sino al punto di voler conoscere a che cosa o a chi siano diretti”, cogliendo in quel fragore di mani, il gesto riflessivo di un “pubblico che applaude sé stesso”.

Ed è metafora della sua storia personale, di un uomo che ha smesso di vivere per limitarsi ad esistere, incapace di attribuire valore ai propri giorni tutti uguali, “senza peso, evitabili e noiosi”.
Il volto di Flaiano, dietro quelli di Graziano e Adriano, appare quindi riconoscibilissimo. Simili alle tre Gorgoni, non vi è nulla di ammirevole in nessuno di loro, le cui esperienze, tuttavia, si fondono per raccontare “la faticosa felicità di vivere” (cfr. introduzione).

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Ennio Flaiano (Pescara, 1910 – Roma, 1972), giornalista, sceneggiatore, critico teatrale e cinematografico, romanziere italiano.

Ennio Flaiano, “Una e una notte”, Bompiani, Milano, 2000
Introduzione di Carlo Laurenzi
Bibliografia e cronologia di Anna Longoni
Oggi reperibile in Adelphi, Milano, 2006

Approfondimento in rete: Antenati / Italica Rai / Wiki / Italia Libri

FLAIANO in LANKELOT:
Flaiano Ennio - Autobiografia del blu di Prussia - franchi
Flaiano Ennio - Diario degli errori - gramigna
Flaiano Ennio - Diario notturno - franchi
Flaiano Ennio - Il gioco e il massacro - franchi
Flaiano Ennio - La solitudine del satiro - franchi
Flaiano Ennio - Le ombre bianche - franchi
Flaiano Ennio - Tempo di uccidere - franchi
Flaiano Ennio - Un giorno a Bombay - franchi
Flaiano Ennio - Una e una notte - AngelaMigliore

Angela Migliore, ottobre 2009


 

ISBN/EAN: 
9788845921032

Commenti

Ecco il mio pigro contributo allo speciale Flaiano.

http://www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=2944.0 Speciale FLAIANO!
(praticamente concluso, grazie ad Angela! Chi vuole può ancora e sempre aderire)

tutto chiarissimo;)
Tuo giudizio finale - fammi indovinare: "non indispensabile", al limite "complementare". Sbaglio?;)

3> La verità?
Non era nelle mie corde. Non indispensabile, no affatto.
Flaiano non rientra nella rosa dei miei preferiti, mettiamola così.

Ho letto anche "Il bambino cattivo", inizialmente titolato "L'inganno", libretto di una trentina di pagine scarse in cui Flaiano trasfigura la sua esperienza di bambino relegato in collegio. Sarebbe dovuto diventare un film per la regia di Luciano Emmer, ma ci furono incomprensioni e diverbi, quindi il progetto non trovò realizzazione.
Non ne scriverò, non saprei argomentare oltre la ricostruzione delle origini dello scritto, fornita con dovizia di particolari nella nota introduttiva dell'edizione Scheiwiller.

A questo punto credo di poterti consigliare solo "Tempo di uccidere" per riconciliarti con lui...
(non sapevo nemmeno che esistesse "Il bambino cattivo". Grazie per la preziosa segnalazione).

5> "Il bambino cattivo", l'ho scovato in biblioteca, dopo aver letto nel forum dello speciale su Flaiano, mentre cercavo i suoi titoli disponibili.
Quanto a "Tempo di uccidere", terrò a mente il consiglio, ma più in avanti.
Ora sto leggendo "Piano solo" della Knize (Elliot), un volumone di 500 e passa pagine in formato 24 cm. La copertina e il titolo mi hanno folgorata, tra l'altro la Feltrinelli (altra piacevole sorpresa) ha dedicato un intero scaffale alla Elliot. In alto il cartello invoglia a scoprire "una nuova casa editrice".

bene, buon per loro e per il gruppo:)
a giorni allora vedrai un libro Elliot di un autore conosciuto da queste parti, Sacha Naspini. Si chiama "I Cariolanti", esce nella collana Heroes di Massimiliano Governi. Ne scrivo presto!

Ottimo, leggerò con curiosità!!
(In realtà ce ne sono anche della Castelvecchi bene in vista. Ho notato "Il menu" di Sozi e "Il rosso e il blu" di Morozzi. Che stia cambiando qualcosina?)

Sozi e Morozzi li ho seguiti io - Sozi era una mia scelta - e tutto ciò mi fa piacere:). Qualcosina ancora in salsa franchiota esce prima di aprile, per loro, poi non so:)
va be'
prima o poi vi do un po' di notizie nuove...

Bene, bene!!
Il tuo lavoro dà i suoi frutti, allora!
Aspetto le nuove :)

6. anch'ioooo attrattissima, ma mi sono legata le mani!!! l'avevo visto in fiera il titolo, forse come nuova uscita non mi ricordo bene...ma l'ho visto poi da Feltrinelli nel reparto Elliot. Mi dirai!

9....mumble...ho qualche "vaga" sensazione...

11> Appena lo finisco te lo presto :)